| Federico
Sirianni: il pugile gentile
Federico
nasce a Genova nel '68, a settembre e cresce di musica grazie
ad una madre che non sa star senza e poi canta.
Studia chitarra d'autodidatta dopo i rudimenti iniziali
del grande Armando Corsi e si esercita anche al pianoforte.
Il risultato è che i suoi pensieri cominciano ad
avere una loro colonna sonora e lui non riesce più
a scinderli da un qualunque accompagnamento musicale. È
un tunnel senza uscita.
Intorno al '90
inizia a fare sul serio, a scrivere canzoni vere, entrando
in contatto con personalità decisamente interessanti,
per quanto leggermente spostate: Augusto Forin un burbero
fotografo dagli scritti minimali e dal passo lento di beguine
e l'eterna compagna (vera artista dell'obiettivo) Patrizia
Biaghetti, il giovane e irrequieto Fabrizio Casalino, il
geniale Max Manfredi e, last but not the least, il pianista
biotecnologo Marco Spiccio, la cui salute mentale è
ampiamente documentata dalla sua segreteria telefonica (il
concetto è criptico, ma se provate a telefonargli
capirete).
Con Augusto,
Fabrizio e Marco mette su un gruppo chiamato "La Giostra
dei Pazzi". Sono due anni di incontri, bevute, progetti
impossibili, qualche concerto e l'invito e la vittoria alla
Festa degli Sconosciuti con la quale, come gli piace raccontare
"siamo diventati il gruppo più sconosciuto d'Italia".
Nel 1993 viene
chiamato da Amilcare Rambaldi al Premio Tenco. In quel momento
si sente un "vero cantautore", ma dura poco.
Gli anni successivi
sono un continuo, incessante maelstrom di esperimenti, incroci
e incontri. L'esibizione al Tenco non dà i frutti
sperati, così decide di abbandonare la canzone d'autore
per un percorso più ampio in cui fondere canzoni
e teatro.
In seguito parte
per un soggiorno all'est, in Bulgaria, dove rimane più
del previsto ed è colpito violentemente dai luoghi,
dagli odori, dai colori e dai suoni che si ascoltano in
ogni angolo delle città in decadenza da post comunismo
o dei villaggi più arcaici. Non si riprenderà
più.
Si porta infatti
ancora dietro la malinconia e la forza dirompente di quelle
atmosfere e di quella musica, che sceglie come principale
filo conduttore delle sue canzoni.
Comincia a frequentare
i campi Rom, a conoscere le usanze, le tradizioni, la cultura
e la musica dei nomadi, quella destabilizzante forma di
libertà che rappresentano, raccontando di un popolo
costretto da circa un millennio alla fuga, estraneo alle
guerre, perseguitato come e più di altre etnie, ma
evidentemente privo di un buon ufficio stampa.
Da Genova si
trasferisce a Torino dove dovenasce, mischiando musicisti
genovesi e torinesi, la Molotov Orchestra, con la quale
tuttora suona.
Nel 2002 tra
Torino, Genova e Milano nasce "Onde clandestine"
un disco d'esordio dalla gestazione lunga e faticosa, che
raccoglie una dozzina di brani, dal Tenco ad oggi.
Giangilberto
Monti ha coniato per lui un termine che finalmente, dopo
anni, lo libera dal complesso del cantautore: Federico Sirianni
è a tutti gli effetti un "bandautore".
Nel 2004 partecipa al Mantova Musica Festival
e vince il premio della critica a Recanati.
La
Molotov Orchestra (o comunque il gruppo che suona ora con
Federico) è composta da:
Vito Miccolis alle percussioni,
Raffaele Rebaudengo al violino e alla viola,
Matteo Castellan alla fisarmonica, all'hammond,
al glockenspiel e alla melodica,
Saverio Miele al contrabbasso,
Matteo Negrin alla chitarra elettrica e acustica
oltre a Sirianni stesso alla chitarra classica, acustica,
al banjo e al pianoforte, oltrechè, ovviamente alla
voce.
Il
Blog di Federico - Il
suo sito
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