Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.
















Sbiellature

Io, se fossi .... Venturi
di Riccardo Venturi

'Io se fossi Dio
e onestamente non potrei mai esserlo
perche' non solo non ci credo,
ma mi fa un catartico e cosmico schifo
(e se fossi Dio probabilmente mi farei schifo da solo)
Io se fossi Dio
continuerei a farmi fregare
da chi e quando mi pare e piace,
anche perche' ho fregato diversa gente
e non chiedo per questo ne' ipocrite scuse
o viscidi ed insinceri perdoni
Sono e resto, comunque, un dilettante
E non sono sempre presente
Abolirei subito chi spia e chi e' in ogni luogo
Perche' spesso amo il vuoto e l'assenza
E che la gente, i singoli e i popoli
Facciano davvero cio' che vogliono
Liberi di avere o non avere un dio
liberi di farsi o non farsi delegare.

Per esempio, non riconosco uomini comuni
anche se noiosi
anche se non commettono mai peccati grossi
anche se non sono mai intensamente peccaminosi.
Mi piacerebbe, certo, che non fossero miseri e meschini,
che non m’invocassero per far vincere la Juve
o la Fiorentina o il Milan o il Chiasso o il Broendby,
ne’ per impossibili salvezze
che non esistono per nessuno.
Mi piacerebbe, certo,
che non mi considerassero un juke-box,
una monetina e via,
e che mi riservassero per le cose importanti
ben sapendo che, tanto, non esisto,
e che sono un madornale errore della mente umana.

Per questo io se fossi Dio
preferirei aver studiato bene la fisica
e aver capito i veri meccanismi del creato
comunque li si voglia definire;
e se qualche strale mi fosse stato dato
di poter mandare
lo avrei scagliato su sacerdoti e chiese

sugli oscurantismi di qualsiasi religione
sui bruciori di qualsiasi dio mio collega
su cacce alle streghe e inquisizioni
su morali e su precetti anche alimentari
su comandamenti e tavole di leggi
e il diluvio
lo avrei mandato non sulla terra, ma in cielo.

E avrei abbattuto il regno dei cieli
trasformandolo in una repubblica di uguali

Io se fossi Dio
non mi sarei fatto tante seghe mentali,
e una sega di Dio dev’essere notevole.
Tipo quella sull’uomo migliore
di cui parla anche, fra gli altri, giorgiogaber;
Non esistono uomini migliori o peggiori,
esistono solo donne e uomini,
esiste solo l’uomo.
Ed esiste l’animale
che da sempre vive e muore senza Dio,
esiste la pianta
che da sempre vive e muore senza Dio,
esiste la pietra
che da sempre vive e muore senza Dio,
esistono gli elementi
che sempre vivranno e morranno senza Dio.

E non starei, se fossi Dio,
a chiedermi se il tutto m’e’ venuto bene o male;
in un barlume di lucidita’ nel mio delirio
d’essere Dio
mi direi che tanto non l’ho fatto io
mi accenderei un sigaro
e mi guarderei un film, forse di Ken Loach.

Io se fossi Dio
sicuramente rifiuterei di riprodurmi
sia pure per tramite di madonne, falegnami o angeli.
Niente figli, solo del sano sesso
rigorosamente protetto;
che’ poi vengon fuori strani tipi che si credon figli di Dio
e che parlano sempre d’amore
predicando magari l’astinenza o, peggio, la verginita’
o, nel migliore dei casi,
trasformando l’amore fisico in peccato
se non svolto per la riproduzione.
Come quello li’ che perdonava all’adultera
dicendole di non peccare piu’;
se fosse stato davvero un figlio di Dio le avrebbe detto di fare
quel che piu’ desiderava, come sicuramente faceva suo marito.

Ed avrei forse cercato di far capire a tutti che siamo tutti quanti simili,
anche senza avere due braccie due gambe un cuore e la cosiddetta intelligenza
che non si possono avere simili se non si rispetta cio’ che e’ apparentemente diverso
e che amare allo stesso modo l’uomo la donna il canarino
il cane la foresta la piantina o il feldspato
e’ il solo modo di sopravvivere e di far si’ che tutto resti ragionevolmente eterno
In questo modo, si’, forse per un attimo mi sarei sentito davvero Dio
ed avrei per un momento adempiuto alla mia funzione di Dio
al contrario di tutti quegli di dei di merda che avete provveduto ad inventare
buoni solo a distruggere, a combattersi e, in definitiva, ad autoeliminarsi.

Io se fossi Dio
direi che la mia rabbia piu’ bestiale
che mi fa male e che mi porta alla pazzia
e’ il mio finto impegno
e’ la mia schifosa ipocrisia.
Perche’ e’ sempre cosi’ bello criticare gli altri
e lanciar loro le saette piu’ terribili
quando non si sa riconoscere quel che si ha veramente dentro
e cio’ che veramente si e’.
Preferirei quindi scrutare sempre dentro me stesso
e vedere quali siano i miei pregi e i miei difetti
senza nasconderne mai alcuno.
Non mi porrei mai a modello di alcunche’,
perche’ non esistono modelli da seguire
neppure quello che personalmente fa maggiormente piacere.
E se sentissi qualcuno che mi definisce perfetto
libero da ogni male da ogni pecca da ogni cosa
lo farei imperfettamente inculare a sangue
da un’orda di maiali assatanati
cosi’
impara.
Soprattutto
a non servirsi della mia inesistente perfezione
per imporre perfezioni inesistenti agli altri.

E avrei abbattuto il regno dei cieli
trasformandolo in una repubblica di uguali.

Io se fossi Dio
maledirei chiunque volesse ergersi a profeta,
foss’anche un pescatore, un giornalista, un geometra o un cantautore,
sempre pronto a criticare da una montagna o da un palco
credendosi forse piu’ Dio di me che peraltro non lo sono.
Per il resto, non vorrei maledire piu’ nessuno
lasciandogli la liberta’ assoluta di scegliere
ma senza darle nessuna definizione,
soprattutto quella, particolarmente stupida, di libero arbitrio.


Io se fossi Dio
farei si’ che scomparissero da ogni linguaggio umano
parole come chiunque, qualunque, qualsiasi
e tutti i loro sinonimi e derivati.
Perche’ nel mio essere o non essere Dio
sono giusto arrivato alla strofa dello sproloquio di Gaber
dove vuol chiudere la bocca a tanta gente
e dove non vuole ministri o gente di partito
dicendo che la politica e’ schifosa e fa male alla pelle.
Proprio lui che diceva che liberta’ e’ partecipazione.
Io, se fossi Dio, avrei cercato di farlo riflettere un attimo
sul merdoso qualunquismo di quel che ha scritto
sull’essenza profonda da Bar Sport o da pizzicagnolo delle sue parole
che ora invece leggo in un bel libro della Einaudi
corredato persino di una cassetta video.
Coglione.
Coglione da due soldi perche’ eri pieno di ogni talento
e mi fa incazzare sempre di piu’ chi si slancia
con parole di fuoco contro tutto e contro tutti
pascendosi della propria sacra disillusione
quando invece ancora esistono molte vie praticabili
per uscire dal tragico impasse in cui ci siamo cacciati
a forza di sputare su ogni cosa
perche’ sputare su ogni cosa e’ molto comodo
e permette oltretutto di giocare a profetizzare.
Ti avrei fatto vedere, Giorgio, se tu fossi stato ancora vivo
cosa scriveva la gente sui manifesti elettorali di tua moglie, a Milano,
lo scorso giugno.
“Pompinara”, “troia”, “ciucciacazzi” erano le cose migliori.
Tu che dicevi che la politica fa schifo
hai sostenuto una venduta ai peggiori farabutti
ricamandoci sopra stronzate a ripetizione
pubblicate da tutti i giornali, proprio dai giornalisti
che in “Io se fossi Dio” dicevi di schifare.
Ma forse sei morto anche perche’ te ne sei reso conto,
e rendersi conto di certe cose fa parte a pieno titolo del cancro.

Io, se fossi Dio, non farei affato il fustigatore
di costumi corrotti, pubblici o privati.
Non me ne fregherebbe proprio nulla, anzi, di fustigare.
Fustigare non serve a niente.
La giustizia, la democrazia, la liberta’, la politica, l’amministrazione,
il calcio, i giovani d’oggi, l’impegno, la militanza,
tutto cio’ non deve mai sopportare di essere fustigato,
ma avere una coscienza, e se non ce l’ha deve in qualche modo
fabbricarsela in modo autonomo servendosi dell’esperienza, dell’osservazione e degli errori.
Deve peraltro saper capire chi ogni tanto si alza la mattina
e fustiga, sempre che la mente ed il cuore glielo comandino
in modo assolutamente sincero ed inequivocabile
perche’ la liberta’ di espressione e’ l’unica cosa veramente sacra sulla terra.
Ma, se io fossi Dio,
direi ai fustigatori di non dar mai ai loro sfoghi,
anche se giustificati, una valenza generale;
perche’ coi loro sfoghi potrebbero contribuire ad uccidere la speranza,
o sbeffeggiarla, o imprigionarla in un vicolo cieco
e se si fa questo alla speranza, si uccide l’uomo
il che dovrebbe essere in palese e scandalosa contraddizione con l’essere Dio.
E non solo la speranza: si ucciderebbe qualunque cosa nel nome dell’impotenza
per la misera soddisfazione di avere avuto il “coraggio di dire certe cose”.
Questo non e’ coraggio, ma la somma vigliaccheria.
Io, se fossi Dio,
sarei in primo luogo un Dio di speranza vera,
e dell’azione promanante da questa speranza.
Io, se fossi Dio, sarei un Dio di rivoluzione.

E avrei abbattuto il regno dei cieli
trasformandolo in una repubblica di uguali.

Io se fossi Dio,
in una cosa almeno vorrei essere Dio sul serio, e di quelli da iconografia classica.
Vorrei eliminare ogni traccia di sofferenza dall’Universo.
Soffrire fa solo un immondo schifo.
La sofferenza e’ la prima prova della non esistenza di Dio.
Ogni religione predica invece la sofferenza
e il sacrificio, ponendo queste cose al servizio della schiavitu’ del potere,
del lavoro e della superstizione.
Io, se fossi Dio, su questa cosa non avrei pieta’.
Condannerei gli alfieri della sofferenza ad una vita di gioia.
Non gliene darei, ne’ gliene farei vedere,
neanche un milligrammo, di quella loro tanto amata,
bramata, predicata ed esaltata sofferenza
che ci dovrebbe condurre alla salvezza eterna.
Perche’ non c’e’ nessuna salvezza e nessuna eternita’.
Salviamoci su questa terra, ridendo, godendo e vivendo davvero la vita.
E non avrei davvero nessuna paura del futuro,
e beninteso neppure del passato e del presente.
E non vorrei essere talmente Dio da eliminare la morte.
Forse, al massimo, mi piacerebbe allungare un po’ la vita di tutti, ed allungarla bene.
Mi piacerebbe un invecchiamento naturale, una malattia rapida,
ed una morte serena perche’ questa terra non e’ enorme
e se nessuno morisse, non ci staremmo tutti.
E mi piacerebbe che tutti sapessero vivere
senza quella paura fottuta che li spinge a fare
ed a creare le peggiori cose, come ad esempio Dio.
Ma io sono un Dio a volte un po’ ingenuo ed illuso.
Come Dio, probabilmente, non varrei una cicca e ne sarei fra l’altro ben contento.
Sarei proprio un disastro, come Dio.
Che bellissima cosa, essere un disastro.
Il mio regno dei cieli somiglierebbe a Animal House.
Invece di profeti, madonne e spiritisanti, ci sarebbero i Blues Brothers.
Io, se fossi Dio, scapperei dai nazisti dell’Illinois.

Io, se fossi Dio,
farei ognuno di un colore diverso, perche’ i colori sono infiniti.
Vorrei vedere, poi, come si farebbe a parlare di razze.
Sai che divertimento. Sai che pernacchie.
Niente sarebbe piu’ bianco, nero, o rosso;
tutto avrebbe le sue sfumature distintive anche esteriormente,
perche’ quelle interiori, purtroppo, hanno il brutto vizio di non essere sempre facilmente esprimibili.
Io, se fossi Dio,
non mi scandalizzerei poi tanto per quanto d’altro accada sulla terra,
tipo se si viva in pace o in guerra,
perche’ se io fossi Dio non esisterebbero ne’ la pace ne’ la guerra,
ma esisterebbe solo la vita.
La vita e’ l’espressione di ognuno di noi, senz’alcuna costrizione ne’ oppressione.
La vita dovrebbe essere l’esatto contrario della schiavitu’ e dell’asservimento.
La vita dovrebbe essere libero confronto.
La vita dovrebbe essere, in ultima analisi, nient’altro che vita,
e non una perenne anticipazione della morte.
Io, se fossi Dio, vorrei essere solo un Dio di vita,
perche’ ogni Dio che l’uomo ha inventato, e’ solo un Dio di morte.
E non ho bisogno di tante spiegazioni per avvalorare tale mia affermazione.
Basta uscire di casa, e guardare.

Io, se fossi Dio,
almeno una strofa dell’originale di Giorgio Gaber, pero’ la lascerei intatta.
Una sola, ma fondamentale.
Dice cosi’:
Io se fossi Dio
direi che siamo complici oppure deficienti
che questi delinquenti, queste ignobili carogne
non nascondono neanche le loro vergogne
e sono tutti i giorni sui nostri teleschermi
e mostran sorridenti le maschere di cera
e sembran tutti contro la sporca macchia nera.
Non ce n’e’ neanche uno che non ci sia invischiato
perche’ la macchia nera
la macchia nera e’ lo Stato.

Si’, questa strofa la lascerei cosi’ com’e’,
e, io se fossi Dio, metterei una taglia sul collo del primo che osi stabilire una frontiera
e fondare un embrione di apparato in base a questa frontiera
ed appropriarsi sia pure di un millimetro quadrato di terreno in base a questa frontiera
e creare i presupposti del potere in base a questa frontiera
ed opprimere uomini e cose in base a questa frontiera
ed impedire lo sviluppo delle cose piu’ elevate in base a questa frontiera,
le cose che tutti noi abbiamo in comune
ed e’ per questo che dico
rispondendo agli imbecilli che dicono che non sia possibile non dirsi cristiani
che invece non e’ possibile non dirsi comunisti.

E io se fossi Dio
non anticiperei proprio un bel niente,
soprattutto il giorno dell’apocalisse
che’, tanto, tale giorno e’ gia’ fissato in base, se non erro,
a trasformazioni termonucleari della massa solare
e niente lo anticipera’,
neppure la nostra stessa e possibile autodistruzione.
E comunque, io se fossi Dio,
quel giorno non avrei nessuna indifferenza
e non proverei nessun senso di distanza
ma, al contrario, proverei ad essere per un’ultima volta Dio
e tentare di impedire quel cosmico ed ineluttabile scempio
pigliandolo ovviamente nel culo.

Forse io come Dio, non dovrei neanche provarmici
perche’ dovrei essere giustappunto il Creatore
e, quindi, dovrei trovarmi nell’incombenza di considerarmi,
nella mia onnipotenza, il distruttore di cio’ che io stesso ho creato

il che dimostrerebbe senz’ombra di dubbio alcuna
che sono un imbecille
e che in confronto a me Pietro Taricone farebbe la figura di Einstein.

In definitiva, io se fossi Dio, dovrei fare l’unica cosa plausibile:
suicidarmi.
O dire una buona volta, una volta per tutte:
No, io non esisto.

 

IO SE FOSSI DIO
[Giorgio Gaber ]
Io se fossi Dio...
e io potrei anche esserlo,
sennò non vedo chi!

Io se fossi Dio,
non mi farei fregare dai modi furbetti della gente,
non sarei mica un dilettante,
Sarei sempre presente!
Sarei davvero in ogni luogo a spiare
o meglio ancora a criticare
appunto cosa fa la gente.
Per esempio il piccolo borghese
com'è noioso,
non commette mai peccati grossi,
non è mai intensamente peccaminoso.
Del resto, poverino, è troppo misero e meschino
e pur sapendo che Dio è più esatto di una Sveda
lui pensa che l'errore piccolino non lo conti o non lo veda.

Per questo
io se fossi Dio,
preferirei il secolo passato,
se fossi Dio
rimpiangerei il furore antico,
dove si odiava, e poi si amava,
e si ammazzava il nemico!

Ma io non sono ancora
nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli...

Io se fossi Dio,
non sarei così coglione
a credere solo ai palpiti del cuore
o solo agli alambicchi della ragione.

Io se fossi Dio,
sarei sicuramente molto intero
e molto distaccato
come dovreste essere Voi!

Io se fossi Dio,
non sarei mica stato a risparmiare,
avrei fatto un uomo migliore.
Si vabbè lo ammetto
non mi è venuto tanto bene,
ed è per questo, per predicare il giusto,
che io ogni tanto mando giù qualcuno,
ma poi alla gente piace interpretare
e fa ancora più casino!

Io se fossi Dio,
non avrei fatto gli errori di mio figlio,
e sull'amore e sulla carità
mi sarei spiegato un po' meglio.

Infatti non è mica normale
che un comune mortale
per le cazzate tipo compassione e fame in India,
c'ha tanto amore di riserva
che neanche se lo sogna,
che viene da dire:
"Ma dopo come fa a essere così carogna?"

Io se fossi Dio,
non sarei ridotto come Voi
e se lo fossi io certo morirei
per qualcosa di importante.

Purtroppo l'occasione
di morire simpaticamente
non capita sempre,
e anche l'avventuriero più spinto
muore dove gli può capitare
e neanche tanto convinto.

Io se fossi Dio,
farei quello che voglio,
non sarei certo permissivo,
bastonerei mio figlio,
sarei severo e giusto,
stramaledirei gli Inglesi
come mi fu chiesto,
e se potessi
anche gli africanisti e l'Asia
e poi gli Americani e i Russi;
bastonerei la militanza
come la misticanza
e prenderei a schiaffi
i volteriani, i ladri,
gli stupidi e i bigotti:
perché Dio è violento!
E gli schiaffi di Dio
appiccicano al muro tutti!

Ma io non sono ancora
nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli...

Finora abbiamo scherzato!
Ma va a finire che uno
prima o poi ci piglia gusto
e con la scusa di Dio tira fuori
tutto quello che gli sembra giusto.

E a te ragazza
che mi dici che non è vero
che il piccolo borghese
è solo un po' coglione,
che quel uomo è proprio un delinquente,
un mascalzone, un porco in tutti i sensi, una canaglia
e che ha tentato pure di violentare sua figlia!

Io come Dio inventato,
come Dio fittizio,
prendo coraggio
e sparo il mio giudizio e dico:
"Speriamo che a tuo padre
gli sparino nel culo cara figlia!".
Così per i giornali diventa
un bravo padre di famiglia.

Io se fossi Dio,
maledirei davvero i giornalisti
e specialmente tutti,
che certamente non son brave persone
e dove cogli, cogli sempre bene.
Compagni giornalisti avete troppa sete
e non sapete approfittare delle libertà che avete,
avete ancora la libertà di pensare
ma quello non lo fate
e in cambio pretendete la libertà di scrivere,
e di fotografare immagini geniali e interessanti,
di presidenti solidali e di mamme piangenti.
E in questa Italia piena di sgomento
come siete coraggiosi, voi che vi buttate
senza tremare un momento:
cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti,
e si direbbe proprio compiaciuti.
Voi vi buttate sul disastro umano
col gusto della lacrima in primo piano.
Sì vabbè lo ammetto
la scomparsa dei fogli e della stampa
sarebbe forse una follia,
ma io se fossi Dio,
di fronte a tanta deficienza
non avrei certo la superstizione della democrazia!

Ma io non sono ancora
del regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli...

Io se fossi Dio,
naturalmente io chiuderei la bocca a tanta gente,
nel regno dei cieli non vorrei ministri
e gente di partito tra le "balle",
perché la politica è schifosa
e fa male alla pelle.
E tutti quelli che fanno questo gioco,
che poi è un gioco di forza, è ributtante e contagioso
come la lebbra e il tifo,
e tutti quelli che fanno questo gioco,
c'hanno certe facce
che a vederle fanno schifo,
che sian untuosi democristiani
o grigi compagni del P.C.
Son nati proprio brutti
o perlomeno tutti finiscono così.

Io se fossi Dio,
dall'alto del mio trono
vedrei che la politica è un mestiere come un altro
e vorrei dire, mi pare Platone,
che il politico è sempre meno filosofo
e sempre più coglione!:
è un uomo tutto tondo
che senza mai guardarci dentro scivola sul mondo,
che scivola sulle parole
anche quando non sembra o non lo vuole.

Compagno radicale,
la parola compagno non so chi te l'ha data,
ma in fondo ti sta bene,
tanto ormai è squalificata,
compagno radicale,
cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino
ti muovi proprio bene in questo gran casino
e mentre da una parte si spara un po' a casaccio
e dall'altra si riempiono le galere
di gente che non centra un cazzo!
Compagno radicale,
tu occupati pure di diritti civili
e di idiozia che fa democrazia
e preparaci pure un altro referendum
questa volta per sapere
dov'è che i cani devono pisciare!

Compagni socialisti,
ma sì anche voi insinuanti, astuti e tondi,
compagni socialisti,
con le vostre spensierate alleanze
di destra, di sinistra, di centro,
coi vostri uomini aggiornati,
nuovi di fuori e vecchi di dentro,
compagni socialisti fatevi avanti
che questo è l'anno del garofano rosso e dei soli nascenti,
fatevi avanti col mito del progresso
e con la vostra schifosa ambiguità!
Ringraziate la dilagante imbecillità!

Ma io non sono ancora
nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli...

Io se fossi Dio,
non avrei proprio più pazienza,
inventerei di nuovo una morale
e farei suonare le trombe
per il Giudizio universale.

Voi mi direte perché è così parziale
il mio personalissimo Giudizio universale?
Perché non suonano le mie trombe
per gli attentati, i rapimenti,
i giovani drogati e per le bombe?
Perché non è comparsa ancora l'altra faccia della medaglia.
Io come Dio, non è che non ne ho voglia,
io come Dio, non dico certo che siano ingiudicabili
o addirittura, come dice chi ha paura, gli innominabili,
ma come uomo come sono e fui
ho parlato di noi, comuni mortali,
quegli altri non li capisco,
mi spavento, non mi sembrano uguali.
Di loro posso dire solamente
che dalle masse sono riusciti ad ottenere
lo stupido pietismo per il carabiniere,
di loro posso dire solamente
che mi hanno tolto il gusto
di essere incazzato personalmente.
Io come uomo posso dire solo ciò che sento,
cioè solo l'immagine del grande smarrimento.
Però se fossi Dio
sarei anche invulnerabile e perfetto,
allora non avrei paura affatto,
così potrei gridare, e griderei senza ritegno che è una porcheria,
che i brigatisti militanti siano arrivati dritti alla pazzia!

Ecco la differenza che c'è tra noi e gli innominabili:
di noi posso parlare perché so chi siamo
e forse facciamo più schifo che spavento,
ma di fronte al terrorismo o a chi si uccide c'è solo lo sgomento.

Ma io se fossi Dio,
non mi farei fregare da questo sgomento
e nei confronti dei politicanti
sarei severo come all'inizio,
perché a Dio i martiri
non gli hanno fatto mai cambiar giudizio.

E se al mio Dio che ancora si accalora,
gli fa rabbia chi spara,
gli fa anche rabbia il fatto
che un politico qualunque
se gli ha sparato un brigatista,
diventa l'unico statista.

Io se fossi Dio,
quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio,
c'avrei ancora il coraggio di continuare a dire
che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana
è il responsabile maggiore di vent'anni di cancrena italiana.

Io se fossi Dio,
un Dio incosciente enormemente saggio,
avrei anche il coraggio di andare dritto in galera,
ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora
quella faccia che era!

Ma in fondo tutto questo è stupido
perché logicamente
io se fossi Dio,
la Terra la vedrei piuttosto da lontano
e forse non ce la farei ad accalorarmi
in questo scontro quotidiano.

Io se fossi Dio,
non mi interesserei di odio o di vendetta
e neanche di perdono
perché la lontananza è l'unica vendetta
è l'unico perdono!

E allora
va a finire che se fossi Dio,
io mi ritirerei in campagna
come ho fatto io...

 
Ultimo aggiornamento: 18-09-2004
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