| Carlo
Fava: e la memoria corre a Gaber
Carlo
Fava, cantante, attore e compositore, è nato nel
1965 a Milano, città dove vive e dove ha studiato
con Richard Gordon, un insegnante americano di ispirazione
strasberghiana. Suona il pianoforte dall'età di 10
anni, canta da sempre.
Nel 1993 ha partecipato al Festival di Recanati e al Festival
di SanRemo (Giovani) e nel 1994 ha pubblicato un cd dal
titolo "Ritmo vivente muscolare della vita" (BMG).
Nel 1998 ha scritto una canzone per Mina dal titolo "Dottore"
(nell'album "Cremona", Mina in duetto con Beppe
Grillo) e, sempre nello stesso anno, è presente nell'album
di Ornella Vanoni "Argilla" con l'adattamento
di un testo brasiliano di Marisa Monte. Partecipa al tour
del 1999 della Vanoni, duettando con lei sul pezzo "Santallegria"
e cantando la sua "Lettera da un luogo che non so".
Ha partecipato all'ultima notturna trasmissione televisiva
di Enzo Jannacci.
Inseparabile e insostituibile coautore di tutti i brani
di Carlo Fava è Gianluca Martinelli."Personaggi
criminali", la loro penultima fatica, propone un
imperdibile mix di teatro e canzone d'autore. Il talento
dell'artista, cantante, attore e compositore, trova il giusto
spazio in questo album, che si preannuncia come un racconto
di follie, devianze, disagi e amori.
L'ultimo lavoro è "L'uomo
flessibile", un disco che potrebbe segnare una
chiave di volta nella carriera di Carlo, accolto da una
critica compatta a salutare il nuovo talento. Una
volta tanto un'unanimità meritata. Più che
meritata.
Il
"libraio mattutino"
Il
profumo del tè impregna l'aria, spezie, caramello,
miscela di Ceylon. La voce morbida e le mani-lavagna l'uomo
ride e racconta di sé, non c'è che seguirlo
sulla barca dei sogni, lasciarlo parlare e farsi portare
da lui.
"Ho iniziato da molto giovane. Sì, fino a
qualche esame da privatista al conservatorio. Di Milano.
Ho fatto il Festival di Recanati, poi Sanremo giovani, ovviamente
quando? L'anno che c'erano tutti: Bocelli, Giorgia. Bocelli
è venuto da me, mi ha battuto la mano sulla spalle
e mi ha detto: "tu farai strada". Aveva capito
tutto! A Recanati mi è toccato cantare tra Battiato
e Branduardi. E, tranne qualche rara esperienza nei piano
bar, era la prima volta in assoluto che cantavo in pubblico
e con una band consistente alle spalle. Per cui avevo paura
di tutti: dei musicisti, del pubblico, di quelli che avevano
cantato prima di me
"
Carlo Fava è curioso e incuriosisce. Ironico e cortese,
sembra sia lì per sbaglio. Signore d'altri tempi,
la corta barba da rivoluzionario repubblicano o da scapigliato
milanese aggiunge fascino anacronistico al personaggio,
quello necessario per cantare: "in questo secolo di
vie ferrate/ di luce elettrica e di barricate/ di carta
straccia e di magnetismo/ anima ti voglio intatta di fede
e comunismo" (Mattutina). "Sono contento che
tu lo dica. Perché è vero. C'è una
ricerca in questo senso. In realtà abbiamo passato
molto tempo a cercare di dare corpi alla voce. E questo
lo devo soprattutto ai miei studi e alla mia pratica attorale.
In realtà ho deciso di giocare tante carte in questo
spettacolo, per cui anche le suggestioni musicali sono diverse
e mi appartengono tutte allo stesso modo e nella stessa
misura e non potrei mai rinunciare alla parte "romantica",
dove i retaggi vanno da Tenco a Bindi a Bruno Martino, ma
neanche alla parte più rock alla quale sono affezionato
e che mi ha formato esattamente come l'altra".
Carlo Fava ha inciso due dischi finora. Lo scorso ottobre
è uscito con un lavoro dal titolo "Personaggi
Criminali", uno dei più bei dischi del neonato
millennio e soprattutto uno spettacolo teatrale, anzi di
teatro-canzone che ha riportato alla mente i migliori lavori
di Gaber.
"Ovviamente mi sento onorato a venir paragonato
a Giorgio Gaber. Sì, me lo sono studiato a fondo
e devo dire che il Gaber che preferisco è quello
dove la parte attorale è preponderante. Quindi quello
degli ultimi lavori, come "Il Grigio", in particolare
nei brani dove non si lascia prendere dalla smania di voler
comunque dire la sua sulla situazione politica; mi piace
la sua parte più intimista. Lo scorso anno in realtà
non sono riuscito a fare una vera e propria tourneè,
ma più che altro un giro di presentazione. In questa
stagione vorrei provare a portare nei teatri una versione
ridotta dello spettacolo. Non con tutta la Band ma solo
con due musicisti: un altro pianoforte e un batterista/percussionista.
Certo che fare uno spettacolo come questo, con Beppe Quirici
alle spalle, la scenografia di Luzzati che mi avvolgeva;
insomma avevo tutta una serie di responsabilità da
sostenere. Sono entrato nel giro di Cose di musica a seguito
della mia attività live. Per anni ho suonato sempre
nello stesso locale, il Tangram a Milano. Ho pensato di
poter creare un appuntamento fisso per il pubblico e gli
addetti ai lavori. Marty Robertson, l'ingegnere del suono,
ha portato lì Beppe Quirici che mi ha subito proposto
di occuparsi di me. Da lì tutto il resto. La collaborazione
con Mina no, quello è un capitolo a parte: lei cercava
da tempo un brano per un duetto con Beppe Grillo e ha sentito
la mia canzone che era perfetta per lo scopo. Non ti dico
l'emozione: a Lugano con Mina, a Milano con Mina. Ho perso
venti chili! E, sì lo so, Fabrizio De Andrè
ha detto che se Mina non avesse inciso la sua Canzone di
Marinella avremmo avuto un cattivo avvocato in più.
Io continuo, di mattina, a fare il libraio
ci vorrà
un 'altra Mina"
Il
tè è ormai quasi finito, ma non è finito
il personaggio Carlo Fava. Parlare del suo spettacolo lo
entusiasma; vuole sapere cosa è passato al pubblico.
Cosa è stato recepito.
"È
vero, non c'era nessun messaggio morale. Se c'è una
cosa che mi irrita è la retorica e io mi sento sempre
in pericolo di una scivolata nella retorica, Io rappresento
una realtà, tentando anche un difficile equilibrio
tra le due parti dello spettacolo, quella drammatica e criminale
e quella più rassicurante. È un lavoro, un
atteggiamento fisico e attorale faticoso, perché
ci tengo a non cadere mai nella ' menata intellettualistica',
ma neanche nel cabaret di quinta categoria. Sai che c'è
stata una mezza sollevazione popolare tra gli amici quando
hanno saputo che su disco non c'era il brano "Sto stirando",
quello che strappa risate e applausi nel finale? Beh, posso
darti un'anticipazione: d'accordo con la casa discografica
abbiamo deciso di farne un singolo. Dovrebbe uscire tra
non molto. Spero così di soddisfare chi era rimasto
deluso. Il disco no, preferisco non toccarlo. Che resti
così, come opera compiuta. Dici che ricorda le "Murder
Ballads" di Nick Cave? Io l'ho sentito quel disco,
ma l'ho sentito dopo: straordinario! E l'accostamento mi
lusinga. In realtà anche nel mio spettacolo c'è
questa alleanza continua che mi sembra di avere nei confronti
della morte".
Quindi
un nuovo singolo, una nuova versione dello spettacolo e
l'autunno come periodo scelto per il lancio; le vendite
del disco allo spettacolo strepitose, la distribuzione un
po' meno ("Personaggi criminali" non è
facile da trovare nemmeno a Milano). Per chi non riesce
ad aspettare fino all'autunno, fate attenzione ai librai
di Milano, specialmente a quelli Mattutini ("lo
faccio soprattutto per la mamma della fidanzata. È
più serio che non dirle che faccio il cantante!")
Giorgio
Maimone - L'Isola
che non c'era
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