| Ivano
Fossati: di precise parole,
di continua ricerca musicale
di Dodo
Come
definire un musicista poliedrico, un raffinato autore di
canzoni e un interprete emozionante e originale? Per Ivano
Fossati il termine “cantautore” non può
che suonare riduttivo.
Dai
Delirium a solista
Fossati nasce a Genova nel 1951. Fin da giovanissimo capisce
che la musica è la sua vita: studia pianoforte (inizialmente
per obbligo, poi per passione, senza mai smettere di ricercare
e migliorarsi), impara presto a suonare chitarra e flauto,
per assecondare la propria voglia di rock. Suonerà
in continuazione, dalle balere di provincia ai gruppi Progressive
e Beat, fino a ritrovarsi, a soli 21 anni, leader dei Delirium
e autore e interprete di successo internazionale (“Jeshael”).
Vero appassionato di suoni, strumenti e musicisti, di indole
inquieta e alla ricerca di esperienze artistiche sempre
nuove, per molti anni si muove senza sosta, tra Europa e
Stati Uniti, trovandosi a suonare nei locali e con artisti
di tutto il mondo, tuffandosi nei progetti più disparati,
cambiando e inventando continuamente nuove rotte.
Ivano Fossati songwriter
Molto
presto viene riconosciuto dal mondo discografico il suo
talento di abile song-writer. Gli sono così affidati
i migliori interpreti della canzone italiana, per i quali
scrive dei veri e propri classici: Mina
(La casa del serpente), Mia Martini (Vola),
Anna Oxa (Un’emozione da poco), Loredana
Bertè (Non sono una signora), Patty
Pravo (Pensiero stupendo), Bruno Lauzi
(Naviganti), e poi, ancora, Gianni Morandi, Ornella
Vanoni, Fiorella Mannoia e tanti altri. Con l’interprete
romana, in particolare, Fossati costruirà nel tempo
un lungo e fecondo sodalizio professionale.
Tra la fine degli anni Settanta e negli Ottanta produce
brani e dischi di successo (“Danza”
per Mia Martini, “Traslocando” e
“Jazz” per Loredana Bertè
tra gli altri), concorrendo all’affermazione di pubblico
e di critica dei suoi interpreti (Club Tenco, premi della
critica). In tempi più recenti continua, di tanto
in tanto, a scrivere per altri (Stadio, Tosca, Yo
Yo Mundi, Adriano Celentano) e a intervenire in
progetti non suoi (Quintorigo, Pacifico...).
Cinema,
teatro e altra musica
Oltre
alla produzione discografica in proprio e per altri, Fossati
compone musiche per il teatro (Lele Luzzati e il
Teatro della Tosse) e per il cinema (Carlo
Mazzacurati); traduce e interpreta i Supertramp,
ma soprattutto gli amati sudamericani: Dijavan,
Jobim, Chico Buarque de Hollanda, Silvio Rodriguez.
Collabora con colleghi del calibro di Francesco
De Gregori, Fabrizio De Andrè, Eugenio Finardi, Oscar
Prudente (amico e sodale dai tempi dei Delirium),
Enrico Rava, Riccardo Tesi, Roberto Gatto, Vincenzo
Zitello, Roy Paci… ma anche con musicisti
internazionali d’eccezione come Ivan Lins,
Tony Levin, Una Ramos, Phil Palmer, Trilok Gurtu, Nguyen
Le…
Nei suoi dischi e nei tour sceglie “compagni di viaggio”
di grande classe ed esperienza, da Beppe Quirici a Mario
Arcari, da Elio Rivagli a Stefano Melone, da Saverio Tasca
a Pietro Cantarelli, fino al figlio Claudio, da molti anni
il suo percussionista di riferimento.
A partire dagli anni Novanta le sue canzoni, dai testi originati
e raffinati e contrassegnate da una costante ricerca musicale,
sono riproposte da alcuni esponenti di punta della nuova
scena rock e jazz italiana: Afterhours, Mau Mau,
La Crus, Paolo Fresu, Modena City Ramblers, Gang…
(segue)
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