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Enzo Jannacci - Vengo Anch'io

Per farsi una piccola idea delle canzoni
di Enzo Jannacci, ascoltandole:

Gli Zingari
GIovanni Telegrafista
La forza dell'amore
Vincenzina e la fabbrica

Vengo anch'io (no, tu no)
di Fiorentini, Fo, Jannacci

Si potrebbe andare tutti quanti allo zoo comunale.
Vengo anch'io. No, tu no.
Per vedere come stanno le bestie feroci
e gridare aiuto, aiuto è scappato il leone,
e vedere di nascosto l'effetto che fa.
Vengo anch'io. No, tu no.
Vengo anch'io. No, tu no.
Vengo anch'io. No, tu no.
Ma perché? Perché no!

Si potrebbe andare tutti quanti ora che è primavera.
Vengo anch'io. No, tu no.
Con la bella sottobraccio a parlare d'amore
e scoprire che va sempre a finire che piove
e vedere di nascosto l'effetto che fa.
Vengo anch'io. No, tu no.
...

Si potrebbe poi sperare tutti in un mondomigliore.
Vengo anch'io. No, tu no.
Dove ognuno, sì, e' già pronto a tagliarti una mano
un bel mondo sol con l'odio ma senza l'amore
e vedere di nascosto l'effetto che fa.
Vengo anch'io. No, tu no.
...

Si potrebbe andare tutti quanti al tuo funerale.
Vengo anch'io. No, tu no.
Per vedere se la gente poi piange davvero
e capire che per tutti è una cosa normale
e vedere di nascosto l'effetto che fa.
Vengo anch'io. No, tu no.
...

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La canzone più fraintesa

Poche canzoni possono vantare il record di essere state così tanto cantate e così poco capite. "Vengo anch'io (no tu no)" è stata anche al primo posto in Hit Parade, ma il dubbio di Jannacci è se sia mai stata compresa. Ci aiuta nell'impresa un libro appena uscito per la Coniglio Editore: "Quelli che cantano dentro i dischi" di Gianfranco Manfredi, magnifica raccolta di saggi sulla musica. Di "Vengo anch'io" esiste anche un secondo testo del solo Dario Fo che spinge il pedale più sul versante politico. Fa così:

Si potrebbe andare tutti insieme nei mercenari
vengo anch'io? No tu no
giù nel Congo da Mobutu a farci arruolare
poi sparare contro i negri col mitragliatore
ogni testa danno un soldo per la civiltà.
Vengo anch'io ...
Si potrebbe andare tutti in Belgio nelle miniere
Vengo anch'io? No tu no
a provare che succede se scoppia il grisù
venir fuori bei cadaveri con gli ascensori
fatti su nella bandiera del tricolor"

E' abbastanza evidente che "trattasi di cagata" come direbbe Jannacci, ma Manfredi prende lo spunto per andare oltre e con un'analisi che, non fatico a dirlo, mi ha convinto molto e mi è pure piaciuta.

"Paradossalmente - scrive - Fo non si accorse minimamente di come l'escluso di" Vengo anch'io" somigliasse al precario in fasce del '68. E paradossalmente questo aspetto veniva fuori invece, in modo del tutto inconsapevole, nell'interpretazione di Jannacci, proprio perché essa metteva sullo sfondo l'ideologia, le radici storiche, a vantaggio di un'astrazione ben più fisica e concreta, l'astrazione di chi è disadattato cronico alla cosiddetta "Realtà" . Il fatto nuovo era proprio quello di descrivere e cantare un personaggio "senza radici" e non di trovargliene anche quando non c'erano. Pare chiaro che a Fo del poveraccio che grida "Vengo anch'io" e viene respinto non gliene frega niente. Il discorso suo inclina verso l'ideologia, per di più in versione macabra e quello che grida "Vengo anch'io" è un cretino cronico che vuole arruolarsi coi mercenari o morire in miniera. Per di più l'inserimento del fatto politico, della Storia e della Cronaca rende già in partenza vecchissima la canzone, ineseguibile fuori dal momento, misero francobollo su tragedie storiche che non hanno bisogno di essere "impostate". Non so se Dario Fo avesse presente la barzelletta del fratello scemo, però è indubbio che il suo personaggio somiglia moltissimo a quello della barzelletta. Tra l'altro a non accettarlo tra i mercenari o in miniera gli fanno un favore. Il personaggio di cui canta Enzo è invece un personaggio collettivo, ci riguarda tutti; è uno che vorrebbe inserirsi, comportarsi come gli altri, essere tra gli "amici miei", partecipare a qualsiasi gogliardata, esserci tanto per esserci. Ed è respinto. Senza motivo. Solo per il fatto che ogni compagnia presuppone e impone un escluso. Ogni divertimento presuppone uno di cui si ride, ma che non deve ridere. Neppure nel mondo dell'odio reciproco (luogo reale delle "compagnie") c'è posto per lui. Neppure al suo funerale. Mobutu e il Belgio non sono altro che una rimozione ideologica del vero oggetto e soggetto della canzone: il marginale. La canzone di Enzo arrivò prima in Hit Parade non perché accantonò con furbizia commerciale il contenuto politico, ma perché lo esaltò rendendolo quotidiano, riconoscibile qui e in noi, non in Congo".