Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.















I Luf

La storia di Dario Canossi, front-man, autore e cantante dei Luf, parte da lontano: quella dei Luf da un po' più vicino. Il gruppo (poi passeremo a parlare di Dario) nasce all'alba del 2000: due anni di duro lavoro e finalmente arriva il primo disco: "Ocio ai Luf" che ottiene un buon successo sia popolare che di critica, bissato dall'ottima accoglienza ai concerti dal vivo che è l'ambito dove i Luf si esibiscono al meglio. Eh sì, perché questi simpatici lupacchiotti hanno lingue svelte, ma denti non molto affilati e se proprio devono usarli preferiscono addentare un panino col salame (magari con un bicchiere di quello buono). Troppo svagata come biografia? Ma sono loro stessi a metterla più o meno così: sul sito "perspartitopreso"e anche nel nuovo iluf.net, si descrivono come un collettivo di belle speranza, sostanzialmente aperto, dove chi ha voglia va e suona. Dario Canossi, abbandonata l'avventura De Sfroos decide di intraprendere la via del folk con un collettivo musicale: "Abbiamo allargato l'organico aprendolo a tutti quelli che hanno deciso di divertirsi con noi, chi vuole impara i brani e quando c'è da suonare chi c'è suona" . Molti membri del collettivo sono musicisti che hanno lavorato con Davide Van De Sfroos (Ranieri Fumagalli, Angapiemage Galliano Persico, Sergio Pontoriero, Franco Penatti). La line-up completa della banda si presenta così alla partenza dell'avventura: Dario Canossi (chitarra, voce testi e musiche) , Sergio "Jeio" Pontoriero (basso, voce) , Ranieri "Ragno" Fumagalli (fiati, cornamuse) , Cesare Comito (chitarre) , Lorenzo "Puffo" Marra (Fisarmonica , voce) , Angapiemage "Anga" Persico (violino), Fabio Biale (Violino), Pier Zuin (cornamuse ), Franco Penatti (batteria). A inizio 2005 ci sono stati piccoli ritocchi che lo stesso Canossi riassume così: "Per quanto riguarda la formazione c’è un solo cambiamento: Fabio Biale ha sostituito al violino Anga Persico. Per il resto siamo sempre il solito Branco. Abbiamo avuto due nuove collaborazioni alle percussioni Jon Paul “JP” Asplund un amico finlandese che si era già esibito con noi al Leocavallo, e alla batteria Sammy Radaelli nel brano “ Shoo naschit ‘n val Camonega" , Sammy è a tutti gli effetti il nono Luf sostituisce Franco alla Batteria nelle situazioni di necessità".

Temi e stilemi dei Luf

I Luf muovono quindi, sostanzialmente da dove Van De Sfroos si è fermato con "Breva e Tivan", disco al quale ha collaborato lo stesso Canossi e si collocano sul versante che, dai Modena City Ramblers in poi e su derivazione del calco internazionale dei Pogues, ha mischiato temi e musiche tradizionali rielaborate con ritmiche e meccaniche rock. Ne esce un impasto divertente e vitale che trascina e coinvolge. Quasi come un bel movimento di massa. Di massa peraltro è la pratica del canto, perché anche quando non si appoggiano a corali esterne (come in Ocio ai Luf), nella band cantano comunque in cinque, garantendo un volume di canto di tutto rispetto. "La musica dei LUF - dicono sul loro sito - è intrisa di folk e bagnata di rock, è allegria e ballo , colpisce contemporaneamente al cuore e alle gambe senza comunque cadere nella banalità dei testi, che, nella tradizione di Dario Canossi sono pieni di riferimenti all'attualità e all'impegno sociale" .

Cantar politico

L'impegno sociale è invece il versante su cui puntano maggiormente i testi: "Cantar politico non è più di moda - ci ha detto Canossi - ma non è più di moda neppure essere coerenti, essere onesti e tante altre cose, oggi va di moda avere “ il cuore a sinistra e il portafoglio a destra”. Noi ci ostiniamo ad essere di parte e ce ne vantiamo". E allora è inevitabile che tutti noi che teniamo il cuore a sinistra (e a volte smarriamo addirittura il portafoglio) guardiamo con occhio particolarmente benevolo Dario e la sua truppa che ci parlano di "Occhi di volpe, comunista" o di Ramon che inneggia "Viva Ramon, okkio alla polizia/ Sangue, sangue e sangria", oppure quando si canta in coro che "siam rimasti in pochi qui a cantare/ Ma siam convinti che valga la pena / Alzar la testa e non piegar la schiena / Per un pezzo di pane e una buona canzone / Potremmo anche farla la rivoluzione / Per un pezzo di pane e una buona canzone..". E la cantano con così tanta convinzione che ... tutto sommato, dici ... perché no? E il secondo disco non deflette dalla giusta linea: "Mei ros che negher" (dedicata a Carletto Giuliani), "Cuore a sinistra (portafoglio a destra)", programmatica già dal titolo, ma anche "Sotto il ponte del diavolo" dove il protagonista canta: "E allora son dovuto tornare / Imbracciare la mia chitarra e / ricominciare a sparare / Stringere la mia chitarra / E ricominciare a cantare / Questa terra è la mia terra / e nessuno la potrà avvelenare / Questa terra è la mia terra / Non si può vendere ne comperare". Ma non è tutto così e non è solo così.

"Shoo naschit ‘n val Camonega"

E' bello sapere di fare i conti con un gruppo chiaramente schierato ed è bello sapere che ancora ne esistono, ma Canossi e soci puntano anche su altre corde: da un lato c'è la tenace affermazione dell'identità locale (Val Camonica in questo caso per quanto riguarda l'autore e le zone attorno a Lecco per gli altri): "Da sempre durante i miei concerti io dico che si può essere fieri di essere lombardi senza essere padani, non dobbiamo permettere a nessuno di rubarci le nostre radici e tingerle di verde" ha dichiarato Canossi al nostro Davide Nixon. Vi è poi un discorso musicale, di allegro coinvolgimento, di denso tappeto ritmico, di danza e di socialità. Le canzoni dei Luf sono solari: solo di rado i nostri lupacchiotti si tingono di blu ed affrontano le strade della malinconia (con ottimi risultati peraltro, come ne "Le ombre degli amici" o in "Ciao Bani"). Molto più spesso il sole occhieggia dietro i solchi su cui hanno inciso i nostri amici: "Amami bionda", "Piccola donna", "Pater noster, poc incioster" (Padre nostro, poco inchiostro), "So nashit n val camonega", "Vento", "Tierra bomba", "Consuelo" sono tutte canzoni da seguire tenendo il ritmo coi piedi e battendo le mani. Rito catartico e collettivo: dieci motivi per conservare il buonumore e (potendo) anche un po' d'amore. Come, in fondo, dice il Comandante Che Guevara: "Essere duri, senza perdere la tenerezza"


Annibale Bartolozzi:
"Con i Luf la storia è più lunga: ho conosciuto Dario Canossi - il leader della band - tre anni fa, quando mi portò una sua proposta decisamente più cantautorale. Io ho avuto il merito di capire che sotto il cantautore rock si nascondeva un vero combat-folker. Da lì è cominciato un rapporto di produzione dove io ho svolto la funzione del rompiballe, cercando di provocargli la fuoriusicta del folkettaro. Penso che mi abbia leggermente odiato, però il risultato è stato originale, divertente e alla fine ne è valsa la pena per entrambi. Rimane vivo il ricordo di quando siamo andati alla sede del coro di Missaglia a registrare i cori (37 persone!!!), sinceramente non sapevamo se come suol dirsi "c'eravamo fatti prendere la mano" o stavamo facendo la cosa giusta. Mi lascio guidare dal divertimento, senza dubbio, mi stavo divertendo".

Dario Canossi: "Nel ’91 a Milano, alla fiera dell’Hi-fi, avevo preparato un lavoro che era simile a “Ocio ai Luf”, già con cornamusa, due organetti diatonici e altri strumenti popolari. Ma in quel periodo quel tipo di lavoro non andava. Non aveva mercato. Per cui noi ci siamo portati sul rock e abbiamo continuato a fare cose più alla cantautore italiano. Alla fine è stata una scelta anche del nostro discografico (Annibale Bartolozzi - NdR) che quando ha sentito i pezzi vecchi mi ha detto: “Guarda, quando fai i tuoi pezzi vali 10, quando fai folk vali novanta: vieni fuori completamente. Spostati di li”. Io gli ho dato retta, abbiamo cambiato un po’ la direzione, anche perché avevamo firmato il contratto come Charlie Music Company. Ci abbiamo impiegato molto, ma i risultati ci sono stati. Il disco è stato registrato in tre giorni come provino. Ho solo rifatto le voci e aggiunto i cori. Io dico sempre che è stato fatto in tre anni e tre giorni. Tre anni per prepararlo e tre giorni per registrarlo. Abbiamo aggiunto il coro, ma anche lì, siamo andati nella loro sede, abbiamo steso due microfoni per aria, loro che cantavano e “buona la prima”. Un’esperienza meravigliosa. Il coro! Mi sono gasato a vederli tutti assieme a cantare le mie cose, mi sono emozionato, mi tremavano le gambe, da brividi. Un piastrellista, un elettricista …Il nostro discografico ha visto bene, ci ha suggerito il coro e ci ha caratterizzato. Nel mare magno della musica attuale ci differenziamo".

Per farsi una piccola idea delle canzoni
dei Luf, ascoltandole...

Ciao Bella
Piccola donna
Amami bionda
Ocio ai Luf
Mei ros che negher

Oppure leggendone i testi.
Monografia dei Luf da Biellenews

CUORE A SINISTRA
(portafoglio a destra)

testo e musica di Dario Canossi

Cuore a sinistra e portafoglio a destra
Hanno appeso in fretta le bandiere alla finestra
Cantan tutti gli anni in coro al primo maggio
Hanno belle facce di sicuro un bel coraggio
Diceva il Vate
Colleghi cantautori chiara eletta schiera che si vende ogni sera per un po’ di milioni
Voi che siete capaci di sicuro fate bene
Ad aver le tasche piene e non solo i Maroni
Compagni siamo tutti uguali
Ma in questa fattoria ci son troppi maiali
Compagni siamo tutti uguali
Ma in questa fattoria ci son troppi maiali
La musica è dei poveri se pagano in contanti
D’altronde anche i cantanti dovranno pur mangiare
Mandare i figli a scuola portare le donne al mare
Il sabato la spesa e il mutuo da pagare
Cuore a sinistra e portafoglio a destra
Hanno cambiato in fretta le bandiere alla finestra
Palla di lardo il re dei somari
A mosca la cultura ad Arcore i denari
Compagni siamo tutti uguali
Ma in questa fattoria ci son troppi maiali
Compagni siamo tutti uguali
Ma in questa fattoria ci son troppi maiali



"Sorprendente esordio di una combat folk band della Brianza. Un suono solido, tra folk e rock, un coro Alpino e vibranti motivi di estrazione popolare : un modo diverso di avvicinarsi alla tradizione.
Maturi ed essenziali i Luf hanno tutti i numeri per emergere tra le innumerevoli band che si stanno aggirando nel sottobosco musicale folk italiano. Sono la punta di diamante di un movimento in decisa ascesa". (Il Buscadero)


"Sicuramente la facilità con cui la band sforna ritornelli facilmente memorizzabili è la loro virtù più scoperta, ma i Luf se la cavano anche dal punto di vista meramente musicale: il loro folk si basa su melodie gustose, danzarecce, ricche di energia. Per far un nome che sappia rappresentare al meglio lo stile della band quando diventa più cantautorale si potrebbe citare Massimo Bubola, il che non è poco". (musicboom.it)

"Continua la grande stagione del folk in Italia: Dopo i successi di Davide Van De Sfroos e degli ottimi riscontri di critica e pubblico del disco di Francesco De Gregori e Giovanna Marini scopriamo questa nuova ed interessantissima band:I Luf. Essi si definiscono “un collettivo folk di buone speranze”, io dico che sono qualcosa di più. E’ tutto il giorno che il mio lettore cd riproduce incessantemente questo disco, e ad ogni ascolto sento cose nuove. A tratti pare i scorgere i Nomadi più ispirati, i primi quelli di Augusto, echi di Guccini e dei migliori Modena City Ramblers soprattutto nel contenuto esplicitamente politico di molte songs. (Marco Redaelli - Rocklab)

"Sorprendente esordio di una combat folk band della Brianza. Un suono solido, tra folk e rock, un coro Alpino e vibranti motivi di estrazione popolare : un modo diverso di avvicinarsi alla tradizione. Maturi ed esenziali, i Luf hanno tutti i numeri per emergere tra le innumerevoli band che si stanno aggirando nel sottobosco musicale folk italiano. Sono la punta di diamante di un movimento in decisa ascesa.
(La Provincia di Como)


Una vita oberata di impegni quella di Canossi che, oltre ad essere anima del gruppo sopra citato, è docente di musica all’istituto Villa Greppi di Monticello, paese in cui ricopre svariati incarichi politici. Da nove anni è impegnato a livello comunale: nel ’95 è stato eletto assessore allo sport, alla cultura, alla pubblica istruzione e delle problematiche giovanili, rieletto nel ’99 assume anche la carica di vice sindaco che gli viene riconfermata nel giugno scorso quando però, in seguito al crescente successo della sua band che occupa molto del suo tempo, si vede costretto ad occuparsi solo dell’assessorato alla pubblica istruzione e allo sport. (Merate on line)



La storia di Dario Canossi parte invece da più lontano di quella dei Luf e si sviluppa prima da solista, poi in un gruppo dal nome così lungo da sembrare un film di Lina Wertumuller: "Charlie Hill Music Company". Ma andiamo con ordine e prendiamo le parole da perspartitopreso: nasce qualche anno fa a Breno, in val Camonica una delle zone più ricche di storia e di disoccupazione del nord Italia: il padre è minatore, la madre prima operaia e poi casalinga e contadina. Dario studia fino a 18 anni dopodiché inizia a lavorare come muratore e inizia gli studi di filosofia che abbandonerà perché chiamato ad insegnare musica in una scuola superiore dove tuttora insegna.

La carriera artistica di Dario inizia il 15 agosto del 1978 con il primo concerto fatto con un gruppo di amici musicisti per un gruppo di amici. Da allora ha registrato 4 CD ha fatto centinaia di concerti, vinto premi nazionali, ha fatto due tournée nell’ex unione sovietica.

Nel 99 si è occupato dell'organizzazione artistica di Davide Van de Sfroos al quale ha costruito la nuova Band, ha spesso aperto i suoi concerti e con lui ha composto uno dei brani dell'ultimo lavoro.

Accanto alla carriera di musicista si è sempre occupato di tematiche sociali e politiche con particolare attenzione al disagio giovanile. Dal 1985 è docente referente per il disagio nella sua scuola , negli anni 90 è stato il responsabile provinciale delle attività di prevenzione della tossicodipendenza all’interno delle scuole superiore. Nel 1996 è stato eletto consigliere comunale nel paese in cui abita e gli sono stati affidati gli assessorati alla cultura, alla pubblica istruzione e alle problematiche giovanili rieletto nel giugno del 99 oltre ad assessore ha assunto l'incarico di Vicesindaco.

Dal dicembre del 90 è sposato con Gabriella che lo ha reso padre di due bimbi Beatrice e Alessandro.

E’ un polistrumentista: inizia a suonare per passione la batteria subito dopo la chitarra strumento che in assoluto predilige, negli anni 80 è stato anche allievo di uno dei più grandi sassofonisti Italiani Paolo Tomelleri, purtroppo il sax l’ha dovuto abbandonare per approfondire gli studi di didattica della musica, in cui si è diplomato nel 1986.

Compone esclusivamente con la chitarra raramente con il pianoforte. I suoi riferimenti musicali sono estremamente vari e vanno dalla Country Music classica, al punk dei Clash alla musica celtica dei Pouges, per ciò nella sua musica si può trovare un po’ di tutto , cucinato ovviamente in modo del tutto originale.






Ocio ai Luf
Upfolkrock, 2003

I luf / Vento ( Hasta Siempre) / Ocio a la nona ocio a la strea / Per un pezzo di pane / Ramon / Caro ‘l me tone / Tierra bomba / Piccola donna / Occhi di Volpe / Salta la corda / “Nina- Nana “ / Ciao Bani



Bala e fa balà (Rough mix)
Perspartitopreso - 2005

Amami bionda / Bala e fa balà / Breva e Taiwan / Consuelo / Cuore a sinistra (portafoglio a destra) / Sic sac de soc sec / Le ombre degli amici / Mei ros che negher / Pater Noster/ Saltatempo / So nashit n val camonega / Sotto il ponte del diavolo / ???

Bala e fa Balà
Perspartitopreso - 2005

O pescator che peschi (coi Gang) / Sic sac de soc sec / Sotto il ponte del diavolo / Cuore a sinistra (portafoglio a destra) / Le ombre degli amici / Bala e fa balà / Breva e Taiwan / Consuelo / Pater Noster Poc Incioster / Saltatempo / So naschit in val Camonega / Amami bionda / Mei ros che negher / O pescator ...

Una maglia rossa col Che
CHMC - 1997
Regina delle sei / Balla la vita / Una maglia rossa col Che / Ogni notte / Quanti Angeli / fiore di campo / Il cimitero di Biancaneve / Quanti angeli / La mia anima / La notte è una galera / Solo silenzio per noia / No no pasaran / Gabry

Comunque contro
CHMC - 1993

Tollerance lullaby / Comunque contro / Mary song / Se lo vuoi tu puoi / Solo noi soli noi / Sax'n'drum / Mi manchi pulcino /
Quanti angeli / Angelina / Ballata / Briganti / Piccolo / I tempi stanno cantando

Fin qui tutto bene (anche conosciuto come "Quasi Luf" o "Vita3" -
Perspartitopreso - 1999/2004

Vita / Marta / Semafori / Padre / Il pianeta delle scimmie / Sparati / Buonanotte Gesù / Di che segno sei / Troppo grano / Okkio ai semafori / Pali peli e sentimenti / Cantami o diva

Paradis del Diaol
Per spartitopreso - 2007

Cunta e canta / Donna di fiori / Paradis del diaol / Che freddo fa / Turna mia 'ndré / Ciao Bella / Padre Pedro / Fiore amore disertore / Crescerò con te / Signor Dio / La revolucion / Pensieri di tritolo / Comandante / Vivi la vita ballando