Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.

 
















Pomeriggio

Pomeriggio, baccano dai pollai
cani trattenuti e nervosi
gatti silenziosi
i tuoi gerani meravigliosi

e sopra a tutto quel poco per ciascuno
il canto ininterrotto del cielo
pomeriggio di un mese di spose e cose prodigiose

Non ho paura di nuove stagioni
ho una valigia buona per tutte le stazioni
solo che non so dove...
che non so dove mettermi

Pomeriggio adesso tace il tosaerba
ed e' gia' partita la trivella della cava
e sono colpi che svuotano per sempre
anche la mosca e' tornata puntuale, meno male,
qualche fastidio ogni tanto ci vuole.

Ci vuole un bel tacere per ascoltare tutto
il tuono, il boato lontano sul silenzio distratto
clacson, campane, incessanti motori
voci di figli e di genitori

Pomeriggio, vuoi qualcosa da bere
lo vedi anche tu, che sto bene qui, amore
lo vedi anche tu... che sto per partire


La danza

C' e' un'ombra di fumo che danza
sul muro pallido della mia stanza
confusa negli echi di fiera
al nuovo alito di primavera.

E cerco dal mio letto d'intuire in questo vorticare
un gesto una figura
un'allegria di attimi fuggiti
un gioco con il vento quieto che non sento
lo strano scivolare verso l'alto
agili e vivaci acrobazie per caso
arrampicare
aprire
diradare
stringere assorbire
stendere fuggire

C'e'un'ombra di fumo che danza
sul muro pallido della mia stanza
confusa negli echi di fiera
al nuovo alito di primavera

Anche noi qui si fugge dal tempo
e si cerca l'ossigeno per corrergli incontro
a caso santoni e seguaci
amati, traditi, amanti incapaci

Tormentati, quieti, muscolosi, malati
siamo letti di carta e lenzuola di raso
ritrovati o perduti siamo ansia e sollievo
e scoppi di risa alleati, avversari
e stanchi cercatori di fortuna
siamo pianto negli occhi e riflesso di luna
venti giorni, ottant'anni schiene rotte di sera
siamo uomini donne bestemmia preghiera

C'e'un'ombra di fumo che danza
Sul muro pallido della mia stanza
Confusa negli echi di fiera
Al nuovo alito di primavera



Il frigo

Una sera come tante
una sera come questa
impaziente la quiete
sta aspettando la tempesta
per avere un po' di pioggia
per avere un po' di tuono
a volte non puoi farne a meno

Una notte di febbraio
dentro al ventre di Milano
una luce sfida il buio
di un interno a pian terreno
mentre osservo tutto attorno
al contorno dei tuoi occhi
è tardi, mi guardi, mi tocchi

Entra amore mio che hai portato il tuo bel silenzio fin quaggiú
la tua bocca sa di bottiglie vuote, parole giá dimenticate
entra amore mio, la tua bocca sa di bottiglie vuote
cantava, il frigo, la sua canzon

Sento ancora il tuo respiro
sulla strada del ritorno
mi accompagnano i fantasmi
dei vapori dell'inverno
e conosco questa assenza
riconosco questo odore
di alba che deve arrivare

Una sera come tante
una sera come questa
impaziente la quiete
sta aspettando la tempesta
per avere un po' di pioggia
per avere un po' di tuono
a volte, non puoi farne a meno

Entra amore mio che hai portato il tuo bel silenzio fin quaggiú
la tua bocca sa di bottiglie vuote, parole giá dimenticate
entra amore mio, la tua bocca sa di bottiglie vuote
cantava, il frigo, la sua canzon



Viola

Buca de vin ros, buca de cantina
drida de giazz a sculdá su la stua
quand gh'era ul can, ga schiasciavu la cua
l'è mort in brasc a un omm, una matina

Negher e giald, cum'è un af de quadrei
ciar quasi mort in da na niula de fum
da chi a un pezzet vedaró piu nisön
eran quei prim e saran amó quei

Viöla da vent viöla che diu la manda
viöla da umbria sota ul ciar de luna
viöla da nef sura la mia sfurtuna
viöla da rit de sta viöla pelanda

Su tocá al tecc la tua mam la richia
cunt i occ avert a insugnass ul so omm
la che ul dulur la risiada mé n' pomm
ti che da le mai ti sei vignú via

Legn da scires, legn da pianta furesta
parlum de ti, parlum di to radis
parlum di foi di sterpai e di bis
parlum de ti, legn da pianta furesta

Viöla da vent viöla che diu la manda
viöla da umbria sota ul ciar de luna
viöla da nef sura la mia sfurtuna
viöla da rit de sta viöla pelanda

Legn ca ta pizzat, föc ca la cunsula
Vöri dumá brusá inema de ti
che amó de nocc a me par de sentí
ul can bulá sula nostra viöla

Viöla da vent viöla che diu la manda
viöla da umbria sota ul ciar de luna
viöla da nef sura la mia sfurtuna
viöla da rit de sta viöla pelanda

Nenia
[traduzione letterale]

Bocca di vino rosso, bocca di cantina
dita di ghiaccio a scaldare sulla stufa
quando c’era il cane gli schiacciavamo la coda
è morto in braccio a un uomo una mattina
Nero e giallo come un’ape di mattoni
luci quasi morte in una nuvola di fumo
tra un po' non vedrò più nessuno
prima erano loro e saranno ancora loro
Nenia di vento nenia che dio la manda
nenia di ombra sotto il chiaro di luna
nenia di neve sopra la mia sfortuna
nenia da ridere di questa nenia puttana
Vicino al tetto tua madre riposa
con gli occhi aperti a sognare suo marito
lei che il dolore l’ha rosicchiata come una mela
tu che non l’hai mai abbandonata
Legno di ciliegio, legno di pianta forestiera
parlami di te, parlami delle tue radici
parlami delle foglie, delle sterpaglie, delle bisce
parlami di te, legno di pianta forestiera
Nenia di vento nenia che dio la manda
nenia di ombra sotto il chiaro di luna
nenia di neve sopra la mia sfortuna
nenia da ridere di questa nenia puttana
Legno che accendi il fuoco che consola
voglio soltanto bruciare con te
che ancora di notte mi sembra di sentire
il cane abbaiare sopra la nostra nenia
Nenia di vento nenia che dio la manda
nenia di ombra sotto il chiaro di luna
nenia di neve sopra la mia sfortuna
nenia da ridere di questa nenia puttana


L'eclissi

Conosco un posto dove riposano i guerrieri
e certe volte gli uomini piangono senza un perché
di fronte a un bosco o ad una vita, dentro a certi misteri
chiudono gli occhi, cercano ancora lei che non c’é.
Io una mattina lí ho trovato gocce di arcobaleno
e un pezzo caldo di cuore a pezzi che batteva ancora
ed un colore grigio d’acqua sotto un cielo sereno
qualche consiglio per morire piano senza paura
Conosco un posto dove ritornano gli amori
sempre e soltanto quando ad aspettare non c’è piú nessuno
di fronte a un vetro per ferirsi dentro per guardare fuori
fra certe nebbie dove certi inverni cerco la sua mano
La cerco al buio di una luce spenta in mezzo all’infinito
in quella notte scesa all’improvviso in pieno mezzogiorno
e nei suoi occhi ho ritrovato il sole che avevo smarrito
un bimbo sorrideva a piedi nudi e ci danzava intorno.
Conosco un posto dentro ad un agosto di pioggia battente
dentro a un mare di dolore e sole che ti brucia il volto
quando riapri il libro di domani e non ci trovi niente
quando chissá perché getti nel fango il fiore che hai raccolto

Y aquella vez fue come nunca y siempre
Vamos alli donde no espera nada
Y hallamos todo lo que está esperando
Y hallamos todo lo que está esperando*
* (Pablo Neruda
)


Cussesumaiami

Si sta stretti nei viali
della cittá di Milano
Mi sembra di venire
da molto piú lontano
consumati consumisti
consumando un caffè
conversavano un po' tristi
commuovendo anche me
che son facile alle lacrime
mi dovete perdonare
nel frattempo mi son perso
si può sempre rimediare
qualche brutta figura
se non sai cosa dire
proveró con della musica
sopra questo rumore

Cussessumaiami cussessumaiami cussessumaiami…

Per chi è sceso molto in basso
c'è la metropolitana
sta arrivando proprio adesso
mamma mia come è piena
sto leggendo la reclame
della maga di Missaglia
e il pensiero di un filosofo
scritto sopra ad una maglia
sono l'animale in gabbia
che non pensa e che non sbaglia
che non sfoga la sua rabbia
e ogni tanto sbadiglia
e del resto a un mal di testa
si può sempre rimediare
proverò con della musica
sopra questo dolore,

Ribes

Sto sognando sette nani mentre ballano in ascensore
e non mi fanno salire
e giusto tre secondi prima di svegliarmi
sento il bel suono del flauto di Ian
e vedo un tale a inseguire ombre
e vedo un altro in mezzo alle onde
potrei essere io tutti e due
potresti essere tu

che non conosco, non ho mai visto

E c'e' una terra misteriosa,
vedo strani paesaggi laggiù
oltre l'uomo che nuota, vedo
parole uscite da vasi di creta
e da storie di fantasia
e sento il bel suono del flauto di Ian
e volentieri toccherei una chitarra
così soltanto per farti sentire
il profumo del ribes

che non conosco, non ho mai visto

Sono contento sai
vieni ancora a trovarmi se vuoi
io abito ovunque andrai,
vieni ancora a trovarmi se vuoi

Sto assaggiando lo sconforto di un risveglio innaturale
ancora non vedo il sole,
ma solo gente uscire da case di pietra
e da storie di fantasia
e quando partono per il lavoro
si sente il bel suono del flauto di Ian
e intanto a me pare di ricordare
il profumo del ribes

che non conosco, non ho mai visto

Sono contento sai,
vieni ancora a trovarmi se vuoi
io abito ovunque andrai
vieni ancora a trovarmi, se vuoi


Sarà di più

Non riesce ad evitare di stregarmi
la faccia curiosa di lei
che nervosa
mi guarda dal vetro degli occhi
puntati, discreti su me

Dentro agli odori di un bar-ristorante,
nei sorsi di festa da sabato sera
persa
nel corpo esausto
per le fatiche nobili,
stanca
con ferri di treno nel corpo
che baci
e che dici
che ridi e che taci
e che
accarezzi le mie
mani incapaci
d'essere musica
degna per te

E tra le onde di mare
dei tuoi capelli
lascerò andare a navigare le dita,
come dispersi dentro al deserto d'Africa
ci prenderà la sete

e tutto quello che ci accadrà poi
non sarà più dolcezza
sarà di più
e tutto quello che ci accadrà poi
non sarà più dolcezza
sarà di più.



Piccola Veliera

Naviga verso l'incantato scoglio la piccola veliera,
sui bianchi fiotti tremola la prora, contro l'ignoto va,
all'occhio esperto è un segno che non erra il corso delle nuvole.

L' approdo è ritagliato nella roccia tra il lauro e la ginestra,
profumo di gigli e di gardenie dal lido e dal giardino,
profumo di bosso e biancospino, vecchie barche ed ulivi.

Lentamente muovendo dalla riva salgono i pescatori,
mercato grande oggi, non manca pesce: lucci, alborelle, anguille;
il pigo si dibatte nella fiocina, dagli forte col remo!

Fiori coglierò: viole, non ti scordar di margherite d'oro e neve,
gigli bianchi, rose ardenti, mi fan bella per lui…
fiori coglierò: viole, pensieri di dolcezza, inanellati sospiri,
margherite d'oro e neve, rose, rose, rose…

Questa terra è fuoco nelle vene, questo cielo è sorriso,
questo giglio sul petto, mio Signore, è promessa d'amore.
Innocente fanciulla, son poeta e vivo di chimere.

Io cerco un nido profumato e pieno di palpiti d'amore,
spegnere non potrò per la mia vita questa voce che sento,
che dice che per te mi ha fatto Dio e in questo lago brucio.

Un'orsa mi ha allevato nei dirupi al perversar dei venti,
le notti vegliarono l'offesa dei famelici lupi,
tra fiore e fiore la speranza muore…impossibile amore.

Fiori coglierò: viole, non ti scordar di margherite d'oro e neve,
gigli bianchi, rose ardenti, mi fan bella per lui…
fiori coglierò: viole, pensieri di dolcezza, inanellati sospiri,
margherite d'oro e neve, rose, rose, rose…

Libertà fremente di catene, libertà bugiarda,
per lei, con lei, sui nuguli di fuoco dammi libero volo,
sul chiarore cristallo dei nevai, sulla bella città.

Col sorriso sul labbro mi sembrasti bella come la gioia,
tu puoi gioire, puoi soffrire, fremere, tu puoi dimenticare;
a me resta il ricordo di un amore, cicatrice sul cuore.

Mi fosti cara, Piccola Veliera, ti ricordi l'approdo
tra rose in fiore e gigli immacolati in un mattino d'oro?
Tacendo vai, portando il sogno avvolto in questa triste sera,
non sia lontano il dì ch'io ti raggiunga, mia Piccola Veliera.

Fiori coglierò: viole, non ti scordar di margherite d'oro e neve,
gigli bianchi, rose ardenti, mi fan bella per lui…
fiori coglierò: viole, pensieri di dolcezza, inanellati sospiri,
margherite d'oro e neve, rose, rose, rose…

Carlina Rinascente

Era l'estate di un anno di guerra,
il primo di cinque lunghissimi anni
quando arrivasti al terrore e alla terra
e cominciasti a macinare giorni
con la memoria di là da venire
in quel tempo di andate e di non ritorni

Le notti non erano tranquille e luci nel cielo non erano stelle,
così per qualche tempo ancora
dal latte di tua madre ai banchi della scuola
fino al sapore di menta della prima cicca americana,
fino all'odore di ferro alla stazione da dove non sei partita.

I piedi seguivano attenti le rotte del caso
e la sfortuna a un palmo di naso
... e quanto piangere ...
e quanto ridere...

Appesi a un filo danzavano al sole
i tamburi leggeri suonati dal vento
Sogni salivano fino al cortine e poi svanivano di tanto in tanto
E non sapevi di tutti quei figli
che avresti comprato di lì a un momento.

La sera tornavi a casa stanca
polvere di metallo sulla tua pelle bianca

Ti vedo nelle foto giù al ponte
con i tuoi pochi anni, Carlina Rinascente
e ad ogni mese di maggio con le mani sgranerai rosari
e in ogni sguardo del cielo rivedrai chi non è più tornato.

i piedi seguivano attenti le rotte del caso
e la sfortuna a un palmo di naso
... e quanto piangere ...
e quanto ridere...

La vera storia di Marisa Puchenia

Bionda con gli occhi azzurri per la strada camminava piano,
bionda con gli occhi azzurri, mano nella mano
Prati di fiori rossi e orti paralizzati dalla brina,
in fuga piano piano via dalla mattina.

Lei stava ad ascoltare, lui parlava come un professore
Ed era molto chiaro che intendesse dire.

No, non aveva dubbi e non usava giri di parole
Ah ... che gran fortuna saper quel che si vuole.

Sai domani alle nove sarò in cielo ma
Non perché sarò già morto, non se Dio vorrà.

Mi hanno offerto di lanciarmi con un paracadute,
molto piccolo, ma molto utile.

Quasi sicura ormai che il tempo non l'avrebbe più raggiunta
Lei beve un altro sogno mentre lui racconta
con fare competente nel suo tono fermo incontrastato
le sue vicende di uomo navigato.

Cosa pensasse lei probabilmente non si è mai saputo
Ma l'amava certo più di suo marito,
persa nell'universo, dondolandosi nella magia
di uno che della reclame compra la fantasia.

Sai domani alle nove sarò in cielo ma
Non perché sarò già morto, non se Dio vorrà.
Mi hanno offerto di lanciarmi con un paracadute,
molto piccolo, ma molto utile



I pess
(tratto dal tradizionale Los Peces)

Cascada d'or su la rciena
in man un petin d'argent
e intant che ul su la petena
ul vent al giuga cui tend

Prova spia cuma noan i pes in d' l'acqua ciara
cun la buca maian bevan, la dervan e la saran.
Noan e noan da scima fin in fund
i pes in d'l'acqua ciara cuntent de ves al mund

Le la narà da per le
smorta, luntana, pinina
penser e pass e sentee
cul bagaiett a manina

Prôva spia....

Una viòla fiurida
su i so bei tet frut maruu
ul so spus l'era catada
per le...la mam de Gesù

Prôva spia....

panei e fass e patei
gutinan dal rusmarin
bei net ca paran gna quei
dorman la mam e ul bambin

Prôva spia....


E' nato un bambino

In un villaggio lontano lontano
a mezzanotte è nato un bambino
ed una stella si è accesa nel cielo
e più nessuno si sentiva solo

Ed ha portato regali per tutti
mentre la neve cadeva sui tetti
libri, giocattoli, torte e biscotti
ed un'orchestra di mille angioletti

A chi era triste ha donato un sorriso
a chi affamato un bel piatto di riso
chi aveva freddo un bel fuoco acceso
a chi era stanco un dolce riposo

Ed i bambini di tutto il mondo
fecero insieme un gran girotondo
festeggiarono Natale cantando:
"Noi non vogliamo più guerre nel mondo"

Festeggiamo Natale cantando:
"Noi non vogliamo più guerre nel mondo,
noi non vogliamo più guerre nel mondo"


Mia cara Ines

Mia cara Ines come sei abbronzata,
vorrei parlarti ma non mi so decidere
mi guardi seria senza mai sorridere
sarebbe bello fare un viaggio insieme

Guida tu - Ines - spiegami un po' come,
come vive una stella nel blu?
Ha freddo, dici, poi non parli più.
Sprofondi gli occhi oltre la ringhiera,
dipingi un altro sfondo, un altro mondo
ciascuno e' fatto alla sua maniera
ricordi Ines quando ti ho baciata
davanti a quei simpatici olandesi?
E piano piano la vita è diventata
chiodi e ricordi appesi.

Mia cara Ines, con te io non posso mentire
ed è per questo che ho sempre quasi niente da dire.
Mia cara Ines, con te ho visto i pesci volare,
correre insieme con te nel profondo del mare.

Sei stanca ormai
tra poco dormirai
tra poco sognerai chissà
cosa sarà tra poco.
Ora la notte batte al vetro opaco
il buio sale su per la finestra,
il buio scende su tappeti d'orchestra
che fanno luce e colore di fuoco.

Conosco il mondo dai tuoi dipinti,
dalla tua bocca, dai suoi racconti
e l'universo l'ho visto celarsi
dietro la seta di un abito nero.
Vengo da uomo, vengo da ubriaco
e da ubriaco uno è più sincero
si dice sempre così, Ines, non e' vero?

Mia cara Ines, con te io non posso mentire
ed è per questo che ho sempre quasi niente da dire.
Mia cara Ines, con te ho visto i pesci volare,
correre insieme con te nel profondo del mare.



L'ultima onda

Un uomo stava lì nel suo sonno pesante,
un ronzìo d'api lo cullava,
un vento scalpitante nitriva alla finestra,
tra foglie e fogli galoppava

La mano di una donna, sfiorando la sua spalla
discretamente lo svegliava,
era un sogno davvero, era davvero bella
mentre negli occhi lo guardava

E adesso stava lì accanto alla ragazza
montando il vento a briglia sciolta,
ma che razza di uomo, ma che uomo di razza,
che cavaliere di una volta

I gabbiani lanciano coltelli al sole che sprofonda
lentamente in mare, fino all'indaco dell'ultima onda,
lui che tutto questo ancora non lo aveva visto
stava sulla spiaggia a naso in su vicino a lei

Seduta sulla luna soffiava ad una ad una
tutte le stelle su di lui;
ridevano di tutto, fino a tirar mattina,
dimenticando i tempi bui

Il pavimento e il tetto eran la terra e il cielo
e le stagioni l'orologio,
niente faceva male, l'inverno era gentile,
fioccava neve adagio adagio

E' meglio aver paura che non aver coraggio,
chissà se un giorno imparerai
a riconoscermi, a chiedermi un passaggio
e in quali trappole cadrai

I gabbiani lanciano coltelli al sole che sprofonda
lentamente in mare, fino all'indaco dell'ultima onda,
lui che tutto questo ancora non lo aveva visto
stava sulla spiaggia a naso in su vicino a lei

Forse fra mille anni cavalcherai ancora
un vento imprevedibile,
sarai un soldato umile, senza fissa dimora,
agile, forte e fragile

Ma io starò al tuo fianco, questa è la mia ragione,
tu sai che fartene di me,
sarò il tuo paio d'ali oppure il tuo bastone,
stammi vicino adesso che…

I gabbiani lanciano coltelli al sole che sprofonda
lentamente in mare, fino all'indaco dell'ultima onda,
lui che tutto questo ancora non lo aveva visto
stava sulla spiaggia a naso in su vicino a lei




Blu bulgaro, punto

Un giorno sei un punto nell'universo ed una stella ti sfiora
un punto blu sperduto nel blu infinito e la stella ti chiama ancora
ignori tempo e spazio la segui a ruota con una valigia vuota
la segui in nessun posto in un lungo viaggio da fare a qualsiasi costo

Un giorno sei un punto nell' universo ed una stella ti sfiora
un punto blu sperduto nel blu infinito e la stella ti chiama ancora

Un giorno sei un ragazzo che pensa: "cazzo che cosa voglio da lei
forse prometterle eterno amore forse soltanto un poco vorrei
stare ad oziare qui nel suo cuore bevendo miele caldo e caffe'"
lei ti addolora poi ti rincuora, stella che nella sera ti sfiora

Un giorno sei una donna che sta seduta sull' orlo della sua vita
e tiene in una scatola i suoi sorrisi e le lacrime in un quaderno
e porta i figli a scuola ed i sogni a zonzo con l' automobile grande
e quando viene sera si accende e sfiora un punto blu tra le onde

Un giorno sei un vecchio che sta guardando una vecchia faccia allo specchio
tra riccioli di fumo su un viso pallido e saggio quasi da indiano
ed il tuo libro odora di inchiostro nero e di carta spessa ed ancora
sei un punto blu sperduto nel blu infinito ed una stella ti sfiora

Un giorno sei un punto nell' universo ed una stella ti sfiora
un punto blu sperduto nel blu infinito e la stella ti chiama ancora



Antemare

A narrare il mutare delle forme in corpi nuovi
mi spinge l'estro
o dei
Se queste sono vostre metamorfosi
ispirate il mio disegno
così
che il canto delle origini del mondo
si snodi ininterrotto sino ai miei giorni

Prima del mare
del cielo e della terra e tutto il resto
dell'univarso
il caos
materia inerte corpo senza forma
non c'erano Titano e Febe
così
che lungo i margini dei continenti
non stendeva Anfitrione le sue larghe braccia

La nostra faccia nel vento
i nostri occhi nel firmamento
il nostro fuoco la luce
la nostra voce che canta pace

E per quanto lì
ci fosse tutto ciò che conosciamo
tra tempo e spazio
la terra
non era calpestabile ne' l'onda
la si poteva cavalcare
l'aria
di prima delle origini del mondo
era
priva di luce e nulla aveva forma ferma

Ogni cosa si
contrapponeva all'altra prima che
un Dio e natura
d'amore
il cielo dalla terra distinguevano
tratto fermo di un disegno
così
cantavano le origini del mondo
prima
dei popoli di pace dell'età dell'oro

La nostra faccia nel vento
i nostri occhi nel firmamento
il nostro fuoco la luce
la nostra voce che canta pace


La canzone preferita

Bambine splendide escono sui balconi
in braccio ai loro padri scendono nel cortile
le chiama il sole d'aprile vestite d'altri mondi
più grandi e popolati dell'America
e parlano una musica che viene d'altrove
parlano una musica che viene d'altrove

Da sotto il volume si alza improvviso sulla canzone preferita
becco d'uccello punta di matita
e le campane calci in culo al tempo
schiaffi in faccia al silenzio

E le bambine sono voci lontane
sono occhi aperti aperti dappertutto
discendono i raggi del sole in picchiata con la bicicletta
ora le vedi uscire dalle nuvole
bagnate fradice di meraviglia
squilla una voce al telefono
verdure a fette cadono in pentola
acque salate bollono in pentola

Da sotto il volume si alza improvviso sulla canzone preferita
becco d'uccello punta di matita
e le campane calci in culo al tempo
schiaffi in faccia al silenzio

Il sole ha promesso alle bambine che domani tornerà


Avorio e oro

Maschere su maschere, infinito carnevale
maschere di sole e vetro trasparente
dietro un volto assente
maschere sulla faccia della gente

Maschere con occhi vuoti che ho riempito dei miei occhi
maschere dimenticate ad una cena di lavoro
nel silenzio degli specchi
pallide accarezzate dal mattino
maschere abbandonate sul cuscino

Avorio e oro e carta…carta di giornale
maschere con la faccia…con la faccia di animale

Avorio e oro e carta…carta di giornale
maschere con la faccia…con la faccia di animale

Brucia un altro inverno, sale fumo dalla nebbia
oggi non mi sento solo, mi accompagna
il rumore della fiamma
la bocca silenziosa ha preso fuoco
maschere per il dramma e per il gioco

Avorio e oro e carta…carta di giornale
maschere con la faccia…con la faccia di animale

Avorio e oro e carta…carta di giornale
maschere con la faccia…con la faccia di animale


Zucca senza sale

Stupido mattino di maggio
non so se sto male o sto peggio
passi di giganti e di gnomi
verita' di saggi e di scemi

Stupida vita tutta intera
non so se tramonto od aurora
fiori rosa promesse del tempo
luminosa minaccia di un lampo

Alla tua eta' avevo tre figli e non avevo tempo per
guardare il mare dagli scogli, essere triste vuoto arreso come te
alla tua eta' avevo un' idea ed uno straccio di bandiera
e mille porte da sfondare ed una zucca senza…zucca senza sale
ed una zucca senza… zucca senza sale

Stupendo mattino di maggio
stupide parole di un saggio
corro verso le cose che ho atteso
smorfia che adesso e' sorriso

Alla tua eta' avevo due mani per salutare tanta gente
baci e canzoni tra le labbra, avevo in tasca il mio domani e soldi niente
alla tua eta' avevo tre carte e le ho giocate niente male
avevo mille porte aperte ed una zucca senza…zucca senza sale
ed una zucca senza… zucca senza sale

Alla tua eta' avevo tre figli e non avevo tempo per
guardare il mare dagli scogli, essere triste vuoto arreso come te
alla tua eta' avevo un' idea ed uno straccio di bandiera
e mille porte da sfondare ed una zucca senza…zucca senza sale
ed una zucca senza… zucca senza sale


L'aquilone

Sono disteso dipinto nel vuoto e sento la tua mano
tirare il filo e liberarmi nel vento
e' un gran bel posto questo nel suo piccolo
si possono sfiorare interi continenti
si posson navigare interi mari
sono disteso dipinto nel vuoto e sento la tua mano
tirare il filo e liberarmi nel vento

Sono disteso nel vuoto frustato accarezzato
dalle mie code di carta sottile colorato
da queste parti il tempo non e' mai passato
solo presente e futuro sfiorato liberato

Da queste altezze ascolto mute conversazioni
da qui posso vedere la pioggia ritornare

Sono disteso dipinto nel vuoto e sento la tua mano
tirare il filo e liberarmi nel vento
il giorno e' fatto per dormirti accanto
tace la notte e la sto ad ascoltare

Ho abbandonato il mio corpo spogliato addormentato
in una notte di sole nel tuo bacio salato
da queste parti il tempo non e' mai passato
solo presente e futuro sfiorato liberato

Ho regalato al cielo stelle di polvere
raccolte sulla strada che mi ha portato qui


Il volo di carta

La carta di scorta nel sacco,
incoscienza e fortuna,
pane, vino e tabacco.

La sciarpa sul collo che il freddo
anche in casa si vede,
fa vapor respirando.

Lo so, tu speri tanto che piova
sopra i tetti e sui campi,
sui miei sogni alla prova;
negli angoli di strada e alla piazza
che una folla mi aspetta,
mi deride e sghignazza.

Venghino signori venghino, si vede l'uomo volante sul foglio gigante, che e' un numero sensazionale!!!

Sei metri quadrati di pazzia,
cinque figli magri
di un suonato in balìa

E teste abbassate e bocche mute,
piedi dentro la neve
fino su alla "salute"

Figlioli forza, ce l'abbiam fatta,
qui si scivola bene
qui la neve e' compatta;
il vento soffia forte e' il momento
di tentare la sorte
senza ripensamento.

Quassu' con una mano sto toccando il paradiso,
con l'altra invece asciugo le mie lacrime dal viso
che l'aria e' cosi' fredda come non l'ho mai sentita
e taglia la mia pelle e non fa muovere le dita

Ma calcoli sbagliati non sostengono il mio peso,
precipitando in fretta gia' di molto sono sceso
e vedo solamente, vedo l'acqua avanti a me
e il tempo passa, tempo non ce n'e'.

I piedi nell'acqua bollente
e un berretto di lana
su un ingenuo innocente

Il caldo del fuoco e del vino,
dagli abissi del lago
qui davanti al camino

E adesso tutti voglion sapere
se ho veduto caimani o fortezze straniere
e mentre accendo una sigaretta dico:
- mah, non saprei, sai…andavo di fretta…


Una rosa

Es por culpa de una hembra
que me estoy volviendo loco
No puedo vivir sin ella,
pero con ella tampoco

Y si de éste mal de amores
yo me fuera pa la tumba
a mi no me mandéis flores
que como dice esta rumba:

Quise cortar la flor mas tierna del rosal,
pensando que de amor no me podrìa pinchar,
y mientras me pinchaba me ensenò una cosa
que una rosa es una rosa, es una rosa

Y quando abrì la mano y la deje caer
rompieron a sangrar las llagas en mi piel
y con sus pétalos me las curo mimosa
que una rosa es una rosa, es una rosa.

Pero cuanto mas me cura,
al ratito màs me escuece
porque amar es el empiece
de la palabra amargura

Una mentira y un credo
por cada espina del tallo
que injertàndose en los dedos
una rosa es un rosario

Quise cortar la flor mas tierna del rosal,
pensando que de amor no me podrìa pinchar,
y mientras me pinchaba me ensenò una cosa
que una rosa es una rosa, es una rosa


A testa in giù

Scivoli nel cuore tra le briciole del mio dolore
Spezzi il filo dei pensieri corri nel mio sangue a testa in giu'


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