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Il "dibbattito"

Considerazioni e dubbi sulla canzone d'autore

di Davide Viganò

Carissimi compagni/amici di Bielle, premessa: è pleonastico affermare che la scena musicale in Italia è pesantemente influenzata nel bene e nel male da tre artisti: Battisti, (per il pop), Vasco Rossi, (per il rock) e De Andrè per la musica d'autore. Di per sè non c'è nulla di male nel percorrere solidi e sicuri sentieri battuti più volte anche da altri, (e poi io sono uno sfegatato fanatico fan degli Ac/Dc per cui non sono uno di quelli che vogliono a tutti i costi l'originalità,anzi...), però devo dire che ascoltando la canzone di Manfredi sono rimasto scosso da quanto egli sia identico sia nello stile della voce, (come ad esempio calcare su alcune vocali finali) sia nelle melodie musicali, nel senso che il buon Max non solo si ispira come fanno ad esmpio "I Mercanti di Liquore" al maestro genovese, lo imita alla perfezione. Certo la canzone è buona, però....non mi ha convinto molto questo "suo" stile.

Comunque il bello della vostra presenza è che stimolate quasi sempre ampi dibattiti fra chi ama un certo tipo di musica,ad esempio ho amato "Ance e i bomba libera tutti", non mi è piaciuto a livello di testo Fabrizio Consoli, d'altra parte però ammetto che spesso leggendo voi o l'isola che non c'era mi ritrovo a canticchiare "la cuultura,poi ti cura ed emmette la fattura", cioè il refrain di "Diventa demente" dei grandi Skiantos. Per me stiamo attraversando un momento di iniziale crisi di contenuti, la musica impegnata e d'autore mi sembra che sia un po'troppo autoreferenziale e bene o male siamo sempre gli stessi che con un po' di snobbismo dibattiamo, palpitiamo per artisti, che magari così artisti non sono.

Le grandissime delusioni di Guccini, disco spento e banalmente parolaio tranne "Piazza Alimonda", i Modena che ormai sono una sbiadita copia di quel fenomeno fondamentale che furono, questi Caravane, bravini, perfettini, ma che non emozionano.

Non so, per me si dovrebbe aprire una ampio dibattito aperto ai lettori sul tema: quale futuro per la musica "impegnata", quali errori da non ripetere e sopratutto: non è che la villipesa canzonetta in realtà abbia in sè una fortissima valenza comunicativa e dignità? Si insomma ci vuole il confronto anche con l'altra parte per uscire dalla sindrome Festival di Mantova, della serie: "come siamo bravi, peccato che il popolo bue non ci capisca". Più apertura da parte degli addetti al lavoro non guasterebbe.
Ps:scusate per la prolissità,sperando che qualcuno prima poi faccia un tributo a Bertoli, festeggiando per la sconfitta della Colli.

Saluti
Davide

Ultimo aggiornamento: 30-06-2004
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