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Piccola Veliera
Naviga verso l'incantato scoglio la
piccola veliera,
sui bianchi fiotti tremola la prora, contro l'ignoto
va,
all'occhio esperto è un segno che non erra il
corso delle nuvole.
L' approdo è ritagliato nella
roccia tra il lauro e la ginestra,
profumo di gigli e di gardenie dal lido e dal giardino,
profumo di bosso e biancospino, vecchie barche ed ulivi.
Lentamente muovendo dalla riva salgono
i pescatori,
mercato grande oggi, non manca pesce: lucci, alborelle,
anguille;
il pigo si dibatte nella fiocina, dagli forte col remo!
Fiori coglierò: viole, non ti
scordar di margherite d'oro e neve,
gigli bianchi, rose ardenti, mi fan bella per lui…
fiori coglierò: viole, pensieri di dolcezza,
inanellati sospiri,
margherite d'oro e neve, rose, rose, rose…
Questa terra è fuoco nelle vene,
questo cielo è sorriso,
questo giglio sul petto, mio Signore, è promessa
d'amore.
Innocente fanciulla, son poeta e vivo di chimere.
Io cerco un nido profumato e pieno di
palpiti d'amore,
spegnere non potrò per la mia vita questa voce
che sento,
che dice che per te mi ha fatto Dio e in questo lago
brucio.
Un'orsa mi ha allevato nei dirupi al
perversar dei venti,
le notti vegliarono l'offesa dei famelici lupi,
tra fiore e fiore la speranza muore…impossibile
amore.
Fiori coglierò: viole, non ti
scordar di margherite d'oro e neve,
gigli bianchi, rose ardenti, mi fan bella per lui…
fiori coglierò: viole, pensieri di dolcezza,
inanellati sospiri,
margherite d'oro e neve, rose, rose, rose…
Libertà fremente di catene, libertà
bugiarda,
per lei, con lei, sui nuguli di fuoco dammi libero volo,
sul chiarore cristallo dei nevai, sulla bella città.
Col sorriso sul labbro mi sembrasti
bella come la gioia,
tu puoi gioire, puoi soffrire, fremere, tu puoi dimenticare;
a me resta il ricordo di un amore, cicatrice sul cuore.
Mi fosti cara, Piccola Veliera, ti ricordi
l'approdo
tra rose in fiore e gigli immacolati in un mattino d'oro?
Tacendo vai, portando il sogno avvolto in questa triste
sera,
non sia lontano il dì ch'io ti raggiunga, mia
Piccola Veliera.
Fiori coglierò: viole, non ti
scordar di margherite d'oro e neve,
gigli bianchi, rose ardenti, mi fan bella per lui…
fiori coglierò: viole, pensieri di dolcezza,
inanellati sospiri,
margherite d'oro e neve, rose, rose, rose…
Carlina
Rinascente
Era
l'estate di un anno di guerra,
il primo di cinque lunghissimi anni
quando arrivasti al terrore e alla terra
e cominciasti a macinare giorni
con la memoria di là da venire
in quel tempo di andate e di non ritorni
Le
notti non erano tranquille e luci nel cielo non erano
stelle,
così per qualche tempo ancora
dal latte di tua madre ai banchi della scuola
fino al sapore di menta della prima cicca americana,
fino all'odore di ferro alla stazione da dove non sei
partita.
I
piedi seguivano attenti le rotte del caso
e la sfortuna a un palmo di naso
... e quanto piangere ...
e quanto ridere...
Appesi
a un filo danzavano al sole
i tamburi leggeri suonati dal vento
Sogni salivano fino al cortine e poi svanivano di tanto
in tanto
E non sapevi di tutti quei figli
che avresti comprato di lì a un momento.
La
sera tornavi a casa stanca
polvere di metallo sulla tua pelle bianca
Ti
vedo nelle foto giù al ponte
con i tuoi pochi anni, Carlina Rinascente
e ad ogni mese di maggio con le mani sgranerai rosari
e in ogni sguardo del cielo rivedrai chi non è
più tornato.
i
piedi seguivano attenti le rotte del caso
e la sfortuna a un palmo di naso
... e quanto piangere ...
e quanto ridere...
La vera storia di Marisa Puchenia
Bionda con gli occhi azzurri per la strada camminava
piano,
bionda con gli occhi azzurri, mano nella mano
Prati di fiori rossi e orti paralizzati dalla brina,
in fuga piano piano via dalla mattina.
Lei
stava ad ascoltare, lui parlava come un professore
Ed era molto chiaro che intendesse dire.
No,
non aveva dubbi e non usava giri di parole
Ah ... che gran fortuna saper quel che si vuole.
Sai
domani alle nove sarò in cielo ma
Non perché sarò già morto, non
se Dio vorrà.
Mi
hanno offerto di lanciarmi con un paracadute,
molto piccolo, ma molto utile.
Quasi
sicura ormai che il tempo non l'avrebbe più raggiunta
Lei beve un altro sogno mentre lui racconta
con fare competente nel suo tono fermo incontrastato
le sue vicende di uomo navigato.
Cosa
pensasse lei probabilmente non si è mai saputo
Ma l'amava certo più di suo marito,
persa nell'universo, dondolandosi nella magia
di uno che della reclame compra la fantasia.
Sai
domani alle nove sarò in cielo ma
Non perché sarò già morto, non
se Dio vorrà.
Mi hanno offerto di lanciarmi con un paracadute,
molto piccolo, ma molto utile

I
pess
(tratto dal tradizionale Los Peces)
Cascada d'or su la rciena
in man un petin d'argent
e intant che ul su la petena
ul vent al giuga cui tend
Prova spia cuma noan i pes in d' l'acqua
ciara
cun la buca maian bevan, la dervan e la saran.
Noan e noan da scima fin in fund
i pes in d'l'acqua ciara cuntent de ves al mund
Le la narà da per le
smorta, luntana, pinina
penser e pass e sentee
cul bagaiett a manina
Prôva spia....
Una viòla fiurida
su i so bei tet frut maruu
ul so spus l'era catada
per le...la mam de Gesù
Prôva spia....
panei e fass e patei
gutinan dal rusmarin
bei net ca paran gna quei
dorman la mam e ul bambin
Prôva spia....
E'
nato un bambino
In
un villaggio lontano lontano
a mezzanotte è nato un bambino
ed una stella si è accesa nel cielo
e più nessuno si sentiva solo
Ed ha portato regali per tutti
mentre la neve cadeva sui tetti
libri, giocattoli, torte e biscotti
ed un'orchestra di mille angioletti
A chi era triste ha donato un sorriso
a chi affamato un bel piatto di riso
chi aveva freddo un bel fuoco acceso
a chi era stanco un dolce riposo
Ed i bambini di tutto il mondo
fecero insieme un gran girotondo
festeggiarono Natale cantando:
"Noi non vogliamo più guerre nel mondo"
Festeggiamo Natale cantando:
"Noi non vogliamo più guerre nel mondo,
noi non vogliamo più guerre nel mondo"
Mia
cara Ines
Mia
cara Ines come sei abbronzata,
vorrei parlarti ma non mi so decidere
mi guardi seria senza mai sorridere
sarebbe bello fare un viaggio insieme
Guida
tu - Ines - spiegami un po' come,
come vive una stella nel blu?
Ha freddo, dici, poi non parli più.
Sprofondi gli occhi oltre la ringhiera,
dipingi un altro sfondo, un altro mondo
ciascuno e' fatto alla sua maniera
ricordi Ines quando ti ho baciata
davanti a quei simpatici olandesi?
E piano piano la vita è diventata
chiodi e ricordi appesi.
Mia
cara Ines, con te io non posso mentire
ed è per questo che ho sempre quasi niente da
dire.
Mia cara Ines, con te ho visto i pesci volare,
correre insieme con te nel profondo del mare.
Sei
stanca ormai
tra poco dormirai
tra poco sognerai chissà
cosa sarà tra poco.
Ora la notte batte al vetro opaco
il buio sale su per la finestra,
il buio scende su tappeti d'orchestra
che fanno luce e colore di fuoco.
Conosco
il mondo dai tuoi dipinti,
dalla tua bocca, dai suoi racconti
e l'universo l'ho visto celarsi
dietro la seta di un abito nero.
Vengo da uomo, vengo da ubriaco
e da ubriaco uno è più sincero
si dice sempre così, Ines, non e' vero?
Mia
cara Ines, con te io non posso mentire
ed è per questo che ho sempre quasi niente da
dire.
Mia cara Ines, con te ho visto i pesci volare,
correre insieme con te nel profondo del mare.


L'ultima
onda
Un
uomo stava lì nel suo sonno pesante,
un ronzìo d'api lo cullava,
un vento scalpitante nitriva alla finestra,
tra foglie e fogli galoppava
La
mano di una donna, sfiorando la sua spalla
discretamente lo svegliava,
era un sogno davvero, era davvero bella
mentre negli occhi lo guardava
E
adesso stava lì accanto alla ragazza
montando il vento a briglia sciolta,
ma che razza di uomo, ma che uomo di razza,
che cavaliere di una volta
I
gabbiani lanciano coltelli al sole che sprofonda
lentamente in mare, fino all'indaco dell'ultima onda,
lui che tutto questo ancora non lo aveva visto
stava sulla spiaggia a naso in su vicino a lei
Seduta
sulla luna soffiava ad una ad una
tutte le stelle su di lui;
ridevano di tutto, fino a tirar mattina,
dimenticando i tempi bui
Il
pavimento e il tetto eran la terra e il cielo
e le stagioni l'orologio,
niente faceva male, l'inverno era gentile,
fioccava neve adagio adagio
E'
meglio aver paura che non aver coraggio,
chissà se un giorno imparerai
a riconoscermi, a chiedermi un passaggio
e in quali trappole cadrai
I
gabbiani lanciano coltelli al sole che sprofonda
lentamente in mare, fino all'indaco dell'ultima onda,
lui che tutto questo ancora non lo aveva visto
stava sulla spiaggia a naso in su vicino a lei
Forse
fra mille anni cavalcherai ancora
un vento imprevedibile,
sarai un soldato umile, senza fissa dimora,
agile, forte e fragile
Ma
io starò al tuo fianco, questa è la mia
ragione,
tu sai che fartene di me,
sarò il tuo paio d'ali oppure il tuo bastone,
stammi vicino adesso che…
I
gabbiani lanciano coltelli al sole che sprofonda
lentamente in mare, fino all'indaco dell'ultima onda,
lui che tutto questo ancora non lo aveva visto
stava sulla spiaggia a naso in su vicino a lei
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