Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.















Assemblea Musicale Teatrale
Gianpiero Alloisio

Venezia*
(Alloisio-Biggi)

Venezia che muore, Venezia appoggiata sul mare,
la dolce ossessione degli ultimi suoi giorni tristi,

Venezia la vende ai turisti

che cercano in mezzo alla gente l’Europa o l’Oriente,

che guardano alzarsi la sera il fumo o la rabbia

di Porto Marghera.

Stefania che è bella, Stefania non stava mai male,

Stefania che è morta di parto gridando in un letto sudato

di un grande ospedale.

Aveva vent’anni, un marito, un anello nel dito;

mi han detto per caso i parenti che quasi il respiro

è inciampato tra i denti.

Venezia è un albergo,
San Marco è senz’altro anche il nome di una pizzeria,

la gondola costa, la gondola è solo un bel giro di giostra.

Stefania d’estate, Stefania giocava con me le domeniche d’ozio.

Mia madre parlava, sua madre vendeva Venezia in negozio.

Venezia che è un sogno, volendo la puoi comperare,
però non possiamo svegliarci con l’acqua alla gola, e un dolore

al livello del mare.

Il Doge si è spinto lontano e da mille finestre

Si ascolti il vagito di un bimbo che è nato,

si ascolti la sirena di Mestre.

Stefania affondando, Stefania ha lasciato qualcosa:

Novella Duemila e una rosa sul suo comodino,

Stefania ha lasciato un bambino.

Non so se ai parenti sconvolti fa solo un po’ male,

vederla morire ammazzata, morire da sola

in un grande ospedale.

Venezia che schifo!
Venezia ti riempie il cervello di fatalità,

Venezia del mondo non sa più una sega,

Venezia è la gente che se ne frega.

Stefania è un bambino,

può darsi che compri Venezia

anche lui da cretino,

può darsi che un giorno saremo contenti

di esserne ancora soltanto i parenti.

*Questo è il testo originale della canzone che con l’arrangiamento di pianoforte e violini dell’A.M.T. è uno dei più bei brani incisi su un disco italiano.


La fattoria degli animali
(Alloisio-Biggi)

La fattoria degli animali
lascia un vuoto dietro sé

come negli occhi di ogni bestia che lavora.

Forse qualcuno riesce a malapena

a chiedersi perché

senza un padrone in guerra ci si ammazza ancora.

La fattoria degli animali

buttò fuori il signor Jones

perché era stanca di lasciarsi macellare,

bruciando tutti i premi di riproduzione e cotillons

sotto la furia del potere popolare.

E c’era il gusto della giusta appropriazione

di quello che il padrone

rubava tutti i giorni.

La libertà si mescolava alla coscienza

del pericolo che torni.

E la paura che ritorni
tenne stretti gli animali

e li convinse quindi all’organizzazione

sotto la guida provvisioria

di un governo di maiali

trabajaban tutti all’accumulazione.

Sembrerà strano ma è provato

quasi scientificamente

che il suino è fatto per la dirigenza.

La fattoria degli animali

ringraziò riconoscente

quel servizio reso dall’intellighenzia.

E col lavoro si produce in parti uguali

la parte dei maiali che quasi tutti i giorni

si premuravano di urlare:” Lavorate

non vorreste che il padrone

un giorno torni!”.

Ed il potere provvisorio
transitoriamente usò

del ghigno orrendo di due cani poliziotto

per confiscare alcune uova

alla gallina Cococò

che non voleva ritrovarsi un figlio cotto.

Ruppe le uova nel paniere

al porcellino che gridò:

“Ma com’è scema ‘st’animala da cortile,

scambiare merci con gli amici

del temuto signor Jones

è solo un trucco per averlo meno ostile,

ma la gallina certamente è spia trotszkista

o pre-capitalista se non riesce ad afferrare

il senso storico di dare al nostro Stato come aiuti

i figli suoi sbattuti”.

Da lì in avanti storia vecchia
brutta storia di casini,

guerra fredda, purghe, piani quinquennali

che provocarono il disastro

nei cortili più vicini

repressioni dei padroni o dei maiali.

Da lì in avanti storia vecchia

come sono vecchi e tanti

i tentativi delle razze dominanti

per mascherare la pretesa

della scienza con la fede

della bestia da cortile che ci crede.

Ma non si metta in discussione il dirigente

o il scientificamente,

anche i compagni, anche i più duri

li senti urlare: “Abbasso gli uomini e i maiali,

proviamo coi Gründrisse o coi canguri”.

La fattoria degli animali
lascia un vuoto dietro sé

come negli occhi di ogni bestia che lavora.

Forse qualcuno riesce a malapena

a chiedersi perché

senza un padrone in guerra

ci si ammazza ancora.


L’Assemblea Musicale Teatrale si costituisce a Genova a metà degli anni ’70 per iniziativa di alcuni giovani attori e musicisti.
Il gruppo è formato da:


Alberto Canepa – Capocomico, voce e percussioni

Giampiero Alloisio – Voce

Lilli Iadeluca – Voce

Gianni Martini – Chitarra e voce

Bruno Biggi – Basso

Ezio Cingano – Tastiere

Gino Ulivi – Batteria e percussioni


Si ritrovano in una palazzina del porto dove scrivono e provano canzoni e sketch che vengono poi riuniti in spettacoli da presentare al pubblico. Uno dei primi spettacoli viene censurato dopo poche rappresentazioni perché ritenuto lesivo della reputazione del cardinale Siri, vescovo di Genova.Nel 1976 presentano “Dietro le sbarre”, imperniato sulle istituzioni totali. Ne viene tratto un album pubblicato dai Dischi del Sole.

L’anno dopo vengono ascoltati da Francesco Guccini, il quale decide di portarli in tournee come spalla e di produrre un disco tratto dallo spettacolo “Marilyn” col quale otterranno un certo successo nel 1978.

Nel 1979 Lilli Iadeluca lascia il gruppo per entrare nel più celebre “Teatro della Tosse” e viene sostituita da Giorgia Marzano, mentre il batterista Gino Ulivi lascia il posto a Mauro Arena. Quello stesso anno viene prodotto “Il sogno di Alice”, il più curato scenograficamente e musicalmente. Lo spettacolo si apre col brano “Venezia”, uno di quelli destinati a rimanere nella storia. Dello spettacolo fa parte anche la canzone “Lager”, scritta da Guccini, che qualche anno dopo la inserirà nel LP “Metropolis” insieme alla già citata “Venezia”, quest’ultima con alcune variazioni nel testo e la sua firma aggiunta agli autori del testo originale.

Ed è proprio Guccini a coinvolgere Giampiero Alloisio e Gianni Martini in un progetto di spettacolo dal titolo “Gli ultimi viaggi di Gulliver”, al quale prenderanno parte anche Giorgio Gaber, Ombretta Colli (non ancora folgorata sulla via di Arcore) e Luca Barbareschi (sì, proprio quello che alcuni anni, dopo aver percorso in ginocchio la via che porta alla stessa amena cittadina brianzola, si lagnerà di essere sempre stato messo in disparte dall’intellighenzia di sinistra).

Lo spettacolo è scritto a otto mani da Gaber, Guccini, Alloisio e Luporini e riscuote un certo successo. Da esso sarà tratto il LP “Dovevo fare del cinema”, dove troviamo diversi brani che sono già stati incisi, o lo saranno in seguito, da Guccini e da Gaber.

Dopo quel disco di Alloisio si sono perdute le tracce fino a pochi anni fa, quando ha iniziato a fare qualche concerto in coppia con la sorella Roberta. Recentemente pare che si siano riuniti alcuni dei vecchi componenti dell’A.M.T. per tentare di rinverdire gli antichi fasti. Staremo a vedere….

Dietro le sbarre
LP Vedette Zodiaco VPA 8325 1976
Allora potrai cominciare
Il quadro antico
La pazzia
Alle donne brutte
La violenza
Ninna nanna del piccolo borghese
L'impotente
E tu che ne fai di tuo fratello?
Donna
La nostra storia


Marylin
LP ALT 001 - 1977
America
Gli indiani
Marylin
Le condoglianze
Festa
Carlo Marx
Ribellarsi è giusto
Amica dolce, amico caro
I ricchi

Il sogno di Alice
LP Emi 3C 064-18424 - 1979
Venezia
Mimì
Ma che cazzo vuoi
I fiascheggiatori
Lager
Il sogno di Alice
La fattoria degli animali
Non fateci conto

La rivoluzione c'è già stata
Cd L'alternativa - 2002
Storie di Note 2004
La Rivoluzione c'è già stata!
Mohammed
Le nuvole
Silvio
Genova 8 (A Claudio Lizza)
La Vergine e il tentatore
Sei Sei Sei
Il cugino di Gesù
Il Destino
Multietnica


Sotto la chiesa di San Benedetto al Porto a Genova è nato recentemente un nuovo spazio culturale. Don Andrea Gallo, patron dell'iniziativa, ne ha affidato la direzione artistica a Giampero Alloisio, che ha deciso di dar vita a un teatro piccolo, originale e vagamente pop. Come spesso è accaduto, c'è stata perfetta sintonia tra Alloisio e Don Gallo, che ha deciso di lasciare carta bianca all'Associazione Teatro Italiano Del Disagio che non a caso è il nome della Compagnia di Alloisio. L'obiettivo è quello di realizzare un vero e proprio Teatro con una precisa linea di intervento: la politica, la spiritualità, la tossicodipendenza, il disagio psico-fisico, la schiavitù dell'estetica, i conflitti religiosi e culturali, la guerra, l'amore, la sessualità, la vittoria sulla morte, insomma l'attualità e il trascendente costituiranno la caratteristica culturale del Teatro degli Zingari differenziandosi cosi' dai Teatri pubblici della città. Alloisio ha debuttato il 5 luglio con uno spettacolo dal titolo "Che fare?". Il logo dello spettacolo ritrae Lenin che, con aria interrogativa, aspetta da Alloisio soluzioni miracolose. Alloisio propone un viaggio attraverso le speranze, le illusioni, le paralisi e le frustrazioni del nostro tempo italiano, ad incontrare i Laici, i Buddisti, il papa, l'Islam, ma anche gli esoterici, i mafiosi, i tossici, i Black Blok, i brigatisti... Lo fa con la consueta lucidità, con ironia poetica e sempre emotivamente coinvolta. Spalanca mondi, e il surrealismo di certi passaggi non è mai estetico, ma sempre catartico e assoluto. " Che fare? " è si' uno spettacolo, ma seguire le parole e le note di Alloisio è un'esperienza che aiuta a sentire e a pensare. Il titolo, insomma, è una promessa mantenuta. Sono presenti anche alcuni brani del nuovo CD dell' "Assemblea Musicale Teatrale" e una canzone dal titolo " Carlo Giuliani " che nasce da un incontro con i genitori di Carlo che desideravano regalare una canzone al figlio. Alloisio si è identificato con lui e ha scritto e musicato un testo in cui racconta in prima persona gli ignoti fatti interiori e i noti fatti esteriori di prima e dopo lo sparo.

Un ringraziamento di cuore a Gastibelza grazie al quale sono visibili queste pagine, a Luciano per i testi di "Dietro le sbarre" e a Simonetta per tutto il resto