Dario
Canossi e i Luf soffrono di irrequietezza. E' troppo
poco avere un nuovo disco da promuovere e presentare,
nuove canzoni da fare in concerto, nuovi concerti
per riempire un'estate. Evidentemente non basta. E
così ci tocca ancora parlare di loro! Maledizione!
E noi che pensavamo di essercela sfangata: e invece
no. Perché c'è una nuova iniziativa
e in questa iniziativa un cd e in questo cd quattro
canzoni, di cui tre nuove.
Ovviamente scherziamo, perché a noi occuparci
dei Lupi della Brianza piace moltissimo e anche perché
ogni loro iniziativa ha quel sapore di "buono"
che ce li fa adorare ancora di più. "Fiore
del Sambuco", al di là del cd allegato,
di cui parleremo dopo (a proposito, complimenti per
il packaging, cari Luf) è soprattutto una raccolta
di fotografie legate strettamente al territorio in
cui opera e vive Dario Canossi. Ossia Monticello Brianza
e dintorni.
"Attraverso
gli occhi del fotografo - è detto dentro
alla confezione - abbiamo risvegliato la capacità
di soprenderci davanti all'immobilità della
pietra, al sudore dell'acqua, agli intrecci secolari
delle piante, ai contorni scuciti della nebbia ...
liberando così tutte quelle emozioni che non
possono essere catturate in un quadro. Il fiore del
sambuco, diventato frutto, lascia un segno indelebile
sui nostri vestiti, come i luoghi da noi rivisti hanno
macchiato i nostri ricordi ... Suoni da bere, immagini
da leggere, emozioni nel silenzio della comunicazione
. ad ognuno di noi la libera interpretazione, il libero
itinerario da percorrere con gioia".
Abbiamo parlato di confezione: sì, perché
non è un cofanetto cd. E' una scatola di cartone
di 25x15 cm sul cui coperchio interno sta inserito
il disco (con lo stesso bottone che abbiamo visto
nella confezione di "Bala e fa balà")
e al cui interno trovano posto 17 foto (alla faccia
della scaramanzia!) in bianconero di grande formato
e di alta qualità e i testi delle canzoni presenti
sul cd. L'intero incasso della vendita del cofanetto
sarà devoluto alla associazione "A
força da Partilha", la forza della
condivisione, un'associazione che opera a favore dei
"meninos de rua" brasiliani.
Resterebbe
ora a parlare delle fotografie. Tutte belle! Curate
da Emanuele Bianchi, riportano sul retro delle brevi
frasi di presentazione curati da Davide Brivio, prima
proposte nel dialetto locale e poi tradotte in italiano.
Alcune di queste foto le potete vedere qui di fianco.
Può servire per capie l'emozione di porsi davanti
a questi bianconeri potenti, che ricordano quasi la
gelida perfezione del maestro assoluto delle fotografie
di natura in bianco e nero, l'americano Ansel Adams,
ma in genere una minor perfezione tecnica si sposa
con una maggior partecipazione emotiva. E anche questa
collezione di immagini non fa eccezione.
Le mie preferite? Le foto degli alberi, coi rami che
si intrecciano e lasciano intravvedere dietro un sole
bianco, che può tanto essere un effetto fotografico,
quanto il cielo di alcuni giorni in Lombardia. Tra
quei rami nodosi e contorti, tra quei boschi scabri
e spogli passeggia un'anima che sento affine, passeggiano
ricordi che sono anche miei.
Ci
sarebbe poi da parlare delle canzoni, ma questo non
è un disco e questa che state leggendo non
è una recensione. Pur tuttavia c'è all'interno
della confezione un nuovo cd dei Luf. Contiene quattro
pezzi: "Ul fich", "Buscion", "Me
soo del Dudes" e "Breva e Taiwan",
l'unica già conosciuta e presente in Bala
e fa Balà. "Ul Fich"
(il Fico) la si potrebbe definire una classica canzone
alla "Luf", ritmica intensa, stesto irriverente
e divertente "La mia foglia è più
larga del palmo di una mano / la usò per il
pisello il nostro nonno Adamo / Nonna Eva anche lei
non fece poi fatica / Mi staccò una foglia
e si coprì la ...".
"Buscion" (ossia tappo per chi
fosse nato a sud del Po) è un titolo programmatico.
Parla di bottiglie e di tappi che saltano. E non può
che essere un brano allegro, ancora di più,
perché è tutta narrata dal punto di
vista del tappo stesso. Cambiamo completamente clima
con la canzone successiva: "Me soo del
dudes" (Io sono del dodici) dove il
ritmo si fa lento e l'aria intensa e Dario e i suoi
Lupi si impegnano in una di quelle ballate intense
che a loro volta fanno bella mostra di sé nel
repertorio dei Luf, ma che potrebbe ricordare anche
i Gang di "La pianura dei sette fratelli".
Una bellissima canzone di partigiani, una bellissima
canzone partigiana, con giusto clima tra epica e tenerezza,
tra memoria, orgoglio e dolore. Al clima della canzone
contribuiscono i parlati di Riccardo Scaccabarozzi
e di Davide Brivio di Montevecchia,
autore dei testi (Canossi ha fatto solo le musiche
questa volta) e "anima" dell'intero progetto
de "Il fiore del sambuco". Chiude la giga
indiavolata di "Breva e Taiwan", ma questa
orami è un classico.