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Concerti

Yo-Yo Mundi: Resistenza al Col del Lys
di Eli Moretti

Sabato 2 luglio mi sono arrampicata sul Col del Lys per il concerto/spettacolo degli Yo Yo Mundi. E spettacolo è dire poco. In alcuni momenti mi sono commossa e quando hanno suonato La Casa del Freddo una lacrimuccia è uscita dagli occhi, subito scacciata via perché... non si può fare brutta figura con quelli che mi circondano, tutti (o quasi) militanti, anarchici duri e puri, che certo non si commuovono per queste sciocchezze.

Anche perché per arrivarci, al Col del Lys o sei un militante duro e puro oppure perdi la speranza prima. 1300 metri sul livello del mare, a cui si arriva con una strada tutta curve che si inerpica su, su per il monte e quando arrivi..freddo polare, che chi è abituato al caldo di pianura ed è arrivato con le maniche corte pensa di essere davvero entrato della Casa del Freddo. Oppure di aver sbagliato stagione, non siamo in estate, qui è autunno inoltrato.

Poi cominci a vedere facce nuove, Michele FDM, Paolo e gli altri Yo Yo Mundi, Fabrizio Pagella che già era sul palco di "54". E poi quelli che ci sono sempre, alle manifestazioni. Sul palco c'è un gruppo emergente che canta di Resistenza. Poi letture, una fiaccolata, l'accensione di una fiaccola anche sul monumento ai caduti per la resistenza, che qui, in Val di Susa, si intreccia tra passato e presente, oggi e ieri, fascismo e alta velocità, con un tunnel che vogliono costruire nonostante le popolazioni siano contrarie, che solleverebbe una quantità di amianto da far alzare le percentuali di morti di tumore nella valle, percentuale che già oggi è la più alta del Piemonte.

Sono le 23, credo, quando gli Yo Yo Mundi salgono sul palco. Non ci sono solo loro. Fabrizio Pagella, e altri, tutti vestiti da partigiani, con il drappo rosso legato alla gola. Le canzoni si alternano alle letture. Canzoni degli Yo Yo Mundi, ma anche di De Gregori, dei Gang (vabbé, lo so, Eurialo e Niso l'ha scritta Bubola... ma per me è e sarà sempre dei Gang), quelle tradizionali come Bella Ciao, e poi letture di Fenoglio, dei Wu Ming, delle lettere da Stalingrado. Sempre con i vestiti da partigiani addosso. Sono proprio belli, lì sul palco. Ma anche sotto, siamo abbastanza belli (le eccezioni si fanno notare, fastidiosamente, ma gli stupidi ci sono sempre), ad applaudire ad ogni canzone e ad ogni frase, fino all'applauso finale, il più lungo, il più sentito.

Poi, per concludere, i Ribelli della Montagna cantata da tutti, sopra e sotto il palco ("certo che pagano loro, per cantare, mica noi!" - è il mio ironico commento da ligure...). Saluti di rito sotto il palco, conosciamo Fabrizio Pagella che se già prima era apparso veramente in gamba, ora (nonostante stia congelando) dimostra tutta la sua sensibilità verso argomenti come questo, che devono stargli davvero a cuore, se si mette a parlare di Pertini e dell'importanza della resistenza oggi con persone che ha appena conosciuto. C'era da aspettarselo, non per niente collabora con gli Yo Yo Mundi.

Il ritorno è ancora più faticoso dell'andata, ormai è l'una e mezza, e poi si torna più pesanti. Un po' per la borsa, che se nel pomeriggio era vuota, ora custodisce gelosamente il Cd-DVD dello spettacolo, acquistato al banchetto poco prima. Un po' perché se ascoltare queste cose fa bene alla mente, fa anche male al cuore, sarebbe bello poter considerare la resistenza una pagina chiusa della nostra storia, invece siamo costretti a raccontare e farci raccontare continuamente quello che è stato, perché oggi la situazione non è poi così diversa. Grazie a tutti coloro che hanno collaborato e che collaborano a questo progetto. Andate avanti così, ne abbiamo davvero bisogno tutti.

07-07-2005
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