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Festival

Tenco decimato dall’influenza per il suo trentesimo compleanno.
Cronaca semiseria della conferenza stampa di presentazione
di Marco Marenco e Lucia Carenini

Attaccano alla conferenza stampa di presentazione i Farabutto in formazione ridotta. Enrico Terragnoli ha l’influenza. Qualcuno fa battute del tipo: facciamoci sponsorizzare dalla Symantec, la casa produttrice del Norton antivirus.

Loro parlano del loro disco uscito lo scorso anno per Rai Trade e classificatosi al terzo posto tra le opere prime del Tenco. “Alzare la voce”, questo il titolo del lavoro, è realizzato in studio con sovrapposizioni di suoni ottenuti con il pc di casa. Luca Zevio, cantante e autore dei testi definisce la loro musica Rock d’Autore – e glie ne diamo atto – in quanto tenta uno strano connubio tra i due generi componendo rock con la chitarra classica.

Compito degli altri, Sbibu in testa, è prendersi cura degli arrangiamenti, cosa ardua, in quanto dalle musiche di Luca traspaiono rabbia e tristezza: il problema è rendere queste sensazioni “tagliavene” attraenti per il pubblico. Intrigante poi il lavoro che Niccolò Sorgato fa sul mandolino, snaturando la sua delicatezza per inserirlo all’interno di un tappeto di suoni rock.

Salgono poi in pedana Baccini (in giacca di pelle nera modello Fonzie), Davide Van de Sfroos (in maglietta), Morgan (il bel tenebroso con cappello calato e occhiali neri, la cui dote principale verrà definita il rendersi simpatico essendo antipatico) e Cammariere (in giacca di velluto rosso). Assente Daniele Silvestri. No, non ha l’influenza, è solo arrivato in ritardo. L’influenza, in compenso, ce l’ha Bersani. Anzi, è laringite, ma poco cambia. Stasera non sarà presente. E le defezioni salgono a quattro (dopo quelle già preannunciate di Paoli e Jannacci).

Si intromette dal fondo sala Guccini, accolto da uno scroscio di applausi. Quando terminano chiede con il suo intercalare tosco-emiliano: “E’ permesso?” Si discute sulla formula del tuttinsieme, in cui ognuno dei cantautori dovrebbe esibirsi autoaccompagnandosi con un solo strumento, mentre tutti gli altri lo ascoltano.

Morgan, piccato, afferma: "Io sono un polistrumentista e voglio dimostrarlo: ho portato un glockenspiel e vorrei installarlo sul pianoforte”. Van de Sfroos invece annuncia che farà Akuaduulza accompagnandosi solamente con l’ascella. La seconda canzone la farà con la chitarra “a sei corde”. Ci tiene a ribadirlo, che saranno sei, perché di solito ne spacca una….

Baccini dice di aver portato solo le mani e chiede un pianoforte. Gli viene risposto che ce ne sono ben due. “Ne suonerò uno per mano", conclude il cantautore genovese. Cammariere (addormentatissimo) preferisce non pronunciarsi, ma ringrazia Silvestri, arrivato nel frattempo, per averlo aiutato quando non era ancora celebre. Si chiede poi agli artisti, che sono qui in veste di “scoperte del Tenco” di raccontare la loro “prima volta al Club”. Cammariere era febbricitante (ma guarda!), Baccini fu spinto sul palco a forza, Van de Sfroos, che si era sposato la settimana prima, quando fu invitato da Enrico De Angelis, credette trattarsi di due biglietti omaggio e pensò: benissimo, facciamo il viaggio di nozze a San Remo.

Quando De Angelis ritelefonò per dire che forse non sarebbe riuscito ad invitare anche tutti i musicisti, ribatté: “Ma non importa, veniamo anche solo io e mia moglie!” Vincerà poi il premio SIAE senza esservi ancora iscritto.

Morgan fu invitato con i Blu Vertigo, dopodiché il gruppo si sciolse. Il primo approccio col Tenco è stato polemico – dice – anche se pensa che gli amici del Club siano “da proteggere”.
Silvestri fu invitato al Tenco quando non riteneva ancora che fare il musicista sarebbe diventato il suo mestiere. Da lì ebbe inizio tutto.

E’ ora il turno del Maestrone di Pavana che asserisce di essere stato chiamato da Sergio Sacchi mentre tentava di riparare un termostato a “madonne”, in quanto lui, come noto, non ha un gran rapporto con la tecnologia. Gli viene chiesto se voglia sostituire Paoli, Jannacci e Bersani, ovviamente interpretando le loro canzoni. Si scherza poi su un suo presunto problema di non riuscire a cenare prima dei concerti. Dice che gli bastano un paio di panini e due bottiglie di vino. Per i musicisti, puntualizza. Gli rispondono che De Gregori chiede 200 bottiglie di minerale. Lui dice: “Ma io arrivo già lavato…”.

Parla poi del DVD appena uscito nei negozi: "Ma non l’ho ancora visto. Mi interesserebbe, spero che prima o poi qualcuno me lo mostri. Sempre per il mio rapporto conflittuale con la tecnologia, non riesco nemmeno ad ascoltare un cd. Ricordo che a casa avevo un computer con cui si poteva ascoltare la musica. Ma non riuscivo a farlo funzionare. Allora chiamai mia figlia che allora viveva con me che guardandomi sprezzante girò il dischetto…”

Alla domanda che arriva dalla platea, su quali siano le poesie che non conosce a memoria, risponde recitandone tre di tre autori che – casualmente – si chiamano tutti e tre Leopardo Giacomi. Uno di Modena, uno di Ferrara e uno di Pistoia. Piemontesi no, perché non sa imitarne la cadenza. Ed è uno show.

Conclude la conferenza stampa Alberto Patrucco, il “tappabuchi” di quest’anno. Se ne esce, anzi entra dicendo che “venire dopo Guccini è sicuramente un orgasmo”. Racconta di essere un appassionato di Brassens e di De André e di aver composto una parodia di “Un giudice” intitolata “Lo statista” ed ispirata ad un personaggio politico non molto alto - indovinate di chi si tratta. - Se qualcuno sarà disposto ad accompagnarlo, potrebbe anche lanciarsi ad eseguirla.

Ne vedremo delle belle!

Vai a giovedì 20 ottobre pomeriggio
Ultimo aggiornamento: 20-10-2005
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