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Arimo: canzone per canzone

di Giorgio Maimone
Anche le canzoni di Arimo formano quasi un corpo unico all'interno del canzoniere dei Sulutumana. Se è vero che i loro album hanno un forte senso di unità Arimo accentua questa caratteristica. E' un album quasi a tema, sul tempo che è passato e sulle storie che dal paese si irradiano per il paese stesso e da lì nel mondo. Album di onde hertziane che ripercorre i sentieri della musica all'antica italiana, riscoprendo il sottile piacere della nostalgia. Canzoni per un giorno di pioggia. Partiamo dal principio che non non ce n'è neanche una che non ci piace. Ma tant'è: il gioco è questo. Per i Sulutumana utilizziamo il giudizio in "utumane"!
Cinque presenze su l'utumana il massimo di gradimento, un'utumana il minimo. Ma con uno non c'è neanche una canzone. Sono giudizi del tutto personali che non inficiano in alcun modo il lavoro dei Sulutumana né le preferenze personali di chiunque altro.

Canzone dell'amante
che se ne va


Lenta, dolenta, pianistica, d'atmosfera. La "Canzone dell'amante che se ne va" è il brano che più colpisce. Il finale epico, in spagnolo, cantato prima da una voce femminile e poi da Giamba è di altissimo effetto. Una canzone che strazia l'anima, anche se il testo sceglie registri tranquilli e colori tenui. Quelli di dopo un temporale.

La frase: "Le stagioni passano / Le certezze possono svanire per sempre / Nella nebbia d'estate si dissolvono"

Canzone di Iole


Iole è invece la canzone di un amore che c'è. Magari inventato, magari solo nei sogni.Ma c'è e non se ne va. I registri interpretativi scelti sono affini alla canzone dell'amante, ma i colori sono il miele, l'alba, le onde. Impalpabile come le piume.

La frase: "Angelo dei sogni io accarezzo le tue piume / fuggiamo da queste brume / stendi le tue ali e vola dove corre il fiume / e dimmi che il mio amore viene"

Liberi tutti

Piccoli paesi, la provincia, il mondo degli adulti e quello dei bambini, i personaggi del paese, i piccoli episodi di vita che si raccontano per sempre e che sono destinati a perpetuarsi anche nella loro insignificanza che, a distanza di tempo, diventa leggenda: gli inverni con la neve, le ferite di mio fratello, gli orologi a pendolo. Tempo che va.

La frase: "C'erano le sere che d'estate mamme e nonne se ne stavano sedute a chicchierare e i bambini a ce l'hai e nascondino facevamo più casino del baccano di cascata grosso dopo che ha piovuto."

Lègura

La lepre! Si prende a tutte le ore la lepre senza correre. Che significa che basta avere pazienza. Una strofa in italiano che ha il senso di tirare la volata all'inciso che è nel dialetto della Valassina, ma che viene cantato con un gioco vocale e percussivo come fosse un pezzo sudafricano. Divertente e coinvolgente. Come un bel gioco. Basta avere pazienza ...

La frase: "Corri se sei preda, se sei cacciatore / corri incontro a un piacere, un dolore / corri piano frena rallenta il tuo cuore / ferma il tempo non farlo passare.
"

Di pace e di pane

Gabriele Moreno Locatelli è stato ucciso da un cecchino nel 1993 aSarajevo durante una missione umanitaria dei Beati costruttori di pace. Era un amico. Sapeva di benzina e di pane, di moto e di forno. E' un moderno Piero. E probabilmente nemmeno lui aveva nessuna intenzione di morire.Chissà se è stato in maggio?

La frase: "Moreno attraversava il ponte, andava per guerre / andava ad incontrare gente, andava per terre / Moreno mi ha lasciato una canzone di piace e di pane"

Ogni voce che tace

E' ispirata dalla lettura del libro "Le scarpe al sole" di Paolo Monelli (1927), cronache di alpini della Grande Guerra. Ne esce una canzone contro la guerra, dal vago incipit ricchio di onomatopee ("Si sentivano sibili" con le "s" molto trascinate). Colpisce, attira, interessa. Come Di pace e di pane, a cui risulta affine. Canzone senza tempo che non lascia indifferenti.

La frase: "E si sentivano sibili di proiettili che colpivano a morte i sogni

Appeso per la luna

Già ci vuole coraggio a definire una propria canzone "un'idiota canzoncina", sempre che non sia solo per rimare con "dalla sera alla mattina". E' una traiettoria discretamente etilica attraverso una notte di provincia, quando l'unico contatto con la realtà forse è dato dal restare appesi per la luna.

La frase: "Tra le vita di sfuggita dei banditi e degli amanti / funambolici sonnambuli percorrono grondaie / dal cilindro della notte incantesimi e magie / botte, fuochi di mignotte, mostri di periferie"

Canzone del calzolaio ubriaco

E' la vecchia "Funerale", brano dei primissimi Sulu, ante-Danza, chenon è mai stata incisa e ora, con testo cambiato, è finita prima in Pianoforte vendesi e poi in Arimo. Non a caso è ancora firmata anche da Michele. Anche in questo caso è possibile trovare un'affinità con la precedente.

La frase: "Scherzi di fantasmi e sorsi poetici /
per questa notte e per il tempo che ci resta / scendiamo in strada e godiamoci la festa / agita la coda il cane / guran le sottane sulla fisarmonica"



Liberi tutti

C'erano le sere che d'estate mamme e nonne se ne stavano sedute a chicchierare e i bambini a ce l'hai e nascondino facevamo più casino del baccano di cascata grosso dopo che ha piovuto

C'era il sottoscala con il vino dove ho preso i primi baci batti toppa se ci riesci C'era un barboncino nero con un nome comunista e una zia con dieci gatti arimo liberi tutti..

E c'era un angelo e c'era un diavolo
e un mondo piccolo sotto il tavolo

C'eran le biciclette tute sghangherate e il viale con i tigli con la spiega la fontana le panchine ed il cippo del soldato che nessuno lo conosce forse i vecchi loro sì.

C'era che si andava giù a manetta e una volta mio fratello è finito con la faccia sopra un sasso, c'era il fiume appena sotto che era diventato rosso per il sangue e alla fine non è morto.

E c'era un diavolo e c'era un angelo
e c'era un orologio a pendolo.

Liberi tutti ... tutti liberi

C'erano gli inverni con la nece ed i compiti da fare c'era un bosco immacolato che aspettava la mia slitta sì ma queste cosa ai grandi mica gliele puoi spiegare: o studiare o lavorare.

C'era quell'odore di stazione ferroviaria ammoniaca candeggina e di ferro arrugginito pane penne di gallina cetrioli sottaceto e l'odore del mercato.

Ec'era un angelo e c'era un diavolo
e un bimbo piccolo
sotto il tavolo.

Liberi tutti ... tutti liberi

Viaggio



Un viaggio dall'acqua dolce di lago a quella salata di mare, percorso con davanti agli occhi il libro di Andrea Vitali "Un amore di zitella". C'è tutto il treno, i suoi tempi, lo spazio per i pensieri. E poi quella bella esitazione sul "forse" nella citazione di "Quando quando quando". Lieve come un cracker. Ma saporita.

La frase: "A casa lascio l enuvole e noie/ e questa musica di rotaie /mi fa ballare, mi fa dormire / mi fa cantare".

Farfalla sucullo


1/2



Per carità, è una bella canzone! Ma è fuori contesto. Non si riesce a capire di cosa parli se non dietro spiegazione. Storia di zingari e stragi di zingari durante la Shoa. Tolta da un lavoro teatrale più ampio resta un po' appesa nel disco.

La frase: "C'è una canzone nel mio cappello /io sono quello di farfalla sucullo / la mia non può volare e se ne sta appiccicata al sedere / quando mi siedo la schiaccio e non muore"

Un po' come

1/2



Simpatica, simpaticissima, quasi una canzone per bambini. Con un inciso lirico che alleggerisce ulteriormente l'insieme. E' solo un divertimento, ma è molto molto molto piacevole. E appiccicosa come una caramella: due ascolti e non ve la togliete più.

La frase: "Un po' come il giorno che mi apre le finestre / un po' come la barca che mi naviga i pensierei / un po' come quello che ho aspettato fino a ieri"

Il temporale





Piove, Non succede molto d'altro

La frase: “Vado, nessuno mi segue, nessuno mi vede / e sento il rumore della pioggia che cade". .