Chumbawamba: "A Singsong and a scrap"

l collettivo anarchico di Leeds si è lasciato definitivamente alle spalle il boom planetario di Tubthumping e ha riacceso la miccia del rigore filologico nel grande abbraccio della tradizione folk. Qui si levano il gusto di cantare d’amore e di guerra, una cantilena e una zuffa, per dirla con l’ironia del titolo (rafforzata dalla foto di copertina) nella dimensione acustica. E confermano straordinarie virtù musicali, al di là della forte identità politica. Fulvio Brighenti - XL di Repubblica


Hanno sempre ragione, i Chumbawamba. Anche se non capisci le parole, anche se non sai cosa dicono, non puoi non stare dalla loro parte. E’ la musica ribelle che te lo chiede. E sono parole da gridare nelle piazze, scrivere sui muri. Loro stanno al pop british come Ken Loach al cinema, ma hanno la leggerezza di Full Monty, pur senza trascurare l’impegno. Anzi, giocano anche al raddoppio in questo bellissimo album A Singsong and a Scrap, una raccolta di english rebel songs che odora di lotte, battaglie, grandi domani. Un album quasi acustico, una collezione di piccole grandi canzoni cantate con una semplicità che entra nel cuore, perché sono radicali non solo nelle parole, ma anche nell’intonazione. -
Giacomo Di Girolamo - RockShock

E’ trascorso solamente un anno e mezzo da “Un”, l’ultimo lavoro dei Chumbawamba. A quanto pare, però, la prolifica band britannica ha sentito subito l’esigenza di rimettersi a scrivere nuovi pezzi ed ecco così “A singsong and a scrap”. Le dodici canzoni presenti sul disco sono ispirate ad alcuni personaggi inglesi ed americani del passato (per lo più dell’800), impegnati in battaglie civili e sociali - Rockol

Ve la ricordate "Thubthumping", quel tormentone pubblicitario che qualche anno fa (il '97, per la precisione) fece puntare i riflettori sopra i Chumbawamba ? Bene: dimenticatevela ! Con questo "A singsong & a scrap" l'"impegnato", poliedrico e prolifico collettivo inglese (sette altalenanti album negli ultimi quindici anni) vira con decisione verso i lidi del folk, lasciando che a dividersi la scena siano le chitarre acustiche, le fisarmoniche, gli archi e soprattutto i cori. Il risultato ? 11 pezzi gradevoli ma - musicalmente parlando - non brillanti, ben curati ma incapaci di lasciare il segno, inficiati da un'estetica quanto mai retorica che aleggia pesantemente dalla prima all'ultima traccia. - Buone Frequenze

Musicalmente hanno attraversato vari generi cercando di arrivare al cuore della gente e come non ricordare il rifacimento di God Save the Queen in chiave techno, magnifico (!) o il 1998 segnato indelebilmente da Tubthumping. Con questo ultimo lavoro, tutto ballate acustiche popular-folk, ci raccontano le storie di persone che hanno lottato per un mondo più giusto, storie contro, storie vere. C’è anche una versione di Bella Ciao in omaggio a Carlo Giuliani morto a Genova, ucciso dalla polizia nel 2001. Loro c’erano.
Per non dimenticare. D.Zanetti - Moltomagazine

Has the band's music changed much over that time?
"Definitely. Chumbawamba is always consistent in its inconsistency. Musically it's always gone off in lots of different directions. The folk-type element has always been there but latterly it's come to the fore, to the point that at the moment we are going out as an acoustic band as you saw at the Love Apple and that's the kind of avenue we are pursuing for the immediate future". Intervista sulla BBC.co.uk

Parola di Bielle
Innanzitutto stanno a sinistra e sanno dove stanno (oltre a starci benissimo). In secondo luogo hanno tirato fuori un album intriso di umori folk., di cui sulla stampa anglosassone non si trova traccia (e questa è la prima volta da quando curiamo questa rubrica), tranne in un'intervista sul sito della BBC. I Chumbawamba non hanno molto da spartire con le suggestioni del loro hit milionario Tubthumping. Hanno dato una decisa svolta folk alla loro musica che però non perde un'oncia in carica rivoluzionaria. Le canzoni rivoluzionarie non hanno tempo o data di scadenza e possono andare da "Bella ciao" dedicata a Carlo Giuliani, ad altre canzoni dedicate a personaggi delle lotte del passato, come Joe Hill o Alexander Berkman e Emma Goldman. Insomma, suona come un gioiello incastonato in un cameo, ma ci ricorda che è giusto ribellarsi. In alto i cuori!