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Gianmaria Testa

Dentro la tasca di un qualunque mattino
(
Parole e musica : Gianmaria Testa)

Dentro la tasca di un qualunque mattino
dentro la tasca ti porterei
nel fazzoletto di cotone e profumo
nel fazzoletto ti nasconderei
dentro la tasca di un qualunque mattino
dentro la tasca ti nasconderei
e con la mano, che non vede nessuno,
e con la mano ti accarezzerei

salirà il sole del mezzogiorno
passerà alto sopra di noi
fino alla tasca del pomeriggio
ti porto ancora
se ancora mi vuoi

salirà il sole del mezzogiorno
e passerà alto, molto sopra di noi,
fino alla tasca del pomeriggio
dall'altra tasca ti porto
se vuoi

dentro la tasca di un qualunque mattino
dentro la tasca ti porterei
nel fazzoletto di cotone e profumo
nel fazzoletto ti nasconderei

dentro la tasca di un qualunque mattino
dentro la tasca ti nasconderei
e con la mano, che non vede nessuno,
e con la mano ti accarezzerei
e con la mano, che non vede nessuno,
con questa mano ti saluterei.

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Ci sono canzoni tue molto belle che non hai mai messo sui dischi. Come mai?
Ho tanti pezzi nel cassetto. Ma una canzone di successo per me è una canzone che era talmente forte all’inizio, quando l’hai scritta, e che descriveva talmente bene una sensazione che poi anche a distanza di trent’anni te la ritrovi. Altre erano state ispirate da un soggetto, da un’emozione che non c’è più e che non ritrovi più dentro di te. E cantarle solo perché sono teoricamente belle a me non interessa.
Rockol

Il tema della pioggia compare in molti brani (“Preferisco così”, “Come di pioggia”, “Voce da combattimento”) del suo disco. Cosa rappresenta per lei?
Chiunque è influenzato dalla propria quotidianità. Voi genovesi vi intendete di mare, io di pioggia. La pioggia per me ha mille aspetti, può essere benefica, triste, gioiosa.
Il porto ritrovato

Gli Invincibili sono dunque i migratori, ma anche i prigionieri e gli innamorati. Una stanza dello spettacolo infine è dedicata anche ai suicidi. Quanta emozione c'è, per un deandreiano di vecchia data, nel cantare "Preghiera in Gennaio" dal palco di un teatro?
Beh, c'è un grandissimo rispetto. Io infatti ero titubante, però Erri ha molto insistito perché inserissimo quella canzone. Ero molto titubante perché ho un grande rispetto per qualunque canzone di quel livello e non sono mai sicuro di riuscire a renderla così bene, a renderla per quanto vale. Poi mi sono detto che era inserita in un testo talmente bello che forse ne vale la pena e quindi la canto, ma sempre con un po' di sofferenza. Spero che passi l'emozione. Però la canto con un po' di apprensione, per rispetto verso chi l'ha scritta ed è veramente un capolavoro.
Ondarock

E' inevitabile pensare a De André quando si parla di concept album in Italia...
Sono molto legato a quei dischi di De André, soprattutto a La buona novella, Non al denaro non all'amore né al cielo e Storia di un impiegato. Provando a fare questo disco, e ci ho messo 14 anni, mi sono reso conto di quanto bravo fosse, perché ho capito quanto difficile sia per uno normale come me fare una cosa del genere. Questo significa che Fabrizio normale non era, perché mantenere la capacità di concentrazione per tutta la durata di un album a tema è davvero faticoso. Fra l'altro nel disco c'è un brano, Al mercato di Porta Palazzo, che richiama molto De André, tanto che nel testo ho addirittura messo il "caricamento", che a Porta Palazzo ovviamente non c'è perché è il mercato di Torino. Questo quasi per scusarmi con De André per aver utilizzato un modulo tipicamente suo. Però io questo disco non l'ho fatto per misurarmi con qualcuno. E' che un tema come questo non mi sentivo di liquidarlo in un pezzo o due, magari mescolato con altre cose: mi sarebbe sembrato di mancare di rispetto.
Kataweb

 



Nato a Cavallermaggiore (CN) nel 1958. Ha fatto parte di vari gruppi rock e folk. Lavora come autore con altri musicisti, scrivendo canzoni e musiche per il teatro. Ha ottennuto un grande successo in Francia con numerosi concerti anche all'Olympia. Ha pubblicato: Montgolfières (Musicultura-Indingo-BMG, 1995, )Extra-Muros (Warner Music, 1996), Lampo (1998) Il valzer di un giorno (2000), Altre latitudini (2003).
Cresciuto in una famiglia di contadini dove tutti cantavano, ha imparato a suonare la chitarra da autodidatta e, appena appresi i primi accordi, componeva la sua prima canzone. Dopo alcune rapide esperienze come chitarrista e cantante di gruppetti rock, scopre la sua dimensione di strumentista solitario. Nel ’93 e’94 vince il primo premio del Festival di Recanati dedicato ai nuovi talenti della canzone d’autore. Nel corso della seconda edizione incontra una produttrice francese che ascolta e apprezza le sue canzoni registrate su demo-tape per voce e chitarra. Appena un anno dopo, nel’ 95, con l’etichetta Label Bleu esce il primo disco di Gianmaria Testa, Montgolfières , nel quale la sua bella voce calda e velata descrive un mondo di vento e di memoria, di terra e di nebbia, di oggetti che volano da un cielo all’altro e di “Donne nelle stazioni ” che se ne vanno senza voltarsi al braccio di qualcun altro. La musica è fatta di melodie limpide che emergono da un universo ricco quanto personale, dove il tango, la bossanova, l’habanera e il jazz stanno fianco a fianco; eppure le sue linee sono spoglie, pure e semplici come schizzi abbozzati su un quaderno, capaci di comunicare la bellezza nel modo più diretto.
Al disco, accolto benissimo dalla critica, fa seguito il passaggio in concerto in uno dei club più importanti di Parigi, il New Morning, nel febbraio’ 96. Nell’occasione Testa si rivela un artista di grande presenza, che condivide il piacere di far musica con un gruppo di eccellenti musicisti come David Lewis (tromba), Jon Handelsman (sax, clarinetto), i fratelli François et Louis Moutin (rispettivamente contrabbasso e batteria), Leonardo Sanchez (chitarra), René Michel (fisarmonica, pianoforte).
Nell’ ottobre del’ 96 esce il secondo disco, Extra-Muros che inaugura la nuova etichetta dedicata alla canzone dalla Warner Music francese, la Tôt ou Tard.
La voce sembra aver ulteriormente guadagnato in ricchezza e in profondità, mentre le parti strumentali, a cui lavorano i compagni d’avventura del New Morning, acquistano maggior libertà. Tra pulsanti ritmi di jazz, scoppi di fanfara, assoli di pianoforte e silenzi improvvisi, Gianmaria Testa rinnova ancora una volta quella sincerità e quella maniera elegante e misurata di raccontare la malinconia, la luce e il dolore che sono la sua vera forza. Un’ulteriore conferma del suo grande talento.
Cinque mesi dopo l’uscita di Exra-Muros, Gianmaria si presenta all’Olympia
(febbraio 1997). E’ uno degli ultimi cantanti a esibirsi nella magica sala parigina prima della chiusura e della successiva ricostruzione. Soprattutto, l’Olympia rappresenta un momento fondamentale della sua giovane carriere nel giro di appena due anni uno sconoscinto cantautore italiano si è trovato a debuttare – assolutamente per caso – in Francia e a bruciare le tappe. Eppure tutti quelli che conoscono i suoi primi due dischi e che l’hanno visto esibirsi dal vivo, sincero, sereno e naturale, hanno potuto misurare la tranquillità e la sicurezza del suo passo.

Sito ufficiale: http://www.gianmariatesta,com/



Montgolfier
Le chant du monde - 1995

Città lunga / Le traiettorie delle mongolfiere / Habanera / La donna del bar / Dentro la tasca di un qualunque mattino / Un aeroplano a vela / Come le onde del mare / L'automobile / Senza titolo / Le donne nelle stazioni / Maria / Manacore / La terra delle colline


Extra Muros
Le chant du monde - 1996

Per accompagnarti / Un po' di là del mare / Come un' America /
Cavalli di frisia / Il mio gallo / Joking lady / Il viaggio / Via da quest'avventura / La ca sla colin-a / Un' altra città / Extra-muros / Canto (segrete stanze)

Lampo
Le chant du monde - 1999

La tua voce / Polvere di gesso / Petite Reine / Non ti aspetto più / Lucia di notte / L'albero del pane / Biancaluna / Lampo / Gli amanti di Roma / Comete / Quello che vale /
Canzone del tempo che passa

Il valzer di un giorno
ElleU Multimedia - 2000

Il viaggio / Sono belle le cose / Dentro la tasca di un qualunque mattino / Un aeroplano a vela / La traiettorie delle mongolfiere / Sappi che tutte le strade / Come le onde del mare / Lampo / Città lunga / Avrei voluto baciarti / Gli amanti di Roma / L'automobile / Le donne nelle stazioni / Piccoli fiumi / Mi sento solo / Polvere di gesso / Il valzer di un giorno


 

 

Altre latitudini
Le chant du monde- 2003

Preferisco così / Il meglio di te / Dentro al cinema / Solo per dirti di no / Tuareg / Come di pioggia / Veduta aerea / Voce da combattimento / Nient'altro che fiori / Sei la conchiglia / Una lucciola d'Agosto / Potrai / 'Na stella / Altre latitudini / Preferisco così (strumentale)

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