Attaccano alla conferenza stampa di presentazione
i Farabutto in formazione ridotta. Enrico Terragnoli
ha l’influenza. Qualcuno fa battute del tipo:
facciamoci sponsorizzare dalla Symantec, la casa produttrice
del Norton antivirus.
Loro parlano del loro disco uscito lo scorso anno
per Rai Trade e classificatosi al terzo posto tra
le opere prime del Tenco. “Alzare la voce”,
questo il titolo del lavoro, è realizzato in
studio con sovrapposizioni di suoni ottenuti con il
pc di casa. Luca Zevio, cantante e autore dei testi
definisce la loro musica Rock d’Autore –
e glie ne diamo atto – in quanto tenta uno strano
connubio tra i due generi componendo rock con la chitarra
classica.
Compito degli altri, Sbibu in testa, è
prendersi cura degli arrangiamenti, cosa ardua, in
quanto dalle musiche di Luca traspaiono rabbia e tristezza:
il problema è rendere queste sensazioni “tagliavene”
attraenti per il pubblico. Intrigante poi il lavoro
che Niccolò Sorgato fa sul mandolino, snaturando
la sua delicatezza per inserirlo all’interno
di un tappeto di suoni rock.
Salgono
poi in pedana Baccini (in giacca
di pelle nera modello Fonzie), Davide Van
de Sfroos (in maglietta), Morgan
(il bel tenebroso con cappello calato e occhiali neri,
la cui dote principale verrà definita il rendersi
simpatico essendo antipatico) e Cammariere
(in giacca di velluto rosso). Assente Daniele
Silvestri. No, non ha l’influenza,
è solo arrivato in ritardo. L’influenza,
in compenso, ce l’ha Bersani.
Anzi, è laringite, ma poco cambia. Stasera
non sarà presente. E le defezioni salgono a
quattro (dopo quelle già preannunciate di Paoli
e Jannacci).
Si intromette dal fondo sala Guccini, accolto da uno
scroscio di applausi. Quando terminano chiede con
il suo intercalare tosco-emiliano: “E’
permesso?” Si discute sulla formula del tuttinsieme,
in cui ognuno dei cantautori dovrebbe esibirsi autoaccompagnandosi
con un solo strumento, mentre tutti gli altri lo ascoltano.
Morgan, piccato, afferma: "Io sono un polistrumentista
e voglio dimostrarlo: ho portato un glockenspiel e
vorrei installarlo sul pianoforte”. Van
de Sfroos invece annuncia che farà Akuaduulza
accompagnandosi solamente con l’ascella. La
seconda canzone la farà con la chitarra “a
sei corde”. Ci tiene a ribadirlo, che saranno
sei, perché di solito ne spacca una….
Baccini dice di aver portato solo le mani e chiede
un pianoforte. Gli viene risposto che ce ne sono ben
due. “Ne suonerò uno per mano",
conclude il cantautore genovese. Cammariere
(addormentatissimo) preferisce non pronunciarsi, ma
ringrazia Silvestri, arrivato nel frattempo, per averlo
aiutato quando non era ancora celebre. Si chiede poi
agli artisti, che sono qui in veste di “scoperte
del Tenco” di raccontare la loro “prima
volta al Club”. Cammariere era febbricitante
(ma guarda!), Baccini fu spinto sul palco a forza,
Van de Sfroos, che si era sposato la settimana prima,
quando fu invitato da Enrico De Angelis, credette
trattarsi di due biglietti omaggio e pensò:
benissimo, facciamo il viaggio di nozze a San Remo.
Quando De Angelis ritelefonò per dire che forse
non sarebbe riuscito ad invitare anche tutti i musicisti,
ribatté: “Ma non importa, veniamo
anche solo io e mia moglie!” Vincerà
poi il premio SIAE senza esservi ancora iscritto.
Morgan fu invitato con i Blu Vertigo,
dopodiché il gruppo si sciolse. Il primo approccio
col Tenco è stato polemico – dice –
anche se pensa che gli amici del Club siano “da
proteggere”.
Silvestri fu invitato al Tenco quando non riteneva
ancora che fare il musicista sarebbe diventato il
suo mestiere. Da lì ebbe inizio tutto.
E’
ora il turno del Maestrone di Pavana che asserisce
di essere stato chiamato da Sergio Sacchi mentre tentava
di riparare un termostato a “madonne”,
in quanto lui, come noto, non ha un gran rapporto
con la tecnologia. Gli viene chiesto se voglia sostituire
Paoli, Jannacci e Bersani, ovviamente interpretando
le loro canzoni. Si scherza poi su un suo presunto
problema di non riuscire a cenare prima dei concerti.
Dice che gli bastano un paio di panini e due bottiglie
di vino. Per i musicisti, puntualizza. Gli rispondono
che De Gregori chiede 200 bottiglie di minerale. Lui
dice: “Ma io arrivo già lavato…”.
Parla poi del DVD appena uscito nei negozi: "Ma
non l’ho ancora visto. Mi interesserebbe, spero
che prima o poi qualcuno me lo mostri. Sempre per
il mio rapporto conflittuale con la tecnologia, non
riesco nemmeno ad ascoltare un cd. Ricordo che a casa
avevo un computer con cui si poteva ascoltare la musica.
Ma non riuscivo a farlo funzionare. Allora chiamai
mia figlia che allora viveva con me che guardandomi
sprezzante girò il dischetto…”
Alla domanda che arriva dalla platea, su quali siano
le poesie che non conosce a memoria, risponde recitandone
tre di tre autori che – casualmente –
si chiamano tutti e tre Leopardo Giacomi. Uno di Modena,
uno di Ferrara e uno di Pistoia. Piemontesi no, perché
non sa imitarne la cadenza. Ed è uno show.
Conclude
la conferenza stampa Alberto Patrucco, il “tappabuchi”
di quest’anno. Se ne esce, anzi entra dicendo
che “venire dopo Guccini è sicuramente
un orgasmo”. Racconta di essere un appassionato
di Brassens e di De André e di aver composto
una parodia di “Un giudice” intitolata
“Lo statista” ed ispirata ad un personaggio
politico non molto alto - indovinate di chi si tratta.
- Se qualcuno sarà disposto ad accompagnarlo,
potrebbe anche lanciarsi ad eseguirla.
Ne
vedremo delle belle!