Cinzia
è bella, minuta, dagli occhi vivaci.
Cinzia è mia amica.
Da così tanto tempo che sono abituato alla
sua bellezza fragile... fragile all'apparenza: anni
di sacrifici per ottenere i primi grossi risultati.
Così, quando m'ha invitato al teatro dal Verme
a Milano per la prima performance "continentale"
dei Malinda Mai, io, che avevo apprezzato il loro
primo cd (soprattutto i tanghi), non c'ho pensato
due volte.
Cinzia Casu alle tastiere..
Il concerto dedicato a De André ha per titolo
"Sardegna in Lombardia" e vede sul palco
- sotto la direzione artistica del regista Medas...
trait-d'union della serata assieme alla sua famiglia
- i Malinda ed altri due gruppi: gli Andhira e Cavallo&Luzzu.
Aggiungiamo Marco Zoccheddu come guest star alle chitarre
(fulmicotone!) ed il gruppo di danzatori Gent'Arrubbia,
ed abbiamo quelle tre ore di buon spettacolo.
Vista
la composizione dei gruppi (il duetto chitarra-voce
presenta 2 canzoni sarde di bellezza struggente, gli
Andhira ci stupiscono con l'interpretazione assolutamente
personale della Guerra di Piero, con un melange che
inizia con le note di Marinella, con una straordinaria
Il re fa rullare i tamburi a 5 voci... indiscutibili
capacità tecniche, grandissima soggettività,
enorme fantasia), la maggior parte della performance
è sostenuta dai Malinda: ben dieci strumentisti.
Ottima voce (calda e lenta come quella del nostro
"Amico fragile"), grande chitarra, notevole
violino... insomma tutti strumentisti di altissima
levatura.
Il concerto è adesso. È. Presente. Noi
però siamo una traiettoria, dalla nascita a
quest'adesso. Non siamo solo presente.
Ed allora: ricordi.
Cosa possiamo domandare di più ad una serata
dedicata a Fabrizio De André, se non ricordi?
La prima chitarra
e la Canzone di Marinella (in questo modo iniziano
stanotte anche i Malinda)... e La ballata di Piero:
così si impara a parlare d'amore, così
si impara ad odiare la guerra.
Poi gli incontri dal parroco... un
amico, don Gianni, più che un prete una guida
del saper vivere (canzoni alla chitarra ed educazione
sessuale prima della religione, le confessioni fatte
guardandosi in faccia anziché al confessionale
e Geordie).
E le scampagnate in montagna, panini
e salsicce ed il Pescatore sui prati verdi, di un
verde che non vedi più... Com'è che
non riesci più a volare? Com'è che questa
sera, con questi ragazzi sardi, ti sembra di esserne
di nuovo capace?
Perché sorridi, Andrea?
Poi quella coppia di dischi strani:
amavi la Carrozza di Hans, amavi i testi di De André,
ma sentirli assieme... uno shock che ti sei portato
avanti per tempo...
Perché sorridi, Andrea? Ed intanto
la PFM ritorna stasera, e stavolta sul fondo del Sand
Creek... Se Fabrizio l'avesse scritta nel '79, l'avrebbero
suonata assieme proprio così, ma tra il concerto
e "L'Indiano" c'è un rapimento (coincidenza,
in Sardegna) di mezzo!
Il Sand Creek a Roma... quando, dieci
anni fa (dieci? di più? di meno?), hai scoperto
il Fonclea e la voce calda di Pitoni, un cantante
di pub... ancora ricordi... L'inaugurazione del centro
De André a Marcon, presente Giorgio Cordini
(un chitarrista inviato da Mauro Pagani a Fabrizio
come buzoukista, che s'è studiato quello strano
strumento a corde in una settimana - ventre a terra
- per fare bella figura)... Che bello il mio tempo.
E che bella compagnia. Che allegra tristezza nel cuore
ti lasciano i Malinda. Ecco perché sorridi,
Andrea. Peccato sia finito. Finito solo stasera.
E la presenza di Dori Ghezzi, nelle
file centrali, vicina a Franco Cerri... commossa va
poi a salutare tutti i protagonisti di questa deliziosa
serata, genialissimi attori che sono riusciti a riportare
sul palco il sortilegio di questo uomo magico, lo
scultore che poneva ali alle nostre parole, l'ambasciatore
che poneva voce al nostro cuore. Grazie, ragazzi,
anche da parte mia. Grazie alla vostra grande arte
ora ho ricordato che il mio cuore è immortalmente
(immoralmente) giovane, e questo non ha prezzo.
Un bacio a te, Cinzia.