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di speranze, d'informazione, dell'uomo.















Calypsos di Francesco De Gregori


Per farsi una piccola idea delle canzoni di Francesco De Gregori, ascoltando... un po' di inediti

Mercato dei fiori
Rosso Corallo
Rimmel (in inglese)
Il fischio del vapore (live) con Giovanna Marini
De Gregori era morto


Oppure leggendone i testi

L'amore comunque

Che tu ne faccia meraviglia
O spettacolo banale
Lacrime a rendere
O scherzo di carnevale
Neve di Ferragosto
O macchina per sognare
Musica per i tuoi occhi
O parole da conservare
O come un ladro da quattro soldi
Lo butti giù per le scale
Perche nel buio non l'avevi visto
Ma lo sentivi respirare
E ti teneva sveglia per ore
Perche nel buio non lo volevi
Ma ti teneva sveglia per ore
Regina del tempo,
della sabbia e del vetro
Della fine di tutti i numeri
E dell'inizio dell'alfabeto
Dimmelo adesso
Dimmelo ora
Dove posso lasciare il vestito
Come posso asciugare la pioggia
che bagna il tappeto
E guarda l'amore
che non ha commenti da fare
L'amore comunque
Che non ha paura del mare da attraversare
Che si trasforma in colore
Per la notte che resta
E il viola diventa rosa
E illumina la tua finestra
Come una medicina
O un dolore da rinnovare
O un desiderio spietato
Che non puoi rifiutare
Ed è così che ti lasci guardare
È così che ti piace
Cosi che ti fai immaginare


Un uomo che parla d'amore

E’ bello che un uomo sappia parlare d’amore. E senza farlo né con i toni del cinquantenne rincitrullito perché si è innamorato di una che potrebbe essere sua figlia, né con l’aria spocchiosa di quello che pensa che l’amore sia roba da teen-agers .

Il Principe no. Dell’amore ne fa un’analisi accurata e dolce, andandolo a scovare nelle sue molteplici forme. Calypsos è un disco delicato, un disco che attendevo, che ne avevo bisogno. E’ un disco che è esattamente come me lo aspettavo e come speravo che sarebbe stato. In Calypsos De Gregari si mette a nudo e parla d’amore senza paura e senza vergogna.

. (segue)

"De Gregori, Calypsos,
richiamo d'amore"

di Enrico Deregibus
Calypsos è un album d'amore, un disco scarno, di canzoni essenziali, nuove, ispirate, venute fuori dal cilindro magico di un Francesco De Gregori tornato a meno di un anno dall'ultimo lavoro, Pezzi. Dove in quello prima c'erano rock e chitarre su chitarre, qui troviamo ballate e pianoforte; dove in quello c'era urgenza sociale e civile, qui sentimenti senza sentimentalismo. Dove in Pezzi c'erano 'pezzi' da toccare e sangue di guerra, qui troviamo oggetti impalpabili e sangue di vita, elemento d'amore. E se Pezzi era quasi un tributo a Dylan, Calypsos è un omaggio a De Gregori stesso.

"Calypsos 9 canzoni nuove"
di Francesco Genovese (Debaser)
Anche se Francesco De Gregori, il principe dei cantautori italiani, preferisce considerarsi un cantautore, queste stupende nove canzoni a mio avviso sono delle meravigliose poesie musicate.

Nove capolavori che fanno di questo album tra i migliori della sua discografia; un album emozionante e intimo al tempo stesso, un album che lascia all'ascoltatore dei messaggi ben chiari sull'amore e sulla vita, due elementi che sono sempre in simbiosi. È passato meno di un anno dall'uscita di "Pezzi", e per un degregoriano come me è una grandissima gioia poter ascoltare un nuovo lavoro del principe Francesco in un lasso di tempo così breve che sembra quasi un miracolo considerando i "tempi" abitudinari di cadenza di un album di pezzi nuovi dal precedente. Questa volta De Gregori è riuscito a spiazzare tutti, ma in modo ampiamente positivo, e non c'è che ringraziarlo per questo "regalo".

Avviso al lettore: questa non è una recensione, è un'esegesi
di Antonio Piccolo (Bravo!)

De Gregori torna dopo undici mesi da “Pezzi” - contro ogni logica di mercato - con nove brani inediti sull’amore o, comunque, sulla vita, isolandosi dai tempi bui che aveva descritto (splendidamente) nel disco dell’anno scorso. C’è chi parla di un concept album sull’amore: non è così scorretto, perché un’unità di fondo nell’amore è palese. Questo è un disco strano, unico. Non solo composto, ma anche suonato in poco tempo. Cosa che non può andar bene per ogni album, ma per questo sì. Può essere suonato senza maniacali precisioni, senza essere inciso e re-inciso più volte prima di essere reso pubblico. Perché basta il traino irresistibile dell’ispirazione. Perché è come un universo a sé: ha un meccanismo proprio.


Nove belle ballate
di Roberto Bonfanti (Kronic.it)
Guardi la copertina di "Calypsos", con il suo fondo interamente bianco, il titolo quasi scarabocchiato ed il nome dell`autore scritto con il più ordinario dei caratteri, ed hai quasi l`impressione di avere fra le mani un demo più che il nuovo lavoro discografico di uno dei più grandi cantautori di sempre.

Poi inizi ad ascoltarlo e ti rendi conto che il minimalismo della copertina riflette l`essenza di un lavoro estremamente spontaneo in cui di studiato o costruito non sembra esserci nulla: arrangiamenti semplicissimi basati su suoni aperti di pianoforte o chitarra, ritmi rallentati e melodie lineari che vanno a costituire nove canzoni genuine, in cui da un lato si approfondisce il percorso già accennato dalle ballate presenti nel precedente "Pezzi" (non a caso le cose migliori del disco) e dall`altro fanno rivivere i tratti caratteristici della scrittura pulita del De Gregori più amato ed intimista, per quanto con liriche spesso meno criptiche rispetto al passato.

 

"Calypsos" è un disco ispirato, anacronistico, fuori dal tempo: un concept album sull'amore. Una riflessione, alta, ponderata, profonda, impregnata da tutti i fumi della poesia, bagnata da tutti i mari dell'armonia su quella sottile vena di follia che tutti ci tiene e che come panni stesi a sciorinare all'aria ci fa oscillare appesi al filo degli improvvisi sussulti del cuore. Dimentichiamoci la copertina. È l'unica cosa brutta di uno splendido disco. Ma è una citazione anch'essa: si capisce dai caratteri incerti tracciati a mano. Siamo dalle parti dei dischi bianchi di Battisti/Panella. Dimentichiamo e poi partiamo a sognare. Dice: ma come si fa a fare un disco nuovo undici mesi dopo il precedente? Risponde: fa tutto l'ispirazione. Innegabile. (segue)

Sito ufficiale:/www.sonymusic.it/degregori/



Calypsos
Sony - 2006


Cardiologia
La linea della vita
La casa
L'angelo
In onda
Mayday
Per le strade di Roma
L'amore comunque
Tre stelle


Pezzi
Sony - 2005


Vai in Africa Celestino
Numeri da scaricare
Gambadilegno a Parigi
Tempo reale
Parole a memoria
La testa nel secchio
Passato remoto
Il panorama di Betlemme
Le lacrime di Nemo
Il vestito del violinista


Il fischio del vapore
Caravan Sony - 2002


Sento il fischio del vapore / O Venezia che sei la più bella /

L'attentato a Togliatti / I treni per Reggio Calabria / Nina ti te ricordi / Sacco e Vanzetti / Donna lombarda di Gualtieri / Il tragico naufragio della nave Sirio / Il feroce monarchico Bava /
Lamento per la morte di Pasolini / L'abbigliamento di un fuochista / Saluteremo il signor padrone / Bella ciao / O Venezia che sei la più bella (Coro e Banda)



Amore nel pomeriggio
Sony - 2001

L'aggettivo "Mitico"
Condannato a morte
Canzone per l'estate Il cuoco di Salò
Deriva Cartello alla porta
Spad VII S2489 Caldo e scuro
Natale di seconda mano Sempre e per sempre
Quando e qui

 

Clicca sulla copertina per leggere la recensione
Clicca qui per visualizzare la discografia completa

Da "Il Corriere della Sera" del 16/02/2005
«Canto l’amore come Fred Bongusto»
di Mario Luzzatto Fegiz

«Sta finendo gli studi ed è indeciso se fare il politico o l'attore». Da questa frase orecchiata in un ristorante da un giovane benestante e sicuro di sé che parlava a voce troppo alta di un amico, De Gregori ha tratto un verso della sua nuova canzone «Per le strade di Roma» nell'album «Calypsos» che esce venerdì 17. Nove brani inediti a prevalente regime sentimentale, in qualche caso secondo lo stile di Fred Bongusto. Arrivano a meno di 10 mesi da «Pezzi» e ne costituiscono per l'artista il naturale prolungamento. «Attore o politico? Sentendo queste parole ho drizzato le orecchie: chi pone la questione in questi termini o è un poeta o è un criminale. Le alternative che dovrebbe dare la vita a un sedicenne non sono solo queste. Certo non penso che tutti i giovani siano così. Ma il ragionamento è molto romano, tipico della capitale della politica del cinema e della tv dove il politico e l'attore sono visti come mestieri intercambiabili, il che storicamente non è nemmeno inesatto».
(segue)

Da "Il Giornale" del 16/02/2005

Esce «Calypsos» De Gregori riscopre i colori dell’anima» di Cesare G.Romana

Che smagliante allegoria dell'amore, con le sue provvisorie conquiste e la sua fatale precarietà, ci affida Omero nell'episodio di Calipso, la ninfa dai crespi capelli che per sette anni tiene Ulisse legato a sé, prima di restituirgli la libertà per volere di Zeus. L'amore dunque che trafigge, sfugge e riemerge nel vivo della memoria: ché sono almeno dieci, nel lungo tragitto dell'Odissea, i momenti in cui la «voce leggiadra» di Calipso riaffiora, evocata da veloci flashback.(segue)

Da Repubblica 16/02/2006

E De Gregori disse' 'ti amo'
di Gino Castaldo

ROMA -La notizia è che per la prima volta in trentacinque anni di canzoni, Francesco De Gregori ha pronunciato le parole ti amo. «Sì, è vero», conferma, «e vi assicuro che non è certo facile». L 'ha fatto in una canzone dal titolo, in verità molto poco romantico. Cardiologia, la prima a essere lanciata dal nuovo disco, Calypsos, che esce appena undici mesi dopo il precedente Pezzi, e anche questa a suo modo, conoscendo i precedenti del cantautore, è una notizia. «Cardiologia l'ho cantata una sola volta, dall'inizio alla fine, buona la prima come si dice, ed è stata una fortuna perche se avessi dovuto ricantarla non so come sarebbe venuta. È che, riascoltandola, mi sono accorto che con una canzone così si esce molto allo scoperto, emozionalmente».
.(segue)

Da L'Unità
16 /02/2006

De Gregori: io che non ho la fede
di Silvia Boschero

De Gregori parla di amore, di morte, di fragilità e di un aldilà che probabilmente non c’è, o forse sì. Depone l’indignazione che gli aveva fatto ventilare nello scorso disco (solo 11 mesi fa) una dipartita dal suolo italico. Rispolvera il falsetto, acquieta il rock per uno stile più acustico e, come se si fosse re-innamorato di una sua foto di 30 anni fa, sforna un disco di ballate emozionanti come da tempo non se ne sentivano. Esce Calypsos, dove Calypso è la dea dell’Odissea ma anche il ritmo di una delle canzoni più belle del disco, L’angelo, un brano che parla di morte. (segue)


Da La Stampa
23/03/2005

Fossati e De Gregori nostri arcangeli e angeli
di Gabriele Ferraris

Amori e disamori di questa rubrica sono ben noti ai venticinque lettori: ragion per la quale parrebbe persino inutile occuparsi delle ultime uscite dei due cantautori amatissimi Ivano Fossati e Francesco De Gregori. I venticinque lettori ben sanno che è più facile che un cammello passi perla cruna di un ago, piuttosto che il rubrichista non tragga gusto dall'ascolto dei due maestri. Eppure, qualcosa va detto. Perché non tutti i dischi sono uguali - neppure quelli dei maestri - e perché le passioni non debbono (almeno, non dovrebbero) oscurare il senso critico, né ottundere l'onestà intellettuale
. (segue)