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Susanna Parigi

La decima porta
(S.Parigi)

Sarò cibo per te
perché tu abbia
incontenibile fame di me.
Sarò profumo per te
per entrarti dentro
fino ai pensieri.
Sarò il bene supremo per te
per darti la soddisfazione
di corrompermi
Sarò la decima porta per te
perché,
per darti tempo amore,
mi riempirai di rose,
e mi sussurrerai.

Sarò sorella per te
perché tu abbia un amore
incestuoso con me.
Sarò grotta per te
per accogliere
il tuo caldo fiume.
Sarò fine di un sogno per te,
quel sogno anche un po’ infantile
di esser buono e
sarò il nemico che lotta con te,
sarò,
per farmi uccidere
da questo amore che
di spalle colpirà.

Io sarò un incanto segreto,
un fiume di lava
che scioglie il tuo gelo;
io sarò un rifugio segreto,
un posto speciale,
una nicchia di cielo;
io sarò, io...

Sarò la mano per te,
l’adolescente mano
del tuo piacere.
Sarò uomo per te
per poterti entrare
fino ai pensieri.
Sarò dolce bilancia per te
di quanto pesa il desiderio
di sentirmi e
sarò la lingua che arpeggia su te
sarò
come su corde tese,
sulle tue vene roche,
come una musica.

Io sarò un incanto segreto,
un fiume di lava
che scioglie il tuo gelo;
io sarò un rifugio segreto,
un posto speciale,
una nicchia di cielo;
io sarò, io....

Sarò dolce bilancia per te
di quanto pesa il desiderio
di sentirmi e
Sarò la lingua che arpeggia su te
sarò,
come su corde tese,
sulle tue vene roche,
come una musica.


Susanna Parigi:
Indifferenza impossibile
Susanna Parigi trabocca. Di boccoli, di parole, di idee e di forme piene di donna. Un fiume in piena in vulgata toscana che si abbatte sulla prima mattinata milanese di primavera. Una settimana prima nevicava e stavo ascoltando per l’ennesima volta “In differenze”, ogni volta con uno scatto di interesse in più. Troppo per non volerne conoscere l’autrice, una che nella presentazione per la stampa scrive “devo la mia musica alle tempeste e agli uragani che mi devastano, lasciando però il paesaggio del mio corpo, all’apparenza, quasi lo stesso”. “Ho un’anima da operaia, ma una scrittura (dicono) da intellettuale. Gli operai forse faticano a capire la mia scrittura, ma gli intellettuali aristocratici sicuramente non possono capire la mia anima. Allora qual è il mio posto? Dove posso sedermi a riposare per un po’?”Bella domanda! Anche a me ogni tanto piacerebbe sapere dove sedermi. Nel dubbio, scelgo la parte del torto (Lolli) e la parte del tavolo più vicina alla macchinetta del caffè negli uffici di “Setteottavi”, la casa di produzione di Vince Tempera che ha curato il disco di Susanna Parigi. E l’intervista può iniziare.

Devo dire che la prima volta che ho sentito il disco, un po’ di sottofondo, non mi è piaciuto. Dopo mi sono messo a leggere i testi. E li ho trovati stupendi. Allora ho risentito l’album e ho capito e mi sono gustato fino in fondo canzoni di grande spessore emotivo e di buon contenuto letterario... (segue)

Cos’è più importante scrivere in una biografia?
Che ho lavorato con Cocciante e Baglioni o che mia madre era operaia
a catena in un sottosuolo di Firenze?
E’ più importante dire che ho un diploma in pianoforte al Cherubini
o che mio padre era camionista, pittore e onesto?
Che ho alle spalle due Cd o che la musica mi assale e mi si attacca addosso?
E’più importante quello che ho sentito che quello che ho fatto; quello che ho visto,
e altre persone privilegiate non hanno mai conosciuto né mai sapranno vedere.
Ci vuole troppa immaginazione, troppa creatività, troppa sensibilità per vedere
il fondo del pozzo dalla cima di una stella.
Devo la mia musica alle tempeste e agli uragani che mi devastano lasciando però
il paesaggio del mio corpo, all’apparenza, quasi lo stesso;
la devo a S.Croce di notte, all’alluvione che passò sotto la mia finestra
e ai calzolai e alle sartine che lavoravano nei vicoli stretti di S.Frediano.
Così si è formata la crepa: ho un’anima da operaia ma una scrittura (dicono) da intellettuale.
Oggi dopo questo mio percorso musicale e di vita, penso che non c’è altro per cui
valga veramente la pena se non chiedersi in continuazione e in continuazione,
quasi maniacalmente: ”Ma sarà vero quello che mi stanno dicendo?”;
“Sarà vero quello che sto leggendo?”
“Ma se non voglio comprare tutto quello che non mi serve e se non voglio ascoltare
o vedere per forza ciò che mi viene imposto dai messaggi pubblicitari,
sarò un soggetto con seri problemi psichici?”
E’ questo che mi ha portato a scrivere “In differenze” il mio III Cd.
Certo è una strana biografia questa.
Ma sono le uniche cose vere che posso dirvi di me.

Sito ufficiale: http://www.susannaparigi.it


Susanna Parigi
RTI Music - 1996

Scomposta
Carish - 1999
Gli occhi che ci guardano
La decima porta
Il regalo
Tre passi indietro
Il doppio segreto
Amelia Earhart
Eresia d'amore
Zone di Confine
Scomposta
Il canto dell'amante
La decima porta
(così come è nata nella notte
del 16 luglio '98alle ore 2.30)

In differenze
Setteottavi - 2004
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I testi di Susanna Parigi meritano più di una lettura e non distratta. Susanna legge molto e scrive almeno altrettanto, ma i suoi scritti, poesie o canzoni, non sfiorano mai i tasti del banale e riescono a toccare corde emotive comuni. Ai testi viene riservata un'attenzione che nella maggior parte degli artisti non si ritrova. Paola di Bielle: provate a leggerli.