Nota necessaria
Bielle
non vuol essere un sito di mp3 nè lo sarà
mai (nonostante la smania intenettistica verso questo
tipo di formato).
Il tentativo culturale di diffondere degli artisti, spesso
sconosciuti, non poteva non comprendere delle piccole
tracce musicali (parlando di musica, la stessa musica
diventa prioritaria). Conoscere passa infatti anche attraverso
piccoli spunti audio, testi, ricordi, impressioni. Conoscere
è un passo necessario verso una più saggia
umanità.
La saggezza include il supportare gli artisti che, generalmente,
non vendono milioni di copie.
Spesso la possibilità di reperire materiale discografico
è piuttosto ardua (ristampe inesistenti, fuori
catalogo, produzioni consistenti come una nuvola, ecc...),
totalmente altro dal "save and listen" opportunistico
degli mp3.
Una possibile "giustificazione"
italica riguardo la diffusione degli mp3 potrebbe essere
sicuramente l'insulsa politica dei prezzi dei prodotti
discografici, ma la questione è totalmente esterna
al progetto Bielle.
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IN
PRIMO PIANO |
| Fabrizio
De André: "Princesa" |
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Sono
scelte personali, personalissime. Peraltro riteniamo che
in questi 22 anni ci siano state molte altre belle canzoni,
più belle di quelle qui presenti. E per restare solo
ad "Anime Salve", come si può dimenticare
Smisurata Preghiera"? Tra le premiate (e qui quelle
si celebrano) la più bella ci pare "Princesa".
Fascino di tango. |
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| RIFLETTORI
SU |
| Francesco
Guccini: "Scirocco" |
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Fascino
di tango anche per la seconda citata. "Scirocco"
di Guccini e Flaco Biondini, da "Signora Bovary"dell'86.
Una canzone che, ingiustamente, si tende a dimenticare.
Così come mi ero dimenticato dell'altrettanto bella
"Canzone delle domande consuete" di Guccini, da
"Quelli che non" ,premiata nel 1990. |
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| Paolo
Conte: "Sotto le stelle del jazz" |
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Paolo
Conte è, con De Gregori, uno dei più premiati
di tutti i tempi (sette volte!). Questa è una delle
sue prime canzoni, ma anche delle più coinvolgenti.
Fascino jazz e notti fumose, ritmi rallentati e nel cuore
quell'America che "era il cuore, era il destino,
l' America era Life, sorrisi e denti bianchi su patinata".
Ma questo lo dice Guccini ...
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| Enzo
Jannacci: "L'uomo a metà" (segue) |
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I
tasti di un piano scandiscono gocce di malinconia, la voce
dolente di Enzo Jannacci rompe gli indugi e penetra come
nebbia. Di quella fredda, delle mattine di novembre. Anche
prima di capire le parole, di seguire la storia. Potrebbe
esser cantata in cinese che ugualmente bagnerebbe un pezzetto
d'anima. Ma cinese non è. |
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