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Le canzoni dei Luf

di Giorgio Maimone
E anche questa volta analizziamo le canzoni. Una per una, messe in fila come meglio ci aggrada, con l'unico metro del piacere individuale nell'ascolto. Non si valuta quindi il valore intrinseco dei brani, ma sulla base del mero principio di piacere (che, come insegna Freud avrebbe dovuto abbandonarci attorno ai 4-5 anni e che, invece, nel nostro caso, ha completamente fallito). Trattandosi dei Luf, abbiamo utilizzato il giudizio in "lupacchiotti"! Cinque lupacchiotti il massimo di gradimento, un lupacchiotto il minimo. Ma con uno non c'è neanche una canzone. Sono giudizi del tutto personali che non inficiano in alcun modo il lavoro di Canossi e degli altri Luf né le preferenze personali di chiunque altro.

Piccola donna
Da "Ocio ai Luf"

Che dire? Mi piace proprio tanto. E ha fatto lo stesso effetto a tutti quelli a cui l'ho fatta ascoltare. Parte che sembra un cartone della Disney (qualche parentela con la musica dei "Tre porcellini" c'è in effetti). Piccola storia d'amore delicatissima ("Chi è bussa al mio cuore / E passeggia tra i miei pensieri / Chi è che dice sarà amore / e saccheggia i miei desideri"), in cui è stato recentemente inserito, come "villain" della storia un nano pelato. Chissà a chi si fa riferimento?

La frase: "Piccola donna/ piccola luna / piccola strega senza fortuna / un filtro d'amore di panna e di more / ti sei portata via il mio cuore"

Per un pezzo di pane
Da "Ocio ai Luf"

Tipica "luf-song", ballata rivoluzionaria che invita ad alzar la testa e non piegar la schiena", convinti che per un pezzo di pane e una buona canzone si possa "anche" fare la rivoluzione. Come non aderire con passione e non sentire il vecchio cuore rosso che nascondiamo sotto il portafoglio (vuoto) vibrare di piacere? L'ho già detto: viviamo in un'epoca che ha bisogno di inni. E finché i Gang non riprendono, che c'è di meglio dei Luf?

La frase: "Forse per cantar basta la luna / A volte per mangiar una buona idea / Ma per viver liberi o morire / è necessaria una buona compagnia"

Amami bionda
Da "Bala e fà balà
"

Altro grosso bagno di piacere: la storia è semplice. La bionda un po' oca e un po' smorfiosa con cui comunque una storiella non si disdegnerebbe. In genere sono le canzoni che si scrive per dedicarle a chi "non te l'ha data" (la speranza, si intende, ovviamente!). Sembra un po' il gioco della volpe e l'uva, giustamente cattiva e acida solo quella punta, al servizio di una musica ballabile, divertita e divertente. Ottimi i cori e vaghi ricordi dei "sixties".

La frase: "Hai cercato in tutti i porti / la tua anima gemella / annegando la tristezza / in un mare di nutella / ti sei fatta una cultura / con baci perugina"

Tre uomini e una banda
Da "Ocio al live"

Qui si fa il gioco: vediamo se capite a chi è rivolta questa canzone? "In fondo laghè fa solo rima con danè / Ne avete fatti tanti, rubati un po’ anche a me". E poi si parla di corriere, formiche, duelli, pome e popolo della seta. Si salva solo il "poeta" a cui daranno un'aspirina, perché stanco, ma non coinvolto. Insomma, anche questa, come la canzone affianco, non è buonista ma è divertente.

La frase: "La poma sulla testa la banana nel sedere / A morte i comunisti e chi si fa le pere
"

Le ombre degli amici
Da "Bala e fa balà"

Questa è una canzone malinconica, di affetti e di voglia di calore umano. E la musica precede il testo, partendo già col mood giusto. Poche volte i Lupi indossano il blu (stona col pelo!), ma quando lo fanno sanno colpire basso e raggiungere lo scopo. Calda come un vin brulée coi chiodi di garofano in una sera di inverno.

La frase: "Le ombre degli amici sono pioggia che non bagna / Parole scritte a mano sulla tua lavagna"

Pater noster, poc incioster
Da "Bala e fà balà"

E qui si balla! Parte con un coro alpino in stile Luf e si scatena in un ballabile violento che addirittura nell'inciso tocca quota ska. Come si fa star fermi quando il violino impazzisce a sostituire una sezione fiati tutto da solo? E' forse la canzone più coinvolgente.

La frase: "
Lei ti porterà / a spasso per il paradiso / ogni volta che i tuoi occhi / incontreranno il suo sorriso"

So naschit in Val Camonega
Da "Bala e fà balà"

In realtà, come ci ha rivelato Canossi, è una cover: "Abbiamo fatto la nostra prima cover: “Sweet Home Alabama” dei Lynard Skynyrd. Mi divertiva troppo sostituire l’Alabama con la Val Camonica e così è diventata “Sho nashit ‘n Val Camonega “, ovvero “sono nato in Val Camonica”. Piacevolissima.

La frase: "So deentat grant an mes ai bosch / so gnisso stort come n barbos"

Occhi di volpe
Da "Ocio ai Luf"

Occhi di Volpe è comunista. E già questo gli vale un "lupacchiotto" in più. Come canzone poi è perfetta: con un grande ritornello, subito memorizzabile, e una storia sotto da farsi seguire. Non stanca mai e si mantiene fresca ascolto dopo ascolto. E poi, nel ritornello, ecco riaffiorare quello spirito vagamente malinconico che non fa male ogni tanto ai Luf.

La frase: "
Quando la luna non bacia i lupi / E i lupi piangono nella sera"

Ramon
Da "Ocio ai Lufi"

Ramon è dolcissima all'inizio, con una lunga introduzione strumentale che porta dentro alla storia: una storia di montagna e di combattenti per la libertà. Che poi si allarga nel ritornello: "Sangue, sangue e sangria / viva Ramon / okkio alla polizia". Se non è sdrammatizzare questo! Siamo dalla parte, se proprio si deve esserlo, del sangue frammisto alla sangria.

La frase: "Ma c'è sangue nelle nostre vene / scorre l'acqua nei nostri fiumi / La rabbia invece quella è tutta chiusa nei nostri pugni"

Mei ros che negher
Da "Bala e fà balà"

Le ultime quattro stelle vanno a questo bel pezzo su Genova e Carlo Giuliani. L'ennesima canzone su Genova, direte? Innanzitutto è solo la quarta che io sappia. E poi, devo dirlo, a me questa canzone così poco retorica e così tranquillamente non marziale (convince più di altre roboanti celebrazioni..

La frase:
"Ho visto zone fin troppo rosse / E ho visto rossi non sempre in zona"

I Luf
Da "Ocio ai Lufi"

"I Luf" o "Ocio ai Luf" ha almeno un merito storico: è la prima canzone che hanno ascoltato tutti quelli che sono venuti a conoscenza dei lupi dal cd. E la prima canzone ha un compito importante. far proseguire l'ascolto. Questa parte con un coro alpino e si apre poi in una danza irish. Ben venga! Chi ha detto che la coerenza sia sempre un valore?

La frase: "Ocio al luf che l vedo del duff / Al grigna mia ma se le gnech al pia"

Cuore a sinistra (portafoglio a destra)
Da "Bala e fà balà"

Bellissimo testo polemico. I Luf e Canossi, quando si incazzano se la prendono con tutti. Anche qui vale il gioco di capire quanti ne tira in mezzo (secondo me sono almeno 5 gli artisti a cui si fa accenno). Uno è trasparente: è il vate che dice "fate bene ad aver le tasche piene e non solo i marroni"

La frase: "
Compagni, siamo tutti uguali / ma in questa fattoria ci son troppi maiali "

Sic sac de soc sec
Da "Bala e fà balà""

Il testo di questa canzone è un gran mistero! Ne posseggo una versione solo in camuno e francamente incomprensibile. Se non il titolo, perché me l'ha detto Canossi: "Cinque sacchi di ciocchi secchi". E' un gioco ritmico con la lingua che diventa percussione". Provate per credere!

La frase: "Sic sac de soc sec / Secac sol sòl / Sic sac de soc sec secac sol sòl "

Vita
Da "Ocio al live"

Di questa canzone ne so ancora meno. Anche il titolo non è sicuro: è contenuta su "Ocio al Live" che ho in una copia provvisoria, senza titoli né altre indicazioni. Canzone "quasi" normale, nel senso di poco luffica, ma molto gradevole. Canzone d'amore, oasi.

La frase: "
Canta quel che conta e non contare soltanto denari/ dona i tuoi occhi al vento/ dona il tuo cuore al tempo"

Breva e Taiwan
Da "Bala e fa balà""

Devo dire che inizialmente non mi convinceva. Poi, ascolto dopo ascolto, è cresciuta.l'aria è leggera, ma il tema è pesante: sfruttamento minorile, immigrazione o la famosa "esternalizzazione" delle fabbriche. Tipico stile Luf. Ci vuole coraggio a collegare temi spessi e musiche lievi.

La frase: "Se c’è un dio dell’universo / c’è una madonna inversa / Questi poveri bambini / contan come una traversa"

Consuelo
Da "Bala e fà balà"

Consuelo" inizia come un tango e conserva le movenza di una sinuosa "cumparsita" sudamericana. Come i MCR anche i colleghi lombardi non sanno rinunciare ai vecchi amori. La canzone funziona, maledettamente, con un gran violino a trascinare le danze e parole di fuoco e guerra a scaldare i cuori:".

La frase: "
Mi brucerò le ali / così domani non volerò / mi brucerò le mani / così domani non sparerò"



Tre uomini e una banda

Erano in tre ma facevano una banda
Avevano rubato il nome al contrabbando
Rubavano di giorno e cantavano la sera
Parevan Robin Hood ma eran tre ceffi da galera

Il negro e il matto mungevano il poeta
E facevano ballare il popolo della seta
Il negro e il matto mungevano il poeta
E facevano ballare il popolo della seta

Si parte per cantare ma la Svizzera è vicina
Si sa coi soldi in tasca la vita è più carina
La poma sulla testa la banana nel sedere
A morte i comunisti e chi si fa le pere

In fondo laghè fa solo rima con danè
Ne avete fatti tanti rubati un po’ anche a me
In fondo laghè fa solo rima con danè
Ne avete fatti tanti rubati un po’ anche a me

Su e giù con la corriera ma le formiche a spasso
Con le vostre bmw ci avete cotto il razzo
A furia di duelli avete ucciso l'allegria
Il gusto di suonare fu il primo ad andare via

In fondo laghè fa solo rima con danè
Ne avete fatti tanti rubati un po’ anche a me
In fondo laghè fa solo rima con danè
Ne avete fatti tanti rubati un po’ anche a me


Il diavolo e la crusca non diventano farina
E al poeta stanco daranno un'aspirina
La nostra è solo invidia non faremo mai successo
Vi auguriamo vita lunga ma tutta sopra a un cesso

Meglio da soli che compagni dei ladroni
È bello essere allegri ne servi ne padroni
Meglio da soli che compagni dei ladroni
È bello essere allegri ne servi ne padroni

Salta la corda
da "Ocio ai Luf"

Salta la corda non ha niente che non vada. E' una canzone assolutamente in linea con le altre, ma, come dire, mi dà l'idea di materiale leggermente meno fresco, cucinato anche con un po' di precotti. Una canzone più "cercata" che realmente "venuta". Poi, ovviamente, sarà andato in modo del tutto diverso e io ho perso una buona occasione per tacere.

La frase: "C'è chi scrive il suo finale per poterlo raccontare / Per urlare a squarciagola almeno l'ultima parola".

Sotto il ponte del diavolo
da "Bala e fa balà"

Potremmo fare, pari pari, lo stesso discorso della canzone sopra. In questo caso le impressioni negative sono due: a) ci manca una canzone "tosta" in un cd più mordibo, b) non possiamo non parlare di guerra e di montagna e partigiani. E' il marchio Luf. Tutto vero, ma in questo modo è una canzone non necessaria. Un po' Woody Guthrie, un po' frasi già sentite.

La frase: "Questa terra è la mia terra
e nessuno la potrà avvelenare"

Caro el me Tone
da "Ocio ai Luf"


Altra canzone che parte col coro. E poi si dilata in un tema più arioso. E' una canzone sociale "arrabbiata", quasi da centro sociale. E ben venga e ben ci sta che ci siano richiami a non distrarci, perché il nemico è tornato e ci governa pure. Ma questa volta mi convince meno la parte musicale che sembra fatta da una sommatoria di tre spunti diversi.

La frase: “stanno tornando non li stiamo vedendo / Stanno arrivando più neri che mai”.


Tierra Bomba
da "Ocio ai Luf"



E' una canzone un po' qualunque, che non lascia traccia. Un bel clima sudamericano, un po' di "sangue e sangria", ma rispetto a "Consuelo" o "Ramon" siamo in una fascia inferiore di ispirazione. In questo caso dubbi condivisi su testo e musica. Gradevole, per carità. ma non indimenticabile.

La frase: "Donami i tuoi occhi / e a volte i tuoi pensieri / Donami i tuoi occhi / Anche se non sono serio"

Nina Nana
da "Ocio ai Luf"



Anche questa non lascia traccia e non deve averla lasciata neanche presso i Luf che, infatti, non l'hanno neanche inserita nell'"Ocio al live" che raccoglie il meglio della loro produzione live. Stessa sorte toccata a Ciao Bani.

La frase: "Fa la nana e sta dabè / Chè magra e abbondanza / j-è schèrz de la fortuna,"

Ocio ala nona, ocio ala stria
da "Ocio ai Luf"



Parte bene. Peccato che si perda presto. E' interessante l'aria da vecchia canzone popolare che mette in scena il prologo della canzone. Poi però partono le danze e il clima iniziale si perde del tutto e non ritornerà per tutta la canzone, fino all'estremo finale. C'era anche un piccolo accento di quel gotico lombardo su cui Van De Sfroos pare avere improntato il suo prossimo disco, "Akuaduulza". Molto Modena-City-Ramblers-oriented, ma forse troppo. Doveva forse osare un po' di più sulla strada del folk nostrano.

La frase: "Quando nascerà mio figlio un albero pianterò /e sotto alle sue radici la mia chitarra seppellirò"

Ciao Bani
da "Ocio ai Luf"

½

Canzone tenue, molto tenue e, se non mi ricordo male, diceva lo stesso Canossi che è stata sostanzialmente improvvisata in studio per chiudere il disco. E' tenera perché ricorda un amico che non c'è più, ma non si va molto oltre la tenerezza. Peccato, perché, come ho già detto, il lato malinconico dei Luf è ancora tutto da esplorare.

La frase: "
Camminando da soli / si può sbagliar la strada / a volte viaggiando di notte / c’è il rischio che uno cada" (è già metà della canzone - NdR)

Bala e fà balà
da "Bala e fà balà"
½
Ma come? La title track del secondo disco sta tra i "guaiti" e non tra gli "ululati"? Eh, sì, perché è forse la canzone meno ballabile di tutto il disco e il testo è mascherato dal quasi intraducibile dialetto camuno. Ma non credo che sia un testo che nasca con la volontà di concorrere per il Parnaso delle lettere.

La frase: "Te set an menacò doma te sare na rana / Forse na sercabie denas de la so tana / Bala e fa balà le fonne i preic e i ca
Perché la ita le bela asta sae n do nda
"


Saltatempo
da "Bala e fà balà"

½

Mezzo punto in più perché sembra una di quelle canzoni saldamente legate al repertorio popolare: affronta temi, come lo scorrere dei mesi, citati uno per uno, che appartengono all'immaginario di tutte le tradizioni popolari. E' solo una filastrocca, ma serve bene a far passare il tempo. Saltatempo sconta sostanzialmente il difetto di non riuscire a restarmi in mente. La ascolto e non mi spiace. Poi mi trovo davanti al titolo e mi chiedo: "Saltatempo? Che razza di canzone è?". E se una canzone non resta in mente ...

La frase: "Scrivimi scrivimi due righe di saggezza / Mandami mandami una bacio e una carezza ".


Vento
da "Ocio ai Luf"

¾

Due lupacchiotti e tre quarti per "Vento", ma forse, domani, potrei anche darne tre. In realtà è una canzone che non ha niente che non va. Intensa, epica, ben giocata come voci. Ha qualcosa, ma solo qualcosa in meno delle migliori, che, peraltro, non so identificare con chiarezza. Diciamo quasi tre lupacchiotti, va.

La frase: "
E dopo il ponte c'era un bambina / Le gonne corte da signorina / Guardava il cielo pregava il mare ma ritornerà"