Carissimi compagni/amici di Bielle, premessa: è
pleonastico affermare che la scena musicale in Italia
è pesantemente influenzata nel bene e nel male
da tre artisti: Battisti, (per il pop), Vasco Rossi,
(per il rock) e De Andrè per la musica d'autore.
Di per sè non c'è nulla di male nel percorrere
solidi e sicuri sentieri battuti più volte anche
da altri, (e poi io sono uno sfegatato fanatico fan
degli Ac/Dc per cui non sono uno di quelli che vogliono
a tutti i costi l'originalità,anzi...), però
devo dire che ascoltando la canzone di Manfredi sono
rimasto scosso da quanto egli sia identico sia nello
stile della voce, (come ad esempio calcare su alcune
vocali finali) sia nelle melodie musicali, nel senso
che il buon Max non solo si ispira come fanno ad esmpio
"I Mercanti di Liquore" al maestro genovese,
lo imita alla perfezione. Certo la canzone è
buona, però....non mi ha convinto molto questo
"suo" stile.
Comunque
il bello della vostra presenza è che stimolate
quasi sempre ampi dibattiti fra chi ama un certo tipo
di musica,ad esempio ho amato "Ance e
i bomba libera tutti", non mi è
piaciuto a livello di testo Fabrizio Consoli,
d'altra parte però ammetto che spesso leggendo
voi o l'isola
che non c'era mi ritrovo a canticchiare
"la cuultura,poi ti cura ed emmette la fattura",
cioè il refrain di "Diventa demente"
dei grandi Skiantos. Per me stiamo
attraversando un momento di iniziale crisi di contenuti,
la musica impegnata e d'autore mi sembra che sia un
po'troppo autoreferenziale e bene o male siamo sempre
gli stessi che con un po' di snobbismo dibattiamo,
palpitiamo per artisti, che magari così artisti
non sono.
Le grandissime delusioni di Guccini,
disco spento e banalmente parolaio tranne "Piazza
Alimonda", i Modena
che ormai sono una sbiadita copia di quel fenomeno
fondamentale che furono, questi Caravane,
bravini, perfettini, ma che non emozionano.
Non so, per me si dovrebbe aprire una
ampio dibattito aperto ai lettori sul tema: quale
futuro per la musica "impegnata", quali
errori da non ripetere e sopratutto: non è
che la villipesa canzonetta in realtà abbia
in sè una fortissima valenza comunicativa e
dignità? Si insomma ci vuole il confronto anche
con l'altra parte per uscire dalla sindrome Festival
di Mantova, della serie: "come siamo bravi, peccato
che il popolo bue non ci capisca". Più
apertura da parte degli addetti al lavoro non guasterebbe.
Ps:scusate per la prolissità,sperando che qualcuno
prima poi faccia un tributo a Bertoli,
festeggiando per la sconfitta della Colli.
Saluti
Davide