Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.















Piccola Bottega Baltazar

Per farsi una piccola idea delle canzoni
della Piccola Bottega Baltazar, ascoltandole:

Lentiggini
Pic-nic al Cavalcavia
Un giorno come un altro (Sergio Endrigo)
L'ultimo dei Ranaroli
(con Luca Francioso)

... e guardandole
Scarica il video di Onda del Mar!
(Richiede windows media player, 15 Mb)

Lampioni dell'alba

Non guardarmi così
che mi viene da ridere
con le mani attaccate
ai lampioni dell’alba

Niente smoking
ma giovani donne
ed un mazzo di regole
che potremo slegare
lungo la tangenziale

E ora lasciami ridere
e rincorrer le nuvole
contro auto che passano
come passa la sete
la tua ombra è l'immagine
del tuo impervio passato
sospeso tra ozio e virtù

E ora smetti di borbottare
con le mani e l’autoradio
tira avanti ad ingrassare
il tuo tedio nell’armadio
la mia vuota euforia
è una ruga precoce
mentre là in periferia
ricomincia la luce

Fammi ridere sulla tua nostalgia
come Carnera sull’ultimo ring
la notte al casello scivola va via
più lenta d'un canto d’amor

E ora piangi seduto
su di un letto bagnato
hai quell’aria un po’ audace
da spennato rapace
il caffè della notte
ha il gusto sbagliato
e ora dormi
più stanco di me

 



La prima impressione, ascoltandovi, è che le vostre musiche e le vostre canzoni vivano in un piacevole stato di anacronismo. Difficilmente collocabili nel tempo. Sono canzoni che fanno pensare a un ascolto attento delle fonti: in particolare della musica italiana dalle origini: dal melodramma, alle prime orchestre per la radio, alla musica da ballo, senza dimenticare né la formazione classica né la musica d’autore. E’ una miscela casuale o c’è dietro uno studio in questo senso? Potrei sbagliarmi, ma c’è.

Credo che i nostri gusti musicali si intreccino fortemente con il nostro interesse a ricercare storie di piccoli destini personali. E’ una ricerca di punti di vista a volte nascosti o inconsueti che ci ha portato a confrontarci costantemente con il nostro passato. Questo spiega la presenza del tango, della vecchia canzone italiana, dei canti di emigrazione e del dialetto… Ci spinge a guardarci indietro senza per forza essere nostalgici, ma per il bisogno di capire un presente che appare, se privi di memoria, difficilmente decifrabile.

Lo stesso approccio vostro l’ho trovato in questi anni nei Sulutumana e poi (a cascata) in una serie di altri gruppi che, a poco a poco, si sono affacciati sulla scena nazionale: dai Fragil Vida, ai Café Sport Orchestra, ai Figli di Iubal, agli Acquaforte, fino agli Yo Yo Mundi e i Tetes de Bois. Tutti gruppi impegnati in una sorta di “musica gentile”, caratterizzata da alcuni tratti comuni: la formazione ampia (voi siete solo in quattro, ma con una pletora di ospiti) , una certa propensione teatrale, una cura estrema ai testi e la presenza nell’organico di fiati, archi e fisarmoniche (con funzione trainante). E’ troppo poco per costituire un movimento, ma non per analizzare che vi possono essere esigenze comuni di espressione, trasversali all’Italia (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia, Toscana, Sardegna e Lazio sono le regioni citate). Che ne pensate? Sentite in giro anche voi questa nuova ondata? O vi trovate isolati?

Rispondo con una semplice riflessione. Oggi ci stiamo lentamente abituando ai comportamenti scortesi, alle macchine veloci, all’indifferenza, alle conversazioni frenetiche e a non vivere più gli spazi della città. E ciò significa che un gesto gentile, un sentimento di istintiva solidarietà, un pic-nic in uno spazio verde non rappresentano più la regola bensì l’eccezione, qualcosa che ci pare così curioso da prestarci attenzione. Ecco perché forse l’esigenza di descrivere queste cose da parte di più persone. (segue)



Tredici brani, alcuni in dialetto veneto, galleggianti con eleganza sonora e di scrittura in un territorio che potremmo collocare tra Fabrizio De André e Avion Travel, con la particolare speziatura fornita dal patrimonio storico e popolare della nostra regione.
19-03-2005 Beppe Montresor, L'arena di Verona

... la Bottega è epicentro letterario-teatral-musicale. Nel quintetto veneto risuona l'artigianato più ricercato della nuova canzone, che ricuce la tradizione con occhio e orecchio consapevoli.
23-09-2004 Gianluca Veltri, Diario

Un impianto acustico di straordinaria grazia, intimo e di carattere, che sa di classico senza risultare datato. Una scrittura matura, impregnata di Novecento, di fisarmoniche e di Jazz, di ritmi popolari e canzoni anni ?40, Parigi e la bora di Trieste...
02-09-2004 Achille Iachino, Musikbox

Jazz, musica popolare, canzone d'autore dipingono quadri d'altri tempi nella galleria impressionista di questa band padovana che alle luci al neon della ribalta preferisce quelle soffuse della poesia...
13-08-2004 Il resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione

Le tinte jazz, qualche volteggio swing, le inclinazioni felicemente rétro e le parole soppesate dal canto "narrante" intimistico di Giorgio Gobbo seducono senza fretta, ondeggiando tra il colto e il popolare sulle note di un'inseparabile fisarmonica
06-07-2004 Loris Furlan, Mucchio Selvaggio


Tre uomini paradossali e un liutaio (dal sito)

Narrano le cronache che la "Piccola Bottega Baltazar" apra i battenti alla fine dell'estate dell'anno di grazia 2000, alba del nuovo millennio. Ne sono artefici tre uomini paradossali: Marco Toffanin, fisarmonicista con trascorsi klezmer, dottor-ragionier-letterato, francofilo e francofono; Giorgio Gobbo, cantante e chitarrista con trascorsi dall'opera a Buscaglione, di professione educatore, appassionato di storia, anni fa si faceva chiamare Gomez; Sergio Marchesini, pianista e fisarmonicista con studi classici, commercialista pentito, smanettatore di computer. La formazione originaria comprende anche il magico violino di Alberto Cassutti che, essendo persona seria, dopo un po' pensa bene di dedicarsi alla nobile arte del liutaio. Alberto comparirà comunque come ospite nei cd pubblicati in seguito dalla Bottega e, occasionalmente, in alcuni concerti. Gli esordi sono alquanto promettenti: si vince il premio per la canzone d'autore Valmarana nell'ottobre del 2000, ci si classifica secondi al Daigo Hot music festival nell'aprile 2001 e si ricevono ottime critiche al premio nazionale per la canzone d'autore di Recanati.

Capitolo II - Il sindaco

Nella necessità di potenziare la sezione ritmica del gruppo, viene reclutato, utilizzando sofisticati mezzi di selezione (un foglietto appeso al muro) Antonio De Zanche, detto "il sindaco", contrabbassista con velleità frustrate di jazzista, cinefilo e non cinofilo, agronomo, ex assessore comunale. L'incontro dei tre con il contrabbasso crea una miscela detonante che mette in moto il gruppo verso nuove e ambiziose mete. La temperatura di combustione cresce ancora, fino a raggiungere livelli di guardia, con il saltuario inserimento del batterista Massimo Aiello. Il quartetto/quintetto così formatosi, comincia a vagare tra osterie storiche, locali di periferia e feste paesane alla ricerca di un pubblico e di un'identità. Qualcuno ricorda ancora con malcelata nostalgia le serate all'osteria "da Nane della Giulia" di Padova, dove la Bottega viene scritturata per un'intera stagione (bigoli e vino rosso inclusi) riscuotendo un crescente e inatteso successo.
Da questa esperienza deriva lo spettacolo "Bistrò '900", raccolta di brani di musicisti e cantautori del secolo scorso, denso di atmosfere etiliche e ruspanti.

Capitolo III - Il carro di Tespi, pulpos y cubata

Dopo varie discussioni all'arma bianca, si decide di mettere in
cantiere anche uno spettacolo più adatto ai palcoscenici, centrato sulle canzoni di Fabrizio de André, autore con il quale Baltazar ha sempre avuto un gran feeling. Nasce così "Poco tempo, troppa fame - omaggio a Fabrizio de André" che propone una rilettura personale del repertorio del cantautore genovese, arricchita da storie curiose e composizioni originali. Da questo lavoro viene tratto un cd prodotto dalla casa discografica Azzurra music di Verona, pubblicato nel dicembre del 2002.
Nello stesso mese la Piccola Bottega Baltazar vince il concorso nazionale "Risonanze" riservato alla musica acustica e, nel gennaio 2003, si costituisce come Associazione culturale. Come se non bastasse, viene contemporaneamente sviluppata anche l'anima teatrale della Bottega, con la scrittura e l'esecuzione di musiche per la commedia "Gl'innamorati" di Carlo Goldoni, per la regia di Stefano Scandaletti, e per "Vozi dal mar e dala tera", bestiario di poesia veneta e musica per la regia di Pino Costalunga. Altri itinerari da percorrere sul carro di Tespi sono attualmente in fase di studio.

Nel frattempo l'attività concertistica si diffonde a scuole,manifestazioni, locali, televisioni, teatri, radio e festival, fino a raggiungere le coste impervie e leggermente bituminose della Galizia, nord-ovest della Spagna. Tra gaitas, pulpos y cubatas (la cubata te mata?), nell'estate del 2003 Baltazar partecipa al festival internazionale di Pardinas, uno sballo per 3000 presenti, e si esibisce nei più malfamati locali della regione.

Capitolo IV - Il più docile dei musicisti

Al rientro in patria si torna a lavorare alacremente in bottega per il nuovo cd. Stavolta non si scende a compromessi, la parola d'ordine è: esclusivamente brani originali. Viene così prodotto per Azzurra music "Canzoni in forma di fiore", che uscirà nel marzo 2004 per la prestigiosa collana "D'autore". Subito dopo aver inciso l'ultimo colpo di batteria, Massimo Aiello saluta ed esce dal gruppo. Viene temporaneamente sostituito da Paolo Balladore e successivamente dal più docile, preciso e puntuale dei musicisti presenti sulla piazza: un magnifico PC portatile dal quale vengono tratti suoni sintetici da amalgamare con cura alle vibrazioni di corde e arie ben cotte. Questo nuovo strumento viene affidato alle mani tecnologiche di Enrico Bognolo, detto "Chicco", manager e tecnico del suono, grande scaricatore di reti, ottimo cuoco e vicentino doc. Il cd sembra piacere e così i nostri bottegai, dopo un'estate infarcita di concerti in varie città, si ritrovano ad essere invitati anche dall'Istituto italiano di cultura di Salonicco in Grecia.

Nella Piccola Bottega lavorano:
Giorgio Gobbo,voce e chitarra
Sergio Marchesini, piano e fisarmonica
Antonio De Zanche, contrabbasso
Marco Toffanin, fisarmonica


Poco tempo, troppa fame
Azzurra Records - 2002

Creuza de mä / La ballata del Michè / A foghi spenti * / Ouverture per serrature* / Il gorilla / La città vecchia / Delitti di paese* / La canzone di Marinella / Khorakhané / Dolcenera / Il pescatore / L'asino di Porto Viro* / Nebbie di carnevale* / Bocca di rosa / Via del campo / Nei vicoli, di notte*

* Testi e musiche: Piccola Bottega Baltazar




Canzoni in forma di fiore
Azzurra Records- 2004

Il mercante / Un inverno mite / Onda del mar / Lentiggini / Delitti di paese / Lampioni dell'alba
/ Il grammofono della banda Carità / Trieste / Nebbie di carnevale
/ A foghi spenti / L'ultimo dei ranaroli / Pic-nic al cavalcavia