Difficile
spiegare con parole sensate un sentimento,non so come
spiegare ad esempio a un juventino il tuo incondizionato
amore per l'inter? O a Rutelli che ci ha frullato
i coglioni, ma con calma e rigoroso controllo psichico-fisico?
O a i padani che non troppo tempo fa avevano una loro
nazione, un loro Dio (il famoso dio Po) e persino
una loro moneta, proprio ora che parlano tanto di
cristianità e cara vecchia lira? Bè
difficile, non trovate? Anzi, ammettiamolo impossibile!
Ecco per me è difficile dire perchè
questi Luf,non sono una band da ascoltare e seguire
ai concerti, ma un' esperienza musical-politica che
pesca il meglio della scena folk moderna italiana
(cioè Gang e Modena City Ramblers),
il cantautorato più rigoroso (chiaramente citato
Guccini) e infine il più sano
e sudicio southern rock, la loro grezza attitudine
rockettara che li distingue da altri gruppi.
Oltretutto la credibilità e la cristallina
onestà di Dario Canossi e
dei suoi sono un elemento in questi tempi di squallido
e feroce opportunismo che pesa e conta in un contesto
popolato da troppi "compagni", "troppa
ggente de sinistra", ma pochissimi comunisti!
Tutti pronti a rinnegare un passato da barricaderi,
tutti a sottolineare le proprie convinzioni non-violente
e stucchevolmente pacifiste, ma Dario e i suoi ci
rammentano che " se tornerà il Re gli
taglieremo la cresta" e che questo bellissimo
castello capitalista "noi lo bruceremo".
Insomma i Luf,sono da amare perchè hanno capito
quello che nessun altro ha capito. Non l'hanno compreso
i cantanti della scena pop-melodica-radiofonica, che
in tempi passati ci avevano donato ottimi capolavori
di struggente leggerezza e ora solo inconsistenti
branetti di deprimente futilità, grigi e mediocri,
ma nemmeno Mauro Pagani quando dice
che il musicista è un intellettuale relegandolo
al ruolo di autoreferenzialità ottusa e fine
a sè stessa.
No, i Luf non compiono questi errori, perchè
hanno capito che il musicista non è un rappresentante
che deve vendere la sua merce nè un artista
chiuso a riccio sulla sua presunta "arte",
essenzialmente la reale posizione del musicista è
quella di "Cantastorie al servizio del popolo".
Che canti di storie d'amore o che canti la lotta,
egli non deve né stare sopra, come taluni scurnacchiati
che trovate a Mantova, né sotto, come taluni
poveretti nati cresciuti e maciullati nelle defilippate
e costanzinate, ma in mezzo al pubblico, come cantore
e puntalizzatore del mondo amoroso-politico della
nostra società. Questo i Luf lo fanno egregiamente
e noi non dobbiamo fare altro che ascoltarli e seguirli!