Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.
















Sbiellature

Come spiegare i Luf? Ascoltandoli!
di Davide Nixon

Difficile spiegare con parole sensate un sentimento,non so come spiegare ad esempio a un juventino il tuo incondizionato amore per l'inter? O a Rutelli che ci ha frullato i coglioni, ma con calma e rigoroso controllo psichico-fisico? O a i padani che non troppo tempo fa avevano una loro nazione, un loro Dio (il famoso dio Po) e persino una loro moneta, proprio ora che parlano tanto di cristianità e cara vecchia lira? Bè difficile, non trovate? Anzi, ammettiamolo impossibile!

Ecco per me è difficile dire perchè questi Luf,non sono una band da ascoltare e seguire ai concerti, ma un' esperienza musical-politica che pesca il meglio della scena folk moderna italiana (cioè Gang e Modena City Ramblers), il cantautorato più rigoroso (chiaramente citato Guccini) e infine il più sano e sudicio southern rock, la loro grezza attitudine rockettara che li distingue da altri gruppi.

Oltretutto la credibilità e la cristallina onestà di Dario Canossi e dei suoi sono un elemento in questi tempi di squallido e feroce opportunismo che pesa e conta in un contesto popolato da troppi "compagni", "troppa ggente de sinistra", ma pochissimi comunisti!

Tutti pronti a rinnegare un passato da barricaderi, tutti a sottolineare le proprie convinzioni non-violente e stucchevolmente pacifiste, ma Dario e i suoi ci rammentano che " se tornerà il Re gli taglieremo la cresta" e che questo bellissimo castello capitalista "noi lo bruceremo". Insomma i Luf,sono da amare perchè hanno capito quello che nessun altro ha capito. Non l'hanno compreso i cantanti della scena pop-melodica-radiofonica, che in tempi passati ci avevano donato ottimi capolavori di struggente leggerezza e ora solo inconsistenti branetti di deprimente futilità, grigi e mediocri, ma nemmeno Mauro Pagani quando dice che il musicista è un intellettuale relegandolo al ruolo di autoreferenzialità ottusa e fine a sè stessa.

No, i Luf non compiono questi errori, perchè hanno capito che il musicista non è un rappresentante che deve vendere la sua merce nè un artista chiuso a riccio sulla sua presunta "arte", essenzialmente la reale posizione del musicista è quella di "Cantastorie al servizio del popolo". Che canti di storie d'amore o che canti la lotta, egli non deve né stare sopra, come taluni scurnacchiati che trovate a Mantova, né sotto, come taluni poveretti nati cresciuti e maciullati nelle defilippate e costanzinate, ma in mezzo al pubblico, come cantore e puntalizzatore del mondo amoroso-politico della nostra società. Questo i Luf lo fanno egregiamente e noi non dobbiamo fare altro che ascoltarli e seguirli!

06-06-2005
HOME