| Pino
De Grassi: inciampando in Ciampi
di
Giorgio Maimone
Parliamo
di “Inciampando”? Un disco, a suo modo storico,
visto il “parterre du roi” che celebra il tributo
a Piero Ciampi
Allora
non è nato prima il disco. E’ nato lo spettacolo
che si chiamava “I musicisti di Ciampi”,
dove l’idea era “folle”. Ossia affidare
ad alcuni artisti degli inediti, delle poesie, dei frammenti
di Piero Ciampi perché questi li musicassero e quindi
nascesse una canzone. A questo progetto hanno risposto bene
e in tanti. Da lì è nato questo spettacolo
che è stato fatto al Teatro Brancaccio di
Roma col contributo del Comune nel ’95. Dopo
qualche anno, svariati anni, credo tre o quattro, è
nato il disco. Noi avevamo questo materiale “cosa
facciamo, cosa non ne facciamo? Facciamone un disco. Lo
vendiamo ai disperati che lo vogliono…” (ridiamo)
Sta andando anche bene, perché praticamente è
esaurito: “L’isola che non c’era”
ne ha venduti tantissimi. Questo nonostante che ci sia un
cast di valore assoluto. A parte Nada, Califano,
i La Crus, Haber e Stefano Disegni tutti quanti
hanno fatto canzoni inedite: da Capossela a Gragnagniello
a Umberto Bindi. Addirittura questa credo che sia
l’ultima registrazione di Umberto Bindi. E anche di
Dodi Moscati, poverina. Poi c’erano
i Settore Out che non esistono più
e altri. Comunque questa è una metà del concerto.
Diciamo che c’è anche un’altra metà
che prima o poi tireremo fuori.
Erano
quindi ancora di più i musicisti coinvolti?
Eh
beh, sì. Ce ne sono tanti altri. Solo che logicamente
non potevamo fare un’altra ora di musica e proporre
un cd doppio.
Ho
capito. Ma uscirà? E’ già prevista un’uscita?
No,
assolutamente, in questo momento non se ne parla proprio.
Poteva
essere l’occasione per i 25 anni dalla scomparsa …
Eh
lo so, ma tanto … io ho provato a ristabilire alcuni
contatti, ma non ho trovato nessuno. Abbiamo fatto i dieci
anni, i venti: ormai credo che nessuno … Uscirà
quando sarà il momento suo. Le cose spesso vengono
da sole. In questo disco un lavoro grosso a livello di accompagnamento
l’ha fatto Marco Spiccio.
Ho
visto che gli è stata attribuita la direzione musicale
della serata
La
direzione globale e poi ha accompagnato Califano,
Haber, Gragnagniello, Bindi, Bassignano. Quindi
praticamente ha fatto tutto lui …
Ma
tu personalmente l’hai conosciuto Ciampi?
No,
non l’ho conosciuto. Io ho cominciato a occuparmi
di Piero nell’82 …
…
due anni dopo la morte, quindi.
Fu
probabilmente una cosa casuale. All’epoca facevo teatro,
facevo dei monologhi e mi piaceva questo suono che avevano
le sue poesie e ho fatto uno spettacolo teatrale su di lui.
E poi da lì è nato il Premio
Ciampi a Livorno, che l’ho inventato
io …
Ah?
Ma non sei più dentro all’organizzazione?
No,
io non sono mai stato dentro. Con questi “signori”
io non c’ho niente da spartire (ride). Io l’ho
fatto nell’85 e nell’87. Ti posso dire che nell’85
è venuto Ivano Fossati, è
venuto Francesco De Gregori (che in quell’occasione
ha fatto pace col Club Tenco). Poi nell’87 è
morta lì. Nel ’90 ho fatto il Teatro Argentina
a Roma dedicato a Piero Ciampi, con Renato Zero,
Lucio Dalla e tantissimi altri (anche lì
è uscito un disco nel ’92).
Quindi
non è l’unico “Inciampando”?
No,
è il secondo. Io ho pubblicato nel ’90 il cofanetto
di tre dischi della RCA “L’album di
Piero Ciampi”, quello l’ho fatto io.
E’ uscito in occasione dello spettacolo al Teatro
Argentina. Poi nel ’93-94 è uscito un altro
cd “Dal vivo e inediti”, sempre
su Piero Ciampi e sempre pubblicato da me. E poi questo.
E poi ho scritto la biografia di Piero Ciampi: “Maledetti
amici”, edita dalla Rai Eri nel 2000.
Ma
secondo te, Ciampi adesso viene ancora ascoltato? E’
ancora attuale?
Sì,
indubbiamente, sono sempre di più quelli che lo fanno
dal vivo come cover.
Certo,
il mercato delle cover di Ciampi è in crescita. Un
po’ aiutati anche dal Premio Ciampi che da qualche
anno premia la miglior riproposizione e un po’ per
i fatti loro, molti gruppi giovani riscoprono questo fratello
maggiore “maledetto” quanto basta per attirare
la loro attenzione.
Questo
indubbiamente. Contro il Premio Ciampi, io non ho niente,
tranne il fatto di pensare che la manifestazione purtroppo
ha risonanza solo a Livorno. Rimane troppo circoscritta.
Che poi tutti dicano “io ho conosciuto Piero Ciampi,
gli ero amico” da Piero Pelù in
poi … fa comodo. Ma Piero Pelù, posso garantire,
non sapeva neanche chi fosse Piero Ciampi fino a uno mese
prima.
Mentre ci sono tante altre persone che nel loro piccolo,
piano piano, quando c’è da fare un lavoro su
Piero si buttano. E cerchiamo di farlo nel migliore dei
modi. In questo momento quindi, ti dicevo, non se ne parla
proprio, perché o si fa un evento come quelli che
abbiamo già fatti oppure è inutile.
Ci sono, ce ne sono altri, Luca Faggella
che faceva le canzoni di Ciampi, c’è Livorno,
ci sono altri iniziative: ma ci vorrebbe ancora qualcosa.
Purtroppo la Rca ormai è diventata un ufficio postale!
E quindi, niente, si fa quel che si può. Tra l’altro
ho sempre questo film in ballo …
Un
film su Piero Ciampi? Tuo?
Sì,
abbiamo iniziato due volte, due volte lo abbiamo sospeso
… vabbè …
E
anche quello magari, prima o poi …
Prima
o poi, magari, si farà anche quello. Io sono convinto.
Ti dico, io sono partito nell’82 per fare pubblicare
alla Rca qualcosa di Piero Ciampi. Sono riuscito nel ’90,
quindi c’è sempre speranza. (ride)
Io
ti ringrazio, mi hai dato quello che mi serviva …
Volevo
dire ancora una cosa. Dì che c’è un
pezzo bellissimo nel disco di Vinicio Capossela,
che è “Mi è sfuggito l’amore”.
Secondo me è un pezzo straordinario di Vinicio! Magari
se riuscite a convincerlo a farlo qualche altra volta dal
vivo … E’ veramente un pezzo bellissimo!
Fabrizio
Consoli: l'ultimo premio Ciampi
Fabrizio Consoli, voce nuova nel panorama cantautorale italiano
almeno come protagonista in proprio di un solo album, l'intrigante
18 piccoli
anacronismi, è l'ultimo vincitore del premio
Ciampi per la cover, in ordine di tempo. Ha ricevuto il
premio infatti lo scorso 3 dicembre. Il brano di Piero da
lui scelto è stato "Sporca estate".
Come sei arrivato a Piero Ciampi?
Io Ciampi non lo conoscevo...
Mmm, questo è meglio che non lo scriva? (ridiamo)
No, no, scrivi pure. Ma non posso considerarla una colpa.
Semmai è colpa di qualcun altro che non lo fa conoscere,
che non lo fa girare.
E' vero: è la questione dell'oscuramento
mediatico, che riguarda non solo Ciampi, ma tanta gente
in gamba tuttora.
Imbattermi in Ciampo è' stato un caso. Suonavo a
Firenze e sono piaciuto a uno dei giurati del Ciampi che
era tra il pubblico e che mi ha suggerito di iscrivermi
al Premio. Io appunto di Ciampi non ne sapevo nulla, così
sono andato a Livorno a trovare Franco Carratori,
il presidente della giuria, perché prima di iscrivermi
volevo conoscere la sua storia. L'idea iniziale era di partecipare
con le cose mie, ma lui mi ha suggerito di provare fare
una cover.
Come
hai scelto Sporca estate? E cosa che dato fare questa cover?
La scelta del pezzo è stata un'avventura rocambolesca.
Sono andato in vacanza con la mia ragazza e l'ho costretta
ad ascoltare Ciampi praticamente tutta l'estate... Piero
Ciampi in tutte le salse. Devo dire che mi ha preso subito.
Inizialmente volevo fare "Autunno a Milano"
senza nemmeno ascoltare il resto. Poi, man mano che andavo
avanti la scelta era sempre più difficile. Alla fine
ho tirato fuori una rosa di quattro pezzi che ho cominciato
a provare col gruppo perché volevo farla dal vivo.
Di alcuni pezzi mi aveva colpito l'ambientazione, di altri
l'arrangiamento, di altri essenzialmente il testo. "Sporca
estate" era uno di quelli secondo me più
intensi. Tra l'altro è l'unico pezzo che non ho provato
col gruppo. Loro si erano infoiati tantissimo per "Io
confesso" che è una canzone molto jazz.
L'abbiamo provato, veniva anche molto bene. Il problema
era che il ritornello è infame. Anche nel disco c'è
una totale dispersione, sembra quasi che il batterista se
ne vada per i fatti suoi mentre sta suonando: Piero da un'altra
parte e gli altri dall'altra ancora... quindi era difficile
per me sostenere quello che canta nel ritornello, anche
se sono d'accordo con quello che canta nella strofa, che
è bellissima. Insomma, è stata una scelta
molto difficile... ci ho messo un mese e mezzo a scegliere
il pezzo. Alla fine, siccome "Sporca estate" era
quello che mi emozionava di più, mi sono messo contro
tutti e l'ho fatto da solo a casa. Poi ho chiamato uno per
uno i ragazzi a suonare il piano il contrabbasso eccetera.
Fare un pezzo di Ciampi mi ha dato tantissimo. E poi sarà
forse perché ho conosciuto prima la sua storia, la
sua vita che non la sua musica ma mi ci sono appoggiato
in maniera quasi religiosa.
Secondo
Claudio Lolli, la poetica di Ciampi può dire qualcosa
ancora di più ai giovani d'oggi piuttosto che quanto
poteva dire allora. Che ne pensi?
Beh, io l'ho ascoltato adesso e mi ha emozionato adesso.
C'erano delle cose che appena sentite mi facevano venire
la pelle d'oca. Ad esempio "Autunno a Milano"
è una fotografia di due innamorati che passeggiano,
ma dentro c'è tutto e con un minimalismo incredibile.
Indubbiamente Ciampi non è facile: è inutile
che si dica che è una cosa che metti su e passi in
radio. Non è una questione da grande pubblico - è
che lui è un'artista che è rimasto e che può
passare emozioni. E grazie al cielo ci sono delle persone
che se ne sono accorte e hanno fatto qualcosa negli ultimi
anni perché non si dimentichi. O non si riduca ad
essere saccheggiato. Perché secondo me è stato
saccheggiato molto.
La
musica non la scriveva lui, ma a te è piaciuta anche
la musica o solo i testi?
Quando l'ho sentito non lo sapevo. Ma non ho separato molto
le due cose: generalmente quando non mi piaceva qualcosa
era una sensazione globale.
Com'è
partecipare al premio Ciampi? Quanto si sente Ciampi al
premio Ciampi?
Io l'ho sentito. Sarà che io cantavo una cosa sua...
sai, a me di "Sporca estate" è piaciuta
proprio anche la tematica: l'ho trovato geniale. Poi a me
entusiasmano le storie raccontate nelle canzoni, e questa
è una canzone quasi cinematografica. Ho trovato geniale
che uno potesse parlare dell'estate in questo modo e ho
pensato che fosse addirittura autobiografica
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