Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.

 















Lino Straulino

Il vento del nord

Cosa sarà di me quando verrà
soffiando su di me il vento del nord
Il tempo si fermerà e canterà per me
nessuno lo sentirà, il vento del nord
Così tu sei me, tu sei qui per me
tu stai qui già da molto, molto più di me.
Dove ci porterà quando verrà
la notte allungherà le mani su di noi
nessuno la sentirà e avrà passi lenti
sulla mia porta starà e avrà gli occhi spenti
Così tu sei me, tu sei qui per me
tu stai qui già da molto, molto più di me.
Forse ci lascerà davanti alla luna
ma non sarà la luna che ci salverà
se guarderà le mani, le mani del dolore
saranno le mie mani, spine nel cuore
Così tu sei me, tu sei qui per me
tu stai qui già da molto, molto più di me.
E a cosa ci servirà alzare le mani
e a cosa ci servirà sentirci lontani
e quando poi sarà chiuso il suo cancello d'oro
fuori dal suo giardino non ci sarà perdono
Così tu sei me, tu sei qui per me
tu stai qui già da molto, molto più di me.
Così tu sei me, tu sei qui per me
tu stai qui già da molto, molto più di me.


Quando l'autunno accende i fuochi

In case buie di pietra, vestito di luna
alzo la mia corona, bevo alla tua fortuna
il sangue degli avi si mescola bene
si nasconde nel ferro delle catene
Io respiro i muschi, i muschi e le brezze
di terre lontane, troppo lontane
dove ho lasciato affondare
gran parte dei sogni che conoscevo
quando l'autunno, quando l'autunno
quando l'autunno accende i fuochi.
Io non ci credevo allora e non mi ha convinto
che il Dio delle preghiere potesse darci un segno
ho ancora paura e celo a stento l'orrore
dalla vergogna che la notte mi assale
quando l'autunno, quando l'autunno
quando l'autunno accende i fuochi.
Le streghe sono le prede migliori
per voi magnifici eroi della fede
ve le siete bruciate a vostro piacere
voi magnifici eroi della fede
quando l'autunno, quando l'autunno
quando l'autunno accende i fuochi.

Nella terra delle balene

Il mio nome è leggenda
e vivo ancora nella baia
dove trovano riparo
i marinai dalla burrasca,
dove trovano riparo
i marinai dalla burrasca.
C'era un tempo in cui la notte
illuminava di candele
le taverne giù nel porto
nella terra delle balene,
le taverne giù nel porto
nella terra delle balene.
C'è chi dice di averlo visto
affacciandosi alla finestra
lo spettro di un veliero
nelle notti di tempesta,
lo spettro di un veliero
nelle notti di tempesta.
E ancora guardano in silenzio
le onde maestose
c'è un destino che li chiama
là dove finisce il mondo,
c'è un destino che li chiama
là dove finisce il mondo.
E ancora guardano in silenzio
le onde maestose
c'è un destino che li chiama
là dove finisce il mondo.
C'è una donna che sorride
se c'è un uomo alla sua porta
c'è una luce che si spegne
se la mia nave non ritorna,
c'è una luce che si spegne
se la mia nave non ritorna

La storia di una canzone: penser da l'esili

Lino Straulino comincia a comporre verso la fine degli anni '80 lavorando soprattutto nel campo della musica dialettale. Nel 1989 partecipa a Musità, festival folk organizzato dal Folkgiornale, dal Comune di Tarcento e dalla Provincia di Udine, dove propone alcune villotte popolari da lui raccolte da anziane donne in centri friulani e carnici.
La sua prima raccolta di canzoni in dialetto, "La fàrie", esce 1991. Si tratta di una serie di poesie di E. Nardini musicate con arie rinascimentali e celtiche.
Nel 1992 e nel 1993 vince il Premi Friûl. Nel 1994 pubblica una cassetta, realizzata con il gruppo Fale Curte, dal titolo omonimo, nella quale sperimenta le sonorità del friulano con il rock anni '70.
All'inizio del 1995 pubblica "Spin", nel 1996 "I dîs".
Ciò che distingue la musica di Lino è che è il filo conduttore dei suoi lavori sta nella semplicità, e la forza compositiva è espressa con atmosfere vibranti e coinvolgenti.
Nel 1997 pubblica ben due CD. Il primo è un progetto integrato di musica e teatro ispirato dal poeta seicentesco friulano Ermes di Colloredo e si intitola "Lino Straulino cjante Ermes" ; Il secondo si intitola "Cjaule Male" (bosco in forte pendenza, antico nome di Sutrio) ed è un disco più elettrico dei precedenti con sonorità miscelate che vanno dal folk al rock con toni jazzati. Nel 1998 pubblica "Tôr a tôr", un album elettrico con sonorità molto anni '70 senza punte troppo hard, ed intraprende il suo primo tour. Intanto elabora l'idea di un concerto in memoria del cantautore cileno Victor Jara. Idea che si realizzerà nell'aprile 1999 a Udine, con il titolo "Victor Jara: un ponte per la memoria". Nell'estate 1999 registra ai "Colonos" un CD con i Mitili FLK, Sintetiche Sincretiche Sinaptiche, che vede la partecipazione di numerosi musicisti della regione. Nell'agosto 2000 suona a fianco di Aldo Giavitto: ne uscirà un Cd chiamato "Doi".
I suoi lavori in italiano hanno il titolo di "Cuinto cuadrante" e "L'ultima frontiera".
Attualmente Lino continua a proporre con l'amico e poeta Maurizio Mattiuzza il progetto musicale "Tiere nere" e sta promuovendo il suo nuovo album: Blu. In questo lavoro Lino esplora sonorità diverse dalle precedenti mantenendo però un filo conduttore con la sua produzione discografica.

Altre notizie, informazioni sui concerti, interviste, curiosità, fotografie, discografia, testi e progetti, nonchè assaggi della sua produzione in MP3 si trovano sul suo sito ufficiale

grazie a Elena & Giovanni


La Fàrie
(1990)

Spin
(1995)

I dîs (1996)

Cjaule Male (1997)

Tôr a tôr (1998)
Cuinto cuadrante
(1998)
L'ultima frontiera (1999)
Blu album
(2003)
Progetti

Fale curte
(1994)

Lino Straulino cjante Ermes (1996)

Victor Jara: un puente para la memoria
(1999)

Sintetiche sincretiche sinaptiche (1999)

Doi
(2000)
Tiere nere
(2001)
Ven a cja-n-tami
(musica itinerante)
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(Link esterno a Bielle)