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Il vento del nord
Cosa sarà di me quando verrà
soffiando su di me il vento del nord
Il tempo si fermerà e canterà per me
nessuno lo sentirà, il vento del nord
Così tu sei me, tu sei qui per me
tu stai qui già da molto, molto più di
me.
Dove ci porterà quando verrà
la notte allungherà le mani su di noi
nessuno la sentirà e avrà passi lenti
sulla mia porta starà e avrà gli occhi
spenti
Così tu sei me, tu sei qui per me
tu stai qui già da molto, molto più di
me.
Forse ci lascerà davanti alla luna
ma non sarà la luna che ci salverà
se guarderà le mani, le mani del dolore
saranno le mie mani, spine nel cuore
Così tu sei me, tu sei qui per me
tu stai qui già da molto, molto più di
me.
E a cosa ci servirà alzare le mani
e a cosa ci servirà sentirci lontani
e quando poi sarà chiuso il suo cancello d'oro
fuori dal suo giardino non ci sarà perdono
Così tu sei me, tu sei qui per me
tu stai qui già da molto, molto più di
me.
Così tu sei me, tu sei qui per me
tu stai qui già da molto, molto più di
me.
Quando l'autunno accende i fuochi
In case buie di pietra, vestito di luna
alzo la mia corona, bevo alla tua fortuna
il sangue degli avi si mescola bene
si nasconde nel ferro delle catene
Io respiro i muschi, i muschi e le brezze
di terre lontane, troppo lontane
dove ho lasciato affondare
gran parte dei sogni che conoscevo
quando l'autunno, quando l'autunno
quando l'autunno accende i fuochi.
Io non ci credevo allora e non mi ha convinto
che il Dio delle preghiere potesse darci un segno
ho ancora paura e celo a stento l'orrore
dalla vergogna che la notte mi assale
quando l'autunno, quando l'autunno
quando l'autunno accende i fuochi.
Le streghe sono le prede migliori
per voi magnifici eroi della fede
ve le siete bruciate a vostro piacere
voi magnifici eroi della fede
quando l'autunno, quando l'autunno
quando l'autunno accende i fuochi.
Nella
terra delle balene
Il mio nome è leggenda
e vivo ancora nella baia
dove trovano riparo
i marinai dalla burrasca,
dove trovano riparo
i marinai dalla burrasca.
C'era un tempo in cui la notte
illuminava di candele
le taverne giù nel porto
nella terra delle balene,
le taverne giù nel porto
nella terra delle balene.
C'è chi dice di averlo visto
affacciandosi alla finestra
lo spettro di un veliero
nelle notti di tempesta,
lo spettro di un veliero
nelle notti di tempesta.
E ancora guardano in silenzio
le onde maestose
c'è un destino che li chiama
là dove finisce il mondo,
c'è un destino che li chiama
là dove finisce il mondo.
E ancora guardano in silenzio
le onde maestose
c'è un destino che li chiama
là dove finisce il mondo.
C'è una donna che sorride
se c'è un uomo alla sua porta
c'è una luce che si spegne
se la mia nave non ritorna,
c'è una luce che si spegne
se la mia nave non ritorna
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| La
storia di una canzone: penser da l'esili |
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| Lino
Straulino comincia a comporre verso la fine degli anni '80
lavorando soprattutto nel campo della musica dialettale.
Nel 1989 partecipa a Musità, festival folk organizzato
dal Folkgiornale, dal Comune di Tarcento e dalla Provincia
di Udine, dove propone alcune villotte popolari da lui raccolte
da anziane donne in centri friulani e carnici.
La sua prima raccolta di canzoni in dialetto, "La fàrie",
esce 1991. Si tratta di una serie di poesie di E. Nardini
musicate con arie rinascimentali e celtiche.
Nel 1992 e nel 1993 vince il Premi Friûl. Nel 1994
pubblica una cassetta, realizzata con il gruppo Fale Curte,
dal titolo omonimo, nella quale sperimenta le sonorità
del friulano con il rock anni '70.
All'inizio del 1995 pubblica "Spin", nel 1996
"I dîs".
Ciò che distingue la musica di Lino è che
è il filo conduttore dei suoi lavori sta nella semplicità,
e la forza compositiva è espressa con atmosfere vibranti
e coinvolgenti. Nel 1997 pubblica ben due
CD. Il primo è un progetto integrato di musica e
teatro ispirato dal poeta seicentesco friulano Ermes di
Colloredo e si intitola "Lino Straulino cjante Ermes"
; Il secondo si intitola "Cjaule Male" (bosco
in forte pendenza, antico nome di Sutrio) ed è un
disco più elettrico dei precedenti con sonorità
miscelate che vanno dal folk al rock con toni jazzati. Nel
1998 pubblica "Tôr a tôr", un album
elettrico con sonorità molto anni '70 senza punte
troppo hard, ed intraprende il suo primo tour. Intanto elabora
l'idea di un concerto in memoria del cantautore cileno Victor
Jara. Idea che si realizzerà nell'aprile 1999 a Udine,
con il titolo "Victor Jara: un ponte per la memoria".
Nell'estate 1999 registra ai "Colonos" un CD con
i Mitili FLK, Sintetiche Sincretiche Sinaptiche, che vede
la partecipazione di numerosi musicisti della regione. Nell'agosto
2000 suona a fianco di Aldo Giavitto: ne uscirà un
Cd chiamato "Doi".
I suoi lavori in italiano hanno il titolo di "Cuinto
cuadrante" e "L'ultima frontiera".
Attualmente Lino continua a proporre con l'amico e poeta
Maurizio Mattiuzza il progetto musicale "Tiere nere"
e sta promuovendo il suo nuovo album: Blu. In questo lavoro
Lino esplora sonorità diverse dalle precedenti mantenendo
però un filo conduttore con la sua produzione discografica.
Altre notizie, informazioni
sui concerti, interviste, curiosità, fotografie,
discografia, testi e progetti, nonchè assaggi della
sua produzione in MP3 si trovano sul suo sito
ufficiale
grazie a Elena & Giovanni
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| La Fàrie
(1990) |
Spin
(1995) |
| I
dîs (1996) |
Cjaule
Male (1997) |
| Tôr
a tôr (1998) |
Cuinto cuadrante
(1998) |
| L'ultima
frontiera (1999) |
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| Progetti |
| Fale curte
(1994) |
Lino Straulino
cjante Ermes (1996) |
| Victor Jara:
un puente para la memoria
(1999) |
Sintetiche
sincretiche sinaptiche (1999)
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Doi
(2000) |
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(musica itinerante) |
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