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| Lampioni dell'alba
Non guardarmi così
che mi viene da ridere
con le mani attaccate
ai lampioni dell’alba
Niente smoking
ma giovani donne
ed un mazzo di regole
che potremo slegare
lungo la tangenziale
E ora lasciami ridere
e rincorrer le nuvole
contro auto che passano
come passa la sete
la tua ombra è l'immagine
del tuo impervio passato
sospeso tra ozio e virtù
E ora smetti di borbottare
con le mani e l’autoradio
tira avanti ad ingrassare
il tuo tedio nell’armadio
la mia vuota euforia
è una ruga precoce
mentre là in periferia
ricomincia la luce
Fammi ridere sulla tua nostalgia
come Carnera sull’ultimo ring
la notte al casello scivola va via
più lenta d'un canto d’amor
E ora piangi seduto
su di un letto bagnato
hai quell’aria un po’ audace
da spennato rapace
il caffè della notte
ha il gusto sbagliato
e ora dormi
più stanco di me
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La
prima impressione, ascoltandovi, è che le vostre
musiche e le vostre canzoni vivano in un piacevole stato
di anacronismo. Difficilmente collocabili nel tempo.
Sono canzoni che fanno pensare a un ascolto attento
delle fonti: in particolare della musica italiana dalle
origini: dal melodramma, alle prime orchestre per la
radio, alla musica da ballo, senza dimenticare né
la formazione classica né la musica d’autore.
E’ una miscela casuale o c’è dietro
uno studio in questo senso? Potrei sbagliarmi, ma c’è.
Credo che i nostri gusti musicali si
intreccino fortemente con il nostro interesse a ricercare
storie di piccoli destini personali. E’ una ricerca
di punti di vista a volte nascosti o inconsueti che
ci ha portato a confrontarci costantemente con il nostro
passato. Questo spiega la presenza del tango, della
vecchia canzone italiana, dei canti di emigrazione e
del dialetto… Ci spinge a guardarci indietro senza
per forza essere nostalgici, ma per il bisogno di capire
un presente che appare, se privi di memoria, difficilmente
decifrabile.
Lo stesso approccio vostro l’ho
trovato in questi anni nei Sulutumana e poi (a cascata)
in una serie di altri gruppi che, a poco a poco, si
sono affacciati sulla scena nazionale: dai Fragil Vida,
ai Café Sport Orchestra, ai Figli di Iubal, agli
Acquaforte, fino agli Yo Yo Mundi e i Tetes de Bois.
Tutti gruppi impegnati in una sorta di “musica
gentile”, caratterizzata da alcuni tratti comuni:
la formazione ampia (voi siete solo in quattro, ma con
una pletora di ospiti) , una certa propensione teatrale,
una cura estrema ai testi e la presenza nell’organico
di fiati, archi e fisarmoniche (con funzione trainante).
E’ troppo poco per costituire un movimento, ma
non per analizzare che vi possono essere esigenze comuni
di espressione, trasversali all’Italia (Piemonte,
Lombardia, Veneto, Emilia, Toscana, Sardegna e Lazio
sono le regioni citate). Che ne pensate? Sentite in
giro anche voi questa nuova ondata? O vi trovate isolati?
Rispondo con una semplice riflessione.
Oggi ci stiamo lentamente abituando ai comportamenti
scortesi, alle macchine veloci, all’indifferenza,
alle conversazioni frenetiche e a non vivere più
gli spazi della città. E ciò significa
che un gesto gentile, un sentimento di istintiva solidarietà,
un pic-nic in uno spazio verde non rappresentano più
la regola bensì l’eccezione, qualcosa che
ci pare così curioso da prestarci attenzione.
Ecco perché forse l’esigenza di descrivere
queste cose da parte di più persone. (segue)

Tredici brani, alcuni in dialetto veneto,
galleggianti con eleganza sonora e di scrittura in un
territorio che potremmo collocare tra Fabrizio De André
e Avion Travel, con la particolare speziatura fornita
dal patrimonio storico e popolare della nostra regione.
19-03-2005 Beppe Montresor, L'arena di Verona
...
la Bottega è epicentro letterario-teatral-musicale.
Nel quintetto veneto risuona l'artigianato più
ricercato della nuova canzone, che ricuce la tradizione
con occhio e orecchio consapevoli.
23-09-2004 Gianluca Veltri, Diario
Un
impianto acustico di straordinaria grazia, intimo e
di carattere, che sa di classico senza risultare datato.
Una scrittura matura, impregnata di Novecento, di fisarmoniche
e di Jazz, di ritmi popolari e canzoni anni ?40, Parigi
e la bora di Trieste...
02-09-2004 Achille Iachino, Musikbox
Jazz,
musica popolare, canzone d'autore dipingono quadri d'altri
tempi nella galleria impressionista di questa band padovana
che alle luci al neon della ribalta preferisce quelle
soffuse della poesia...
13-08-2004 Il resto del Carlino, Il Giorno,
La Nazione
Le tinte
jazz, qualche volteggio swing, le inclinazioni felicemente
rétro e le parole soppesate dal canto "narrante"
intimistico di Giorgio Gobbo seducono senza fretta,
ondeggiando tra il colto e il popolare sulle note di
un'inseparabile fisarmonica
06-07-2004 Loris Furlan, Mucchio Selvaggio
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| Tre
uomini paradossali e un liutaio (dal
sito)
Narrano
le cronache che la "Piccola Bottega Baltazar"
apra i battenti alla fine dell'estate dell'anno di grazia
2000, alba del nuovo millennio. Ne sono artefici tre uomini
paradossali: Marco Toffanin, fisarmonicista con trascorsi
klezmer, dottor-ragionier-letterato, francofilo e francofono;
Giorgio Gobbo, cantante e chitarrista con trascorsi dall'opera
a Buscaglione, di professione educatore, appassionato di
storia, anni fa si faceva chiamare Gomez; Sergio Marchesini,
pianista e fisarmonicista con studi classici, commercialista
pentito, smanettatore di computer. La
formazione originaria comprende anche il magico violino
di Alberto Cassutti che, essendo persona seria, dopo un
po' pensa bene di dedicarsi alla nobile arte del liutaio.
Alberto comparirà comunque come ospite nei cd pubblicati
in seguito dalla Bottega e, occasionalmente, in alcuni concerti.
Gli esordi sono alquanto promettenti: si vince il premio
per la canzone d'autore Valmarana nell'ottobre del 2000,
ci si classifica secondi al Daigo Hot music festival nell'aprile
2001 e si ricevono ottime critiche al premio nazionale per
la canzone d'autore di Recanati.
Capitolo
II - Il sindaco
Nella
necessità di potenziare la sezione ritmica del gruppo,
viene reclutato, utilizzando sofisticati mezzi di selezione
(un foglietto appeso al muro) Antonio De Zanche, detto "il
sindaco", contrabbassista con velleità frustrate
di jazzista, cinefilo e non cinofilo, agronomo, ex assessore
comunale. L'incontro dei tre con il contrabbasso crea una
miscela detonante che mette in moto il gruppo verso nuove
e ambiziose mete. La temperatura di combustione cresce ancora,
fino a raggiungere livelli di guardia, con il saltuario
inserimento del batterista Massimo Aiello. Il
quartetto/quintetto così formatosi, comincia a vagare
tra osterie storiche, locali di periferia e feste paesane
alla ricerca di un pubblico e di un'identità. Qualcuno
ricorda ancora con malcelata nostalgia le serate all'osteria
"da Nane della Giulia" di Padova, dove la Bottega
viene scritturata per un'intera stagione (bigoli e vino
rosso inclusi) riscuotendo un crescente e inatteso successo.
Da questa esperienza deriva lo spettacolo "Bistrò
'900", raccolta di brani di musicisti e cantautori
del secolo scorso, denso di atmosfere etiliche e ruspanti.
Capitolo
III - Il carro di Tespi, pulpos y cubata
Dopo
varie discussioni all'arma bianca, si decide di mettere
in
cantiere anche uno spettacolo più adatto ai palcoscenici,
centrato sulle canzoni di Fabrizio de André, autore
con il quale Baltazar ha sempre avuto un gran feeling. Nasce
così "Poco tempo, troppa fame - omaggio a Fabrizio
de André" che propone una rilettura personale
del repertorio del cantautore genovese, arricchita da storie
curiose e composizioni originali. Da questo lavoro viene
tratto un cd prodotto dalla casa discografica Azzurra music
di Verona, pubblicato nel dicembre del 2002. Nello
stesso mese la Piccola Bottega Baltazar vince il concorso
nazionale "Risonanze" riservato alla musica acustica
e, nel gennaio 2003, si costituisce come Associazione culturale.
Come se non bastasse, viene contemporaneamente sviluppata
anche l'anima teatrale della Bottega, con la scrittura e
l'esecuzione di musiche per la commedia "Gl'innamorati"
di Carlo Goldoni, per la regia di Stefano Scandaletti, e
per "Vozi dal mar e dala tera", bestiario di poesia
veneta e musica per la regia di Pino Costalunga. Altri itinerari
da percorrere sul carro di Tespi sono attualmente in fase
di studio.
Nel
frattempo l'attività concertistica si diffonde a
scuole,manifestazioni, locali, televisioni, teatri, radio
e festival, fino a raggiungere le coste impervie e leggermente
bituminose della Galizia, nord-ovest della Spagna. Tra gaitas,
pulpos y cubatas (la cubata te mata?), nell'estate del 2003
Baltazar partecipa al festival internazionale di Pardinas,
uno sballo per 3000 presenti, e si esibisce nei più
malfamati locali della regione.
Capitolo
IV - Il più docile dei musicisti
Al
rientro in patria si torna a lavorare alacremente in bottega
per il nuovo cd. Stavolta non si scende a compromessi, la
parola d'ordine è: esclusivamente brani originali.
Viene così prodotto per Azzurra music "Canzoni
in forma di fiore", che uscirà nel marzo 2004
per la prestigiosa collana "D'autore". Subito
dopo aver inciso l'ultimo colpo di batteria, Massimo Aiello
saluta ed esce dal gruppo. Viene temporaneamente sostituito
da Paolo Balladore e successivamente dal più docile,
preciso e puntuale dei musicisti presenti sulla piazza:
un magnifico PC portatile dal quale vengono tratti suoni
sintetici da amalgamare con cura alle vibrazioni di corde
e arie ben cotte. Questo nuovo strumento viene affidato
alle mani tecnologiche di Enrico Bognolo, detto "Chicco",
manager e tecnico del suono, grande scaricatore di reti,
ottimo cuoco e vicentino doc. Il cd sembra piacere e così
i nostri bottegai, dopo un'estate infarcita di concerti
in varie città, si ritrovano ad essere invitati anche
dall'Istituto italiano di cultura di Salonicco in Grecia.
Nella
Piccola Bottega lavorano:
Giorgio Gobbo,voce e chitarra
Sergio Marchesini, piano e fisarmonica
Antonio De Zanche, contrabbasso
Marco Toffanin, fisarmonica

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Poco tempo,
troppa fame
Azzurra
Records - 2002
Creuza de mä / La
ballata del Michè / A foghi spenti * / Ouverture
per serrature* / Il gorilla / La città vecchia
/ Delitti di paese* / La canzone di Marinella / Khorakhané
/ Dolcenera / Il pescatore / L'asino di Porto Viro*
/ Nebbie di carnevale* / Bocca di rosa / Via del campo
/ Nei vicoli, di notte*
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Testi e musiche: Piccola Bottega Baltazar
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Canzoni
in forma di fiore
Azzurra
Records- 2004
Il
mercante / Un inverno mite / Onda del mar / Lentiggini
/ Delitti di paese / Lampioni dell'alba
/ Il grammofono della banda Carità / Trieste
/ Nebbie di carnevale
/ A foghi spenti / L'ultimo dei ranaroli / Pic-nic
al cavalcavia
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