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| Carte
da decifrare
di Ivano Fossati
L'amore è tutto carte da decifrare
e lunghe notti e giorni per imparare
io se avessi una penna ti scriverei
se avessi più fantasia ti disegnerei
su fogli di cristallo da frantumare
E guai se avessi un coltello per tagliare
ma se avessi più giudizio non lo negherei
che se avessi casa ti riceverei
che se facesse pioggia ti riparerei
che se facesse ombra ti ci nasconderei
Se fossi un vero viaggiatore t'avrei
già incontrata
e ad ogni nuovo incrocio mille volte salutata
se fossi un guardiano ti guarderei
se fossi un cacciatore non ti caccerei
se fossi un sacerdote come un'orazione
con la lingua tra i denti ti pronuncerei
se fossi un sacerdote come un salmo segreto
con le mani sulla bocca ti canterei
Se avessi braccia migliori ti costringerei
se avessi labbra migliori ti abbatterei
se avessi buona la bocca ti parlerei
se avessi buone le parole ti fermerei
ad un angolo di strada io ti fermerei
ad una croce qualunque ti inchioderei
E invece come un ladro come un assassino
vengo di giorno ad accostare il tuo cammino
per rubarti il passo, il passo e la figura
e amarli di notte quando il sonno dura
e amarti per ore, ore, ore
e ucciderti all'alba di altro amore
e amarti per ore, ore, ore
e ucciderti all'alba di altro amore
Perché l'amore è carte
da decifrare
e lunghe notti e giorni da calcolare
se l'amore è tutto segni da indovinare
Perdona
se non ho avuto il tempo di imparare
se io non ho avuto il tempo
di imparare.
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Le ragazze di Firenze vanno
al mare
le ragazze di Firenze vanno all'amore
le ragazze di Milano han' passo di pianura
che è bello da vedere
che è bello da incontrare
Per quelli di
Torino e dintorni, il mare di fine settimana sa di Liguria,
del suo ponente, delle spiaggie ghiaiose di certe località
dal nome che rievocano colonie estive di quando vestivi
col grembiulino: Loano, Finale, Alassio, Albenga, Ceriale,
Andora… Forse perché, da Torino, sono le
più facilmente raggiungibili, disegnano quasi una
linea retta che va a congiungersi con questa porzione
di riviera.
Io parlo degli avventurieri che lungo la Torino-Savona
(To-Sa, per comodità) in poco più di un’ora
e mezza (io, quasi sempre tre) vanno a rosolarsi se estate,
ad immalinconirsi se inverno. A questi vorrei dire che
la To-Sa è una beffarda linea d’asfalto ad
ostacoli, che occulta, e non ci fa raccontare. Ti sembra
che sia Piemonte anche se un cartello ti dice il contrario.
Le ragazze di Torino
han' smesso di lavorare
alle sette hanno smesso di lavorare
e anche il treno da Torino è un treno di pianura
però dovrà arrivare
però dovrà arrivare
in questi posti davanti al mare
con questi cieli sopra il mare
fin da Pavia si pensa al mare
fin da Alessandria si sente il mare
dietro un curva improvvisamente
il mare.
Il paesaggio
dipinge qualche chilometro di colline che da queste parti
si vantano a montagne, di un verde mai interrotto da tracce
d’uomo. Poi beffardamente leggi di un’uscita
a Savona e la Liguria ti sembra tutta li, più stretta
di come te la disegnano le cartine Touring Club. Qualcosa
sfugge. Capita sempre per caso; una coda chilometrica,
un solleone, una fiera gastronomica, per non pagare l‘importo
completo del pedaggio. Decidi di uscire al casello di
Ceva, di Millesimo, ti lasci dietro i colori dell’alta
langa ed il muggito del bue di Carrù e cominci
ad arrampicarti seguendo quelle sporadiche indicazioni
che ti parlano di lontane località marittime. Tu
t’inerpichi, azzardi in qualche bivio, ogni tanto
qualche grumo di case impossibili di dicono che sono un
paese. Qualche anziano armato di secchio e bastone compare
in mezzo alla strada, ti guarda come fosse arrivato il
carro della festa. Lo guardi e ti chiedi se hai sbagliato
strada.
E
noi che siamo gente di Riviera
dove passano i cuori d'avventura
e noi non ci sappiamo perdonare
di non sapere ballare
sapendo troppo aspettare.
E
noi non ci sappiamo vestire
e noi non ci sappiamo spogliare
e noi non ci sappiamo raccontare
quand'è il momento raccontare
nei bar davanti al mare.
Quella faccia
sa di montagna più che di mare, lo vedi dalle rughe
del volto, sembra che freddo e sole l‘abbiano solcato
con storie diverse eppure un cartello ti dice che Alberga
è a 20 km. Suvvia, magari 200.. Salite a tornante
tra aghi di pino e nidi di ragno, colline e discese, paesi
improvvisi di epoche passate, antichi castelli ridotti
a ricordo, ristoranti ed osterie che parlan di funghi,
cinghiali e rossi robusti emigranti dal Piemonte, attecchiti
quanto basta. Eppoi, curve, ombre di pinete, spade di
luce ed un cielo come se ammonisse una rivelazione.
Quando ormai, vinto e stupito dall’orizzonte che
si perde e sfuma, da un cartello che t’avverte che
il Pollupice lascia spazio all’Ingauno… dietro
una curva, improvvisamente.. il mare.
Le
ragazze di Firenze vanno al mare
hanno tutte cuori da rivedere
le ragazze di Milano han' quel passo di pianura
che è bello da incontare
che è bello da ricordare
in questi posti davanti al mare
con questi cieli sopra
quando il vento raffredda a suo tempo
il mare.
(Dalle adozioni
sul sito di Dodo: www.ivanofossati.net)

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"L’idea che mi vado
facendo di concerto acustico non è basata sull’allontanamento
temporaneo dalla più sofisticata tecnologia (computer,
tastiere, programmazioni), che mi ha accompagnato - credo efficacemente
- nelle esibizioni dal vivo di questi ultimi anni, ma anche dal
desiderio forte e dichiarato da me e dai miei musicisti di sentirci
nuovamente immersi e affiancati dalla voce vera, nuda e perfino
antica degli strumenti musicali, da quello che si potrebbe chiamare
senza enfasi il suono naturale. L’idea musicale che ruoterà
attorno alle canzoni, vorrei che fosse leggera, fatta di piccoli
giochi e ricerche sonore: l’uso di strumenti musicali impropri,
oggetti di uso comune, come ruote di bicicletta, bicchieri di
cristallo, cineserie e altro ancora di curioso, di trasognato
e di buffo. Quindi come si può capire un progetto acustico
da “teatro delle idee” o forse per meglio inseguire
un mio antico e personalissimo sogno si potrebbe chiamarlo da
“circo immaginario”. Ecco, spero che in questo spazio
lieve le canzoni e le musiche tornino ad avere il loro originario
peso specifico, quello del momento in cui furono composte, piccole,
trasparenti e sbilenche come filastrocche per bambini, non ancora
sontuosamente vestite dei panni ricchi dell’orchestra virtuosa
e della tecnologia infallibile". (Ivano Fossati)
"Non si scrive per riempire
i solchi di un disco. E non si pubblicano otto dieci canzoni perché
un discografico te lo chiede. Devi prima decidere che una composizione
ha un motivo di esistere, anche piccolo, come essere il buon contenitore
di pensieri sensati, anche leggeri, magari luminosi."
Il motivo di esistere di queste nuove registrazioni si trova nella
convinzione di Fossati di avere fermato forse alcune fra le migliori
versioni delle sue canzoni e questo sembra essere ancora più
vero per quelle più conosciute." (Ivano Fossati)
"Lo faccio soltanto adesso,
ma non era obbligatorio farlo prima. Mi è venuto questo
desiderio e questa curiosità, di vedere le canzoni diventare
un poco più trasparenti, un poco più sottili. Fanno
la loro comparsa anche ruote di bicicletta, bicchieri e cineserie
Che hanno degli agganci: in qualche caso sono citazione, in qualche
caso c’è qualche aggancio con la musica colta. Però
io non voglio assolutamente che questo sia difficilmente comprensibile.
Io credo che la gente che viene a teatro possa e debba prendere
queste cose anche come un divertimento". (Ivano Fossati)


L'arcangelo
Columbia
Sony - 2006
Ho sognato una strada / Denny / Cara democrazia / L'amore
fa / L'arcangelo / Il battito / La cinese / Baci e saluti
/ Reunion / Aspettare stanca / Pianissimo
Ho
sognato una strada
Sony Bmg - 2006 |
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