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Malinda Mai va al Continente

di Andrea Barbazza

Cinzia è bella, minuta, dagli occhi vivaci.
Cinzia è mia amica.
Da così tanto tempo che sono abituato alla sua bellezza fragile... fragile all'apparenza: anni di sacrifici per ottenere i primi grossi risultati.
Così, quando m'ha invitato al teatro dal Verme a Milano per la prima performance "continentale" dei Malinda Mai, io, che avevo apprezzato il loro primo cd (soprattutto i tanghi), non c'ho pensato due volte.
Cinzia Casu alle tastiere..

Il concerto dedicato a De André ha per titolo "Sardegna in Lombardia" e vede sul palco - sotto la direzione artistica del regista Medas... trait-d'union della serata assieme alla sua famiglia - i Malinda ed altri due gruppi: gli Andhira e Cavallo&Luzzu. Aggiungiamo Marco Zoccheddu come guest star alle chitarre (fulmicotone!) ed il gruppo di danzatori Gent'Arrubbia, ed abbiamo quelle tre ore di buon spettacolo.

Vista la composizione dei gruppi (il duetto chitarra-voce presenta 2 canzoni sarde di bellezza struggente, gli Andhira ci stupiscono con l'interpretazione assolutamente personale della Guerra di Piero, con un melange che inizia con le note di Marinella, con una straordinaria Il re fa rullare i tamburi a 5 voci... indiscutibili capacità tecniche, grandissima soggettività, enorme fantasia), la maggior parte della performance è sostenuta dai Malinda: ben dieci strumentisti.
Ottima voce (calda e lenta come quella del nostro "Amico fragile"), grande chitarra, notevole violino... insomma tutti strumentisti di altissima levatura.

Il concerto è adesso. È. Presente. Noi però siamo una traiettoria, dalla nascita a quest'adesso. Non siamo solo presente.

Ed allora: ricordi. Cosa possiamo domandare di più ad una serata dedicata a Fabrizio De André, se non ricordi?

La prima chitarra e la Canzone di Marinella (in questo modo iniziano stanotte anche i Malinda)... e La ballata di Piero: così si impara a parlare d'amore, così si impara ad odiare la guerra.

Poi gli incontri dal parroco... un amico, don Gianni, più che un prete una guida del saper vivere (canzoni alla chitarra ed educazione sessuale prima della religione, le confessioni fatte guardandosi in faccia anziché al confessionale e Geordie).

E le scampagnate in montagna, panini e salsicce ed il Pescatore sui prati verdi, di un verde che non vedi più... Com'è che non riesci più a volare? Com'è che questa sera, con questi ragazzi sardi, ti sembra di esserne di nuovo capace?

Perché sorridi, Andrea?

Poi quella coppia di dischi strani: amavi la Carrozza di Hans, amavi i testi di De André, ma sentirli assieme... uno shock che ti sei portato avanti per tempo...

Perché sorridi, Andrea? Ed intanto la PFM ritorna stasera, e stavolta sul fondo del Sand Creek... Se Fabrizio l'avesse scritta nel '79, l'avrebbero suonata assieme proprio così, ma tra il concerto e "L'Indiano" c'è un rapimento (coincidenza, in Sardegna) di mezzo!

Il Sand Creek a Roma... quando, dieci anni fa (dieci? di più? di meno?), hai scoperto il Fonclea e la voce calda di Pitoni, un cantante di pub... ancora ricordi... L'inaugurazione del centro De André a Marcon, presente Giorgio Cordini (un chitarrista inviato da Mauro Pagani a Fabrizio come buzoukista, che s'è studiato quello strano strumento a corde in una settimana - ventre a terra - per fare bella figura)... Che bello il mio tempo. E che bella compagnia. Che allegra tristezza nel cuore ti lasciano i Malinda. Ecco perché sorridi, Andrea. Peccato sia finito. Finito solo stasera.

E la presenza di Dori Ghezzi, nelle file centrali, vicina a Franco Cerri... commossa va poi a salutare tutti i protagonisti di questa deliziosa serata, genialissimi attori che sono riusciti a riportare sul palco il sortilegio di questo uomo magico, lo scultore che poneva ali alle nostre parole, l'ambasciatore che poneva voce al nostro cuore. Grazie, ragazzi, anche da parte mia. Grazie alla vostra grande arte ora ho ricordato che il mio cuore è immortalmente (immoralmente) giovane, e questo non ha prezzo.

Un bacio a te, Cinzia.

Ultimo aggiornamento: 15-04-2004
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