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di Giorgio Maimone
E anche questa volta analizziamo le canzoni. Una per una,
messe in fila come meglio ci aggrada, con l'unico metro del
piacere individuale nell'ascolto. Non si valuta quindi il
valore intrinseco dei brani, ma sulla base del mero principio
di piacere (che, come insegna Freud avrebbe dovuto abbandonarci
attorno ai 4-5 anni e che, invece, nel nostro caso, ha completamente
fallito). Trattandosi dei Luf, abbiamo utilizzato il giudizio
in "lupacchiotti"!
Cinque lupacchiotti il massimo di gradimento, un lupacchiotto
il minimo. Ma con uno non c'è neanche una canzone.
Sono giudizi del tutto personali che non inficiano in alcun
modo il lavoro di Canossi e degli altri Luf né le preferenze
personali di chiunque altro. |
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Amami
bionda
Da "Bala e fà balà"
Altro grosso bagno di piacere:
la storia è semplice. La bionda un po' oca e un po'
smorfiosa con cui comunque una storiella non si disdegnerebbe.
In genere sono le canzoni che si scrive per dedicarle a
chi "non te l'ha data" (la speranza, si intende,
ovviamente!). Sembra un po' il gioco della volpe e l'uva,
giustamente cattiva e acida solo quella punta, al servizio
di una musica ballabile, divertita e divertente. Ottimi
i cori e vaghi ricordi dei "sixties".
La frase: "Hai
cercato in tutti i porti / la tua anima gemella / annegando
la tristezza / in un mare di nutella / ti sei fatta una
cultura / con baci perugina" |

Tre
uomini e una banda
Da
"Ocio al live"
Qui si fa il gioco: vediamo
se capite a chi è rivolta questa canzone? "In
fondo laghè fa solo rima con danè / Ne avete
fatti tanti, rubati un po’ anche a me".
E poi si parla di corriere, formiche, duelli, pome e popolo
della seta. Si salva solo il "poeta" a cui daranno
un'aspirina, perché stanco, ma non coinvolto. Insomma,
anche questa, come la canzone affianco, non è buonista
ma è divertente.
La frase: "La
poma sulla testa la banana nel sedere / A morte i comunisti
e chi si fa le pere"
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Le
ombre degli amici
Da "Bala e fa balà"
Questa è una canzone
malinconica, di affetti e di voglia di calore umano. E la
musica precede il testo, partendo già col mood giusto.
Poche volte i Lupi indossano il blu (stona col pelo!), ma
quando lo fanno sanno colpire basso e raggiungere lo scopo.
Calda come un vin brulée coi chiodi di garofano in
una sera di inverno.
La frase: "Le
ombre degli amici sono pioggia che non bagna / Parole scritte
a mano sulla tua lavagna"
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Pater
noster, poc incioster
Da
"Bala e fà balà"
E qui si balla! Parte
con un coro alpino in stile Luf e si scatena in un ballabile
violento che addirittura nell'inciso tocca quota ska. Come
si fa star fermi quando il violino impazzisce a sostituire
una sezione fiati tutto da solo? E' forse la canzone più
coinvolgente.
La frase: "Lei
ti porterà / a spasso per il paradiso / ogni volta
che i tuoi occhi / incontreranno il suo sorriso"
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So
naschit in Val Camonega
Da "Bala e fà balà"
In
realtà, come ci ha rivelato Canossi, è una
cover: "Abbiamo fatto la nostra prima cover: “Sweet
Home Alabama” dei Lynard Skynyrd.
Mi divertiva troppo sostituire l’Alabama con la Val
Camonica e così è diventata “Sho nashit
‘n Val Camonega “, ovvero “sono nato in
Val Camonica”. Piacevolissima.
La frase: "So
deentat grant an mes ai bosch / so gnisso stort come n barbos"
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Occhi
di volpe
Da
"Ocio ai Luf"
Occhi di Volpe è
comunista. E già questo gli vale un "lupacchiotto"
in più. Come canzone poi è perfetta: con un
grande ritornello, subito memorizzabile, e una storia sotto
da farsi seguire. Non stanca mai e si mantiene fresca ascolto
dopo ascolto. E poi, nel ritornello, ecco riaffiorare quello
spirito vagamente malinconico che non fa male ogni tanto
ai Luf.
La frase: "Quando
la luna non bacia i lupi / E i lupi piangono nella sera"
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Ramon
Da "Ocio ai Lufi"
Ramon è dolcissima all'inizio,
con una lunga introduzione strumentale che porta dentro
alla storia: una storia di montagna e di combattenti per
la libertà. Che poi si allarga nel ritornello: "Sangue,
sangue e sangria / viva Ramon / okkio alla polizia".
Se non è sdrammatizzare questo! Siamo dalla parte,
se proprio si deve esserlo, del sangue frammisto alla sangria.
La frase: "Ma
c'è sangue nelle nostre vene / scorre l'acqua nei
nostri fiumi / La rabbia invece quella è tutta chiusa
nei nostri pugni"
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Mei
ros che negher
Da
"Bala e fà balà"
Le ultime quattro stelle
vanno a questo bel pezzo su Genova e Carlo Giuliani. L'ennesima
canzone su Genova, direte? Innanzitutto è solo la
quarta che io sappia. E poi, devo dirlo, a me questa canzone
così poco retorica e così tranquillamente
non marziale (convince più di altre
roboanti celebrazioni..
La frase: "Ho
visto zone fin troppo rosse / E ho visto rossi non sempre
in zona" |

I
Luf
Da "Ocio ai Lufi"
"I Luf" o "Ocio
ai Luf" ha almeno un merito storico: è la prima
canzone che hanno ascoltato tutti quelli che sono venuti
a conoscenza dei lupi dal cd. E la prima canzone ha un compito
importante. far proseguire l'ascolto. Questa parte con un
coro alpino e si apre poi in una danza irish. Ben venga!
Chi ha detto che la coerenza sia sempre un valore?
La frase: "Ocio
al luf che l vedo del duff / Al grigna mia ma se le gnech
al pia"
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Cuore
a sinistra (portafoglio a destra)
Da
"Bala e fà balà"
Bellissimo testo polemico.
I Luf e Canossi, quando si incazzano se la prendono con
tutti. Anche qui vale il gioco di capire quanti ne tira
in mezzo (secondo me sono almeno 5 gli artisti a cui si
fa accenno). Uno è trasparente: è il vate
che dice "fate bene ad aver le tasche piene e non
solo i marroni"
La frase: "Compagni,
siamo tutti uguali / ma in questa fattoria ci son troppi
maiali " |

Sic
sac de soc sec
Da "Bala e fà balà""
Il testo di questa canzone è
un gran mistero! Ne posseggo una versione solo in camuno
e francamente incomprensibile. Se non il titolo, perché
me l'ha detto Canossi: "Cinque sacchi di ciocchi secchi".
E' un gioco ritmico con la lingua che diventa percussione".
Provate per credere!
La frase: "Sic
sac de soc sec / Secac sol sòl / Sic sac de soc sec
secac sol sòl "
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Vita
Da
"Ocio al live"
Di questa canzone ne so
ancora meno. Anche il titolo non è sicuro: è
contenuta su "Ocio al Live" che ho in una copia
provvisoria, senza titoli né altre indicazioni. Canzone
"quasi" normale, nel senso di poco luffica, ma
molto gradevole. Canzone d'amore, oasi.
La frase: "Canta
quel che conta e non contare soltanto denari/ dona i tuoi
occhi al vento/ dona il tuo cuore al tempo" |

Breva
e Taiwan
Da "Bala e fa balà""
Devo dire che inizialmente non
mi convinceva. Poi, ascolto dopo ascolto, è cresciuta.l'aria
è leggera, ma il tema è pesante: sfruttamento
minorile, immigrazione o la famosa "esternalizzazione"
delle fabbriche. Tipico stile Luf. Ci vuole coraggio a collegare
temi spessi e musiche lievi.
La frase: "Se
c’è un dio dell’universo / c’è
una madonna inversa / Questi poveri bambini / contan come
una traversa"
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Consuelo
Da
"Bala e fà balà"
Consuelo"
inizia come un tango e conserva le movenza di una
sinuosa "cumparsita" sudamericana. Come i MCR
anche i colleghi lombardi non sanno rinunciare ai vecchi
amori. La canzone funziona, maledettamente, con un gran
violino a trascinare le danze e parole di fuoco e guerra
a scaldare i cuori:".
La frase: "Mi
brucerò le ali / così domani non volerò
/ mi brucerò le mani / così domani non sparerò"
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Tre uomini e una banda
Erano
in tre ma facevano una banda
Avevano rubato il nome al contrabbando
Rubavano di giorno e cantavano la sera
Parevan Robin Hood ma eran tre ceffi da galera
Il negro e il matto mungevano il poeta
E facevano ballare il popolo della seta
Il negro e il matto mungevano il poeta
E facevano ballare il popolo della seta
Si parte per cantare ma la Svizzera è vicina
Si sa coi soldi in tasca la vita è più
carina
La poma sulla testa la banana nel sedere
A morte i comunisti e chi si fa le pere
In fondo laghè fa solo rima con danè
Ne avete fatti tanti rubati un po’ anche a me
In fondo laghè fa solo rima con danè
Ne avete fatti tanti rubati un po’ anche a me
Su e giù con la corriera ma le formiche a spasso
Con le vostre bmw ci avete cotto il razzo
A furia di duelli avete ucciso l'allegria
Il gusto di suonare fu il primo ad andare via
In fondo laghè fa solo rima con danè
Ne avete fatti tanti rubati un po’ anche a me
In fondo laghè fa solo rima con danè
Ne avete fatti tanti rubati un po’ anche a me
Il diavolo e la crusca non diventano farina
E al poeta stanco daranno un'aspirina
La nostra è solo invidia non faremo mai successo
Vi auguriamo vita lunga ma tutta sopra a un cesso
Meglio da soli che compagni dei ladroni
È bello essere allegri ne servi ne padroni
Meglio da soli che compagni dei ladroni
È bello essere allegri ne servi ne padroni

Salta
la corda
da "Ocio ai Luf"
Salta la corda non ha niente che non
vada. E' una canzone assolutamente in linea con le altre,
ma, come dire, mi dà l'idea di materiale leggermente
meno fresco, cucinato anche con un po' di precotti.
Una canzone più "cercata" che realmente
"venuta". Poi, ovviamente, sarà andato
in modo del tutto diverso e io ho perso una buona occasione
per tacere.
La frase: "C'è
chi scrive il suo finale per poterlo raccontare / Per
urlare a squarciagola almeno l'ultima parola".
Sotto
il ponte del diavolo
da "Bala e fa balà"
Potremmo
fare, pari pari, lo stesso discorso della canzone sopra.
In questo caso le impressioni negative sono due: a)
ci manca una canzone "tosta" in un cd più
mordibo, b) non possiamo non parlare di guerra e di
montagna e partigiani. E' il marchio Luf. Tutto vero,
ma in questo modo è una canzone non necessaria.
Un po' Woody Guthrie, un po' frasi già sentite.
La frase: "Questa terra è la mia terra
e nessuno la potrà avvelenare"
Caro el me Tone
da "Ocio ai Luf"
Altra canzone che parte col coro. E poi si
dilata in un tema più arioso. E' una canzone
sociale "arrabbiata", quasi da centro sociale.
E ben venga e ben ci sta che ci siano richiami a non
distrarci, perché il nemico è tornato
e ci governa pure. Ma questa volta mi convince meno
la parte musicale che sembra fatta da una sommatoria
di tre spunti diversi.
La frase: “stanno tornando non li stiamo vedendo
/ Stanno arrivando più neri che mai”.
Tierra
Bomba
da "Ocio ai Luf"
E' una canzone un po' qualunque, che non lascia
traccia. Un bel clima sudamericano, un po' di "sangue
e sangria", ma rispetto a "Consuelo"
o "Ramon" siamo in una fascia inferiore di
ispirazione. In questo caso dubbi condivisi su testo
e musica. Gradevole, per carità. ma non indimenticabile.
La
frase: "Donami i tuoi occhi / e a volte i tuoi
pensieri / Donami i tuoi occhi / Anche se non sono serio"
Nina
Nana
da "Ocio ai Luf"
Anche questa non lascia traccia e non deve
averla lasciata neanche presso i Luf che, infatti, non
l'hanno neanche inserita nell'"Ocio al live"
che raccoglie il meglio della loro produzione live.
Stessa sorte toccata a Ciao Bani.
La frase: "Fa la nana e sta dabè / Chè
magra e abbondanza / j-è schèrz de la
fortuna,"
Ocio
ala nona, ocio ala stria
da "Ocio ai Luf"
Parte bene. Peccato che si
perda presto. E' interessante l'aria da vecchia canzone
popolare che mette in scena il prologo della canzone.
Poi però partono le danze e il clima iniziale
si perde del tutto e non ritornerà per tutta
la canzone, fino all'estremo finale. C'era anche un
piccolo accento di quel gotico lombardo su cui Van De
Sfroos pare avere improntato il suo prossimo disco,
"Akuaduulza". Molto Modena-City-Ramblers-oriented,
ma forse troppo. Doveva forse osare un po' di più
sulla strada del folk nostrano.
La
frase: "Quando
nascerà mio figlio un albero pianterò
/e sotto alle sue radici la mia chitarra seppellirò"
Ciao
Bani
da "Ocio ai Luf"
½
Canzone tenue, molto tenue
e, se non mi ricordo male, diceva lo stesso Canossi
che è stata sostanzialmente improvvisata in studio
per chiudere il disco. E' tenera perché ricorda
un amico che non c'è più, ma non si va
molto oltre la tenerezza. Peccato, perché, come
ho già detto, il lato malinconico dei Luf è
ancora tutto da esplorare.
La frase: "Camminando
da soli / si può sbagliar la strada / a volte
viaggiando di notte / c’è il rischio che
uno cada"
(è
già metà della canzone - NdR)
Bala e fà balà
da "Bala e fà balà"
½
Ma come? La title track del secondo disco sta tra i
"guaiti" e non tra gli "ululati"?
Eh, sì, perché è forse la canzone
meno ballabile di tutto il disco e il testo è
mascherato dal quasi intraducibile dialetto camuno.
Ma non credo che sia un testo che nasca con la volontà
di concorrere per il Parnaso delle lettere.
La frase: "Te
set an menacò doma te sare na rana / Forse na
sercabie denas de la so tana / Bala e fa balà
le fonne i preic e i ca
Perché la ita le bela asta sae n do nda"
Saltatempo
da "Bala e fà balà"
½
Mezzo
punto in più perché sembra una di quelle
canzoni saldamente legate al repertorio popolare: affronta
temi, come lo scorrere dei mesi, citati uno per uno,
che appartengono all'immaginario di tutte le tradizioni
popolari. E' solo una filastrocca, ma serve bene a far
passare il tempo. Saltatempo sconta sostanzialmente
il difetto di non riuscire a restarmi in mente. La ascolto
e non mi spiace. Poi mi trovo davanti al titolo e mi
chiedo: "Saltatempo? Che razza di canzone è?".
E se una canzone non resta in mente ...
La
frase: "Scrivimi scrivimi due righe di saggezza
/ Mandami mandami una bacio e una carezza ".
Vento
da "Ocio ai Luf"
¾
Due lupacchiotti e tre quarti
per "Vento", ma forse, domani, potrei anche
darne tre. In realtà è una canzone che
non ha niente che non va. Intensa, epica, ben giocata
come voci. Ha qualcosa, ma solo qualcosa in meno delle
migliori, che, peraltro, non so identificare con chiarezza.
Diciamo quasi tre lupacchiotti, va.
La frase: "E
dopo il ponte c'era un bambina / Le gonne corte da signorina
/ Guardava il cielo pregava il mare ma ritornerà"
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