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Senti l'estate che torna



... di Bielle
Sembra facile dire "Canzoni per l'estate", sembra facile e sembra anche banale. Beh, in effetti, in molti casi banale non è. E l'estate, con il suo corredo di ombrelloni, spiagge, pinne, creme abbronzanti, pedalò sembra quanto di più adatta per un brutto film di serie B, per il repertorio deteriore della canzonetta, per raccogliere una manciata di luoghi comuni in una canzone. Eppure, come dice Enzo Gentile, che col suo libro "Legata a un granello di sabbia" è stato il centro motore della nostra ispirazione, "ci sarà un motivo per cui ci sono centinaia di motivi legati al mare e nessuno allo stagno, alla collina, al lago...". L'unica cosa che abbiamo fatto è stata cercare nello sterminato repertorio di canzoni per l'estate una manciata di canzoni d'autore e non è stato affatto difficile. Basti pensare che una "Canzone per l'estate" l'ha cantata anche De André (e l'ha scritta De Gregori) e un "Giorno d'estate" anche Guccini!!


Estate in musica, ma non solo. C'è l'estate anche nel cinema, nella letteratura, nella poesia. Troppo breve questo spazio per farne un'excursus consistente: a me poi, in particolare, l'estate mette anche sempre un po' di tristezza. Avete presente "Giorno d'estate"? Ecco, proprio così! Ma vediamo un po' di segnalare un po' di visioni e qualche ascolto:
Visioni: "Brivido Caldo" di Lawrence Kasdan, "Il grande caldo" di Fritz Lang, "La lunga estate calda" di Martini Ritt, "Una commedia sexy di una notte di mezza estate" di Woody Allen. E se vogliamo venire all'Italia: "Poveri ma belli" di Dino Risi e "La spiaggia" di Alberto Lattuada, ma, volendo, anche "Mediterraneo" di Salvatores.

Qualche piccolo ascolto:

Giorno d'estate - Guccini
Canzone per l'estate - De Gregori
Senti l'estate che torna - Le Orme
Sporca estate - Fabrizio Consoli
Era d'estate - Sergio Endrigo

Giorno d'estate
(Francesco Guccini)

Giorno d'estate, giorno fatto di sole,
vuote di gente son le strade in città,
appese in aria e contro i muri parole,
ma chi le ha dette e per che cosa chissà.

I manifesti sono visi di carta che non dicono nulla e che nessuno più guarda,
colori accesi dentro ai vicoli scuri,
sembrano un urlo quelle carte sui muri,
sembrano un urlo quelle carte sui muri...

Giorno d'estate, giorno fatto di vuoto,
giorno di luce che non si spegnerà;
sembra d' andare in un paese remoto,
chissà se in fondo c'è la felicità.

Un gatto pigro che si stira sul muro, sola cosa che vive, brilla al sole d'estate;
si alza nell'aria come un suono d'incenso,
l'odore di tiglio delle strade alberate,
l'odore di tiglio delle strade alberate...

Giorno d'estate, giorno fatto di niente,
grappoli d'ozio danzan piano con me,
il sole è un sogno d'oro, ma evanescente,
guardi un istante e non sai quasi se c'è.

Dentro ai canali l'erba grassa si specchia, cerchi d'ombra e di fumo sono voci lontane;
nell'acqua il sole con un quieto barbaglio
brucia uno stanco gracidare di rane,
brucia uno stanco gracidare di rane...

Giorno d'estate senza un solo pensiero,
giorno in cui credi di non essere vivo,
gioco visivo che non credi sia vero
che può svanire svelto come un sorriso.

Vola veloce ed iridato un uccello come un raggio di luce da un cristallo distorto:
vola un moscone e scopre dietro a un cancello
la religiosa sonnolenza d' un orto,
la religiosa sonnolenza d' un orto..
.



Sporca Estate
(Ciampi - Marchetti)

Figli, come mi mancate.
Sporca estate.
E tu che dici
che ho distrutto la tua vita,
capirai mai
che il tuo dolore
si è aggiunto al mio?
Nella mia vita non ho fatto
che rimorchiare,
sporca estate,
a mia volta rimorchiato,
quindi definitivamente scaricato.
Figli, vi porterei a cena
sulle stelle,
ma non ci siete,
ma non ci siete,
ma non ci siete.



Era d'estate
(Sergio Endrigo)


Era d’estate e tu eri con me
Era d’estate poco tempo fa
Ora per ora noi vivevamo
Giorni e notti felici senza domani

Era d’autunno e tu eri con me
Era d’autunno poco tempo fa
Ora per ora senza un sorriso
Si spegneva l’estate negli occhi tuoi

Io ti guardavo e sognavo una vita
Tutta con te
Ma i sogni belli
Non si avverano mai

Era d’estate e tu eri con me
Era d’estate tanto tempo fa
E sul tuo viso lacrime chiare
Mi dicevano solo addio
Mi dicevano addio, soltanto addio


Quale sarà il disco dell'estate 2005? Difficile azzeccarlo già ora. In particolare se parliamo di qualcosa che abbia a che fare con la musica d'autore. Forse "Buon sangue" di Jovanotti. Potrebbe essere "L'uovo di Colombo" di Lu Colombo, non nuova a performances estive con "Maracaibo", ma guardando ancora più indietro ci viene in mente il bellissimo "Il Chihuahua storico non ha senso senza te" dei Caffè Sport Orchestra o il molto meno magnifico "Parola d'Onore" di Roy Paci o tanti altri brani delle band di Campari Mixx Music che percorrono l'Italia (da Solidamor ai Bassistinti) oppure ancora il nuovo disco degli Arpioni: "Malacabeza" che ripropongono la "Storia disonesta" di Stefano Rosso, assieme all'autore e a Tonino Carotone. Ma se dovessi scegliere il "mio" disco per l'estate 2005 non avrei dubbi: "Calypso@dirty Jim's", una sorta di "Buena VIsta Social Club" in salsa calypso realizzato dai francesi Jean-Michel Gilbert e Thierry Planelle.

Miramare
(Francesco De Gregori)

Recuperarono le reti i pescatori,
piene di spazzatura, e umiliati si ritirarono,
alla montagna dal mare,
alla montagna dal mare.
E avvicinarono la fiamma alla foresta,
fino a vederla bruciare.
Così ho visto altri uomini fare e fare segno di tacere,
fino a vederla bruciare.
Ma io sì che mi sono tuffato, in un campo di pallone,
da un palo all'altro ho volato, per afferrare un pallone.
E le ginocchia di rosso ho colorato.
E quanto al mio povero nome,
in quali alberghi l'ho lasciato,
e quante notti l'ho sentito chiamare.
Prima ancora che il vento cominciasse a soffiare,
prima ancora che il vento cominciasse a soffiare.
Recuperavano le reti i pescatori
e si sentiva cantare un canto,
ma erano acqua le parole,
ed era triste quel canto.
E ritornavano dal centro della terra
ed io così ho sognato di loro,
portatori di luce ed inventori, e cercatori d'oro.
Ma io sì che mi sono lanciato,
da un punto all'altro di un amore,
più di una volta ho volato per inseguire un amore.
E le mie notti di bianco ho colorato.
E quanto al mio povero cuore,
in quali alberghi l'ho portato
e quante notti l'ho sentito gridare,
prima ancora che il vento cominciasse a soffiare,
prima ancora che il vento cominciasse a soffiare.
Recuperarono le reti i pescatori, dal profondo del mare.

Onda su onda
(Paolo Conte)

Che notte buia che c'è... povero me, povero me...
che acqua gelida qua, nessuno più mi salverà...
son caduto dalla nave son caduto
mentre a bordo c'era il ballo...

Onda su onda
il mare mi porterà
alla deriva,
in balia di una sorte bizzarra e cattiva...
onda su onda,
mi sto allontanando ormai...
la nave è una lucciola persa nel blu...
mai più mi salverò...

Sara, ti sei accorta?
Stai già danzando insieme a lui...
con gli occhi chiusi ti stringi a lui...
Sara... ma non importa...
Stupenda l'isola è... il clima è dolce intorno a me,
ci sono palme e bambù... è un luogo pieno di virtù...
steso al sole ad asciugarmi il corpo e il viso
guardo in faccia il paradiso...

Onda su onda
il mar mi ha portato qui:
ritmi, canzoni,
donne di sogno, banane, lamponi...
onda su onda,
mi sono ambientato ormai...
il naufragio mi ha dato la felicità che tu
non mi sai dar...

Sara, ti sei accorta?
Tu stai danzando insieme a lui...
con gli occhi chiusi ti stringi a lui...
Sara... ma non importa...
Onda su onda...


Senti l'estate che torna
(Orme)

Su spegni quel fuoco ti prego
L'inverno è un ricordo lontano
Stasera non sento più freddo
Stammi vicina dammi la mano
Stasera ti vedo diversa
I tuoi occhi hanno un altro colore
In strada c'è aria di festa
Ora la gente, pensa all'amore
Senti l'estate che torna,
Senti con tutti suoi sogni
Senti l'estate che torna
Tra noi
Il vento del nord se ne è andato
E lascia nell'aria un sapore
Di cose lasciate al passato
Senza rimpianto
Senza dolore
Senti l'estate che torna,
Senti con tutti suoi sogni
Senti l'estate che torna
Tra noi


Estate
(B.Martino - B.Brighetti)

Estate
Sei calda come il bacio che ho perduto
Sei piena di un amore che è passato
Che il cuore mio vorrebbe cancellare

Estate
Il sole che ogni giorno ci scaldava
Che splendidi tramonti dipingeva
Adesso brucia solo con furor

Tornerà un altro inverno
Cadranno mille pètali di rose
La neve coprirà tutte le cose
E forse un po' di pace tornerà

Odio l'estate
Che ha dato il suo profumo ad ogni fiore
L' estate che ha creato il nostro amore
Per farmi poi morire di dolor

Odio l'estate...




http://www.edoardovianello.it/


L'estate sta finendo
Righeira
(1985)

L'estate sta finendo
e un anno se ne va
sto diventando grande
lo sai che non mi va.
In spiaggia di ombrelloni
non ce ne sono più
è il solito rituale
ma ora manchi tu.
Languidi brividi
come il ghiaccio bruciano
quando sto con te.
Baciami
siamo due satelliti
in orbita sul mar.
È tempo che i gabbiani
arrivino in città
L'estate sta finendo
lo sai che non mi va.
Io sono ancora solo
non è una novità
Tu hai già chi ti consola
a me chi penserà.
Languidi brividi…
L'estate sta finendo
e un anno se ne va
sto diventando grande
lo sai che non mi va.
Una fotografia
è tutto quel che ho
ma stanne pur sicura
io non ti scorderò.
L'estate sta finendo
e un anno se ne va
sto diventando grande
anche se non mi va.
L'estate sta finendo
l'estate sta finendo
l'estate sta finendo oh oh oh oh
l'estate sta finendo . . . .
. . .

Un'estate al mare
(Franco Battiato - Giusto Pio)

Per le strade mercenarie del sesso
che procurano fantastiche illusioni
senti la mia pelle come è vellutata
ti farà cadere in tentazioni
Per regalo voglio un harmonizer
con quel trucco che mi sdoppia la voce
Quest'estate ce ne andremo al mare per le vacanze

Un'estate al mare, voglia di remare
fare il bagno al largo
per vedere da lontano gli ombrelloni-oni-oni
Un'estate al mare, stile balneare
con il salvagente per paura di affogare...

Sopra i ponti delle autostrade
c'è qualcuno fermo che ci saluta
senti questa pelle com'è profumata
mi ricorda l'olio di Tahiti
Nelle sere quando c'era freddo
si bruciavano le gomme di automobili
Quest'estate voglio divertirmi per le vacanze...

Un'estate al mare, voglia di remare
fare il bagno al largo
per vedere da lontano gli ombrelloni-oni-oni
Un'estate al mare, stile balneare
con il salvagente per paura di affogare...

Quest'estate ce ne andremo al mare
con la voglia pazza di remare
fare un po' di bagni al largo
e vedere da lontano gli ombrelloni-oni-oni



Summer on a solitary beach
(Franco Battiato)

Passammo l'estate
su una spiaggia solitaria
e ci arrivava l'eco di un cinema all'aperto
e sulla sabbia un caldo tropicale
dal mare.
E nel pomeriggio
quando il sole ci nutriva
di tanto in tanto un grido copriva le distanze
e l'aria delle cose diventava
irreale.

Mare mare mare voglio annegare
portami lontano a naufragare
via via via da queste sponde
portami lontano sulle onde.

A wonderful summer
on a solitary beach
against the sea
"le grand hotel Sea-Gull Magique"
mentre lontano un minatore bruno
tornava.

Mare mare mare voglio annegare
portami lontano a naufragare
via via via da queste sponde
portami lontano sulle onde.

Stranizza d'amuri
(Franco Battiato)

'Ndo vadduni da Scammacca
i carritteri ogni tantu
lassaunu i loru bisogni
e i muscuni ciabbulaunu supra
jeumu a caccia di lucettuli ...
a litturina da Ciccum-Etnea
i saggi ginnici 'u Nabuccu
a scola sta finennu.
Man manu ca passunu i jonna
sta frevi mi trasi 'nda ll'ossa
ccu tuttu ca fora c'è a guerra
mi sentu stranizza d'amuri ... l'amuri
e quannu t'ancontru 'nda strata
mi veni 'na scossa 'ndo cori
ccu tuttu ca fora si mori
na mori stranizza d'amuri ... l'amuri.

Sapore di sale
di GIno Paoli

Sapore di sale sapore di mare
che hai sulla pelle
che hai sulle labbra
quando esci dall'acqua
e ti vieni a sdraiare
vicino a me vicino a me
sapore di sale sapore di mare
un gusto un po' amaro di cose perdute
di cose lasciate lontano da noi
dove il mondo e' diverso
diverso da qui
il tempo e' dei giorni
che passano pigri
e lasciano in bocca il gusto del sale
ti butti nell'acqua
e mi lasci a guardarti
e rimango da solo
nella sabbia e nel sole
poi torni vicino e ti lasci cadere
cosi' nella sabbia e nelle mie braccia
e mentre ti bacio sapore di sale
sapore di mare sapore di te
qui il tempo e' dei giorni
che passano pigri
e lasciano in bocca il gusto del sale
ti butti nell'acqua
e mi lasci a guardarti
e rimango da solo
nella sabbia e nel sole
poi torni vicino e ti lasci cadere
cosi' nella sabbia e nelle mie braccia
e mentre ti bacio sapore di sale
sapore di mare sapore di te
.



La Pelle Nera
(Nino Ferrer)


Ehi, ehi, ehi dimmi Wilson Pickett
Ehi, ehi, ehi dimmi tu James Brown:
questa voce dove la trovate ?
Signor King, signor Charles, signor Brown
io faccio tutto per poter cantar come voi
ma non c'è niente da fare, non ci riuscirò mai
e penso che sia soltanto per il mio color che non va...
Ecco perché io vorrei, vorrei la pelle nera,
vorrei la pelle nera !!!
Ehi, ehi, ehi dimmi tu signor Lawis, dimmi come si può
arrostire un negretto ogni tanto con la massima serenità
io dico Nino tu non ci dovresti pensar
ma non c'è niente da fare per dimenticar
sto maledetto colore di pelle che mi brucia un po'...
Ecco perché io vorrei...
Ehi, ehi, ehi voi carissimi estinti
Ehi, ehi, ehi, voi che sapete già
voi che cantate gloriosamente per i pascoli dell'aldilà
ditemi se per entrare nel regno con voi
basta che ognuno si occupi dei fatti suoi
o se lassù ci son poveri, razza e color come qui...
Ad ogni modo vorrei, vorrei la pelle nera
vorrei la pelle nera, nera !!! Nera !!!



Enzo Gentile: "Legata a un granello di sabbia" - Libretto gentile (appunto, di Enzo Gentile) e perfettamente intonato alla stagione. E come una canzone del "Disco per l'estate", costruito in modo da non turbare o conturbare. Semmai affascinare con il filo lieve dei ricordi che si dipana a costruire trame che sono molto più nell'immaginario di chi legge che nelle righe e nelle parole scelte da chi scrive. Ma certamente nelle intenzioni di Gentile c'era questa voglia leggera, che ogni tanto tutti ci prende, di fare una cavalcata sul filo dell'onda, tra gli spruzzi salati di salsedine e la sabbia arsa dei ricordi, per rispolverare motivetti e canzoncine (o canzonette e motivini?) che davano un tempo, un senso e una colonna sonora alle nostre estati anni '60 sulle riviere di entrambe i mari. (segue)


Canzone Per L'Estate
(Francesco De Gregori)

Con tua moglie che lavava i piatti in cucina e non capiva
Con tua figlia che provava il suo vestito nuovo e sorrideva
Con la radio che ronzava per il mondo cose strane
E il respiro del tuo cane che dormiva
Coi tuoi santi sempre pronti a benedire
i tuoi sforzi per il pane
Con il tuo bambino biondo a cui hai donato
una pistola per Natale
Con il letto in cui tua moglie non ti ha mai saputo amare
E gli occhiali che fra un po' dovrai cambiare
Com'è che non riesci più a volare
Con le tue finestre aperte sulla strada
e gli occhi chiusi sulla gente
Con la tua tranquillità, lucidità, soddisfazione permanente
La tua coda di ricambio, le tue vergini in affitto
E le rondini di guardia sotto al tuo tetto
Con il tuo francescanesimo a puntate
e la tua dolce consistenza
Le tue onde regolate in una stanza
Col permesso di trasmettere e il divieto di parlare
E ogni giorno un altro giorno da scontare
Com'è che non riesci più a volare
Con i tuoi entusiasmi lenti precisati da ricordi stagionali
E una bella addormentata che si sveglia
a tutto quel che le regali
Con il tuo collezionismo di parole complicate
La tua ultima canzone per l'estate
Con le tue mani di carta per avvolgere altre mani normali
Con lo scemo in giardino ad isolare le tue rose migliori
Col tuo freddo di campagna e il divieto di sudare
E più niente per poterti vergognare
Com'è che non riesci più a volare


Canzone Per L'Estate
(Francesco De Gregori e Giorgio Maimone)

"Con tua moglie che lavava i piatti in cucina e non capiva....
Coi tuoi santi sempre pronti a benedire i tuoi sforzi per il pane
Con il letto in cui tua moglie non ti ha mai saputo amare...
Com'e' che non riesci piu' a volare
Com'e' che non riesci piu' a volare
Com'e' che non riesci piu' a volare
Com'e' che non riesci piu' a volare

Va bene. Ho un'altra tacca segnata sul cd player.
Ho un'altra traccia.
C'e' sangue sulle tracce.
C'e' un uomo che e' morto
E un altro che gli e' sopravvissuto.
C'era un uomo che lanciava il suo urlo...

Com'e' che non riesci piu' a volare
Com'e' che non riesci piu' a volare
Com'e' che non riesci piu' a volare
Com'e' che non riesci piu' a volare

e ora ce n'e' un altro. Il primo aveva 45 anni. Il secondo ne ha 49. Io ne ho 47. E ci sono sempre. Sono sempre dal lato di quello che ascolta. E che si chiede perche'. Perche' c'e' un uomo al posto di un altro? E perche' non c'e' qualcuno al posto mio? Ma no, non ne parliamo, il posto e' mio (direbbero Modugno e Tony Renis all'unisono).

Com'e' che non riesci piu' a volare
Com'e' che non riesci piu' a volare
Com'e' che non riesci piu' a volare
Com'e' che non riesci piu' a volare

Il bambino biondo non ha piu' una pistola "che sembra vera", e nel letto tua moglie, ora "non ti ha mai saputo amare", ma una volta era una che "non ci ha mai saputo fare" e prima ancora "non ti ha mai saputo dare". E le "nuvole in affitto" sono diventate "vergini in affitto", probabilmente grazie a una lettura piu' aderente al reale del testo. E il freddo ora e' sceso di quota: e' un freddo di "campagna" e non di "montagna". Ma non importa. L'importante e' che chi canta si chieda ....

Com'e' che non riesci piu' a volare
Com'e' che non riesci piu' a volare
Com'e' che non riesci piu' a volare
Com'e' che non riesci piu' a volare

e nelle battute finali una voce in sottofondo suggerisca (giuro) "com'e' che non riesci neanche piu' a suonare". E questa finora non l'ha notata nessuno. Ve la do' come chicca del dodicesimo ascolto. Ancora tre ascolti e finisco nel Guinness dei primati (celebre birra per scimmie)!

Ma santi, mogli, bimbi e "idioti" che sono diventati in questo caso "scemi" e ossigeno e rondini e francescanesimo e finestre e il divieto di sudare e niente per poterti vergognare sono ancora li'.

E io non riesco piu' a volare
e io non riesco piu' a volare
e io non riesco piu' a suonare
e non riesco piu' a parlare.

Ma mi ricordo lacrime dolci e intense che mi scendevano sul viso in autostrada, di ritorno da Genova, di ritorno da piazza Carignano, l'11 gennaio di due anni fa, quando nel lettore di CD della macchina esplose questa stessa canzone. E capii che ero io, con lui, che non riuscivo piu' a volare. E non ce l'avrei piu' fatta. Non avremmo piu' volato insieme.

Com'e' che non riesci piu' a volare
Com'e' che non riesci piu' a volare
Com'e' che non riesci piu' a volare
Com'e' che non riesci piu' a volare

Ma un gennaio di due anni dopo arriva un altro uomo, una figura asciutta, magra, che forse in mano ha due passaporti. E mi pone la stessa domanda. Da un'altra distanza, da un'altra stanza, da un altro paese. E le orecchie ricominciano a ronzare, gli aerei scaldano i motori sulla pista, le ali sciolgono la cera che tiene incollate le piume e le mie onde regolate in una stanza mi danno ancora una volta, una volta almeno ancora, una volta in piu', il permesso di trasmettere. E la trasmissione e' buona, la visibilita' nitida, i radar non mi intercettano mentre scaldo i motori e gli albatros nella neve non mi impediscono di decollare. Come una bella addormentata che si sveglia a tutto cio' che le regalo, con parole complicate di cui faccio collezione per lemie nuove canzoni per l'estate, la torre di controllo ma da' via libera per il volo. Volo volo, posso volare..... Non ho piu' niente per potermi vergognare. NON HO PIU' NIENTE DI CUI MI VOGLIO VERGOGNARE!

Com'e' che non riesci piu' a volare
Com'e' che non riesci piu' a volare
Com'e' che non riesci piu' a volare
Com'e' che non riesci piu' a volare

Notte di Luna Calante
(Domenico Modugno)


Oh, oh
che profumo di mare
oh, oh.
piove argento dal cielo
no,e' la luna calante
no,e' l'amore con te
lungo le spiagge deserte
a piedi nudi con me
notte di luna d'estate
ultima notte d'amor
quando col vento
l'autunno ritornera'
nulla di noi restera'
oh, oh.
che profumo di mare
oh, oh
piove argento dal cielo
oh, oh
che profumo di mare
oh, oh
piove argento dal cielo


Azzurro
(Paolo Conte, Vito Pallavicino)


Cerco l'estate tutto l'anno e all'improvviso eccola qua.
Lei è partita per le spiagge e sono solo quaggiù in città
sento volare sopra i tetti un aeroplano che se ne va.

Azzurro, il pomeriggio è troppo azzurro e lungo, per me
mi accorgo di non avere più risorse senza di te
e allora io quasi quasi prendo il treno e vengo vengo da te.
Ma il treno dei desideri nei miei pensieri all'incontrario va.

Cerco un po' d'Africa in giardino, tra l'oleandro e il baobab
come facevo da bambino, ma qui c'è gente, non si può più
stanno innaffiando le tue rose, non c'è il leone, chissà dov'è.

Azzurro, il pomeriggio è troppo azzurro e lungo, per me
mi accorgo di non avere più risorse senza di te
e allora io quasi quasi prendo il treno e vengo vengo da te.
Ma il treno dei desideri nei miei pensieri all'incontrario va.

Sembra quand'ero all'oratorio, con tanto sole, tanti anni fa.
Quelle domeniche da solo in un cortile, a passeggiar,
ora mi annoio più di allora, neanche un prete per chiacchierar.

Azzurro, il pomeriggio è troppo azzurro e lungo, per me
mi accorgo di non avere più risorse senza di te
e allora io quasi quasi prendo il treno e vengo vengo da te.
Ma il treno dei desideri nei miei pensieri all'incontrario va
.

Guido piano
(Fabio Concato)

Guido piano
e ho qualcosa dentro al cuore
che mistero
non so neanche dove andare
e m'allontano
anche se dovrei tornare
lei m'aspetta
si potrebbe preoccupare ma c'e' tanto sole
e mi accorgo che ne ho bisogno come un fiore
e ho bisogno di stancarmi e di camminare
di sentire l'acqua il vento e di respirare
peccato che qui vicino non c'e' il mare
guido piano
che mistero dopo il ponte cambia il mondo
viene voglia di cantare
questa sera
te lo voglio raccontare
son sereno
come se fosse Natale
e ho tanta voglia
di sdraiarmi su questa terra cosi calda
di dormire e di sognare che questo fiume
lentamente mi porta fra i monti e le pianure
e mi culla come un bambino fino al mare.
Amore mio perche' ogni volta scappo via
siamo cosi lonatani dalla vita e dai profumi
forse t'incontrero' dove comincia il mare
quando mi svegliero' saro' migliore

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