Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.


Scarica le canzoni per la pace















Ligabue: la perfezione e le sue anomalia

di Leon Ravasi

Presentato in un brutto e piovoso mattino di fine aprile in anteprima alla libreria Feltrinelli di Milano “La neve se ne frega” (ma la pioggia sembra occuparsene moltissimo!) il primo romanzo di Luciano Ligabue. Il Liga nazionale, che aveva già esordito come scrittore nel 1997 con una raccolta di racconti dal titolo “Fuori e dentro il borgo”, ha ambientato la sua opera nel futuro, in una società perfetta. Ma perfetta a che prezzo? Il “piano Vidor” è la garanzia della perfezione, quello che regola l’esistenza di questo nuovo mondo.

“L’idea del romanzo è partita da una frase di “Da zero a dieci”: delle persone intorno ai 35 anni fanno i conti con il loro passato e una ragazza dice: “certo che siete proprio vecchi”. Al che uno risponde di no, che si è solo nel mezzo della vita. “Sì, risponde lei, ma il bello è passato”. Ecco, la considerazione che la parte più divertente sia quella che hai alle spalle mi ha dato l’idea di cosa succederebbe se la vita fosse montata all’incontrario. Da lì è partita la voglia di raccontate tutta una serie di cose che avevo in mente. Per poterlo immaginare ho dovuto ambientare il romanzo nel futuro. All’inizio viene chiesto al lettore di dimenticare concetti come famiglia, figli, procreazione, identità provenienza. È difficile farlo ma bisogna, per entrare nell’ottica del libro”.

“Non sono un appassionato di fantascienza e spero vivamente di poter dire che il libro non appartiene al genere. Gli elementi fanno parte dell’idea di una società possibile, che hanno a che fare con modelli noti. La società immaginata ha dentro di sé un discorso di controllo totale, che si ispira un po’ a “1984”. La domanda che poi vaga per tutto il libro è sul fatto che i protagonisti non possono essere sicuri di non essere macchine – e qui entra un po’ in gioco “Blade Runner”- infine c’è una ribellione rispetto ad una società che impone, e qui il rimando potrebbe essere a “Farenheit 451”, ma la ribellione non ha come fine la cultura, ma un bisogno di nostalgia: nascendo al contrario non puoi rimapiangere il passato”.

“Gli elementi tecnologici sono pochi ed essenziali, fichissimi. Gli uomini si muovono per cielo e per terra, hanno a disposizione tutta la musica e la cultura precedente – tranne una cosa. E’ un futuro che provvede il meglio del passato. C’è la natura incontaminata com’era nel medio evo, ma con tutta la tecnologia a disposizione per “pettinarla”. Ci sono condizioni ottimali, pari diritti, pari doveri, pari mansioni. Si può godere del tempo una volta finita la tua mansione quotidiana ed è tutto gratis”.

“Il piano si dimostra infallibile per tanti aspetti. I tassi di mortalità, malattia e criminalità sono quasi a zero. Il primo diritto è ad un partner con cui condividere la vita. E il piano mette anche bene assieme le persone. DiFo e natura ne sono la testimonianza, il loro primo incontro si basa su una grassissima risata. Lui nasce a 79 anni e lei a 81, e vengono fatti incontrare subito. Appena si vedono si indicano e si sbellicano dalle risate. Qui inizia la loro storia”.

“Nel nuovo mondo ci sono anche degli adulteri imposti. Al momento giusto perché è necessario per mantenere l’equilibrio della coppia. Nella realtà pio il loro amore sfocia nella più grossa anomalia possibile. In una società in cui ognuno vive con un fisico perfetto, natura vede gonfiare a dismisura il suo ventre. Ed è il panico più totale, perché da 80 anni nessuno sapeva cosa fosse una gravidanza. E qui comincia il tema del libro, perché due persone che stanno bene in un mondo perfetto arrivano a sapere che la loro anomalia non è poi altro che la nostalgia per qualcosa di altro. Così mettono in gioco la loro esistenza per vedere cosa ci sia dietro ad un’esistenza che è perfetta, ma evidentemente non per tutti”.

“Sostanzialmente lì si sta bene, c’è una sorta di soffice soddisfazione, poi comincia la frattura, prima piccola, quasi inesistente, ma che poi si allarga. Quel mondo ha dimenticato quello che siamo noi ora. Si ha la nostalgia di come siamo adesso, con tutte le nostre imperfezioni. Il modello è sicuro di sé. E’ talmente perfetto che tutto il mondo lo adotta. Ma il passato è un fardello di cui si vuole sbarazzare”.

“A una delle anomalie è legato il titolo. Fra i vari controlli che vengono esercitati c’è un sistema di microcamere satellitari che però non bucano la neve. Sotto la neve non si può essere ascoltati. Questa rivelazione, fatta da un personaggio depositario di alcuni segreti tramandati per via orale dà il via ad una serie di eventi. E questo dimostra che la natura se ne frega. La natura, il tempo, il clima se ne fregano dei destini individuali e, forse a maggior ragione, anche dei modelli”.

“La neve se ne frega” sarà in libreria a partire dal sei maggio.

Ultimo aggiornamento: 30-04-2004
HOME