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Sbiellature

Fiore del Sambuco: foto e canzoni, macchie sui lupi
di Giorgio Maimone

Dario Canossi e i Luf soffrono di irrequietezza. E' troppo poco avere un nuovo disco da promuovere e presentare, nuove canzoni da fare in concerto, nuovi concerti per riempire un'estate. Evidentemente non basta. E così ci tocca ancora parlare di loro! Maledizione! E noi che pensavamo di essercela sfangata: e invece no. Perché c'è una nuova iniziativa e in questa iniziativa un cd e in questo cd quattro canzoni, di cui tre nuove.

Ovviamente scherziamo, perché a noi occuparci dei Lupi della Brianza piace moltissimo e anche perché ogni loro iniziativa ha quel sapore di "buono" che ce li fa adorare ancora di più. "Fiore del Sambuco", al di là del cd allegato, di cui parleremo dopo (a proposito, complimenti per il packaging, cari Luf) è soprattutto una raccolta di fotografie legate strettamente al territorio in cui opera e vive Dario Canossi. Ossia Monticello Brianza e dintorni.

"Attraverso gli occhi del fotografo - è detto dentro alla confezione - abbiamo risvegliato la capacità di soprenderci davanti all'immobilità della pietra, al sudore dell'acqua, agli intrecci secolari delle piante, ai contorni scuciti della nebbia ... liberando così tutte quelle emozioni che non possono essere catturate in un quadro. Il fiore del sambuco, diventato frutto, lascia un segno indelebile sui nostri vestiti, come i luoghi da noi rivisti hanno macchiato i nostri ricordi ... Suoni da bere, immagini da leggere, emozioni nel silenzio della comunicazione . ad ognuno di noi la libera interpretazione, il libero itinerario da percorrere con gioia".

Abbiamo parlato di confezione: sì, perché non è un cofanetto cd. E' una scatola di cartone di 25x15 cm sul cui coperchio interno sta inserito il disco (con lo stesso bottone che abbiamo visto nella confezione di "Bala e fa balà") e al cui interno trovano posto 17 foto (alla faccia della scaramanzia!) in bianconero di grande formato e di alta qualità e i testi delle canzoni presenti sul cd. L'intero incasso della vendita del cofanetto sarà devoluto alla associazione "A força da Partilha", la forza della condivisione, un'associazione che opera a favore dei "meninos de rua" brasiliani.

Resterebbe ora a parlare delle fotografie. Tutte belle! Curate da Emanuele Bianchi, riportano sul retro delle brevi frasi di presentazione curati da Davide Brivio, prima proposte nel dialetto locale e poi tradotte in italiano. Alcune di queste foto le potete vedere qui di fianco. Può servire per capie l'emozione di porsi davanti a questi bianconeri potenti, che ricordano quasi la gelida perfezione del maestro assoluto delle fotografie di natura in bianco e nero, l'americano Ansel Adams, ma in genere una minor perfezione tecnica si sposa con una maggior partecipazione emotiva. E anche questa collezione di immagini non fa eccezione.

Le mie preferite? Le foto degli alberi, coi rami che si intrecciano e lasciano intravvedere dietro un sole bianco, che può tanto essere un effetto fotografico, quanto il cielo di alcuni giorni in Lombardia. Tra quei rami nodosi e contorti, tra quei boschi scabri e spogli passeggia un'anima che sento affine, passeggiano ricordi che sono anche miei.

Ci sarebbe poi da parlare delle canzoni, ma questo non è un disco e questa che state leggendo non è una recensione. Pur tuttavia c'è all'interno della confezione un nuovo cd dei Luf. Contiene quattro pezzi: "Ul fich", "Buscion", "Me soo del Dudes" e "Breva e Taiwan", l'unica già conosciuta e presente in Bala e fa Balà. "Ul Fich" (il Fico) la si potrebbe definire una classica canzone alla "Luf", ritmica intensa, stesto irriverente e divertente "La mia foglia è più larga del palmo di una mano / la usò per il pisello il nostro nonno Adamo / Nonna Eva anche lei non fece poi fatica / Mi staccò una foglia e si coprì la ...".

"Buscion"
(ossia tappo per chi fosse nato a sud del Po) è un titolo programmatico. Parla di bottiglie e di tappi che saltano. E non può che essere un brano allegro, ancora di più, perché è tutta narrata dal punto di vista del tappo stesso. Cambiamo completamente clima con la canzone successiva: "Me soo del dudes" (Io sono del dodici) dove il ritmo si fa lento e l'aria intensa e Dario e i suoi Lupi si impegnano in una di quelle ballate intense che a loro volta fanno bella mostra di sé nel repertorio dei Luf, ma che potrebbe ricordare anche i Gang di "La pianura dei sette fratelli". Una bellissima canzone di partigiani, una bellissima canzone partigiana, con giusto clima tra epica e tenerezza, tra memoria, orgoglio e dolore. Al clima della canzone contribuiscono i parlati di Riccardo Scaccabarozzi e di Davide Brivio di Montevecchia, autore dei testi (Canossi ha fatto solo le musiche questa volta) e "anima" dell'intero progetto de "Il fiore del sambuco". Chiude la giga indiavolata di "Breva e Taiwan", ma questa orami è un classico.

 
06-06-2005
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