| La
canzone più fraintesa
Poche
canzoni possono vantare il record di essere state così
tanto cantate e così poco capite. "Vengo
anch'io (no tu no)" è stata anche al primo
posto in Hit Parade, ma il dubbio di Jannacci è se
sia mai stata compresa. Ci aiuta nell'impresa un libro appena
uscito per la Coniglio Editore: "Quelli che cantano
dentro i dischi" di Gianfranco Manfredi, magnifica
raccolta di saggi sulla musica. Di "Vengo anch'io"
esiste anche un secondo testo del solo Dario Fo che spinge
il pedale più sul versante politico. Fa così:
Si
potrebbe andare tutti insieme nei mercenari
vengo anch'io? No tu no
giù nel Congo da Mobutu a farci arruolare
poi sparare contro i negri col mitragliatore
ogni testa danno un soldo per la civiltà.
Vengo anch'io ...
Si potrebbe andare tutti in Belgio nelle miniere
Vengo anch'io? No tu no
a provare che succede se scoppia il grisù
venir fuori bei cadaveri con gli ascensori
fatti su nella bandiera del tricolor"
E' abbastanza evidente che "trattasi di cagata"
come direbbe Jannacci, ma Manfredi prende lo spunto per
andare oltre e con un'analisi che, non fatico a dirlo, mi
ha convinto molto e mi è pure piaciuta.
"Paradossalmente - scrive - Fo non si accorse minimamente
di come l'escluso di" Vengo anch'io" somigliasse
al precario in fasce del '68. E paradossalmente questo aspetto
veniva fuori invece, in modo del tutto inconsapevole, nell'interpretazione
di Jannacci, proprio perché essa metteva sullo sfondo
l'ideologia, le radici storiche, a vantaggio di un'astrazione
ben più fisica e concreta, l'astrazione di chi è
disadattato cronico alla cosiddetta "Realtà"
. Il fatto nuovo era proprio quello di descrivere e cantare
un personaggio "senza radici" e non di trovargliene
anche quando non c'erano. Pare chiaro che a Fo del poveraccio
che grida "Vengo anch'io" e viene respinto non
gliene frega niente. Il discorso suo inclina verso l'ideologia,
per di più in versione macabra e quello che grida
"Vengo anch'io" è un cretino cronico che
vuole arruolarsi coi mercenari o morire in miniera. Per
di più l'inserimento del fatto politico, della Storia
e della Cronaca rende già in partenza vecchissima
la canzone, ineseguibile fuori dal momento, misero francobollo
su tragedie storiche che non hanno bisogno di essere "impostate".
Non so se Dario Fo avesse presente la barzelletta del fratello
scemo, però è indubbio che il suo personaggio
somiglia moltissimo a quello della barzelletta. Tra l'altro
a non accettarlo tra i mercenari o in miniera gli fanno
un favore. Il personaggio di cui canta Enzo è invece
un personaggio collettivo, ci riguarda tutti; è uno
che vorrebbe inserirsi, comportarsi come gli altri, essere
tra gli "amici miei", partecipare a qualsiasi
gogliardata, esserci tanto per esserci. Ed è respinto.
Senza motivo. Solo per il fatto che ogni compagnia presuppone
e impone un escluso. Ogni divertimento presuppone uno di
cui si ride, ma che non deve ridere. Neppure nel mondo dell'odio
reciproco (luogo reale delle "compagnie") c'è
posto per lui. Neppure al suo funerale. Mobutu e il Belgio
non sono altro che una rimozione ideologica del vero oggetto
e soggetto della canzone: il marginale. La canzone di Enzo
arrivò prima in Hit Parade non perché accantonò
con furbizia commerciale il contenuto politico, ma perché
lo esaltò rendendolo quotidiano, riconoscibile qui
e in noi, non in Congo".
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