Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.















Mauro Pagani

Per farsi una piccola idea delle canzoni
di Mauro Pagani, ascoltandole:

Domani
La città aromatica
Good Morning
La neve de Natale

Davvero Davvero
di Mauro Pagani e Massimo Bubola

Anima mia,
anima di pianura
animanimamia
dove si va
Se lo sai fammi un segno
lo vedrò
Se lo sai basta un segno
io ci sarò
Splendi sul deserto splendi
sul mio cuore in piena
Splendi sulla mia farina
Splendi su di me

Anima mia
scampata dal mare
in questa notte di vento
asciugami
splendi sulle mie chitarre, illumina la sera
splendi su questa corriera
Splendi su di me.

Davvero davvero
Davvero davero davvero io non lo so
Davvero davvero, mi chiedo davvero
se ce la faremo o no.
Davvero davvero ti chiedo davvero
se poi mi riposerò
Passo dopo passo so che ti raggiungerò:

Anima mia
animanimalenta
su una nave d'argento
portami via
splendi sopra queste assi
sopra questo mare
questo mare scuro
splendi sulla mia fatica
splendi su di me.


Le collaborazioni

"Molti amici sono venuti a suonare nel disco. Li ho invitati perché ci tenevo a fare qualcosa con loro. C’è Raiz e ogni volta che lo sento cantare mi emoziono, c’è Morgan che secondo me è uno di quelli che rimarranno, c’è Luciano Ligabue con cui è venuto fuori un pezzo scritto insieme".

Il tempo

"Oggi per riuscire a dire cose nuove ci vuole tempo. Tempo per crescere, per sbagliare, per rifare. Per scrivere 50 minuti di musica bella ci vogliono anni. Penso che il mio sia un disco di canzone d’autore, però scritto da uno che viene dal rock e non dalla canzone francese".

Le radio

"Il ruolo delle radio oggi è un ruolo terrificante. Il loro cliente non è l’ascoltatore, ma l’inserzionista e questo spiega tutto. I passaggi delle canzoni in prime time sono pagati, non lo dice nessuno ma è così. Ma io credo che la gente sia migliore dei pubblicitari o di quelli che organizzano il marketing". (Intervista a Rockol)

Fare un disco per un musicista come me è come tracciare un bilancio della propria vita. Ho fatto tante cose, e ognuna di queste cose è stata un po’ un evo, ha lasciato un segno. Ho fatto prima musica classica, poi blues rock, poi progressive, poi musica dal mondo. Da quindici anni mi interesso di un po’ di tutto quello che si sta mescolando nel famoso “melting pot”.

In realtà questo è album è una fotografia di come sono fatto io: un musicista adulto che ha fatto di tutto. Non mi fa differenza fare un pezzo cantautorale, elettronico o etnico: tutto e tre queste anime fanno parte del mio presente, non solo del mio passato. Ho cercato di evitare gli autocompiacimenti, questo sì. E infatti questo è un disco nel quale c’è poco strumentismo.
(Intervista a Kataweb)


Mauro Pagani: "Mantova? No, il dibattito no!"
di Giorgio Maimone

E' passato qualche settimana dal Festival di Mantova quando incontriamo Mauro Pagani in un'osteria di Milano, sui Navigli. Una sorta di "sito d'autore" perché è vicino alle sue "Officine meccaniche" e non è raro, come nella sera in questione, vedere passare nello spazio dell'intervista, altri protagonisti della musica italiana come Manuel Agnelli, Pacifico o magari membri della PFM. Mauro Pagani a Mantova è stato inviatato come ospite e si è esibito nella prima serata, tra i primi in assoluto a mettere piede sul palco del Teatro Ariston, quando ancora si stava riempiendo. (Segue)

Creuza, il concerto di Siena

di Giorgia Fazzini

“Creuza de ma" bacino mediterraneo in cui irrimediabilmente naufraghi, dolcemente, se sei nato in riva al mare - perché ti frega dalla pancia, perché profuma davvero di salsedine; perché ha dentro il vento, il sole e le onde su cui il primo rimbalza, frammenta e fa correre il secondo. Sette canzoni che sono sette racconti di viaggio in barca a vela, in una lingua mista - il genovese di uno di Pegli che un po' se lo ricordava un po' lo ha tirato giù da dizionario e libri, e che il suo compagno di navigazione gli ha poi messo nel fiato capace di cavalcare i suoni mediterranei. "Creuza de ma" immaginato da Pagani in dieci anni di musica del mondo, e nato quando De Andrè decise di scommetterci un giro di carriera. Due marinai acquisiti, due Salgari per autodefinizione; un genovese che preferiva passare le proprie giornate a leggere sul letto e un bresciano che non si sa come è riuscito a sciogliere la pianura nel mare. Una volta Gabriele Ferraris, lisciando i sassi liguri, lo ha definito "il Capolavoro Definitivo del Novecento italiano". Fosse stato solo italiano, David Byrne non si sarebbe sbrodolato come invece fece, sorpreso e ammaliato anche lui in quel maggio 1984. E fortunatamente "Creuza de ma" non è nemmeno definitiva e novecentesca: perché nel 2004, col pretesto del ventennale, il marinaio bresciano riprende la barca e rifà il percorso - secondo la rotta che forse avrebbe seguito se nella tournee dell'Indiano deandreiano non avesse (intelligentemente) detto: "Sì, dai, il disco mediterraneo lo facciamo insieme". (Segue)

Mauro Pagani: etno-biografia

di Giorgio Maimone

Se si pensasse a un quadro ipotetico della musica d'autore in Italia negli ultimi 30 anni, da qualsiasi lato ci si giri, ci si troverebbe prima o poi a sbattere in Mauro Pagani. Non solo, ma lo si troverebbe ben piantato agli snodi fondamentali della nostra musica. Anni '70, nasce il progressive rock e Mauro fa parte della Premiata Forneria Marconi o PFM che dir si voglia ("Storia di un minuto" - 1972). Prima ancora (1971) è dietro il primo apparire di sonorità orientali con Claudio Rocchi ("Viaggio"). Anni '80, ancora prima della svolta "real music" Mauro ha già svoltato ("Mauro Pagani" - '78) e nell'84, con Fabrizio De André, crea il "paradigma" del genere in Italia: "Creuza de Ma". Infine nell'ultimo decennio è dietro tutte le produzioni più significative: Massimo Ranieri: "Oggi e dimane", Enzo Jannacci: "Un uomo a metà", Roberto Vecchioni: "Il lanciatore di coltelli". Non ci vuole molto a concludere che Mauro Pagani è una delle figure di maggior spicco nel panorama della canzone d'autore italiana agli inizi del terzo millennio.

Dalla Pfm a solista

Mauro Pagani nasce a Montichiari (Brescia) nel 1946. Fin da giovanissimo studia violino e acquisisce una formazione classica. Quindi inizia, già a fine anni '60 a suonare in gruppi come JB Club (dove incrocia per la prima volta la strada con Giorgio Cordini) e Dalton, per poi passare alla Premiata Forneria Marconi a inizio degli anni '70. Che poi erano i vecchi "Quelli", orfani del cantante Teo Teocoli, passato al cabaret. Secondo Cordini il nome "Forneria Marconi" era già stato usato per un loro secondo gruppo bresciano, dopo i JB Club e derivava il nome dal luogo scelto per le prove. Comunque sia Mauro entra nella PFM come violinista, flautista e vocalist. Il sodalizio con la PFM proseguirà per sei dischi (contando anche il "Live in Usa"), fino a Jet Lag escluso, ma comprendendo tutto il meglio della produzione della prima PFM. Nel '77 quindi il discorso "gruppo" è chiuso e, seguendo una strada molto simile a quella tracciata da Ivano Fossati negli stessi anni, inizia la seconda vita come solista. "Mauro Pagani", primo disco solista, a cui peraltro partecipano tutta la Pfm, tutti gli Area e buona parte del futuro nucleo dei Carnascialia, non scuote il mondo musicale. Eppue contiene in sè tutti i germi che permetteranno la lievitazione a fenomeno internazionale di "Creuza de ma".

Mauro Pagani autore

Non è possibile considerare Mauro Pagani un cantautore tout court. O meglio, non solo. La sua formazione come musicista è tanto fote da condizionare le scelte successive e da indirizzarlo verso altri ruoli, più defilati e dietro le quinte, eppure essenziali per lo sviluppo della musica d'autore. Tra i limiti di Pagani, inoltre, resta il problema della voce che è corretta, ma non dirompente e anche una non eccessiva famigliarità con la scrittura dei testi (dove gli danno una mano a volte Bubola, a volte Salvatores, a volte Morgan o il Liga o Raiz. Per la maggior parte dei casi poi ha avuto la fortuna di avere un paroliere che rispondeva al nome di Fabrizio De André con cui, a quattro mani, oltre a Creuza hanno scritto "Nuvole". Tre sono comunque gli album solisitci di Mauro: l'ominimo del '78, "Passa la bellezza" del '91 e "Domani" dal 2003: un disco ogni tredici anni. Il che significa che dovremo aspettare il 2016 per il prossimo album di inediti.

Cinema, teatro e altra musica

Un versante a parte è quello dedicato alle colonne sonore e alle numerose collaborazioni e produzioni. Sotto il profilo delle colonne sonore Mauro ne compone sei e ne registra quattro, se non sbaglio: "Sogno di una notte d'estate" (registrata la versione teatrale e non quella cinematografica", "Nirvana", "Puerto Escondido", "Topo Galileo" (con Fabrizio De André, mai registrata). Altre musiche Mauro compone per i film "In barca a vento contromano", "Dolce assenza", "Ladies & Gentleman", "La sfera di Lassifer" e "I magicanti e i tre elementi" (gli ultimi due sono cartoni animati. L'elenco delle collaborazioni è pressoché infinito: basti dire che ci sono tutti. De André con la "Buona novella" (assieme ai Quelli), Vasco Rossi, Finardi, Claudio Rocchi, i Gang, Nada, Indaco, Timoria, Almamegretta, Bluevertigo, Bubola, De Sio, Donà, Elio e Ligabue.


Mauro Pagani
Ascolto - 1978

Europa Minor / Argiento / Violer d'amores / La città aromatica/ L'albero di canto/ Choron / Il blu comincia davvero / L'albero di canto (parte 2)

Sogno di una notte d'estate
Fonit Cetra - 1981

One (quasi) / Cocker spaniel / Noi siamo il buio / Il litigio / Oberon / La fata / Puck / Sonno / Good Morning / Fate che scorra

Passa la bellezza
Polygram - 1991

Passa la bellezza / La neve de Natale / Axum / Davvero davvero / Ossi di luna / Abilmente / ‘N de / Uno / Soldato

Domani
Nun - 2003

Domani / Per sempre / Parole a caso / The big nothing / Frontefreddo / Nessuno / Fine febbraio / Sarà vero / Alibumaié / Gli occhi grandi / Quiero / Psyco P/ Ding ding



Creuza de Ma 2004
Officine Meccaniche / Edel 2004


Al fajr / Creuza de Ma / Jamin-a / Sidun / Sinàn Capudàn Pascià / 'a Pittima / Quantas Sabedes / A Dumenega / Da me riva / Mégu Mègun / Neutte


Pagani: una creuza infinita

Vent'anni fa Fabrizio de Andrè lanciava sul mercato Creuza de mà. Operazione coraggiosa e assolutamente innovativa, un viaggio per il mondo del Mediterraneo che avrebbe segnato un paletto storico e dato una svolta alla canzone d'autore italiana. Nello scorso agosto Mauro Pagani, coautore dell'opera, ha voluto festeggiare questo compleanno con un concerto memorabile tenutosi a Siena in cui ha iniziato la rilettura di quel viaggio. Ma non finisce qui: uscirà infatti a fine ottobre-inizio novembre un Cd che, sull'onda di quell' "e-anda-e-o-e-e-anda-e-oh" che tanto bene rende il senso di infinite partenze ed infiniti ritorni, raccoglie quella rilettura inaugurando inoltre la nascita di una nuova casa discografica.

Mauro, ci racconti qualcosa di questa Creuza che state rifacendo?
La mia avventura mediterranea è cominciata nel ’74-’75 quando ho avuto questa folgorazione nei confronti della musica mediterranea. Sono partito dalla musica balcanica e quindi dalle contaminazioni della musica turca, delle tracce che la dominazione turca aveva lasciato in tutto il Mediterraneo. Da lì sono risalito alla cultura araba, all’immigrazione araba, all'Islam, ai califfati occidentali. Ho avuto la fortuna poi di collaborare da subito con i musicisti italiani che già allora si interessavano a questa cosa. Nel ’76 ho fatto il mio primo disco solo e ho cominciato l’avventura con De André nell’81, ma già lavoravo su questo materiale da un po' di anni.
Creuza de ma è stato un episodio molto importante di un tragitto che è cominciato prima e che in qualche modo sta ancora continuando. Io penso a Creuza de mà come una sorta di viaggio infinito. È come se adesso avessi rifatto un giro e fra un po' qualcun altro rifarà un altro giro di questo viaggio infinito attorno al mediterraneo anche per generi musicali, seguendo la contaminazione della dominazione turca, quindi andando dal sud della Spagna alla musica greca alla musica balcanica al Nord Africa alla musica algerina con un segno turco molto forte come un fil rouge che unisce tutto.
(Segue)