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Dentro la tasca di un qualunque
mattino
dentro la tasca ti porterei
nel fazzoletto di cotone e profumo
nel fazzoletto ti nasconderei
Così,
in silenzio, quasi fingendo nulla. Solo sfiorandoti con
le dita, per non disperdere il tuo profumo. Solo sfiorandoti
con le dita per non spiegazzare il tuo pudore. Musica
e parole viaggiano all'unisono, ma in tempi divergenti.
Un clarino racconta le pause tra le parole, le incertezze,
i timori, tutto quello di buono che sta tra noi. Io che
vado in giro e tu che stai nascosta nella tasca,
salirà il sole
del mezzogiorno
passerà alto sopra di noi
fino alla tasca del pomeriggio
ti porto ancora
se ancora mi vuoi
Se mi vuoi, se ancora
mi vuoi. Non ti porto via, non ti rapisco. Non ne ho intenzione,
né le possibilità. Ti porto in giro, ti
porto solo in giro con me. Sono le tue gambe, i tuoi occhi,
il tuo terminale di sensi per il mondo. Sono l'anima sensibile
che punta verso l'ignoto.
dentro la tasca di un qualunque mattino
dentro la tasca ti nasconderei
Mattino. Ore
piccole e ancora di buio. Stai dentro di me. Io sto attorno
a te e ti bacio le ciglia, ti sfioro le labbra. Io sono
la tenda che sbatte, sono la luce che oscilla, la lanterna
di strada, l'ululato del cane. Sono il carro che apre
stridendo il mercato. Sono la merce che esponi, la merce
che compri. Comunque la giri sono parte di te.
dentro
la tasca di un qualunque mattino
dentro la tasca ti nasconderei
e con la mano, che non vede nessuno,
e con la mano ti accarezzerei
e con la mano, che non vede nessuno,
con questa mano ti saluterei.
E
poi, questo mattino può essere qualunque per chiunque
altro. Non certo per me, non per noi. Per noi esiste solo
questo mattino che è nostro. Che potrà essere
il primo o l'ultimo mattino dei mondo, ma di sicuro è
il nostro. Un mattino con le tinte delicate di una canzone
da sussurrare in punta di voce, da suonare in punta di
dita. La mia canzone per te.
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