Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.















Carlo Fava

Per farsi una piccola idea delle canzoni
di Carlo Fava, ascoltandole:

Uguali e nuovi
Il mio nome
Dietro la collina
Viaggiatori luminosi

Viaggio nella mente

Testi: Carlo Fava e Gianluca Martinelli
Durata: 5.55

Il rumore il rumore del mio pianto
Con mia mamma con mia mamma accanto
Il tormento e il silenzio del suo amore
Quando verso sera mi portava a passeggiare


Il profumo il profumo delle rose
Che sfiorivano sul comodino
Il tormento il tormento delle cose
Che ero appena nato e che non me le scordo mai


Viaggio nella mente
di un uomo che non dimenticava niente
Viaggio nella mente
di un uomo che non dimenticava niente


Il frastuono il frastuono dell'orchestra
Che ascoltavo la sera in riva al mare
Mille note a spasso per la testa
E nemmeno una che io so dimenticare


Il teatro il teatro di parole
Tutte insieme ad assediarmi il cuore
Tutte in fila a chiedermi e a pregare
Di stare insieme a loro e non dimenticare mai


Viaggio nella mente
di un uomo che non dimenticava niente
Viaggio nella mente
di un uomo che non dimenticava niente


Di un uomo che non dimenticava niente
Di un uomo che non dimenticava niente.

vai alla pagina dei testi di Carlo Fava


Al telefono con Carlo Fava
di Lucia Carenini
“Sono distrutto, da due giorni non faccio altro che rilasciare interviste!”

Così esordisce Carlo Fava, raggiunto al telefono il giorno prima dell’uscita del suo nuovo lavoro.

“Sono distrutto, ma anche molto soddisfatto. Mi sembra che il disco sia venuto bene e questo è confermato dai commenti che ho ricevuto da chi l’ha già potuto ascoltare.”

“Credo di aver trovato un giusto equilibrio tra contenuti e godibilità, due pezzi poi mi sembrano proprio belli. Si sa che le canzoni sono tutte come figli, ma inevitabilmente ce n’è qualcuna che ti piace di più. Ecco, è sicuramente “La palude” che in questa versione, poi, è venuta particolarmente bene. È un pezzo dove mi sembra di essere stato ermetico ma incisivo al tempo stesso, quello dove c’è meno distacco, quello in cui mi identifico completamente”.

“Tra i complimenti ho ricevuto anche quelli di Claudio Lolli, al quale abbiamo rubato la strofa iniziale di incubo numero zero, quella che dice “di solito il giorno comincia sporco come l’inchiostro del nostro giornale” per inserirla alla fine di “Se fossi il futuro”. Lui è stato molto carino e ha apprezzato. Mi ha detto una cosa molto bella, ossia che ritiene che i versi debbamo migrare da una canzone all’altra, per assumere una nuova vita”.

“La prime tappe della carovana del nuovo spettacolo, che si intitolerà L’uomo flessibile come il Cd, saranno il 22 e il 23 gennaio al Piccolo di Milano. Prima di quel tempo ho in programma un tour in delle Feltrinelli d’Italia, ma sarà essenzialmente una chiacchierata col pubblico con qualche pezzo solo con piano e voce”.

“Ora sto lavorando al nuovo allestimento dello spettacolo. "Le notizie" è stato un po’ il laboratorio di preparazione dell’Uomo flessibile, soprattutto per quanto riguarda il parlato: i monologhi infatti saranno tutti nuovi, e si aggiorneranno di volta in volta in corso d’opera”.

L’uomo flessiblie, terzo album del cantautore milanese nei negozi dal primo ottobre, contiene undici brani le cui musiche sono state composte da Carlo e i testi scritti insieme a Gianluca Martinelli (dal 1984 coautore di tutte le canzoni e degli spettacoli teatrali). Partecipano poi al lavoro Beppe Quirici (dal 1998 suo produttore artistico) al basso e Vittorio Marinoni alla batteria.

Questi i titoli dei brani contenuti ne “L’uomo flessiblie”: Sotto il quadro di Chaplin - L’Italia non legge - Se fossi il futuro - La palude - Metroregione - La malavita non è più - Tenera è la notte - Cofani e portiere - L’uomo flessibile - Nuvola nera - L’ultima volta che ho visto i tuoi occhiali.


Intervista effettuata il 30 settembre 2004



Chi è l’Uomo Flessibile, sei tu?

“Si, sono io ma siamo tutti noi e ti spiego perché, io vedo la realtà come un qualcosa di sempre più imprendibile e in costante movimento e credo che per riuscire ad affrontarla bisogna cercare di essere molto flessibili. (Intervista su UnitedMusic.it)

"L’uomo flessibile" del titolo è solo quello del mondo del lavoro o il discorso vale anche in altri ambiti?
"Si, è una flessibilità a tutto tondo. La canzone che da il nome al disco, con una certa dose di amara ironia, parte dalla falsa idea che la 'flessibilità' sia una cosa nuova e positiva. Il protagonista della canzone però, a conti fatti deve constatare che grazie a questa sua situazione in realtà si trova di fronte ad un vuoto materiale ed esistenziale che la flessibilità non può certo colmare." (Intervista su Virgilio)

Carlo Fava: e la memoria corre a Gaber

Carlo Fava, cantante, attore e compositore, è nato nel 1965 a Milano, città dove vive e dove ha studiato con Richard Gordon, un insegnante americano di ispirazione strasberghiana. Suona il pianoforte dall'età di 10 anni, canta da sempre.
Nel 1993 ha partecipato al Festival di Recanati e al Festival di SanRemo (Giovani) e nel 1994 ha pubblicato un cd dal titolo "Ritmo vivente muscolare della vita" (BMG).
Nel 1998 ha scritto una canzone per Mina dal titolo "Dottore" (nell'album "Cremona", Mina in duetto con Beppe Grillo) e, sempre nello stesso anno, è presente nell'album di Ornella Vanoni "Argilla" con l'adattamento di un testo brasiliano di Marisa Monte. Partecipa al tour del 1999 della Vanoni, duettando con lei sul pezzo "Santallegria" e cantando la sua "Lettera da un luogo che non so".
Ha partecipato all'ultima trasmissione televisiva di Enzo Jannacci ed è stato personaggio fisso e autore della sigla a "Colorado café" con Diego Abatantuono..
Inseparabile e insostituibile coautore di tutti i brani di Carlo Fava è Gianluca Martinelli. "Personaggi criminali", la loro penultima fatica, propone un imperdibile mix di teatro e canzone d'autore. Il talento dell'artista, cantante, attore e compositore, trova il giusto spazio in questo album, che si preannuncia come un racconto di follie, devianze, disagi e amori.
L'ultimo lavoro è "L'uomo flessibile", un disco che potrebbe segnare una chiave di volta nella carriera di Carlo, accolto da una critica compatta a salutare il nuovo talento. Una volta tanto un'unanimità meritata. Più che meritata.

Il "libraio mattutino"

Il profumo del tè impregna l'aria, spezie, caramello, miscela di Ceylon. La voce morbida e le mani-lavagna l'uomo ride e racconta di sé, non c'è che seguirlo sulla barca dei sogni, lasciarlo parlare e farsi portare da lui.
"Ho iniziato da molto giovane. Sì, fino a qualche esame da privatista al conservatorio. Di Milano. Ho fatto il Festival di Recanati, poi Sanremo giovani, ovviamente quando? L'anno che c'erano tutti: Bocelli, Giorgia. Bocelli è venuto da me, mi ha battuto la mano sulla spalle e mi ha detto: "tu farai strada". Aveva capito tutto! A Recanati mi è toccato cantare tra Battiato e Branduardi. E, tranne qualche rara esperienza nei piano bar, era la prima volta in assoluto che cantavo in pubblico e con una band consistente alle spalle. Per cui avevo paura di tutti: dei musicisti, del pubblico, di quelli che avevano cantato prima di me…"

Carlo Fava è curioso e incuriosisce. Ironico e cortese, sembra sia lì per sbaglio. Signore d'altri tempi, la corta barba da rivoluzionario repubblicano o da scapigliato milanese aggiunge fascino anacronistico al personaggio, quello necessario per cantare: "in questo secolo di vie ferrate/ di luce elettrica e di barricate/ di carta straccia e di magnetismo/ anima ti voglio intatta di fede e comunismo" (Mattutina). "Sono contento che tu lo dica. Perché è vero. C'è una ricerca in questo senso. In realtà abbiamo passato molto tempo a cercare di dare corpi alla voce. E questo lo devo soprattutto ai miei studi e alla mia pratica attorale. In realtà ho deciso di giocare tante carte in questo spettacolo, per cui anche le suggestioni musicali sono diverse e mi appartengono tutte allo stesso modo e nella stessa misura e non potrei mai rinunciare alla parte "romantica", dove i retaggi vanno da Tenco a Bindi a Bruno Martino, ma neanche alla parte più rock alla quale sono affezionato e che mi ha formato esattamente come l'altra".

Carlo Fava ha inciso due dischi finora. Lo scorso ottobre è uscito con un lavoro dal titolo "Personaggi Criminali", uno dei più bei dischi del neonato millennio e soprattutto uno spettacolo teatrale, anzi di teatro-canzone che ha riportato alla mente i migliori lavori di Gaber.
"Ovviamente mi sento onorato a venir paragonato a Giorgio Gaber. Sì, me lo sono studiato a fondo e devo dire che il Gaber che preferisco è quello dove la parte attorale è preponderante. Quindi quello degli ultimi lavori, come "Il Grigio", in particolare nei brani dove non si lascia prendere dalla smania di voler comunque dire la sua sulla situazione politica; mi piace la sua parte più intimista. Lo scorso anno in realtà non sono riuscito a fare una vera e propria tourneè, ma più che altro un giro di presentazione. In questa stagione vorrei provare a portare nei teatri una versione ridotta dello spettacolo. Non con tutta la Band ma solo con due musicisti: un altro pianoforte e un batterista/percussionista. Certo che fare uno spettacolo come questo, con Beppe Quirici alle spalle, la scenografia di Luzzati che mi avvolgeva; insomma avevo tutta una serie di responsabilità da sostenere. Sono entrato nel giro di Cose di musica a seguito della mia attività live. Per anni ho suonato sempre nello stesso locale, il Tangram a Milano. Ho pensato di poter creare un appuntamento fisso per il pubblico e gli addetti ai lavori. Marty Robertson, l'ingegnere del suono, ha portato lì Beppe Quirici che mi ha subito proposto di occuparsi di me. Da lì tutto il resto. La collaborazione con Mina no, quello è un capitolo a parte: lei cercava da tempo un brano per un duetto con Beppe Grillo e ha sentito la mia canzone che era perfetta per lo scopo. Non ti dico l'emozione: a Lugano con Mina, a Milano con Mina. Ho perso venti chili! E, sì lo so, Fabrizio De Andrè ha detto che se Mina non avesse inciso la sua Canzone di Marinella avremmo avuto un cattivo avvocato in più. Io continuo, di mattina, a fare il libraio … ci vorrà un 'altra Mina"

Il tè è ormai quasi finito, ma non è finito il personaggio Carlo Fava. Parlare del suo spettacolo lo entusiasma; vuole sapere cosa è passato al pubblico. Cosa è stato recepito.
"È vero, non c'era nessun messaggio morale. Se c'è una cosa che mi irrita è la retorica e io mi sento sempre in pericolo di una scivolata nella retorica, Io rappresento una realtà, tentando anche un difficile equilibrio tra le due parti dello spettacolo, quella drammatica e criminale e quella più rassicurante. È un lavoro, un atteggiamento fisico e attorale faticoso, perché ci tengo a non cadere mai nella ' menata intellettualistica', ma neanche nel cabaret di quinta categoria. Sai che c'è stata una mezza sollevazione popolare tra gli amici quando hanno saputo che su disco non c'era il brano "Sto stirando", quello che strappa risate e applausi nel finale? Beh, posso darti un'anticipazione: d'accordo con la casa discografica abbiamo deciso di farne un singolo. Dovrebbe uscire tra non molto. Spero così di soddisfare chi era rimasto deluso. Il disco no, preferisco non toccarlo. Che resti così, come opera compiuta. Dici che ricorda le "Murder Ballads" di Nick Cave? Io l'ho sentito quel disco, ma l'ho sentito dopo: straordinario! E l'accostamento mi lusinga. In realtà anche nel mio spettacolo c'è questa alleanza continua che mi sembra di avere nei confronti della morte".

Quindi un nuovo singolo, una nuova versione dello spettacolo e l'autunno come periodo scelto per il lancio; le vendite del disco allo spettacolo strepitose, la distribuzione un po' meno ("Personaggi criminali" non è facile da trovare nemmeno a Milano). Per chi non riesce ad aspettare fino all'autunno, fate attenzione ai librai di Milano, specialmente a quelli Mattutini ("lo faccio soprattutto per la mamma della fidanzata. È più serio che non dirle che faccio il cantante!")

Giorgio Maimone - L'Isola che non c'era

 


Personaggi Criminali
Sony - 2000

Viaggio nella mente / Mattutina / Personaggi criminali / Lettera da un luogo che non so / Non mi fido di me / Il Verzeni / Certi amori / Il mio nome / Il tuffatore / Uguali e nuovi


L'uomo flessibile
Emi - 2004

Sotto il quadro di Chaplin / L'Italia non legge/ Se fossi il futuro / La palude / Metroregione / La malavita non è più / Tenera è la notte / Cofani e portiere / L'uomo flessibile / Nuvola nera / L'ultima volta che ho visto i tuoi occhiali