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Dodici
anni
Ricordando Mimi
Un
arresto cardiaco dovuto a un'overdose di farmaci anti-depressivi
o forse altro che non si saprà mai, chiudeva
in un triste mattino di maggio, in una delle più
tristi città del nord, una vicenda triste e assurda.
Mimì Berté, alias Mia Martini veniva ritrovata,
morta, riversa nel suo letto, due giorni dopo. Due giorni
di troppo di dimenticanza per quella che comunque è
stata una delle più grandi artiste italiane.
Per 48 ore nessuno si è accorto della sua mancanza,
della sua assenza. Dopo, come direbbe De Gregori, tutti
correvano a dire "io sono stato suo padre / purché
lo spettacolo non finisca". Non so in quanti abbiano
canticchiato "La vie en rose" la notte quando
andarono a cena, ma magari "Piccolo uomo"
sì. Perché la morte, in Italia e nel mondo
dello spettacolo, fa spettacolo, fa audience, fa vendere.
Bielle non ama e non ha mai amato queste pratiche mortuarie,
ma posso giurarvi che le pagine degli artisti scomparsi
(magari silenti e non lette per buona parte dell'anno)
di colpo si rianimano alla ricorrenza della loro morte:
Rino Gaetano, Pierangelo Bertoli, Fabrizio De André,
Piero Ciampi, Luigi Tenco e anche Mia Martini. Mimì
ha una discografia ufficiale fatta di 16 dischi LP (15
e un cd) e una discografia post-mortem di 9 cd ufficiali
più le raccolte. E' sempre bene che non venga
disperso il patrimonio artistico di una grande interprete,
ma sarebbe stato ancora meglio se, lei viva, le avessero
fatto incidere dei dischi tra il 1983 e il 1989! C'è
chi ha parlato di Mia come della "donna che visse
tre volte": la prima vita artistica, escludendo
i primi 45 giri del 1963, incisi sotto il nome reale
di Mimì (Domenica) Berté, parte nel 1971
quando adotta il nome di Mia Martini e si propone al
Festival di avanguardia e nuove tendenza di Viareggio
come band leader (il gruppo si chiamava "La macchina"),
vincendolo con "Padre davvero",
storia trucida e dura di una figlia che si ribella e
restituisce colpo su colpo a un "padre padrone"
di puro stampo borghese. Il colpo è forte: il
personaggio è indovinato e l'epoca è propizia.

Esce subito un bellissimo LP "Oltre la
collina", che, in cinque canzoni porta
la firma di un giovane cantautore emergente, tale Claudio
Baglioni che, con grande sensibilità,
riesce a entrare nel possibile mondo di una giovane
donna inquieta, regalandoci gioiellini come "Le
lacrime di marzo" o "Amore
... amore ... un corno". A rimarcare la
sua differenza Mia sceglie di presentare ben due recitativi
sul disco, a inizio e fine lavoro. Ma l'artificio della
"ragazza ribelle" durò lo spazio di
un solo disco: già dal secondo "Nel
mondo una cosa" il personaggio Mia compie
una decisa evoluzione: innanzitutto abbiamo il grosso
successo di "Piccolo uomo"
che vince Festival di Venezia e disco d'oro, successo
bissato quasi da "Donna sola". Nasce Mia donna
romantica, ma senza peli sulla lingua: violenze maschili,
abbandoni e sofferenze d'amore sono il suo pane quotidiano.
Come confermano i dischi successivi e le buone vendite
di "Minuetto" e "Inno". Ma nel '74
con "Sensi e controsensi"
inizia il cammino declinante della fama di Mia. Nel
'78, purtuttavia vi è l'incontro affettivo e
artistico con Ivano Fossati e la possibilità
di incidere due "enormi" canzoni come "La
costruzione di un amore" e "Vola",
entrambe scritte da Fossati e contenuti nell'album "Danza".
Dal '79 all'81 c'è il primo mini break nella
carriera di Mia, due anni senza incidere e poi un ritorno
con i capelli corti, look radicalmente mutato e con
il recupero del vero nome di "Mimì",
come intitola anche l'album, per la prima volta ricco
di canzoni scritte da lei stessa (ma in realtà
Mimi avevà già scritto i testi di alcune
traduzioni già nel primo lavoro). Siamo alla
seconda vita artistica di Mimì. E' ancora Fossati
a occuparsi di lei, artisticamente, donandole la splendida
"E non finisce mica il cielo",
canzone ancora oggi annoverata fra i vertici della sua
produzione, con cui partecipa a Sanremo dove la giuria
la premia per il brano migliore della rassegna, inventando,
per l'occasione, il "Premio della critica giornalistica",
oggi meritatamente intitolato "Premio della critica
Mia Martini". Sanremo getta le basi per un rilancio
che la porta a incidere, con la produzione di Shel Shapiro,
"Quante volte ho contato le stelle"
con canzoni di Ivano Fossati, Riccardo Cocciante,
Maurizio Piccoli e Gianni Bella. Ancora un disco "Miei
compagni di viaggio", interamente registrato
dal vivo al Teatro Ciak di Milano nel 1983 e ritiro
forzoso dalle scene, vittima del clima di persecutoria
maldicenza. La lontananza dall'ambiente durerà
sei anni. L'ultimo ritorno ha il nome ancora di Sanremo
e di una canzone memorabile, come "Almeno
tu nell'universo" (1989) . Grande successo
e ritorno all'attività. Premiata come interprete
dell'anno al "Tenco" di Sanremo, dall'89 al
'92 la cantante pubblica cinque album (Martini
Mia, La mia razza, In concerto, Rapsodia, Lacrime).
Ancora due Sanremo con "La nevicata del
'56" e in coppia con la sorella Loredana
Berté in "Siamo come siamo".
Un ultimo cd: "La musica che mi gira intorno",
ancora dedicato ai "colleghi cantautori" e
il ciclo si chiude. Siamo di nuovo al maggio del 1995.
Dopo
Cosa avvenga dopo è così banale che non
mette conto parlarne. Tutti riscoprono Mia o, meglio,
Mimì. In particolare la riscopre quella discografia
che tanto ha fatto per abbandonarla e gettarla nel baratro.
Restano i pochi veri amici di sempre:, Renato Zero in
testa. Per gli altri la solita corsa a posteriori ad
accampare diritti su una presunta eredità o consanguineità
artistica. E tutti a scagliarsi contro la sorte cinica
e bara o contro "gli ambienti" che l'hanno
portata all'estremo gesto, ma non un nome che esca,
non che si possa dare generalità precise a questi
"agenti del destino". Meglio non scoperchiare
troppo i sepolcri, specie se imbiancati: potrebbero
saltare fuori grossi nomi, soprattutto di colleghi.
Insomma: chi ha emarginato Mimì con la storia
che portasse sfiga? Dieci anni dopo non si sa ancora.
Oppure chi sa non parla. Speriamo almeno resti il rimorso.


Mimì
sarà
di Francesco De Gregori
Sarà
che tutta la vita è una strada con molti tornanti,
e che i cani ci girano intorno con le bocche fumanti,
che se provano noia o tristezza o dolore o amore non
so.
Sarà che un giorno si presenta l'inverno e ti
piega i ginocchi,
e tu ti affacci da dietro quei vetri che sono i tuoi
occhi,
e non vedi più niente, e più niente ti
vede e più niente ti tocca.
Sarà che io col mio ago ci attacco la sera alla
notte,
e nella vita ne ho viste e ne ho prese e ne ho date
di botte,
che nemmeno mi fanno più male e nemmeno mi bruciano
più.
Dentro al mio cuore di muro e metallo dentro la mia
cassaforte,
dentro la mia collezione di amori con le gambe corte,
ed ognuno c'ha un numero e sopra ognuno una croce,
ma va bene lo stesso, va bene così.
Chiamatemi Mimì, chiamatemi Mimì.
Per
i miei occhi neri e i capelli e i miei neri pensieri,
c'è Mimì che cammina sul ponte per mano
alla figlia
e che guardano giù.
Per la vita che ho avuto e la vita che ho dato, per
i miei occhiali neri,
per spiegare alla figlia che domani va meglio, che vedrai,
cambierà.
Come passa quest'acqua di fiume che sembra che è
ferma,
ma hai voglia se va, come Mimì che cammina per
mano alla figlia,
chissà dove va.
Sarà che tutta la vita è una strada e
la vedi tornare,
come la lacrime tornano agli occhi e ti fanno più
male,
e nessuno ti vede, e nessuno ti vuole per quello che
sei.
Sarà che i cani stanotte alla porta li sento
abbaiare,
sarà che sopra al tuo cuore c'è scritto
"Vietato passare",
il tuo amore è un segreto, il tuo cuore è
un divieto,
personale al completo, e va bene così.
Chiamatemi Mimì, chiamatemi Mimì.
Per i miei occhi neri e i capelli e i miei neri pensieri,
c'è Mimì che cammina sul ponte per mano
alla figlia
e che guardano giù.
Per la vita che ho avuto e la vita che ho dato, per
i miei occhiali neri,
per spiegare alla figlia che domani va meglio, che vedrai,
cambierà.
Come passa quest'acqua di fiume che sembra che è
ferma,
ma hai voglia se va, come Mimì che cammina per
mano alla figlia,
chissà dove va.
Almeno
tu nell'universo
Sai, la gente è strana prima si odia e poi si
ama
cambia idea improvvisamente, prima la verità
poi mentirà lui
senza serietà, come fosse niente
sai la gente è matta forse è troppo insoddisfatta
segue il mondo ciecamente
quando la moda cambia, lei pure cambia
continuamente e scioccamente.
Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell'universo !
un punto, sai, che non ruota mai intorno a me
un sole che splende per me soltanto
come un diamante in mezzo al cuore.
tu, tu che sei diverso, almeno tu nell'universo!
non cambierai, dimmi che per sempre sarai sincero
e che mi amerai davvero di più, di più,
di più.
Sai, la gente è sola, come può lei si
consola
per non far sì che la mia mente
si perda in congetture, in paure
inutilmente e poi per niente.
tu, tu che sei diverso, almeno tu nell'universo !
Un punto, sai, che non ruota mai intorno a me
un sole che splende per me soltanto
come un diamante in mezzo al cuore.
tu, tu che sei diverso, almeno tu nell'universo !
Non cambierai, dimmi che per sempre sarai sincero
e che mi amerai davvero di più, di più,
di più
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La sfiga ci vede benissimo
"Canto per chi mi ha tradito / per chi mi ha
lasciato / per chi mi ha offeso" "E
ancora canto"
Non vogliamo farla lunga, ma quando
inizia a girare la voce che porti sfiga le porte del
mondo dello spettacolo si chiudono tutte quante istanteneamente.
Però la voce circola, circola sempre quando è
negativa: ha colpito Marco Masini, Claudio Lolli, Gabriela
Ferri, Max Manfredi, Gino Paoli, perfino Gianni Morandi
per un breve periodo. In altri ambito, oltre a Silvio
Berlusconi, la cui fama si va consolidando, si citano
famosi giornalisti, uffici stampa influenti, conduttori
televisivi o addirittura l'allenatore Gigi Simoni che,
tutte le volte che viene cacciato, la sua ex squadra
retrocede o, come nel caso dell'Inter, non vince più
nemeno la coppa del Nonno. Ce n'è per tutti.
Mia Martini è stata una delle più bersagliate
e, forse, delle più fragili. Vittima predestinata,
in un certo senso. A tutti costoro, ma soprattutto agli
altri, agli untori, a chi va in giro a spargere voci,
non possiamo non dedicare di cuore un pezzo di Luigi
Pirandello: "La patente".

Chi
ha cantato Mia?
Nel corso degli anni, Mia Martini ha
cantato il meglio del repertorio dei cantautori italiani,
così come dei più importanti autori stranieri.
Già dal primo album, Oltre la collina, la cantante
incide alcuni brani di un giovanissimo Claudio Baglioni:
"Lacrime di marzo", "Gesù è
mio fratello", "Amore... amore... un corno!".
Sullo stesso album cover di Cat Stevens ( Nel rosa,
in originale Into White), dei Tokens , ex gruppo di
spalla di Neil Sedaka (The lion sleep tonight) e Nina
Hart (Taking Off diventata Ossessioni). Uno degli autori
più ripreso nel suo repertorio è stato
sicuramente Ivano Fossati, che dell'artista è
stato anche produttore. Tra i brani di quest'ultimo
ricordiamo "La costruzione di un amore", "Vola",
"Danza", "E non finisce mica i cielo",
oltre alla ripresa di "La canzone popolare",
"I treni a vapore" e "La musica che gira
intorno". Anche Bruno Lauzi è stato importante
per il repertorio di Mia. Basti pensare che è
proprio di Lauzi la canzone che portò Mia al
successo, "Piccolo uomo".
Così come, 17 anni dopo, "Almeno tu nell'universo"
ha contribuito al rilancio della cantante dopo anni
di silenzio artistico. Di Lauzi sono anche, tra le altre,
"Donna sola", "neve bianca" e "Per
amarti". Antonello Venditti le affidò "Ma
quale amore", mentre un delicato Riccardo Cocciante
è presente nella produzione di Mia con "Da
capo" (incisa anche da Mina) e "L'equilibrista".
Franco Califano è l'autore di altri due grandi
successi discografici come "Minuetto" e "La
nevicata del '56". Anche il repertorio di Luigi
Tenco è stato rivisitato dalla cantante, che
ha inciso le sue versioni di "un giorno dopo un
altro" e "Vedrai vedrai". Di Fabrizio
De Andrè troviamo "Il pescatore", "Hotel
Supramonte" e "Fiume Sand Creek", mentre
di De Gregori sono "Alice" e Mimì sarà
Tra gli altri autori interpretati da Mia c'è
anche Umberto Tozzi (non ancora noto al grosso pubblico)
con "Io ti ringrazio", incisa nel '75, Mango
("Se mi sfiori"), Gianni Bella ("Nuova
gente"), mentre l'ex componente della Premiata
Forneria Marconi, Mauro Pagani (insieme a Gian Gilberto
Monti) ha scritto "La mia razza". Amedeo Minghi
diede a Mia "Ma sono solo giorni" . I fratelli
Conte (Giorgio e Paolo) hanno composto per lei, rispettivamente,
"Agapimu" e la raffinata "Spaccami il
cuore". Altri importanti autori sono stati rivisitati,
tra questi: Lucio Battisti ("Pensieri e parole"
e "Nel sole, nel vento, nel sorriso e nel pianto",
in versione jazz con Maurizio Giammarco), Pino Daniele
("Gente distratta"), Zucchero ("Diamante"),
Lucio Dalla ("Stella di mare"), Edoardo Bennato
("tutto sbagliato, baby") e Vasco Rossi ("Dillo
alla luna"). Nell'ultima produzione, è stato
Enzo Gragnaniello uno degli autori preferiti dalla cantante,
autore di importanti brani quali, "Donna",
"Statte vicino a me" e "Cu 'mmè".
Enrico Ruggeri, che per l'occasione ha collaborato con
Dodi Battaglia dei Pooh, ha firmato "domani più
su" per l'album La mia razza. Biagio Antonacci
è presente con "il fiume dei profumi",
racchiusa nell'album Lacrime.

Inno
Cantero’
– se vuoi - ma non credermi
Stelle nelle tasche piu’ non ho
E tu - non sai - volare piu’ - piu’ - piu’
in alto
Nel viso della sera che nasce
Sulla spiaggia coi falo’
Cantero’ - per noi - che non siamo piu’
piu’ forti - di quel po’ - di gioventu’
Che sta - bruciando dentro e poi - finira’
Nel viso della sera che nasce
Sulla spiaggia coi falo’
Dimmi che vuoi - che puoi - darmi felicita’
E sotto - la mia pelle nascera’
Per te un dolce fiume che - cantera’
La mia speranza d’esser donna
E la tua bocca poi lo berra’
Dimmi che il posto mio non sto per perderlo
Dentro la mia fiaccola tu sei
Ma se - non sai bruciare piu’ - resta ancora
Insieme canteremo e legnia
Porteremo al nostro falo’
Dimmi che vuoi - che puoi - darmi felicita’
Apri le tue braccia e se ne andra’
La mia tristezza finalmente sara’ un esplosione
Di stelle cadenti sopra i fuochi gia’ spenti dei
falo’
Sole no! Non puoi - piu’ mandarci via
Rosso stai salendo sempre piu’
Lui sta dormendo il mare sa’ - quanto amore
Mi ha dato e mi dara’ rubando il viso di una sera
Minuetto
E'
un'incognita ogni sera mia...
Un'attesa, pari a un'agonia. Troppe volte vorrei dirti:
no!
E poi ti vedo e tanta forza non ce l'ho!
Il mio cuore si ribella a te, ma il mio corpo no!
Le mani tue, strumenti su di me,
che dirigi da maestro esperto quale sei...
E vieni a casa mia, quando vuoi, nelle notti più
che mai,
dormi qui, te ne vai, sono sempre fatti tuoi.
Tanto sai che quassù male che ti vada avrai
tutta me, se ti andrà per una notte...
... E cresce sempre più la solitudine,
nei grandi vuoti che mi lasci tu!
Rinnegare una passione no,
ma non posso dirti sempre sì e sentirmi piccola
così
tutte le volte che mi trovo qui di fronte a te.
Troppo cara la felicità per la mia ingenuità.
Continuo ad aspettarti nelle sere per elemosinare amore...
Sono sempre tua, quando vuoi, nelle notti più
che mai,
dormi qui, te ne vai, sono sempre fatti tuoi.
Tanto sai che quassù male che ti vada avrai
tutta me, se ti andrà, per una notte... sono
tua...
... la notte a casa mia, sono tua, sono mille volte
tua...
E la vita sta passando su noi, di orizzonti non ne vedo
mai!
Ne approfitta il tempo e ruba come hai fatto tu,
il resto di una gioventù che ormai non ho più...
E continuo sulla stessa via, sempre ubriaca di malinconia,
ora ammetto che la colpa forse è solo mia,
avrei dovuto perderti, invece ti ho cercato.
Minuetto suona per noi, la mia mente non si ferma mai.
Io non so l'amore vero che sorriso ha...
Pensieri vanno e vengono, la vita è così...
E
non finisce mica il cielo
di Ivano Fossati
E
non finisce mica il cielo
anche se manchi tu
sarà dolore o è sempre cielo
fin dove vedo
chissà se avrò paura
o il senso della voglia di te
se avrò una faccia pallida e sicura
non ci sarà chi rida di me
se cercherò qualcuno
per ritornare in me
qualcuno che sorrida un po' sicuro
che sappia già da sè
che non finisce mica il cielo
questa è la verità
possa restare in questo cielo
finché ce la farà.
Se
avrò una faccia pallida e sicura
sicura
non ci sarà chi rida di me
perché io avrò qualcuno
perché aspettando te
potrei scoprirmi ancora sulla strada
per ritornare in me
per ritornare in me
per ritornare in me.
Donna sola
Io - non son piu’ io - mi sento
da sola
Qualche cosa dentro me – e’ cambiato ma
cos’e’
Oh oh no! – o non dir di no! - e lasciami sola
Non dipende piu’ da te.
Potresti regalarmi il mondo intero
Che me ne farei
Io cerco solo il vento e una scogliera
Dentro gli occhi miei
E sopra il mare volerei
Per non tornare credimi……… sola
Non pensare adesso che
Qualcun altro sia con me - oh oh no!………
Ti ho detto da sola – io con la mia anima.
sara’ che questo mondo ha rovinato
Tutti i sogni miei
Se non avessi te che sei innocente
Giuro me ne andrei
Ed oltre il mondo volerei
Per non tornare credimi - sola
Per sentirmi libera – finalmente libera.
Sola – io con la mia anima.
Ma – chi piangera’ lo so’
saro’ io
Io che restero’ sola - sola
Restero’ sola
Sola – sola –
Sola – sola – sola – sola
Restero’ sola – sola– sola - sola
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Padre davvero
Ora che sono mezza inguaiata
e che ho deluso le tue speranze,
vieni di corsa, mi hanno avvisata
per dirmi in faccia le tue sentenze.
Padre, davvero lo vuoi sapere
se tu non vieni mi fai un piacere!
Mi avevi dato per cominciare
tanti consigli per il mio bene;
quella è la porta, è ora di andare
con la tua santa benedizione.
Padre, davvero sarebbe bello
vedere il tuo pianto di coccodrillo!
E certo tuo padre ti diede di meno,
solo due calci dietro la schiena
e con mia madre dormivi nel fieno
anche in aprile e di me era piena!
Padre, davvero sarebbe grande
sentire il parere della tua amante!
Poi sono venuta e non mi volevi
ero una bocca in più da sfamare;
non sono cresciuta come speravi
e come avevo il dovere di fare!
Padre, davvero che cosa mi hai dato?
Ma continuare è fiato sprecato
che sono tua figlia, lo sanno tutti
domani i giornali con la mia foto
ti prenderanno in giro da matti;
ah, non mi avessi mai generato!
Padre, davvero ma chi ti somiglia
ma sei sicuro che sia tua figlia?


Pensieri
di Mia Martini
Comincia il viaggio, mi scopro d'un tratto a volare.
Non voglio sentirmi un pacco postale, ma una donna.
Voglio satre con i miei amici la sera, voglio
leggere, voglio scrivere i testi di canzoni, voglio
giocare con il mio cane.
Noi siamo i buoni, i cattivi,
gli eroi.
Avere successo non è una
scommessa con il mondo, una rivendicazione personale.
Avere successo è riuscire a far giungere
agli altri qualcosa, un'emozione, un pensiero,
un discorso.
Ho perso il blu che spacca il
cielo a metà.
Io sono una che canta e sono come
sono. Voglio essere una cantante e non un personaggio.
Non c'è niente di grande
in me, io posso soltanto cantare per me.
Davanti al microfono chiudo gli
occhi e divento forte, talmente forte che non
mi importa più di nulla.
Un'intervista a Mimì
di Adriano Aragozzini
Ciao Mimi. Dimmi, per te che cos’è
la iella?
«È un dramma peggiore dell' AIDS.
Per la iella non si può fare nessuna radiografia,
nessun esame del sangue e non c’è
nessuna cura, per l’AIDS invece si. È
terribile dare la “patente” di iellone
a una persona che non si può difendere.
La iella è micidiale perché, senza
che a volte esista una ragione al mondo, tutti
ti evitano, e un essere umano, senza nessuna colpa,
si trova emarginato ma è questa società
che è davvero spietata».
Secondo te, chi porta iella in Italia?
«Sicuramente Guido Carli. Tutte le volte
che accendo la televisione e guardo il telegiornale,
come appare il ministro Carli mi prende un colpo!
Tutti lo possono vedere quando chiede agli italiani
sacrifici da duecentomila miliardi... Io sono
così terrorizzata che non guardo più
il telegiornale. Secondo me, porta proprio iella
e lo dico io che sono la più grande “iellologa”
italiana. Vedi, arriva il momento che anche una
persona come me su queste sventure ci ride sopra».
Ma come si diffondono queste voci?
«Sono io che vorrei chiederlo a te, tu fai
parte di questa industria, tu sei un protagonista
assoluto in questo mondo. Certo, alla iella ci
credo anch’io.
Nel 1989 quando, grazie a te, sono ritornata nel
mondo della musica che avevo abbandonato da molti
anni, mi proposero di cantare la canzone del Festival
in coppia con Renato Zero. Tutto ciò mi
ha causato degli incubi, mi svegliavo di notte
e mi vedevo sul palcoscenico del teatro di Sanremo
con Renato che usciva vestito da odalisca. Non
ho dormito per più di una settimana e nelle
mie lunghe notti di insonnia mi sarebbe piaciuto
sicuramente di più avere vicino Gheddafi
avvolto in un grande mantello bianco e io che
gli cantavo guardandolo negli occhi “Almeno
tu nell'universo”


Piccolo
Uomo
Due mani fredde nelle tue
Bianche colombe dell’addio
Che giorno triste questo mio
Se oggi tu ti liberi di me
Di me che sono tanto fragile
E senza te mi perdero’
Piccolo uomo non mandarmi via
Io piccola donna morirei
E’ l’ultima occasione per vivere
Vedrai che non la perdero’ - e no!
E’ l’ultima occasione per vivere
Avro’ sbagliato si lo so’
Ma insieme a te ci riusciro’ e si!
Percio’ ti dico
Piccolo uomo non mandarmi via
Io piccola donna morirei
Aria di pioggia su di noi
E… tu non mi parli piu’ cos’hai
Certo se fossi al posto tuo
Io so’ gia che cosa mi direi
Da sola mi farei un rimprovero’
E dopo mi perdonerei
Piccolo uomo non mandarmi via
Io piccola donna morirei
E’ l’ultima occasione per vivere
Vedrai che non la perdero’
( perche’ io posso )
Io devo – io voglio vivere
Insieme a te ci riusciro’
( e… io devo farlo )
E’ l’ultima occasione per vivere
Vedrai che non la perdero’
( perche’ io posso )
Io devo – io voglio vivere
Ci riusciremo insieme.
Piccolo uomo non mandarmi via
Io piccola donna morirei
Piccolo uomo non mandarmi via
Io piccola donna morirei
Le lacrime di marzo
Le lacrime di Marzo che ora io piango per te
Ti fan sentire grande ed importante più
di un re
Ti piace dirmi cose per le quali soffrirò
Coprirmi di bugie e di cattiverie che io accetterò
Le lacrime d'Aprile sono musica
per te
Le cerchi in tutti i luoghi e poi le trovi sù
da me
E tu mi spezzi il cuore tanto sai che resterò
Ad ascoltare te per tutti i giorni che per te
vivrò
Le lacrime di Maggio, quanto ho
pianto, amore mio
Però tu resti in piedi ed in ginocchio
ci son io
Potresti dirmi almeno che stai bene insieme a
me
Ma hai tanto di quel tempo perché io non
vivo senza te
Mi sono uccisa ieri, io non ce
la facevo più
Le lacrime di Giugno almeno non le piango più
Tu giri per il mondo a raccontare a chi non sa
Che il cielo a Marzo è azzurro e che non
piange

Amore
... un corno
Amore, amore, amore, amore un
corno!
Mi giri intorno solo quando vuoi.
Torni proprio quando tu non puoi più stare
solo.
Io scema che ci casco e ti consolo.
Amore, amore, amore, amore un corno!
Se poi quando fa giorno te ne vai.
E chissà se ti sei chiesto mai perché
ti aspetto.
Ti servo solamente dentro il letto,
mentre io spero ancora
in qualcosa di vero,
un amore sincero che non mi dai.
Mentre io spero ancora che tu cambi.
Io ho perso il gusto di questa vita
e penso spesso di farla finita.
E penso che questa è l’ultima volta,
che da domani per te sarò un’altra,
che da domani per te sarò un’altra.
Sempre domani.
Ed intanto sei tu che mi chiedi di più
e lo chiedi perché io ti amo, io ti amo,
io ti amo.
Torni proprio quando tu non puoi più stare
solo,
io scema che ci casco e ti consolo.
Ti consolo e ti parlo dell’amore di ieri,
tu con i tuoi pensieri non badi a me.
Ti consolo e ti parlo, ma tu niente.
Io no, non posso più andare avanti,
sai che di uomini ce ne son tanti.
E vorrei tanto gridarti va’ via
E poter dire una volta la mia.
E vorrei tanto gridarti va’ via
Non andar via.
Non lasciarmi così, sola che faccio qui.
Non lasciarmi perché io ti amo.
Io ti amo, io ti amo
La
Nevicata Del '56
"Ti
ricordi una volta
Si sentiva soltanto il rumore del fiume la sera
Ti ricordi lo spazio
I chilometri interi
Automobili poche allora
Le canzoni alla radio
Le partite allo stadio
Sulle spalle di mio padre
La fontana cantava
E quell'aria era chiara
Dimmi che era così
C'era pure la giostra
Sotto casa nostra e la musica che suonava
Io bambina sognavo
Un vestito da sera con tremila sottane
Tu la donna che già lo portava
C'era sempre un gran sole
E la notte era bella com'eri tu
E c'era pure la luna molto meglio di adesso
Molto più di così
Com'è com'è com'è
Che c'era posto pure per le favole
E un vetro che riluccica
Sembrava l'America
E chi l'ha vista mai
E zitta e zitta poi
La nevicata del '56
Roma era tutta candida
Tutta pulita e lucida
Tu mi dici di sì l'hai più vista
così
Che tempi quelli
Roma era tutta candida
Tutta pulita e lucida
Tu mi dici di sì l'hai più vista
così
Che tempi quelli."

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