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Festival

Club Tenco – Venerdì sera: la sera delle magie
La seconda serata del Tenco 2005 fa bene all’intelletto e allo spirito

di Marco Marenco e Lucia Carenini

Inizio di serata “fiabesco” la seconda puntata del Tenco 05. Patrizio Fariselli al piano e Pamela Villoresi si alternano in una sorta di dialogo musocal-recitato che fa da prologo all’intervento di Roberto Vecchioni con la musica di “Samarcanda” alternata a un estratto del “Soldatino di stagno”. Parte poi il vero e proprio set del cantautore milanese che sarà ancora intervallato a brani tratti da “Giovannino e il fagiolo gigante” e “Il brutto anatroccolo”.

Ma l’emozione si amplifica con l’entrata in scena di Massimo Ranieri. Ha trent’anni di carriera alle spalle, ma questo è il suo primo Tenco. E si vede. La sua commozione traspare tutta e le sue parole sono di felicità, quasi di incredulità per essere su questo palco prestigioso. Racconta brevemente il suo percorso artistico degli ultimi anni: “Sono stato fortunato. Ho realizzato tre dischi con Mauro Pagani, ho avuto l’onore di interpretare un film di Lelouche ed ora questo invito…”. Chiama sul palco Stefano Bollani che lo accompagnerà al pianoforte in “Tu si ‘na cosa grande. “Abbiamo fatto un disco insieme senza esserci mai visti perché la mia voce è stata sovrapposta al suo piano in studio – dice il cantante - Questa è la prima occasione in cui ci incontriamo “davvero” e sono felice che succeda qui”.

Il momento tanto atteso della serata arriva con l’ingresso di Mauro Pagani che porta una sorta di “fluido magico”, lo sparge per il teatro e contagia tutti. Si inizia con “Rundinella” e quando, dalla metà della canzone fa il suo ingresso anche Badara Seck e le due voci si mescolano al violino di Pagani – che riesce sempre a stupire introducendo sempre nuove variazioni e spunti ai suoi arrangiamenti – l’emozione della platea tocca le stelle. Di qui in poi è se possibile ancora un crescendo: “Marechiare”, “Fenestra vascia” e “Te vojo bene assai”.

Il palco rimane poi temporaneamente riservato a Mauro Pagani che, accompagnato solamente dal piano di Eros Cristiani canta la sua “Parole a caso” seguita da “Noette” in solo con il suo bouzouki. Ma è tutto un crescendo di entrate: con “A dumenega” arriva Joe Damiani alle percussioni; con “Don Raffaé” ritorna Ranieri e per il finale corale entrano Badara Seck, Joan Isaac e tutti gli altri musicisti. Sarà una “Creuza de ma” corale, cantata per l’occasione in più lingue che porta emozioni a cascata e fa trattenere il respiro; qualcosa che chi c’era ricorderà a lungo e che termina con 1500 persone che quasi per un bisogno fisico si alzano ad applaudire questo momento unico e forse irripetibile.

Dopo l’intervallo – e mai intervallo fu più necessario per ricominciare a respirare - fa il suo ingresso il “tappabuchi” Alberto Patrucco che, accompagnato alla chitarra da Alessio Lega e al pianoforte da Francesco Baccini, si lancia in una divertente parodia di “Un giudice” – per l’occasione rinominata “Lo statista” che parla di… un noto uomo politico piuttosto piccolo e delle sue abitudini e tendenze.

E’ la giusta introduzione per quello che sarà il prosieguo di serata: una sorta di parodia dello stesso Club Tenco a cura della premiata ditta – costituitasi per l’occasione – Banda Osiris – Quartetto Euphoria – Bollani & Riondino. Con tanto di Giancarlo Macrì travestito da Silva il supergruppo si lancia in un rutilante set fatto di sketch, variazioni musicali e parodie – mitiche quelle di Battiato e Paolo Conte a cura di Davide Riondino o la “Certe notti” cantata a mo’ di opera lirica dalla Banda con Stefano Bollani al pianoforte.

Altri momenti clou sono stati l’interpretazione della “Ballata dell’amore cieco” eseguita dal Quartetto Euphoria che si trasforma in una carrellata comprendente anche “No woman, no cry” e “Volta la carta” e – sempre a cura del quartetto – l’esecuzione di “Il vecchio e il bambino” in giapponese autentico. Versione poi apprezzata dallo stesso Guccini. La serata termina con una corale “Caravan petrol” a cui partecipa anche l’autentico Ranieri. E tutti se ne vanno con qualcosa di più.

Vai a venerdì a mezzogiorno - 21 ottobre 2005
Ultimo aggiornamento: 22-10-2005
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