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Enzo Jannacci - Discografia

Vincenzina e la fabbrica
di Enzo Jannacci


Vincenzina davanti alla fabbrica,
Vincenzina il foulard non si mette più.
Una faccia davanti al cancello che si apre già.
Vincenzina hai guardato la fabbrica,
come se non c'è altro che fabbrica
e hai sentito anche odor di pulito
e la fatica è dentro là...
Zero a zero anche ieri 'sto Milan qui,
sto Rivera che ormai non mi segna più,
che tristezza, il padrone non c'ha neanche 'sti problemi qua.
Vincenzina davanti alla fabbrica,
Vincenzina vuol bene alla fabbrica,
e non sa che la vita giù in fabbrica
non c'è, se c'è com'è ?

vai alla pagina dei testi di Enzo Jannacci


Sotto la pioggia è inutile il freno
Passano i giorni ci si parla sempre di meno
Finisce il lavoro non c'entra l'età
di un uomo pulito diviso a metà

I tasti di un piano scandiscono gocce di malinconia, la voce dolente di Enzo Jannacci rompe gli indugi e penetra come nebbia. Di quella fredda, delle mattine di novembre. E un brivido ti percorre infatti la schiena.

Anche prima di capire le parole, di seguire la storia. Bastano i suoni in bianconero, basta il violino di Edoardo De Angelis, il prezioso arrangiamento di Paolo Jannacci e Mauro Pagani. Potrebbe esser cantata in cinese che ugualmente bagnerebbe un pezzetto d'anima. Ma cinese non è.

Chissà se da giovane ha avuto un amore.
Chissà se qualcuno gli ha spezzato il cuore
Ah, la memoria ha dei risvolti curiosi
Più dentro ci vai più niente viene di fuori

E l'inciso è pronto a trascinarti in un vortice che sa di foglie morte e di film francesi, di brina sui campi e di vin brulé. Il vibrato di Enzo ti schioda dalle ossa il cinismo depositatosi nei giorni bui del Governo Berlusconi e ti porta in superficie quel grumo di sangue e carne che si chiama emozione.

Dopo i temporali non viene più il sereno
C'è poca minestra,va beh, ne faremo a meno
Poterla spartire con qualcuno che sai
C'è anche il telefono... non si sa mai

È una storia di solitudini, di mancanze e assenza. Foto sfocata e odori di cucina antica: odore di minestroni e di cortili. Profumi di Lombardia, di quelle terre dove si andava a "fare quelle cose", delle periferie di Testori e dell'Arialda, del Dio di Roserio e del Fabbricane.

La vita si aggiusta ma non ci saremo
Ore su ore a tirare quel freno
E arrivi tardi a una porta sbagliata
La pasta va bene, anche un po' riscaldata

E certo che da giovane ha avuto un amore
Per forza qualcuno gli avrà spezzato il cuore
Ah, la memoria ha dei risvolti curiosi
Più dentro ci vai, più niente viene di fuori

La vita si aggiusta, da giovane ha avuto un amore, ma ora che fa quest'uomo a metà? Perché si divide tra un inquieto piano che fruga nella sua memoria e un'orchestra, quasi una banda che lo trascina via in un soffio di tramontana?

Adesso è sera e l'uomo è da solo
balla su un disco di musica a nolo
Verrebbe da ridere con gli anni che ha
Come tutti quegli uomini divisi a metà

"Non è una metà orfana, figlia della rinuncia, per qualcosa in meno che ciascuno di noi perde nelle scelte, ma è quel qualcosa in più, quella doppia esistenza che arricchisce la sensibilità, la cultura, la vita". (Jannacci)

Dai temporali ormai non piove nemmeno
là dietro l'angolo non c'è più neanche il sereno
Poco più in alto c'è l'aeroplano
Puzza di guerra neanche tanto lontano

Guarda più in alto se c'è l'aeroplano
Puzza di guerra
Per molti niente di strano...

"Sa, io nasco con un DNA tragico, con una serietà psichica, dolorosa: il medico sviluppa un senso del tragico diverso, più frivolo. Per la gente, il matto, quello che si fa male, il morto, fanno ridere, destano attenzione, creano attrazione. Quindi è proprio su questo che ho basato tutta la mia storia. Naturalmente mi era impossibile praticare la chirurgia senza lavorare in ospedale: uno non può mica operare a caso, in un camerino! Lì si è obbligati a stare a contatto con della gente che ha dei problemi". (Jannacci)

Ed eccolo l'uomo a metà che emerge da questo romanzo di odori e di brividi e di parole piane. Una vita qualunque, ma anche lì ci sono "amori che sanno spezzare il cuore", ci sono aeroplani che "puzzano di guerra neanche tanto lontana". C'è l'uomo colto e l'uomo del popolo inq uesta alternanza tra banda d'ottoni e ricami di violino e piano. Tutto suggerito sotto traccia da Pagani e Jannacci Paolo e disperatamente urlato da Jannacci Enzo. Una canzone che resta. E che ti resta dentro.



di Leon & Giorgio
Ho sentito il nuovo disco di Jannacci!

Ohe’, ma se me lo dicevi prima! Prima! Dovevi dirmelo prima! Che me lo compravo anch’io
Innanzitutto onore al merito per il fatto che sia uscito. Ha dovuto aspettare dieci anni per fare un disco.

Capisco. Anch’io un a volta ho fatto una coda di dieci ... minuti dal barbiere. Non e’ bello

Appunto. E poi c’e’ il barbiere. Anzi, il mio barbiere. Non e’ da tutti avere il proprio barbiere che fa una canzone con Enzo Jannacci. Io ce l’ho. Franco Bompieri, padrone della Antica Barbiera Colla di via Morone, il barbiere-scrittore

Quello che dice: “Ho pubblicato sette libri: saro’ per sempre il barbiere-scrittore. Nuvoletti, che e’ delle mie parti, ne ha fatto uno. Lui e’ “lo scrittore mantovano”?

Assieme a Enzo scrive il testo in dialetto milanese di “Ti Luna”

Ma il disco e’ un disco forte, carico, robusto come una macchina ...

Lassa sta’ la machina, barbun!
... o luccicante come un aeroplano.
(Che forse quelli e’ meglio lasciarli perdere. Ero l’altro giorno sulla strada-per-andare-all’aeroporto-Forlanini, che non so neanche bene dove sia e BOOM ... ma non era il mio grande amore!)

E infatti in copertina Enzo ci mette suo padre che faceva l’aviatore

Anche il mio!

e lo intitola “Come gli aeroplani”

insisto: non porta bene!

E solco dopo solco il disco viene su bene, convince, perche’ questo e’ il solito Enzo Jannacci. Non ci sono novita’ sostanziali, ma si ride, ci si commuove, si pensa e ci si indigna. Soprattutto ancora ci si indigna.

Che, con i tempi che corrono e’ rimasto uno dei pochi…

E’ un disco giustamente incazzato. E presentandolo Enzo ha preso le distanze dal vecchio amico Giorgio Gaber, dicendo: “Gaber sta troppo in casa. Non vede la gente. E da li’ scrive le sue canzoni. Io esco, conosco i giovani, parlo con loro. E posso dire che la mia generazione non ha perso perche’ quanto meno ha dato spazio alla nascita di una generazione come l’attuale”.

Gaber? Ciapa su’ e pura a ca!
Inizia con l’omaggio a se stesso, a Dario Fo e a Fabrizio De Andre’ che e’ Via del Campo, impreziosita da una fisarmonica di sottofondo struggente, quasi recitata, appena accennata, come una “Sfiorisci bel fiore” d’annata ed e’ subito ora di buttarsi nell’epico di “Come gli aeroplani”,

Dove parla del padrone delle televisioni “che gira con in tasca la pistola e non testa ha solo merda e a lui non gli puzza nemmeno la merda ... curiosamente”

Poi abbiamo il valzer divertente e cabarettistico di “Cesare”, “La Brutta Gente” che ci gira intorno e dicono stia sporcando la terra …
Ma “e’ la mia gente” conclude Jannacci
… o “Sono timido”, scritta con Renato Pozzetto, che sara’ il singolo.
Che nuota con le lacrime agli occhi e gli piangono pure i ginocchi. Che sembra una storia buffa, ma in realta’ parla di immigrazione clandestina.
I momenti piu’ riflessivi sono assegnati a “Anche oggi piove”, a “I mulini dei ricordi”, bellissima cover di “The windmills of your mind”

La fa come la facevano i Vanilla Fudge?

No, la fa come Jannacci, perche’ l’Enzo, se anche gli fai cantare Va pensiero o Fratelli d’Italia non puo’ che cantarli alla Jannacci. Forse solo Paolo Conte potrebbe cantare alla Jannacci, visto che Jannacci ce l’ha fatta a cantare alla Paolo Conte (“Mexico e nuvole”, “Bartali” le ha incise prima Enzo che Paolo). E’ una voce a volte dissonante, comunque fuori dal coro, una voce anche sgradevole, tirata, urlata non da bel canto.

Il bello pero’ l’Enzo ce lo mette dentro: sta nei testi, nei significati, come in “Lettera da Lontano”
Gia’, che dal vivo ha dedicato, la lettera, anche a Carlo Giuliani e sul disco a Silvia Baraldini e a Vasco Rossi o a suo figlio Paolo e al suo pianoforte. “Rido” e “Libela’” vengono direttamente dal passato.

Mi ricordo “Ridere, finche’ c’e’ gioventu’, perche’ la vita e’ bella e la voglio vivere sensa tu!”, scritta parafrasando “Vivere”.

Forse meno essenziali e un po’ ruffiane
come dice lo stesso Enzo
“Varenne” e “Luna rossa” che pero’ nel disco non stonano. Come puo’ starci anche “Gippo Gippo”.

Pero’ potresti dirlo che e’ una cazzatina, come il pezzo del tuo amico barbiere e che “Avevo un sogno” non ti ricordi neanche come fa

E vabbe’ non e’ perfetto! Pero’ e’ tornato. E ha cose da dire: tanto che alla fine nei ringraziamenti ...
“Enzo Jannacci non ringrazia nessuno” perche’ c’ha i coglioni girati

E vivaddio che c’e’ ancora qualcuno a cui girano



Le canzoni di Enzo Jannacci
Ricordi - 1963
L'ombrello di mio fratello / Passaggio a livello / Gheru gheru / Un amore da 50 lire / Bambino boma / L'ombra / Il giramondo / Il tassì / Il cane con i capelli / L'artista / Un nano speciale / Niente


La Milano di Enzo Jannacci
Jolly - 1964
El portava i scarp del tennis / Quella cosa in Lombardia / Andava a Rogoredo / M'hann ciamaa / Ti te sè no / Prendeva il treno / T'ho compraa i calzett de seda / E l'era tardi / La luna è una lampadina / Senza de ti / Per un basin / Ma mi

Enzo Jannacci in teatro
Vibraton - 1965

Ohè sunt chi / Qualcosa da aspettare / Sopra i vetri / Aveva un taxi nero / Un foruncolo / La forza dell'amore / Veronica / Prete Liprando e il giudizio di Dio / Il primo furto non si scorda mai / Sfiorisci bel fiore / Niente / L'Armando

Sei minuti all'alba
Jolly - 1966

Sei minuti all'alba / Soldato Nencini / E io ho visto un uomo / La balilla / Faceva il palo / Dona che te durmivet / Cosa portavi bella ragazza / Chissà se è vero / L'appassionata / E savè / L'è tri dì / Ho soffrito


Vengo anch'io. No, tu no
Arc - 1968

Ho visto un re / La ballata del pittore / Vengo anch'io. No, tu no / Giovanni, telegrafista / Pedro, Pedreiro / La mia morosa la va alla fonte / La sera che partì mio padre / Domenica 24 Marzo / La disperazione della pietà / Hai pensato mai (gastu mai pensa') / Non finirà mai

La mia gente
Arc - 1970

Maria me porten via / Il dritto / E la marcia va / Il duomo di Milano / Il metrò / 70 persone / Pensare che / La mia gente / El carreté / Gli zingari / Il piantatore di pellame / Mexico e nuvole

Enzo Jannacci
Rca - 1972

E sapere / La giostra / El portava i scarp del tennis / Dona che te durmivet / Una tristezza che si chiamasse Maddalena / Faceva il palo / Ti te sé no / Prendeva il treno / Ragazzo padre

Quelli che ...
Ultima spiaggia - 1975

La televisiun / Quelli che... / El me indiriss / Il monumento / Borsa valori / L'arcobaleno / Vincenzina e la fabbrica / Dottore... / Viva la galera / Il bonzo / 9 di sera (a televisao) / Il karate / El marognero / Il Kenia

O vivere o ridere
Ultima spiaggia- 1976

Vivere / La storia del mago / Per la moto non si dà / Statu quo / Dagalterun fandango / Senza i dané / Tira a campà / Rido / Quando il sipario...

Secondo te ... che gusto c'è?
Ultima spiaggia- 1977

Libe là / Jannacci, arrenditi! / Il panettiere / Rino / S. O. Selfservice / Secondo te...che gusto c'è? / Saxophone / La costruzione / E sapere

Fotoricordo
Ultima Spiaggia - 1979

Il ficus / Io e te / Saltimbanchi / Natalia / Mario / Il labrador / Bartali / La poiana / Sudamerica / Ecco tutto qui / Il sintetizzatore

Ci vuole orecchio
Ricordi - 1980

Musical / Ci vuole orecchio / Fotoricordo... il mare / La sporca vita / Silvano / Quello che canta onliu' / Si vede / Il dritto

Nuove registrazioni 1980
Ricordi/Orizzonte - 1980

Vengo anch'io. No, tu no / L'Armando / El portava i scarp del tennis / La luna e la lampadina / Ho visto un re / La balilla / E la vita, la vita / L'uselin de la comare

E allora ... concerto
Ricordi - 1981

E allora concerto / Allora andiamo / Bandiera fiorentina / Genova per noi / Pesciolin / Cosa importa / Brutta gente / Prete Liprando

Disco Greve
Ricordi - 1983

Il maiale / L'amico / O' surdato innammorato / L'americana / Pensione Italia / L'animale / Obbligatorio / Giovane pazza / Zan zan le belle rane

Ja-Ga Brothers
CGD - 1983

Una fetta di limone / 24 ore / Tintarella di luna / Birra

L'importante
DDD - 1985

L'importante è esagerare / L'orchestra / Sergej / Oriente / Son s'cioppàa / Il volatore di aquiloni / Juke box / Amapola

Parlare con i limoni
DDD - 1987

Parlare con i limoni / Due gelati / Il castello dei ma / Senza parole / Poveri cantautori / La fine della storia / Futuro / Souvenir .

Se me lo dicevi prima ...
DDD - 1989

Se me lo dicevi prima / Una fetta di limone / Poveri cantautori / L'importante è esagerare / Ci vuole orecchio / Son s'cioppaà / Linea bianca / Il volatore di aquiloni / Parlare coi limoni / Due gelati

30 anni senza andare fuori tempo
DDD - 1989 (2 cd)

Silvano / Vincenzina e la fabbrica / Se me lo dicevi prima / Musical / Faceva il palo / Una fetta di limone / Io e te / Vengo anch'io. No, tu no / Quelli che... / Mario / Veronica / Bartali / Quella cosa in Lombardia / Son s'cioppàa / El portava i scarp del tennis / Ho visto un re / Ci vuole orecchio / La vita la vita

Guarda la fotografia
DDD - 1991

Il gruista / I dispiaceri / La strana famiglia / L'alfabeto muore / La fotografia / Songo venuto / Sogno come mafia / Parliamone / The photograph (Ute Lemper)

I soliti accordi
DDD - 1994

I soliti accordi / Il primo furto non si scorda mai / Io ero quello là / Diagonale / Il bonzo / Per la moto non si da / E adesso / Parlare col liquido / Occhi di soldato / Tutti gli uomini del re / L'uomo di gesso .

Quando un musicista ride
Columbia - 1998

Intro / Quando un musicista ride / Saxophone / Son s'cioppaà / Faceva il palo / Ci vuole orecchio / No tu no / Secondo te che gusto c'è / L'Armando / Il suonatore di contrabbasso / Messico e nuvole / Due gelati / Se me lo dicevi prima / Quelli che...aspettano / Quelli che...il calcio / Quando il sipario calerà / Già la luna è in mezzo al mare

Come gli aeroplani
Ala Bianca/ CGD - 2001

Via del Campo / Come gli aeroplani / Curiosità / Cesare / Brutta gente / Anche oggi piove / È difficile / Sono timido / Lettera da lontano / Varenne / Libelà / Avevo un sogno / Luna rossa / Gippo gippo / Rido / Tu luna / I mulini dei ricordi

Un uomo a metà
Ala Bianca/ CGD - 2003

L'uomo a metà / Il Sottotenente / È stato tutto inutile / Maria / Gino / Niente domande / Lungomare / Il pesciolone / Gente d'altri tempi / Una vita difficile / Lungometraggio / Una storia / Arrivederci

Concerti live@rtsi
S4 - 2002

L'importante è esagerare
Silvano
Son s'cioppa'a
Vicenzina e la fabbrica / Io e te / Mario / Vengo anch'io. no, tu no / El portava i scarp del tennis
Il volatore di aquiloni
Quelli che...
E la vita, la vita
La disperazione della piatà
Quella cosa in Lombardia
L'armando
Bartali.


Milano 3.6.2005
Ala Bianca/ CGD - 2004

Veronica / T'ho cumpraa i calsett de seda / L'era tardi / Ohe! Sun chi / El me indiriss /Per un basin /6 minuti all'alba / Chissà se è vero /Andava a Rogoredo /M'han ciamàa / La Balilla / Ti te se no / Ma mi / Senza de ti / Ti luna /El purtava i scarp del tennis

Mina quasi Jannacci
PDU - 1977


Milva, la Rossa
Ricordi - 1980

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