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BiELLE CAMPAGNE


Bob Dylan: sessantacinque di questi giorni

Chi è Bob Dylan?

E' la domanda più scema e contemporaneamente più tremenda che si possa fare. Chi è Bob Dylan. Ma il grave è che qualcuno potrebbe anche essere tentato di dare una riposta, non ricordandosi peraltro che lo stesso Robert, molti anni fa, ci ammoniva che le risposte se le era prese il vento. Bob Dylan, cantautore eponimo, folksinger, rocker, autore di qualche centinaio di superbe canzoni e, a 65 anni compiuti oggi, ancora in sella ed in attesa di pubblicare un nuovo disco (in agosto), successivo a un ulteriore tour in Europa che toccherà ancora una volta l'Italia. Di Bob Dylan sono usciti finora (salvo errori) 31 dischi, eccettuando tutte le raccolte, i dischi dal vivo, gli archivi, gli essenziali, le biografie, i greatest hits, le bootleg series e quant'altro si voglia. Finora coprivano 40 anni. Con l'uscita del disco di agosto saranno 44 anni dall'uscita del primo disco omonimo. "Love and theft", per ora ultimo e bellissimo disco, è uscito nel 2001, ma, come è facile accorgersi, di Bob Dylan non si resta mai privi e, ogni anno, con cadenza regolare, i suoi capaci archivi si aprono e fanno uscire uno o due "capolavori". Eh sì, perché bisogna ammetterlo: sono 40 anni che Dylan continua a stupirci. In un libro del Mucchio Selvaggio, che celebra attraverso i 500 migliori dischi l'epopea del rock, dividendola per decenni, dagli anni '60 al 2000, Bob Dylan è l'unico personaggio che riesce a piazzare dischi eccellenti, degni di essere ricordati, in ogni singolo decennio. Anche nel suo periodo "peggiore", gli anni '80, Bob pone il suo graffio sulla coda, uscendo nel 1989 con "Oh Mercy", un album che, a suo modo, ha cambiato molto delle coordinate per i dischi usciti dopo. Volete sapere tutto su Bob Dylan? Esiste un magnifico sito italiano: "Maggie's farm". C'è veramente di tutto. Compresa la canzone preferita dai fans: quale? Ma Like a rolling stone, ovviamente!

Happy Birthday, Bob! Bob Dylan compie 65 anni ... a Milano

Mercoledì 24 Maggio, ore 21
Salumeria della Musica - Via Pasinetti, 2 Milano

Duluth, Minnesota - 24 maggio 1941, nasce Robert Allen Zimmerman. Dopo aver lasciato l'Università del Minnesota, nel 1961 si trasferisce a New York per fare della musica una professione. Lì,
cambia ufficialmente il suo nome in Bob Dylan e (un anno dopo, nel
1962) incide e pubblica il primo album per la Columbia. Da allora
non ha più smesso di scrivere e cantare canzoni.

In attesa del suo primo disco di canzoni nuove dopo cinque anni
(annunciato in uscita ad agosto) e di una nuova serie di concerti italiani a luglio, Ezio Guaitamacchi e LifeGate Radio hanno deciso di festeggiare il 65° compleanno di Bob Dylan.

Una vera e propria DylanFest nel corso della quale le più significative canzoni di Bob Dylan verranno rilette da Alberto Fortis, Massimo Priviero, Laura Fedele, Brunella Boschetti e altri ospiti.

Tra gli special guest, Giorgio Thoeni, responsabile della programmazione musicale della Radio della Svizzera Italiana (RSI), Paolo Vites (autore di "Bob Dylan 1962-2002, 40 anni di
canzoni") e Michele Murino (curatore del sito www.maggiesfarm.it e autore del volume "Bob Dylan: Percorsi").

Verranno letti alcuni estratti
dell'autobiografia dylaniana Chronicles Vol. 1 (Feltrinelli).
Inizio ore 21:00

Happy birthday ad Aosta il 27/05

The Blackstones in concerto!
Michele Murino presenta "Bob Dylan - Percorsi" ad Aosta, con The Blackstones e Stefano Frison, nell'ambito dei festeggiamenti per i 65 anni del celebre cantautore americano

Michele Murino presenterà il suo ultimo libro,
"Bob Dylan - Percorsi" (Bastogi Editrice Italiana) presso l'Espace
Populaire di via Mochet ad Aosta, sabato 27 Maggio, nel corso di una serata
tributo a Bob Dylan, con inizio alle ore 22.00, in occasione del 65mo
compleanno del più celebre ed influente dei cantautori. Sul palco si
esibiranno The Blackstones, una delle più importanti band italiane che esegue esclusivamente brani di Bob Dylan. Interverrà anche il cantautore valdostano Stefano
Frison, conosciuto per la sua ormai ultradecennale attività. The Blackstones eseguiranno i più celebri brani di Dylan, da Like a rolling stone a Mr. Tambourine Man, da Knockin' on heaven's door ad All along the watchtower...

Contatti
Espace populaire
Via JC Mochet, 7 - 11100 Aosta
tel. 349 7897228
e-mail saperiesapori@hotmail.it
www.retealternative.org

Cover Bob Dylan

"Avventura in Durango" - Fabrizio De André e Pfm

"Via della povertà" - Fabrizio De André e Francesco De Gregori

"Buonanotte Fiorellino" - Francesco De Gregori

"Ti voglio" - i Nomadi

"Colline nere" - Massimo Bubola

"Tu col tamburino" - Tito Schipa Jr

Cover Bob Dylan

"Non dirle che non è così" - Francesco De Gregori

"Come il giorno" - Francesco De Gregori

"Si tu dois partir" - Fairport Convention

"Una serie di sogni" - Mimmo Locasciulli

"Il vento dell'est" - Gian Pieretti

"Pietre" - Gian Pieretti

"Amore via zero/ Illimitato" - Tito Schipa Jr

No direction home

Cosa si può chiedere di più quando abbiamo un Bob Dylan da ascoltare? Per noi dylaniati la risposta è semplice: niente. In questo caso poi abbiamo contemporaneamente tra le mani un oggeto che è un doppio cd, che è la soundtrack del film di Martin Scorsese su Bob Dylan (anche se per nulla fedele) e che è pure un nuovo capitolo (il settimo) della Bootleg Series, che minaccia (promette) di essere pressocché infinita. Questa volta la scaletta allinea superclassici del calibro di Blowin' in the wind, Master of war, Hard rain's a-gonna fall, Mr Tambourine man, Desolation row, Like a Rolling Stones per non citare che i vertici dei vertici dei vertici. E tutte le canzoni sono o dal vivo o in versione alternata (alternativa). Non fosse altro l'acquisto sarebbe giustificato dalla foto sulla prima pagina del booklet dove si vede uno scatto di Bob e Suze Rotolo, immediatamente successivo ( o precedente) a quello storico che appare sulla copertina di The Freewheelin' Bob Dylan, secondo mitico album del nostro. Ma, in generale, tutto l'apparato iconografico è di prim'ordine, così come la cura storica nel comporre il libretto. Resta la musica. La fonte è svariata: parte live e parte in studio e le registrazioni coprono un arco di tempo tra il '61 e il '66. Non posso dire l'effetto che faccia questo disco ad un "non addict". Io sono dylaniato dalla nascita e questo disco per me è come il pane e le rose, zucchero e miele, vento e sole, musica e donne.
(segue)

Contrastato e non chiaro, il rapporto di Bob Dylan con l'Italia. Sotto il profilo della traduzione dei brani del "profeta di Duluth" siamo messi molto male. Anche perché per anni, il "dominio" assoluto sulle traduzioni di Dylan è stato nelle mani di Mogol che, agendo da pescecane all'interno delle pieghe del sistema, approfittando quindi dei risvolti legali che la situazione dei diritti d'autore consentiva, ha depositato una manciata di infime traduzioni di brani del Nostro, per accaparrarsi i diritti d'autore anche su altre future eventuali traduzioni, per le quali era necessario il suo benestare. Questo di fatto ha quasi paralizzato il mercato. Tant'è che i nostri maggiori cantautori hanno preferito "rifarsi" in casa il loro Dylan (copiando e orecchiando a tutto spiano) piuttosto che tradurlo. Così sia "Noi non ci saremo" di Guccini che "La canzone del sole" di Lucio Battisti vengono da tentativi attorno a Mr Tambourine man, mentre De André ha composto "Il testamento di Tito" sulla musica di "blowin in the wind", poi variandola un minimo prima dell'uscita. E De Gregori ha semrpe confessato che "Buonanotte Firoellino" altro non è che "Winterlude". Per tacere di Pietre e il Vento dell'est di Gian Pieretti/Ricky Gianco, ricalcate da "Rainy Day Woman # 12,35" e "North country girl". Le vere "traduzioni" partono più tardi per iniziativa di De Gregori e di Tito Schipa Jr (massimo traduttore italiano di Bob). Eccone qua sopra un piccolo assaggio con due avvertenze: "Ti voglio" dei Nomadi ha la firma, non dichiarata di Guccini e "Colline nere" di Bubola non è una cover ma ....


Like a rolling stone

Un libro su una sola canzone, non su un cantautore o su un disco (cosa che lo stesso Greil Marcus fece per i "Basement Tapes") ma su una sola canzone.

Un libro che si è voluto scrivere da solo, a detta dell'autore che sostiene di aver risposto, dapprima, subito di no all'editore che gli aveva proposto di scriverlo. Ma è un libro che ti convince di essersi scritto da solo, con "Like a rolling stone" nelle orecchie, semmai un libro può possedere delle orecchie, non appena cominci a leggerlo.
Come avviene, un po', con tutti i libri di Greil Marcus. Perlomeno con tutti i suoi libri che mi è capitato di leggere.

Dichiara – dicevo – di aver risposto, di primo acchito, di no. Poi, invece, comincia a buttar giù qualche appunto. E, soprattutto, comincia a parlarne in giro, di "Like a rolling stone", e scopre che l'idea e il libro sembrano interessare molti. "Like a rolling stone", nel libro, nella mente dell'autore del libro e in quella di molti di noi – sembrerebbe – è una canzone che non invecchia. Sempre diversa da un originale che non sembra esistere davvero, se non idealmente, e che cerca inutilmente di riprodurre. Le versioni presenti sulla più parte dei dischi sono solo copia di qualcos'altro. Questa è la tesi del libro che si dipana come un romanzo per portarci, riuscendovi per quanto mi riguarda, a riconoscere questa semplice verità.

Solo "copie". E in quest'epoca in cui le copie sono sempre indistinguibili dagli originali, "Like a rolling stone" infonde, ascoltandola, la lancinante consapevolezza che l'originale esiste davvero, da qualche parte. Platonicamente! E' proprio per tale motivo che, la canzone, ogni volta che viene eseguita è un evento. Un evento, una battaglia, un incidente stradale, una sommossa, un'insurrezione. Niente di tutto questo e tutte queste cose assieme. E' un evento, e un evento non può essere ripetuto.
(segue)

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