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Concerti

Federico Sirianni: "è assai facile al knock out/ che ti fulmina sul ring"
di Giorgio Maimone

Ha una faccia da pugile simpatico. E anche l’atteggiamento con cui tiene il ring, pardon, il palcoscenico, ricorda quello del pugile. Se vogliamo persino la voce. Ma un pugile di quelli dal cuore d’oro e dalla mascella di cristallo, quelli di cui si parla nei film, con un destino da canaglia impunita, magari protagonista di qualche scazzottata per strada o di un tentativo di rapina in banca. Ieri sera ha rapinato soltanto una fetta dei nostri cuori.

Federico Sirianni, in concerto al Nidaba di via Gola a Milano, con una bella porzione dell’Orchestra Molotov al seguito (Vito Miccolis, cajon, bongos, piatti e ammenicoli percussivi; Giorgio Fiorini, contrabbasso; Raffaele Rebaudengo violino tzigano e mariachi), con il rafforzo di Mario Congiu alla chitarra elettrica.

Il ring, pardon, il palco, è piccolissimo e a stiparvicisi in 5 ci vuole soprattutto una bella fantasia, oltre che una gestione degli spazi minimi di estrema precisione.
TEMPO

È tempo di grondare amore sotto il temporale
Tempo di soffiare come vento di grecale
Tempo di colare a picco fra le tue lenzuola
E il tuo silenzio più veloce d'ogni mia parola

È tempo di sentirti dentro, fuori, sopra e sotto
respirare il tuo profumo in mezzo al letto sfatto
Regalarti fiori freschi come primavera
Irradiarti di comete al buio della sera

È tempo di sfilarti l'armatura e riposare
Fra i segreti appesi come croci su un altare
Tempo di specchiarti nel mio desiderio ardente
Fra le pagine più belle scritte come non si scrive niente

È tempo che i tuoi occhi non diventino più tristi
Che il cristallo possa sciogliersi sulle tue vesti
Tempo che la luna faccia in pieno il suo dovere
Perché t'innamori senza farti mai cadere

È tanto tempo che ti cerco che mi sembra eterno
Tempo di scaldarci perché arriverà l'inverno
Tempo che il mio sangue torni a scorrere veloce
Soltanto per il suono della tua voce

È tempo di lasciarsi dolcemente abbandonare
Nel ricordo oltremarino farsi addormentare
Tempo che io stringa la tua vita nella mia
Perché l'inferno resti sempre e solo ovunque tu non sia
Ovunque tu non sia

L’archetto del violino minaccia a più ripresa il cappello di Sirianni, lo stesso cappello che tocca il cielo sopra il palco (non molto sopra i due metri) al momento dei saluti finali. Ciò nonostante il locale è bello, la Guinness buona, la gente chiacchiera, ma segue anche con attenzione e le canzoni sono belle.

La gente segue anche per il sospetto che il pugile dallo sguardo buono possa stancarsi, scendere dal palco e ingaggiare rissa coi disturbatori. Ma in realtà segue perché è sedotta dalla grinta che Federico ci mette, anche nei pezzi moderati e più meditativi. Chiaro che in un locale con birra al seguito i pezzi mossi prendono il sopravvento.

Ma l’interesse non è solo per osservare la capacità di tenere il palco di Sirianni e soci (anche Congiu si concede una parentesi di un paio di brani suoi, degli onesti e coinvolgenti rockacci “comme-il-faut”). L’interesse principale è dato dal fatto che Federico Sirianni ha presentato per la maggior parte materiale nuovo e questo materiale si stacca abbastanza da quello presentato sul suo (bel) disco “Onde clandestine”.

La deriva balcanica è quasi del tutto abbandonata e si fa strada un sano sentimento tra lo stradarolo e il rock. E non a caso uno degli ultimi spettacoli di Sirianni si chiamava “A metà strada tra i Balcani e il West”. Il disco potrebbe essere in uscita per fine maggio, ma su queste cose è meglio non scommetterci: “e io – dice Federico – su queste cose sono l’ultima ruota del carro. Sono solo quello che scrive le canzoni e le canta”. L’approccio musicale comunque, e Federico conferma, “è tutto un po' meno balkan folk e un po' più musicalmente schizofrenico”.

Qualche titolo nuovo? “Alle sette della sera”, la canzone con cui ha vinto a Recanati, la delicata “Tempo”, molto intensa, e l’energetica “Dal basso dei cieli”. Se dal buon giorno si vede il mattino … è in arrivo un bel mattino carico di canzoni. Sempre che il pugile si tolga i guantoni per suonare

 

 

Ultimo aggiornamento: 10-02-2005
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