Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.















Ivano Fossati

Per farsi una piccola idea delle canzoni
di Ivano Fossati, ascoltandole:

Questi posti davanti al mare
Poca voglia di fare il soldato
Buontempo
Una notte in Italia

Musica moderna

Una notte in Italia
di Ivano Fossati

È una notte in Italia che vedi
questo taglio di luna
freddo come una lama qualunque
e grande come la nostra fortuna
la fortuna di vivere adesso
questo tempo sbandato
questa notte che corre
e il futuro che arriva
chissà se ha fiato.

È una notte in Italia che vedi
questo darsi da fare
questa musica leggera
così leggera che ci fa sognare
questo vento che sa di lontano
e che ci prende la testa
il vino bevuto e pagato da soli
alla nostra festa.

È una notte in Italia anche questa
in un parcheggio in cima al mondo
io che cerco di copiare l'amore
ma mi confondo
e mi confondono più i suoi seni
puntati dritti sul mio cuore
o saranno le mie mani
che sanno così poco dell'amore.

Ma tutto questo è già più di tanto
più delle terre sognate
più dei biglietti senza ritorno
dati sempre alle persone sbagliate
più delle idee che vanno a morire
senza farti un saluto
di una canzone popolare
che in una notte come questa
ti lascia muto

È una notte in Italia se la vedi
da così lontano
da quella gente così diversa
in quelle notti
che non girano mai piano
io qui ho un pallone da toccare col piede
nel vento che tocca il mare
è tutta musica leggera
ma come vedi la dobbiamo cantare
è tutta musica leggera
ma la dobbiamo imparare.

È una notte in Italia che vedi
questo taglio di luna
freddo come una lama qualunque
e grande come la nostra fortuna
che è poi la fortuna di chi vive adesso
questo tempo sbandato
questa notte che corre
e il futuro che viene
a darci fiato.

vai alla pagina dei testi di Ivano Fossati


Quelli che seguono sono estratti ricavati dal web dalle poche interviste rilasciate da Ivano Fossati (e di cui sia rimasta traccia in rete). Sono però frasi importanti, perché condensano un'intero poetica.

“Io il mio futuro lo costruisco in modo preciso, mi piace farlo. Sarà più di composizione musicale che di canzoni, anche se ai brani cantati dedicherò, per piacere e perché mi sento obbligato, altri tre album".
(La Stampa - 23 agosto 1998)

Sarà perché detesto interessarmi dei fatti altrui. Io mi annoi mortalmente quando leggo i casi privati di altri artisti. Di quelli che amo, m'interessa solo la loro poesia. Continuo a voler loro bene finchè scrivono cose sensate. Non mi sono mai fidato degli uomini, ma del loro pensiero.”
(Intervista di Renato Tortarolo – IL SECOLO XIX – 03/02/2002)


“Sono una specie di contadino mancato, felice di vivere a contatto di gente che come pensiero quotidiano ha la cura degli alberi. Avere tempo, accumularlo, vale più di qualsiasi tesoro depositato in banche svizzere.”

“Nella vita privata, non sono un orso. E' come un fratello ombroso quello che sale sul palco che in realtà non mi somiglia. Nessuno immaginerebbe, infatti, che sono capace di affrontare la vita quotidiana con una leggerezza che sconfina nella superficialità”.
(Intervista di Renato Tortarolo – IL SECOLO XIX – 03/02/2002)

“La stiamo mitizzando la leggerezza e può diventare persino pericolosa, perché leggerezza è un termine ampio che può comprendere tutto: dal voler affrontare la vita con un leggero distacco sino all'imbecillità totale. Nel mio caso, non si tratta di leggerezza ma di un modo diverso di camminare attraverso le mie esperienze”. (Intervista di Renato Tortarolo – IL SECOLO XIX – 21/02/2004)

“Paolo Conte: sono convinto che tutto quello che fa sia frutto di una cultura di vita, cioè di quello che ha vissuto giorno per giorno. Cito lui per fare un esempio, ma ce ne sono mille altri in ogni parte del mondo”.

“Io credo che la leggerezza, quella che posso avere io e dare io sia una cosa. Non è certamente la leggerezza come quando si accende la televisione al mattino quando ci sono i cuochi. Anche lì si parla di leggerezza, ma tra quella e quella che intendo io ci sta un universo di differenza”. (Intervista a Radio Sherwood - 1/12/2003)

“Sono tornato a produrre i miei dischi con "Lampo viaggiatore" perché mi sembrava che le mie idee fossero precise e che quindi probabilmente nelle mani di un altro produttore anche bravo non sarebbero risultate così nitide. Tutto sommato quando hai le idee chiare è quasi superfluo rivolgersi a un altro produttore"

“Le canzoni risentono del momento che vivi e questo è quasi una banalità dirlo. E poi quasi sempre dentro le canzoni filtrano un po' di cose che riguardano la vita vera. Ma credo che sia anche giusto che sia così, perché altrimenti sarebbero soltanto delle piccole costruzioni di menzogne. Invece no, bisogna anche che si basino su qualche cosa di vero”.
(Radio Sherwood - 1/12/2003)

“Questo progetto (NOW - Ndr) andrà avanti. Intendo Double Life come un’entità artistica diversa da me che scrivo canzoni. Era per dare un segnale netto: non un autore di canzoni che si mette al pianoforte e scrive anche della musica, ma uno che reinventa completamente la propria vita artistica. Io credo che, se mi riuscirà, porterò avanti queste due maniere di esprimermi, una con la parola, una con la musica”.
(Rockol 28/05/2001)


Ivano Fossati: di precise parole,
di continua ricerca musicale


di Dodo

Come definire un musicista poliedrico, un raffinato autore di canzoni e un interprete emozionante e originale? Per Ivano Fossati il termine “cantautore” non può che suonare riduttivo.

Dai Delirium a solista

Fossati nasce a Genova nel 1951. Fin da giovanissimo capisce che la musica è la sua vita: studia pianoforte (inizialmente per obbligo, poi per passione, senza mai smettere di ricercare e migliorarsi), impara presto a suonare chitarra e flauto, per assecondare la propria voglia di rock. Suonerà in continuazione, dalle balere di provincia ai gruppi Progressive e Beat, fino a ritrovarsi, a soli 21 anni, leader dei Delirium e autore e interprete di successo internazionale (“Jeshael”).
Vero appassionato di suoni, strumenti e musicisti, di indole inquieta e alla ricerca di esperienze artistiche sempre nuove, per molti anni si muove senza sosta, tra Europa e Stati Uniti, trovandosi a suonare nei locali e con artisti di tutto il mondo, tuffandosi nei progetti più disparati, cambiando e inventando continuamente nuove rotte.

Ivano Fossati songwriter

Molto presto viene riconosciuto dal mondo discografico il suo talento di abile song-writer. Gli sono così affidati i migliori interpreti della canzone italiana, per i quali scrive dei veri e propri classici: Mina (La casa del serpente), Mia Martini (Vola), Anna Oxa (Un’emozione da poco), Loredana Bertè (Non sono una signora), Patty Pravo (Pensiero stupendo), Bruno Lauzi (Naviganti), e poi, ancora, Gianni Morandi, Ornella Vanoni, Fiorella Mannoia e tanti altri. Con l’interprete romana, in particolare, Fossati costruirà nel tempo un lungo e fecondo sodalizio professionale.
Tra la fine degli anni Settanta e negli Ottanta produce brani e dischi di successo (“Danza” per Mia Martini, “Traslocando” e “Jazz” per Loredana Bertè tra gli altri), concorrendo all’affermazione di pubblico e di critica dei suoi interpreti (Club Tenco, premi della critica). In tempi più recenti continua, di tanto in tanto, a scrivere per altri (Stadio, Tosca, Yo Yo Mundi, Adriano Celentano) e a intervenire in progetti non suoi (Quintorigo, Pacifico...).

Cinema, teatro e altra musica

Oltre alla produzione discografica in proprio e per altri, Fossati compone musiche per il teatro (Lele Luzzati e il Teatro della Tosse) e per il cinema (Carlo Mazzacurati); traduce e interpreta i Supertramp, ma soprattutto gli amati sudamericani: Dijavan, Jobim, Chico Buarque de Hollanda, Silvio Rodriguez. Collabora con colleghi del calibro di Francesco De Gregori, Fabrizio De Andrè, Eugenio Finardi, Oscar Prudente (amico e sodale dai tempi dei Delirium), Enrico Rava, Riccardo Tesi, Roberto Gatto, Vincenzo Zitello, Roy Paci… ma anche con musicisti internazionali d’eccezione come Ivan Lins, Tony Levin, Una Ramos, Phil Palmer, Trilok Gurtu, Nguyen Le
Nei suoi dischi e nei tour sceglie “compagni di viaggio” di grande classe ed esperienza, da Beppe Quirici a Mario Arcari, da Elio Rivagli a Stefano Melone, da Saverio Tasca a Pietro Cantarelli, fino al figlio Claudio, da molti anni il suo percussionista di riferimento.
A partire dagli anni Novanta le sue canzoni, dai testi originati e raffinati e contrassegnate da una costante ricerca musicale, sono riproposte da alcuni esponenti di punta della nuova scena rock e jazz italiana: Afterhours, Mau Mau, La Crus, Paolo Fresu, Modena City Ramblers, Gang.
(segue)


Not one word
Sony Classical - 2001

Not one word / Roobenia / Theme for trio / Milos / Brazzhelia / The wolves' house / Theme for duet / Le mot imaginaire / Besame mucho / Lampi / Tango disorientato / Bells / A due voci per orchestra / Raining at my door/

Lampo Viaggiatore
Sony - 2003

La bottega di filosofia / Pane e coraggio / Lampo (sogno di un macchinista ferroviere) / C'è tempo / Contemporaneo / Il bacio sulla bocca / La bellezza stravagante / Io sono un uomo libero / Ombre e luce (domenica al cinema) / Cartolina


Tour Acustico
Sony - 2004
I treni a vapore / Pane e coraggio / Smisurata preghiera / C'è tempo/ Oh che sarà / L'uomo coi capelli da ragazzo / Il bacio sulla bocca / Notturno delle tre / La pianta del tè / L'Angelo e la pazienza / Una notte in Italia / Cartolina / Mio fratello che guardi il mondo / Il disertore.

L'arcangelo
Columbia Sony - 2006

Ho sognato una strada / Denny / Cara democrazia / L'amore fa / L'arcangelo / Il battito / La cinese / Baci e saluti / Reunion / Aspettare stanca / Pianissimo

Ho sognato una strada
Sony Bmg - 2006

CD1: La casa del serpente / Vola / E di nuovo cambio casa / La mia banda suona il rock / La crisi / Di tanto amore / Dedicato / Panama / La costruzione di un amore / J'adore Venise 1/ Traslocando / La musica che gira intorno/ Viaggiatori d'occidente / Ventilazione CD2: Una notte in italia / Buontempo / La casa / La pianta del tè / Terra dove andare / Questi posti davanti al mare / Lusitania / Discanto / Italiani d'Argentina / Sigonella / La canzone popolare / Mio fratello che guardi il mondo/ Il disertore / Lindbergh CD3: I treni a vapore (Live-Buontempo) / Carte da decifrare / L'amante / L'angelo e la pazienza / Labile / Il talento delle donne / La mia giovinezza / La disciplina della terra / Treno di ferro / La bottega di filosofia / Pane e coraggio / Il bacio sulla bocca/ Cara Democrazia / Ho sognato una strada

Musica Moderna
Capitol - 2008

Il rimedio / Miss America / Cantare a memoria / Il Paese dei testimoni / D'amore non parliamo più / Last minute / Musica moderna / La guerra dell'acqua / Parole che si dicono / Illusione / L'amore trasparente
Ivano Fossati e la sua musica "cinematografica"

di Giorgia Fazzini (da Cnn Italia)

Una gran bella coincidenza ha fatto sì che Milano abbia avuto Ivano Fossati suo ospite due volte nella settimana di metà febbraio 2003. Venerdì 14 per lo showcase di presentazione del disco "Lampo viaggiatore", con Fabio Fazio alla libreria Feltrinelli; giovedì 20 in qualità di conferenziere in uno degli incontri organizzati dalla Banca Popolare di Milano sul tema "L'astuzia delle emozioni". Due eventi particolari grazie ai quali dare luce a qualche pensiero, fra le costruzioni che stanno dietro una canzone e le emozioni di chi sta davanti allo schermo di un cinema.

Non accade spesso che Ivano Fossati si racconti; che ciò capiti due volte nel giro di pochi giorni è stella cadente davvero rara. Grande partecipazione di pubblico, quindi, per le due serate milanesi in cui uno dei nomi di spicco della nostra musica ha scoperto alcune delle sue carte. Figure note agli appassionati come quel fante di fiori che è l'amore per il jazz, e la donna di cuori dietro cui poco si nasconde l'appassionata ammirazione per la musica brasiliana e napoletana; ma anche un meno prevedibile asso di quadri. Fossati nutre infatti una profonda infatuazione per il cinema, mondo "visionario" cui è ricorso spesso per spiegare i meccanismi e le intenzioni del proprio lavoro di "artigiano musicale".

"La nostra attività di musicisti ha un forte imparentamento con lo straniamento teatrale, sono scenari e materia enigmistica, rappresentazione che viene creduta perché si verifica al di là del boccascena, la quarta parete invisibile che separa il pubblico dai protagonisti".

Secondo il compositore genovese, nella costruzione di una canzone non è quindi l'onestà ma piuttosto la fantasia, l'elemento fondamentale con cui divertirsi per mettere in atto il travestimento in equilibrio fra musica e parole, fra l'esposizione dei sentimenti e le storie raccontate scegliendone la prospettiva.

Spazio al piacere del cinema quindi, come lumina dal suo posticino una delle canzoni meno in evidenza e più "fossatiane" di "Lampo viaggiatore": "Ombre e luce" (sottotitolo "Domenica al cinema"), un quadretto impressionista dedicato al mondo della pellicola visto dalla parte dello spettatore che immerso nel buio affida l'attenzione all'illusione ("lascia che il cinema faccia la sua parte, che sono tutti sogni, solo sogni").

Quello attuale è quindi un Fossati che si presenta coerente nelle idee e disponibile a chiacchierarne; secondo lo spirito inaspettatamente spensierato che caratterizza il disco appena uscito, ma indagatore e letterario come sempre.

In attesa del tour che parte il 28 febbraio da Crema, sette le canzoni eseguite nello showcase alla Feltrinelli: "C'è tempo", "Pane e coraggio"e "Il bacio sulla bocca" tratte dall'ultimo disco, una ventosa "La musica che gira intorno" e poi tre brani di "Lindbergh" - album del 1992 di forte partecipazione sociale e quindi scelta considerevole in questi tempi di guerra - "Mio fratello che guardi il mondo" (progenitrice di "Pane e coraggio"), "Lindbergh" e la "Disertore" antimilitarista di Boris Vian, richiesta dal pubblico e con l'intero pubblico cantata a cappella.