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BiELLE INTERVISTE
Enrico De Angelis: "La lunga storia dei Club Tenco"
Il carteggio pre - rassegna

di Bielle


Prima della prima Rassegna di Canzone d'autore - e anche dopo - intercorse un fitto carteggio tra Rambaldi e De Angelis. Sono lettere su carta sottile, battute a macchina probabilmente con una vecchia fascinosa Olivetti o forse con una Remington. Le copie sono proprio copie-carbone... vero materiale da "feticisti dello scritto". Enrico De Angelis continua a raccontare.

Buffo... Amilcare all'inizio mi chiama “De Angelis”… Poi lui è diventato quasi una figura paterna per me, ed è stato proprio un rapporto di questo tipo: un padre abbastanza tradizionalista in certi aspetti, ma aperto alla discussione e un figlio giovane, irruento e un po' polemico. Ma gli ho voluto un bene dell'anima. Ce ne siamo voluti, credo.

Rambaldi e tutti gli altri a Sanremo, pensavano al Tenco come ad una specie di appendice del festival. Nel senso che lui, la proposta la fa al comune proprio in questi termini. Già nell’aprile 71 qualche giornale comincia a parlarne.

Nel giugno ’71 presenta il progetto in comune. Lui dava per scontato che a farlo fosse il Comune, considerando il Festival una sorta di suo primogenito. E’ curioso perché in un primo tempo pensa al Tenco come ad una quarta serata del Festival, un’unica serata dedicata ai cantautori italiani come omaggio a Tenco.

Nel gennaio ’72 il Comune accoglie l’idea, poi però deve essere successo qualcosa al Festival e l’ipotesi della quarta serata cade. Rambaldi allora ipotizza una formula a tre serate: la prima per i cantautori italiani, l’ultima per quelli stranieri e in mezzo un omaggio a Tenco che avrebbe dovuto fare la Vanoni che aveva sistematicamente cantato quel repertorio. L’idea viene poi modificata proponendo di far cantare a tutti gli artisti italiani una canzone di Tenco, cosa che gli scrissi subito che si scordasse, perché in quel momento i cantautori non l’avrebbero mai fatto.
“Io vedrei la canzone - scrive Amilcare - prima interpretata solo dal cantautore con la chitarra o il piano e poi ripetuta da un interprete di fama in un arrangiamento per orchestra”.

Gli stranieri avrebbero dovuto cantare la versione in lingua originale e poi altri artisti italiani da loro indicati avrebbero dovuto ricantare la canzone in italiano. Aveva la mania delle ripetizioni: una chiara eredità del Festival. Tutto questo aveva lo scopo di dare un carattere internazionale alla rassegna, di stabilire dei rapporti di scambio col Midem di Cannes e con Montecarlo. Comunque, a parte la macchinosità della cosa, è da apprezzare il fatto che lui abbia sempre pensato in grande.
Io ribatto che è inutile pensare così in grande che poi non si conclude nulla, ma questo dimostra che lui era uno con ampie vedute. Lui pensava alla televisione, allora aveva escogitato di dividere la serata in due parti: nella prima in cui c’era la tv, gli artisti avrebbero fatto due o tre canzoni precise e programmate; nella seconda, senza tv gli artisti sarebbero stati liberi di presentare ciò che preferivano.

Io gli smontai tutto… dalla doppia presentazione dei cantautori, all’omaggio a Tenco, agli accompagnamenti, gli stranieri mi sembrava eccessivo, non parliamo della doppia presentazione in italiano… Poi c’era la storia della competizione. Lui pensava alla mostra del Cinema di Venezia in cui l’anno successivo si premia chi ha venduto di più. Ora lui non voleva fare esattamente così, ma pensava che se ci fosse stato un premio che veniva assegnato un anno dopo, questo avrebbe in qualche modo garantito la continuità della manifestazione.

L’intento principale della prima edizione era di lanciare nuovi artisti. Però siccome voleva dare dei premi questi premi si sarebbero dati al grandi che avevano cambiato la storia della canzone italiana: Modugno, Paoli, Endrigo. Mancava la fascia di mezzo, quella in cui al tempo rientrava Guccini, che non poteva essere considerato un nome storico, ma non era neanche proprio una nuova proposta, anche se era il ’72.

In tutta questa fase, non c’è ancora il Club Tenco. Tutto avviene per iniziativa personale di Amilcare che si rivolge al Comune chiedendo la consulenza del Club di Venezia.
Fra i nomi ci sono Modugno, De André, Paoli, Pagani, Bindi, Lauzi, Dalla eccetera, ma poi ci trovo Tony Renis, Celentano, Memo Remigi e Battisti che trovo anche piacevole e bravo, ma secondo me è un’altra cosa dalla Canzone d’Autore. Così dico che se si invita Battisti esco io.

Sulla competizione i nostri punti di vista divergono completamente. Lui voleva che ci fosse una gara con una premiazione l’anno dopo. Anche per le nuove proposte voleva stabilire una specie di classifica, non si sa bene con quali parametri. Per questo mi dava fastidio farla. Io dicevo che era meglio se li sceglievamo noi a nostra discrezione.
Qui siamo nel ’72, tra poco si fonderà il Club.

Tra i nomi che cita vedo che ci sono Claudio Rocchi e Vecchioni…
Beh, lui come forma era legato a “vecchie” cose, ma seguiva quello che succedeva nel mondo della musica.
Il mio parere, come gli scrissi, era invece che: "La manifestazione non deve essere un Festival come gli altri, non possiamo assolutamente accettare la presenza di artisti anche abili e popolari ma commerciali… La canzone deve essere cantata solo dal cantautore senza ripetizioni…Tenco deve essere ricordato in modo discreto…Non ci deve essere competitività… Non mi sembra necessario – e qui probabilmente sbagliavo – aprire la rassegna a nomi stranieri".

Una seconda bozza propone tre serate: le prime due con la prima parte in diretta tv e la seconda “libera”, la terza con un omaggio a Tenco fatto dalla Vanoni.

Esecuzione – possibilmente fatta da parte dell’autore – di "Preghiera in gennaio" di Fabrizio De André

Edizioni successive con assegnazione dei premi. Dalla seconda edizione “Gran Premio Tenco alla canzone”
Questo anticipa in qualche modo la Targa alla canzone che è arrivata molti anni dopo. Questo Gran Premio però andava assegnato ad una canzone che fosse stata presentata alla rassegna o al Festival, quindi c’era ancora molto forte questo legame. - (continua)

Intervista effettuata tra il 12 e il 17 marzo 2005

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