C’è
stata un po’ di maretta intorno alle definizioni:
Blues, Non Blues, il Festival va fatto così
o va fatto cosà ed io, adesso, posso parlare
più liberamente perché prima ero in
palese'’ conflitto di interesse.
Ho partecipato alle selezioni per il Pistoia Blues
Festival. Mi sono presentato 'just for fun' e veramente
con l’intenzione di raccogliere del materiale
per il libro che sto scrivendo e per confrontarmi
e conoscere persone che suonano bene. Mi sono presentato
volutamente in duo acustico (chitarra & armonica).
Questa premessa è dovuta. Come è giusto
chiarire che per me Voodoo Chile è un Blues,
tanto per intenderci sui colori che ho in testa parlando
di musica del diavolo. Condivisibile o no questo è
il mio pensiero.
Il locale (Blue Inn Caffè di Bologna) ci ha
fornito un service ottimo e di qualità. I tre
gruppi che si sono esibiti hanno avuto tutti parità
di trattamento e grande cortesia e professionalità.
Era la prima volta che partecipavo al concorso e la
mia impressione è stata più che buona.
Il locale, dopo il sound check, ci ha preparato una
tavolta dove abbiamo cenato tutti insieme. Fra i gruppi
si è subito creato un bel feeling. Si parlava
di musica, cinema, ma anche di donne e di vino. Non
c’è stato clima di tensione nè
di competitività. Questo forse è anche
merito dei gruppi e delle persone ma è giusto
segnalarlo.
Le proposte in cartellone sono state varie. Si è
passati dal mio duo acustico, il FIESTA & Co.
che ha proposto quello che doveva proporre, alle citazioni
di classici Blues dei RABBER BAND che sono dei signori
di Padova simpaticissimi e bravissimi, alla fusion
dei parmensi MANEKI NEKO che scrivono ottima musica
che ottimamente suonano.
È
stata proprio una bella serata, molta qualità
e grande feeling. Soprattutto fra i musicisti. Magari
è pure '’andata di culo'’ e le
umanità in gioco erano sane, io questo non
lo so dire. Però un po’ le serate siamo
noi musicisti a colorarle e non è sempre colpa
degli altri.
Per quanto
riguarda la 'Musica', invece, il discorso diventa
soggettivo. A me piace il Pisolini, mi piace il soggetto,
per cui Vi scrivo libero e butto nel cesso i miei
pregiudizi. Per lo meno ci provo. A me viene da pensare
che senza i Cream ed Hendrix, per fare giusto due
nomi, certe cose della musica nera (Robert Johnson?)
oggi sarebbero circoscritte ad un '’si dice'’.
Si può discutere sul '’purista'’
o '’non purista'’ ma una cosa è
certa al riguardo della contaminazione. Se non è
'’sincera'’ è intuibile, quindi
non fa più paura e si perde da sola. Mi ripeto,
non entro nel merito di nomi e persone che non conosco
ma una cosa è certa: in Italia Paolo Conte,
e oggi anche Gianmaria Testa, sono stati utili alla
diffusione di certo tipo di 'gièz' come Roberto
Ciotti (No More Blue?) e ad un certo tipo di 'blùs',
Vinicio Capossela ai 'suoni gitani’ e via discorrendo.
Le riletture, quando si appropriano del pezzo e (e
qui è piu’ difficile) del suo colore
hanno un valore e danno valore. Ai tempi il signor
Bob Dylan se ne è sentite dire di tutti i colori
quando ha cominciato a suonare elettrico perché
certa gente di ambiente folk ' non accettava'’.
Hendrix suonava quelle cose e non se lo fumava nessuno
fino a quando l’uomo della porta accanto non
ha detto '’..ti porto a Londra'’. Si può
dire la stessa cosa dei Beatles che all’inizio
'’bissavano'’ il buon vecchio Chuck Berry,
o di Elvis che ha ripreso cose nere. Per non parlare
di J.L.Lewis, ma di '’storie'’ così
è piena la storia della musica e dell’arte
tutta. Chi lo va a dire a Keith Richards che '’lui'’
non sente il blues nelle vene? Onestamente chi glielo
va a dire? Van Gogh, Beethoven, Martin Luther King,
Charlie Parker o Muddy Waters, Papa Giovanni XXIII,
Gesu Cristo.. quante sigarette si sono fumati prima
che passasse il loro 'modo’? Quando cerchi di
cambiare le regole del gioco non è tutto immediato.
L’importante è da dove parti, poi dove
arrivi è un dettaglio. La'’genialità'’
è spesso figlia di un'’errore'’.
Questo è il valore della contaminazione, il
resto è Juke Box. Forse il'’Blues'’
puo’ ancora essere un trampolino di lancio e
qualcuno il MISSILE.
Io non
sono un Bluesman, non mi sento un Bluesman. Io alla
fine sto solo scrivendo un libro sulla musica nera.
Ogni tanto suono nei locali con la mia chitarra acustica
ma questa è un’altra storia e questo
'’articolo'’ è volutamente preso
di lato. Ogni tanto scrivo per i ragazzi dello Spaghetti
Pensiero perché noto che Deo e Michele hanno
un bellissimo 'germe', ed io lo voglio coltivare perché
è sano. Free-Lance di pensiero liquido.
Le tre
proposte di martedì al Pistoia erano tutte
di 'qualità', perché in tutte e tre
c’era un 'credo’. Qualsiasi scelta abbia
fatto la giuria non è determinante. il punto
sta nel 'prima'. BluesInn ha permesso un 'prima'.
Questo è il punto. Il Pistoia Blues Festival
è chiaramente il Festival del Blues e questo
deve rimanere. In questo ho identità di vedute
con Lou. Ma non va negato a priori la ricerca di un
'’errore interessante'’
Il Blues
puo’ avere una nuova giovinezza. Ve lo dice
un NonBluesMan. Credetemi. Ma cercate di buttarli
giù i muri. I muri non servono a niente perché
le idee sono più forti e poi.. questi benedetti
'’Blues'’ a me sembra che siano nati proprio
dalla sofferenza data dai muri che erano imposti da
chi sapeva '’cosa è giusto e cosa sbagliato'’
ed io ne ho piene le corde (tutte e sei) di queste
menate. E’ solo che oggi forse il Blues ha proprio
bisogno, proprio oggi, di ritornare a parlare alla
gente perché la gente forse ha proprio bisogno
di questo.
E queste
'’righe'’ ve le scrivo anche se ho saputo
che la selezione ha premiato i carissimi' vecchietti‘
della RABBER BAND che personalmente stimo e che colgo
l’occasione di salutare perché hanno
fatto un’esibizione che a me è piaciuta
tantissimo.
Chiudo
con una 'domanda’ alla quale vorrei che si pensasse
seriamente: ma se un qualsiasi Blues Man 'Puro, Nostrano
& Santissimo’ si fosse trovato ad aprire
un concerto di Curt Cobain al Pistoia Blues Festival,
avrebbe rifiutato perché indignato? Non è
che per magia sarebbero venuti fuori dei collegamenti
fra la maledizione di quel signore di Seattle con
quella di Robert Johnson? Perché l’ambiente
del 'Blues’ in Italia non si mette a pensare
un po’ più in '’grande'’?
Forse che '’When Love comes to town'’
(BB King/U2) non sia anche quello un furbo ma sempre
originalissimo '’errore'’? Chiedetevi
onestamente sta cosa ed onestamente rispondete a Voi
stessi. Ma per davvero però, non per onore
di musa bellissima ed ispiratrice.
Io mi
auguro di avere anche 'Lou’ come ospite di un
capitolo di quello che vado a scrivere. Perché
il suo amore per la Musica del Diavolo è sincero
e questa cosa si vede. Ma a 'Lou', come a tanti amanti
del genere ricordo che il Diavolo era pur sempre un
Angelo. E forse addirittura il più bello. Questi
sono i Figli di Caino, ragazzi. A buon intenditor
poche parole.
Spero
di aver seminato un'’germe'’ utile, a
tutti.
Il resto è un’altra storia, come sempre.
Perché la Vita le sue risposte un po’
alla volta le dà.
Lo Spaghetti
Blues sta diventando un veicolo molto interessante
perché è fatto di persone ' vive' a
prescindere dai propri e giusti '’credo'’.
Mica male l’idea di unire le forze per uno stesso
fine. Lunga vita ai maledetti, a tutti perdenti ed
alla loro Musica.