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Mimmo Locasciulli

L'inganno del tempo (da "Uomini")

una domanda una risposta
un punto di certezza
ti senti fuori da un temporale
intorno è tutto più speciale
almeno per un po' è così
Sarà che adesso a pensarci bene
stiamo un po' più attenti
a non lasciare post vuoti ad essere presenti
a non gettare niente
a prenderci qualcosa in più
perchè più cose abbiamo
e meno ci sentiamo giù
ma tutto quello che vedo e sento
forse è solo l'inganno del tempo
E penso a questo carnevale
che lascia sempre tutto uguale
mentre cambiamo noi
lascia sempre tutto quanto come prima
la notte il giorno e la mattina
e un'altra ruga in faccia
ti lascia sempre più lontano
in qualche posto fuori mano
dove è raro che ci passi mai
qualcuno

Cara Lucia (da "Locasciulli")

Cara Lucia scriverti è un problema
Ho centomila parole ma non me ne viene nessuna
Io so guardarti negli occhi senza dire niente
Tu sai capire le cose così velocemente

Cara Lucia quanto tempo è passato
Siamo rimasti indietro e il resto se n’è andato
Con tutte le grandi cose che dovevamo fare
Che abbiamo messo in tasca e forse dimenticato

Cara Lucia che cosa ci vuoi fare
Siamo cani di strada nuvole in mezzo al mare
Luci da lontano spine nella mano
Treni che una notte non si incontreranno più

Cara Lucia va bene e non mi serve niente
Io vivo giorno per giorno nascosto tra la gente
O come una vedetta in cima alla collina
E vado a letto tardi che è quasi già mattina

Cara Lucia vedessi la gente che ho incontrato
Quanta ne ho dentro il cuore
e quanta ne ho già dimenticato
Quante parole al vento quanta malinconia
Quante volte ho preso tutto e sono andato via

E sapessi quante volte
mi sono messo a pensare
Che poi le lacrime non contano,
sono solo acqua di mare
Che domani è un altro giorno
e cambia la fortuna
E magari forse forse
ce ne andrà bene qualcuna

E invece mi ritrovo a correre per la strada
O chiuso in una stanza
senza più una via d’uscita
A contare tutti i giorni sulla punta delle dita
A chiudere almeno gli occhi
E a sognarmi un’altra vita

vai al sito ufficiale di Mimmo Locasciulli



BENVENUTI NEL FUTURO
di Giampiero Cappellaro
(tratta da "L'isola che non c'era" - n.10/1998)

È un uomo semplice, non ci sono dubbi. E uno dei personaggi storici della canzone d'autore che conta, figlio di quel segno di un mondo diverso in cui ha ancora un senso chiedersi il perché. Mi è sempre piaciuta la sua scontrosità, il suo stare al di fuori dalla mischia: come, del resto, si vuole che sia per un artista in regola con i quattro quarti di nobiltà creativa. Il suo nuovo album, "Il futuro", è in realtà un ritorno al passato, ai suoi grandi maestri, i vari Cohen, Dylan, De Ville, Young, Waits, con il suo carico di sentimenti profondi, non sempre rassicuranti ma, in ogni caso, reali. Per noi è uno dei grandi. E tanto basta.

Dopo tre anni dall'uscita di "Uomini" ecco "II futuro", un album composto quasi completamente da cover, un personale tributo ad alcuni degli artisti più importanti della nostra epoca. Come mai questa scelta?
Sai, c'è chi dice che devo molto a loro, ma è un errore. In realtà gli devo tutto, perché credo che se non fossero esistiti nemmeno io sarei stato quel che sono. Comunque tutto nasce da Uomini. Avevo appena finito il disco e lo stavo facendo ascoltare ai miei discografici. I soliti convenevoli, le classiche battute di queste occasioni d'incontro poi, d'improvviso, il giudizio di uno di loro: "Sembra un disco tipico degli autori rock americani...". Mi scocca la scintilla... ma sì, è proprio vero. Negli anni precedenti, a parte l'incursione del digital-pop di Clandestina, ero sempre andato in direzioni musicali diverse. Avevo sperimentato i fiati, le fisarmoniche e, un pò, dimenticato la mia vera origine. il mio suono, i miei inizi al FolkStudio quando ponevo le chitarre elettriche su quelle acustiche, l'organo sul pianoforte... Con Uomini ero ritornato al mio modo d'intendere musica e adesso quella frase aveva sollecitato in me un nuovo desiderio: perché non fare un disco di brani di quegli autori rock che tanto avevano foraggiato la mia ispirazione? Così, quasi per gioco, ho deciso di fare questo album di cover, senza la presunzione di realizzare niente di straordinario, ma semplicemente qualcosa che rispondesse a un modo un po' diverso ma pur sempre totalmente mio di esprimermi, di fare la mia musica. Spero non risulti troppo irriverente, in fondo è solo un omaggio, la possibilità di esprimere la mia gratitudine a questi artisti.

Come è avvenuta la scelta dei brani?
È stato un lavoro lungo ed estenuante.
Sono partito da una scelta iniziale di circa quaranta canzoni per arrivare poi, dopo tre anni di lavoro, alla selezione di una quindicina di brani confacenti, come spirito e cultura, al mio progetto. Ho evitato con cura di andarmi a confrontare con grandi classici, per capirci del calibro di Blowin In The Wind, scegliendo brani meno famosi, ma ugualmente importanti. Purtroppo non ho potuto includere tutti i brani prescelti, perché per alcuni non ho avuto l'autorizzazione degli autori.

Ma come, in Italia ognuno canta quello che vuole...
Sì, ma per fare una traduzione devi avere un'autorizzazione, che ti assicuro, non è facile avere. E, purtroppo, così mi è saltato il pezzo di Paul Simon.

Qual è il brano di Simon che avevi scelto?
The Dangling Conversation, che ho tradotto, cantato, registrato e missato, ma poi ho dovuto accantonare per i motivi che ti ho detto. Purtroppo con lui c'era stato un precedente di un tributo italiano, con testi mal tradotti, che gli aveva dato molto fastidio. Ho provato in tutti i modi a convincerlo, ma non c'è stato niente da fare. E poi è rimasta fuori un'altra canzone a cui tenevo molto: Gipsy di Stevie Nicks dei Fleetwood Mac. Peccato, perché la mia versione, senza sembrare troppo presuntuoso, è bellissima ma al momento di consegna- re il master, non sono riuscito ad avere in tempo questa benedetta autorizzazione perché Stevie Nicks era in tour con il gruppo.

Non è un rischio, nell'Italia canzonettara "omologata" di oggi, fare un disco di canzoni "pesanti", di grande contenuto e sentimento?
Ti rispondo in maniera differente. Credo che l'Italia sia un'isola a parte nel mondo e che molta della musica che ascoltiamo qui in nessun altro posto avrebbe ragione d'esistere. E la colpa non è solo degli artisti, ma di tutto il sistema che "provincializza" brutalmente la nostra proposta musicale. Di contro, non credo di essere con Il futuro così "fuorì. È che la collocazione è l'ultimo dei miei pensieri e, semmai, m'interessa fare una cosa forte, matura, magari vera...

Il futuro è la traduzione che De Gregori ha fatto di The Future, un pezzo di Leonard Cohen. Ricordo, a proposito di quest'ultimo, un'intervista in cui diceva che questo brano non era poi così negativo...
Beato lui... per me Il Futuro è un pezzo duro, amaro e drammaticamente vero.
Personalmente ho una grande considerazione del futuro, in senso generale, e amo pochissimo il passato, di cui posso conoscere tutto tramite la storia, la lettura. Poi bisogna distinguere quale tipo di futuro. Se parli del futuro prossimo...
allora cambia tutto. Noi viviamo in mezzo a una rivoluzione senza rendercene conto. Televisione, Internet, un sistema di comunicazione deviato... e la gente, che sta sempre più in casa, subisce tutto. È la rivoluzione della "noncomunicazionè, dove non c'è passaggio di messaggio. E il risultato è una incultura, una ignoranza, una cattiva educazione. Quindi, se guardo al futuro prossimo sono molto preoccupato, altroché.

Anche il resto del disco non brilla per ottimismo...
Non è pessimismo, ma la presa di coscienza della pochezza del tempo che viviamo. Emblematiche sono Andiamo verso il niente (Road To Nowhere di David Byrne) e Serie di sogni (Series Of Dreams di Bob Dylan), perché "corriamo verso il niente" e "niente diventa realtà". Anche se questa non è l'unica componente del disco. C'è l'amore stralunato di China la testa (Tom Waits), il sarcasmo pungente di Sono i soldi che amo, l'invettiva di Vita da scemo di Costello, il racconto cinematografico di Powderfinger, cantato in coppia con uno "sconosciuto", tale Cereno Diotallevi, un talento (!!)... e due pezzi nuovi miei in sintonia con il resto.

Nel Il cielo era lì sembra quasi di percepire una forma d'emozione nel cantato.
Eh sì, questo è un brano che mette davvero i brividi. L'originale di Willy De Ville, Heaven Stood Still, è un autentico miracolo di emozioni, la forza drammatica che trasmette una grande canzone d'amore. Nel tradurla sono rimasto impressionato dalla profondità del sentimento: in un rigo capisci che tutta la speranza della sua vita è una notte da ricordare... Come fai a non commuoverti per tale grandezza?

Dal punto di vista sonoro c'è il ritorno alla classicità dei tuoi primi dischi. È dipeso dalla scelta di produrti in prima persona?
Quello di non avere un fonico è la grande libertà che mi sono concesso. Dopo anni e anni dove lasciavo il compito ad altri, finalmente ho provato con questo album a mettere le mani sulle manopole. Così non me la devo prendere con nessuno e il suono è quello che dico io. Penso di non sbagliare dicendo che i riferimenti più evidenti sono proprio quelli dei miei primi album, i più spon tanei e diretti, senza troppe manipolazioni. E devo dire che in questo mi hanno aiutato anche i musicisti che hanno lavorato con me. In primis il mio trio base, composto dalla sezione ritmica romana per eccellenza: Massimo Buzzi e Mario Scotti, rispettivamente basso e batteria, e un giovane formidabile chitarrista, Paolo Giovenchi. A loro debbo un certo tipo di sonorità, perché n bastano gli arrangiamenti e le canzoni per fare un grande album: servono buoni musicisti, dotati di tocco e sensibilità.

continua -

Mimmo Locasciulli è abruzzese, nato nel 1949. Alla fine degli anni sessanta, dopo molteplici esperienze con gruppi beat e rock, si avvicina alla musica folk e folk-rock grazie alle frequentazioni on musicisti europei e americani incontrati a Perugia, dove studia medicina. Nel 1971, trasferitosi a Roma, entra a far parte del cast del Folkstudio, locale che vede i primi passi anche di Venditti e De Gregori. Nel 1975 pubblica, con etichetta "Folkstudio", il suo primo disco. Nel 1976 approda per la prima volta alla rassegna del Club Tenco, a cui seguiranno numerosissime altre partecipazioni. Nel 1987 apre il concerto dello zio d'America di tutti noi, Tom Waits, in occasione del Premio Tenco assegnato al cantautore californiano. Nasce un rapporto di amicizia e collaborazione con Greg Cohen, musical director di Waits e contrabassista, con cui realizza quattro dischi e una singolare tournee teatrale (nel 1989). Compone anche musiche per teatro ("Jack lo sventratore" di Franceschi) e per il cinema ("La vita di Antonio H." di Monteleone). Con la sua etichetta (Hobo) produce il primo disco di Alessandro Haber "Haberrrante" del 1995. Produce anche il disco del 1998 di Claudio Lolli "Viaggio in Italia".



Non rimanere là
Folkstudio 1975

Canzone di sera / Non rimanere là
L'uomo del Venerdì / Valgren e Sam / Il tempo passa anche così
Tra lo Utah e Tel Aviv / 1968. Dopo
L'antica stesura / A Rocco


Quello che ci resta

Rca 1977

Quello che ci resta / Dove va la stagione / Al fiume / Canzone per Nadia / Alone / Canzone a mio nonno / Il rosso del mattino / La mia gente se ne va

Quattro canzoni di Mimmo Locasciulli
Rca 1980

Piccola luce / Un fiore tra i capelli
Il treno della notte / Un altro giorno

Intorno a trent'anni
Rca 1982

Svegliami domattina / Due ore
Gli occhi / Buoni propositi
Intorno a trentanni / Cala la luna
Lo zingaro / Natalina

Sognadoro
Rca 1983

Pixi Dixie Fixi / Piove e non piove
La vita in tasca / Canzone di sera
Son tornati i capelloni / Sognadoro / Bon voyage/
La sentinella / Dolce vita / Dicembre

Locasciulli
Rca 1985

Le cose normali / Buona fortuna
Non voglio più / Cara Lucia / Piccola luce / La faccia delle altre persone / Sotto il cuscino / Caterina

Confusi in un playback live - Special guest Enrico Ruggeri
Rca 1985

Svegliami domattina / Cala la luna
Gli occhi / Il treno della notte / Intorno a trentanni / Confusi in un playback / Piove e non piove / Lo zingaro / La faccia delle altre persone / Sognadoro n° 2

Clandestina
Rca 1987

Semplici connessioni
Via di qui
La fortuna del mondo
Niente di più
Confusi in un playback
Clandestina / Adesso che tutto è ok / Surrender (Fragili e guerrieri)
Questa illogica follia / Ancora notte sul circo

Adesso glie lo dico
Rca 1989

Una vita che scappa / I giorni delle rose / Arte moderna / Oh vita I love you / Fandango / Vienna 1936
Ballando / I musicisti son così
Blu / Stupida Luna / Il silenzio del mare / Prima di chiudere

Tango dietro l'angolo
Polygram 1989

Tango dietro l'angolo / Avrò diamanti / Tutto bene / Mosche & Mosquitos / Launa vagabonda / Siamo noi / Il giorno più difficile (Starsene in casa è inutile) / Portamenti turistici / Due amiche
Luna vagabonda (Bahama Mama) / Buonanotte nella pioggia

Delitti perfetti
Polygram 1991

Povero me / Delitti perfetti / Il treno della notte / Gli occhi / Piccola luce
Ballando / Intorno a trent'anni / Due ore / Cala la Luna / Dicembre
Una vita che scappa / Alone / Sognadoro / Pixi Dixie Fixi / Natalina

Uomini
Polygram 1995

Il suono delle campane / Il cane
Padre mio / Svegliati amore / Una vita elementare / L'inganno del tempo / Auto monoposto / La pioggia e l'esilio / Qualcosa farò

I musicisti son così (antologia)
Bmg 1995

Intorno a trentanni / Lo zingaro / Svegliami domattina / Cala la luna / Pixi Dixie Fixi / La vita in tasca / Sognadoro / Confusi in un playback / Buona fortuna / La faccia delle altre persone / Caterina / Surrender / La fortuna del mondo / Clandestina / Adesso che tutto è ok / Ballando / I musicisti son così / Stupida luna / Blu

Il futuro
Polygram 1998

Il futuro
Powderfinger
Andiamo verso il niente
Sono i soldi che amo
Stella di vetro
Una serie di sogni
Storia di una bottiglia
China la testa
Come viviamo questa età
Vita da scemo
Il cielo era lì

Mimmo Locasciulli (antologia)
Bmg 1998

Piccola luce / Il treno della notte / Svegliami domattina / Intorno a trent'anni / Sognadoro / Pixi Dixie Fixi / Confusi in un playback / Gli occhi / Caterina / Clandestina

Il meglio (antologia)
DV More 1999

Pixi Dixie Fixi / Sognadoro / Due amiche / Canzone di sera / Due ore / Siamo noi / Intorno a trent'anni / Confusi in un playback / Buona fortuna / Piccola luce / Ballando / Luna vagabonda / Natalina

I successi (antologia)
Bmg 1999

Pixi Dixie Fixi
Sognadoro
Due amiche
Canzone di sera
Due ore
Cara Lucia
Intorno a trentanni
Confusi in un playback
Buona fortuna
Piccola luce
Luna vagabonda
Natalina

Aria di famiglia
Hobo/Sony 2002

CD1:Aria di famiglia/Piccola luce/Svegliami domattina/Due ore/Gli occhi/Cala la luna/Intorno a trentanni/Buona fortuna/Confusi in un playback/Ballando/Una vita che scappa/Luna vagabonda/Che fine farò. CD2:Alice è felice/Avrò diamanti/Due amiche/Il giorno più difficile/a)Good night with...-b)Tango dietro l'angolo/Povero me/Delitti perfetti/Topi, muri sporchi e lamè/Il suono delle campane/La pioggia e l'esilio/Qualcosa farò/Un giorno qualunque/Alice è felice (Ghost track).

Mimmo Locasciulli (antologia)
Bmg 2002

Piccola luce / Un altro giorno / Buoni propositi / Svegliami domattina / Intorno a trentanni /Gli occhi / Cala la luna / Piove e non piove / La vita in tasca / Dicembre / La faccia delle altre persone / Cara Lucia/ Confusi in un playback / Surrender / I giorni delle rose / Arte moderna / Vienna 1936 / Stupida luna


Mimmo Locasciulli & Patent Ochsner
RecRec 2003 - Switzerland

Natalina (Patent Ochsner) - Hotelsong (Mimmo Locasciulli)

Alcuni pezzi delle sue canzoni nella pagina audio

Piano piano
Hobo/Sony 2004

Un po'di tempo ancora / Randagio / Hotelsong / L'inverno / Olio sull'acqua / Vanina / Piano piano / Tu no / L'interpretazione dei sogni / Vola vola vola / Lettere dalla riserva / Bonus tracks: Odor di Maggio / Hotelsong (Bern)

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