Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.















Gianna Nannini


Per farsi una piccola idea delle canzoni di Gianna Nannini ascoltandola

America (con Carmen Consoli)
Io e Bobby Mc Gee
Morta per autoprocurato aborto
Un'estate italiana (Bennato)


Oppure leggendone i testi

Fotoromanza

Se la sera non esci ma
ti prepari un panino mentre guardi la tv
anche tu?
ti addormenti con qualcuno che alla luce del giorno non conosci più
anche tu?
ti telefono o no ti telefono o no
ho il morale in cantina
mi telefoni o no, mi telefoni o no
chissà vincerà
poi se ti divertinon la metti da parte un pò di felicità
anche tu?
io vorrei sognarti ma ho perduto il sonno e la fantasia
anche tu!
ti telefono o no ti telefono o no
io non cedo per prima
mi telefoni o no mi telefoni o no
chissà chi vincerà
questo amore è una camera a gas
è un palazzo che brucia in città
questo amore è una lama sottile
è una scena al rallentatore
questo amore è una bomba all'hotel
questo amore è una finta sul ring
è una fiamma che esplode nel cielo
questo amore è un gelato al veleno
io non riesco a dirlo
è che ti vorrei soltanto un pò di più
anche tu?
io vorrei toccarti ma più mi avvicino e più non so chi sei
anche tu!
ti telefono o no ti telefono o no
io non cedo per prima
mi telefoni o no mi telefoni o no
chissà chi vincerà
questo amore è una camera a gas
è un palazzo che brucia in città
questo amore è una lama sottile
è una scena al rallentatore
questo amore è una bomba all'hotel
questo amore è una finta sul ring
è una fiamma che esplode nel cielo
questo amroe è un gelato al veleno


Gianna par elle-même

(dal libro autobiografico "IO")

Ciao. Sì, devo fare delle fotocopie. Sì, ho cinque anni, ripeto con la mano, cinque sulle dita. Dal tabacchino ci vengo quando scappo di casa: ogni giorno. Cioccolate con le figurine, cicche, e oggi anche fotocopie. Dedica: agli amici dell’Appaltino, cicca e grazie.

Viaggio attraverso un ice mint: devo aver sbagliato pasticca. Prendo ghiaccio dalla gola e mi si fredda la lingua, si congela la parola, dal palato al cuore, immobile. Inspiro aria veloce, immagazzino folate di libertà: che cosa può essere quella sensazione di non avere cordoni ombelicali, sicurezze di affetti di padri, madri, fratelli e catechismi?

Faccio programmi per domani e inizio collezioni di personaggi cavallereschi, picadores, soldatini, guerre spente.

Il mio amico Luis viene in camera mia. Ha portato il suo esercito di soldatini e comincia a metterlo fila dopo fila sul tavolo: cavalleria per prima, poi quelli a piedi, tutti vestiti in grigio perla e verde. Il gioco consiste nel farli cadere uno a uno. Ci si guarda e osserva. Bellino Luis, sottile e col capello a spazzola. Curioso, mi guarda da sotto la gonna, esplora il panorama. Esce dalla finestra e inizia a correre. Non ti fermare Luis, vengo anch’io.

Mia zia ha un mobile scuro con dentro i tasti bianchi e neri. Non vedo l’ora di andarla a trovare per montarci sopra con le mani. Escono suoni primordiali: un rimescolamento improvviso di acque e di sassi sotto le gomme. Piove, l’auto schizza fango, e la mamma è pronta a farmi nascere. Buio profondo e il ventre si riveste di angolazioni.

Mi sento in una camera di gomma, pazzamente lucida per venire al mondo. Un urlo, mi incanto al buio delle due del mattino, sento tirarmi la voce, mi esplode di pianto e non so perché. Mi arrabatto per trovare un appiglio. Qualcosa mi fa rientrare: sto bene al caldo, poi di corsa prendo l’aire e vengo al vento. Per sempre. (segue)

"IO" di Gianna Nannini
"Signora, sua figlia sta male! Signora, dopo aver letto il libro mi viene in mente che neanche lei, ma neanche tutta la sua famiglia stia poi così bene! Eh sì, perché vede, "io" è la storia di un delirio. O meglio, è un delirio esso stesso. Si parla di una persona che sta male, che ha problemi di relazione con la vita e, forse, anche con le altre persone. Per questo sceglie di amarle tutte ... almeno fino al momento di non poterne più. E' un libro di continui arrivi e ripartenze, che gira, gira intorno, ma non si capisce bene dove giri e dove voglia portare. Esigenza di esprimersi? Beh, ma si potrebbe dipingere! Oppure fare canzoni! Perché sua figlia non ha fatto canzoni? Le sarebbero venute bene. Mi sembra che lo stile ci sia ... un certo cincopato, un esprimersi più per immagini che per fatti, un sorvolare gli approfondimenti che potrebbero magari far male ...

Già, ma Gianna Nannini la cantante l'ha fatta. E' che dopo, ricca e famosa e sulla soglia dei 50 anni ha deciso di scrivere anche un libro. Non ha fatto tutto da sola. Ha preso un ghost-writer, neanche dei più prestigiosi, Pino Casamassima (ne abbiamo spesso parlato in tono in elogiativi su queste pagine) e gli ha "dettato" il diario di un delirio. Il problema è che il delirio arriva dall'altra parte delle pagine. Con molti cieli corruschi e pochissimo sole. E anche quel poco destinato a offuscarsi.
. (segue)


 

Immagine tratta dal libro "Io",
copyright © Alberto Bettinetti (zanzara)

Anno di ricorrenze il 2006 per Gianna Nannini. Sono passati 50 anni dalla nascita (il 14 giugno 1956, sotto il segno dei Gemelli a Siena) e sono contemporaneamente passati 30 anni dal primo disco, ovviamente omonimo, inciso nel 1976 e, tutto sommato, passato abbastanza sotto silenzio. In mezzo ci sono stati i 20 volumi della sua discografia (casualmente un altro numero tondo!) che hanno dato ospitalità a oltre 150 canzoni, nonostante un congruo numero di album di raccolte o versioni dal vivo o versioni alternate (5 di cui due doppi).

La carriera di Gianna Nannini è stata ricca di alti e bassi e anche di ripensamenti, capriole, salti mortali e ibridazioni, ma senza mai perdere di vista, salvo forse nel secondo abum, un anima rock che ne ha condizionato tutta la produzione e che, in fin dei conti, è il suo principale merito. Sotto il profilo delle vendite, una volta fattasi conoscere con "America", canzone assolutamente scandalosa, non sono per l'epoca, ma a rileggerla bene anche adesso (vedi), lo zoccolo fedele dei suoi fans non l'ha mai abbandonata. Il primo grande successo risale a "Fotoromanza" (vedi), la canzone, e a "Puzzle", l'album che la conteneva, usciti entrambi nell'84. Il singolo balza al primo posto in Hit Parade e resta sei mesi tra i più venduti, l'album raggiunge il sesto posto e rimane a sua volta per sei mesi in vetta alla classifiche. Un successo così forte, e anche improvviso, che procura alla nostra eroina una bella serie di magagne psichiche e fisiche, come ci racconterà lei stessa nella sua coraggiosa autobiografia "Io".

Il primo posto poi Gianna lo tocca ancora nel 1990, quando (altra ricorrenza) ci sono i mondiali di calcio in Italia e lei ed Edoardo Bennato scrivono e interpretano "Un'estate italiana" ("notti magiche/ inseguendo un gol..."): primo posto e 10 settimane in classifica. Ma in classifica arriveranno tutti i suoi album successivi, senza mai toccare il primo posto, ma sempre dentro ai primi 10 (tranne "Giannissima" che però era l'ennesima raccolta), fino al trionfo rinnovato quest'anno con "Grazie", primo posto, disco di platino, record di vendite etc etc etc, dopo qualche anno di parziale ripiegamento ("Dispetto", "Cuore" e "Aria" non erano piaciuti a tutti). (segue)

Sito ufficiale:/http://www.giannanannini.com/


Momo
Universal - 2002

Intro / Epica / Aria Preludio / Uomini grigi / Meravigliosa creatura / Sultana / Demoni / Aria / Orafiore / Romantica guerriera / Centrale / Aria Carillon / Bambina magica /

Aria
Universal - 2002

Volo / Uomini a metà / Aria / DJ Morphine / Sveglia / Immortale / Crimine d'amore / Meravigliosamente crudele / Mio / Amore cannibale / Battiti e respiri / Un Dio che cade / Nuova Era /

Perle
Universal 2004

Notti senza Cuore / Ragazzo dell'Europa / Contaminata / Amandoti / Profumo / I maschi / Aria / Una Luce / California / Latin Lover / Meravigliosa Creatura / Amore Cannibale / Oh Marinaio /

Grazie
Universal - 2006

Sei nell'anima / Possiamo sempre / L'abbandono / Grazie / Le carezze / Babbino caro / Treno bis / Io / Mi fai incazzare / Alla fine

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Giancarlo Susanna (l'Unità)

Si può dire che “Grazie” è un disco politico? Canzoni come “Possiamo sempre” e “Alla fine” dicono parole chiare contro la guerra.
In un certo senso questo album parla di un conflitto. Ho utilizzato come metafora delle cose che ho visto, ma il nodo centrale è proprio un conflitto. Racconta quello che ho provato vedendo quello che è successo negli ultimi anni: una guerra che c'è stata, che nessuno voleva ed è stata fatta lo stesso. Ci sono delle riflessioni e delle prese di posizione, ma non è tutto così. È un album di emozioni e di sentimenti sviscerati fino in fondo. Parla dei meccanismi di conflitto che esistono nei rapporti umani. La frase chiave della canzone Alla fine è “perché la guerra si fa in due”.

In questa canzone lei parla della guerra e soprattutto del tentativo di tante organizzazioni occidentali di porre riparo a disastri creati dalla guerra stessa.
Per me è stata una visione molto reale quando sono andata là (in Afghanistan, ndr). Quando dico certe cose, non c'è bisogno di altre spiegazioni. È evidente che anche questa canzone parla di un conflitto tra due scelte diverse. Sono persone che hanno due visioni diverse, due modi diversi di porsi di fronte al business della guerra.

In che modo un’artista può intervenire sulla realtà che lo circonda?
Io separo nettamente l’attività artistica dal mio impegno sociale. Di quest'ultimo mi occupo come persona. Non mischio i due mondi, perché nella musica sono libera. La musica mi permette di esprimermi emotivamente come artista, mentre con un gesto o un'azione puoi fare interventi che sono fondamentali e anche informativi. Certi argomenti mi interessava conoscerli meglio. Ho fatto delle cose con Greenpeace perché ero contraria a dei fatti che avvenivano senza il mio consenso. La prevaricazione mi dà fastidio come essere umano. (segue)

Francesca Mineo (MyBestLife)

Con 'Aria' il rock Nannini dimostra grande attenzione al testo. Come è avvenuto il lavoro a fianco di Isabella Santacroce?
Non conoscevo Isabella se non per i suoi libri, che amo molto, così ho provato a coinvolgerla. Mi accorgevo, leggendo, che utilizzava parole che suscitavano visioni, e per me anche la musica deve arrivare a una visione. Così ci siamo incontrate a Milano, era un periodo in cui lavoravo a pezzi nuovi e abbiamo scoperto di avere affinità, intese, anche Isabella ad esempio, ascolta musica quando scrive. Il lavoro è stato quello di 'suonare' la parola, trovando sempre più significati.

In 'Aria' canti e parli, come se ci fosse attenzione alla parola 'recitata'...
Io e Isabella abbiamo cercato di metabolizzare il testo, per sviscerare la femminilità, cosa che spesso i rocker maschi non fanno nello stesso modo, per parte loro. Abbiamo infatti realizzato dei provini sul suono delle singole parole: la mia voce è stata campionata con il vocoder e inserita come i riff, in questo caso, vocali. (segue)

Ivano Zeno (MusicaItaliana)

Perle, un disco realizzato per sentire meglio la tua voce?
Certamente. In tutti gli altri dischi che ho registrato sono venuti fuori solo alcuni aspetti del mio canto. Aspetti che, di tanto in tanto, spingono le persone a “gasarsi troppo”. Questa volta volevo che straripasse la facciata più cruda delle mie interpretazioni. E per farlo dovevo spogliare ogni canzone per rivestirla con pochi, essenziali veli.

Per l’occasione hai dovuto riallacciare il rapporto con il pianoforte con maggiore impegno?
Purtroppo, si. Dico così, perché si è rivelata una vera “faticaccia”. E’ vero, sono più di vent’anni che faccio musica, ma è stato necessario abituarmi di nuovo a far andare mani e voce a tempo, in modo armonioso. Ho dovuto lavorare sul tocco delle dita e imparare i nuovi spartiti che hanno rivisitato i brani. Insomma, riprendere a suonare la chitarra è senz’altro più semplice.

A differenza di tante altre raccolte...
Per favore, non chiamarla raccolta!

Ok. A differenza di tanti altri lavori di rivisitazione, hai voluto inserire nuovamente i testi delle canzoni nel booklet...
Perché sono estremamente importanti. Tra i testi che ho scritto, credo che siano i miei preferiti. Mi ricordo le parole di Una luce: le ho scritto dopo un sogno che ho fatto a Londra. Incredibile... Se a qualcuno è sfuggito qualcosa in passato, adesso non può trovare più scuse.
(segue)


Giuseppe Fabris (Rockol.it)

Partiamo dalla domanda più ovvia: perché hai intitolato il tuo nuovo disco “Aria”?
“Aria” evoca il bisogno di un cambiamento, di fantasia, della voglia di prendere il volo. Questo è un disco che si stacca da terra. “Aria” è anche il mio elemento, visto che sono un Gemelli. Questo è un album che naviga tra diversi elementi… Ma non va spiegato, va ascoltato…

Il disco, però, è stato registrato alle pendici dell’Etna, quindi a stretto contatto con la terra…
Ho cercato l’Etna proprio perché stavo facendo un disco che si chiama “Aria”... In realtà ci sono finita anche un po’ per caso, perché ho incontrato un fenomenale trio di Catania: Raffaele Gulisano, Tommaso Marletta e Davide Oliveri, che mi hanno dato una grossa mano e sono stati una grande fonte d’ispirazione. Lavorare con una band significa non fare la cantautrice introspettiva; significa essere più estroversi, più aperti. Con loro ho individuato questo luogo vicino all’Etna, dove sono nate le melodie che hanno dato vita alle canzoni di questo disco.

A proposito di collaborazioni: “Aria” vede la presenza della scrittrice Isabella Santacroce, che ha contribuito alla stesura dei testi. Come è nato questo connubio?
Conoscevo Isabella attraverso i suoi libri, mi piaceva il suo modo di usare la parola. Ci siamo incontrati a Milano circa tre anni fa: ci siamo trovate subito in sintonia, abbiamo iniziato a parlare, a viaggiare assieme, raccontarci le nostre vite; è stato come a scuola, quando si fanno i compiti con le amiche. Da lì è nata l’idea di scrivere assieme dei testi. Sono affascinata soprattutto dalla sonorità delle sue frasi. Mi ha spinto a rinnovare il mio approccio, ma anche per lei è stata una sfida: la parola scritta rimane ferma in un libro, mentre quella cantata prede vita. Assieme abbiamo fatto delle vere e proprie session verbali alla ricerca della sonorità delle parole. Ma con lei, soprattutto, ho trovato una grande amica.
(segue)