Steve Earle: "The revolution starts now"
Steve
Earle per il Buscadero
Grande disco per il musicista texano. Rock, radici, country
e politica: una ricetta solida che Earle sa coniugare alla perfezione. Ha
il dono di scrivere canzoni molto belle e di metterci dentro dei testi di
assoluta attualità, senza stravolgere mai la sua musica. Più
godibile e diretto rispetto ailavori più recenti "The revolution
starts now" segna la definitiva rinascita di un gande autore. Combattivo.
Diverso parere:
Articolo di: Christian Verzeletti <ink@mescalina.it>
“Revolution starts … now” si potrebbe definire il nuovo
capitolo della storia di Steve Earle, della sua lotta sempre più impegnata
e politica a suon di rock. Soprattutto ci piacerebbe descriverlo come una
bandiera che sventola alta, in faccia a tutti.
Invece è l’episodio meno riuscito nella discografia del nostro,
da un bel po’ di anni a questa parte: non si mettono in dubbio la coerenza
e lo spirito dell’artista, ma piuttosto lo sguardo politico con cui
continua a rivolgersi alla realtà. È vero che la posizione di
Earle, a differenza di molti altri, è conseguenza di un percorso lungo
una carriera, ma ciò non toglie che anche lui sia caduto nell’errore
già commesso per esempio da Mark Olson e dai suoi Creekdippers: pubblicare
un disco spinto dall’urgenza di contribuire al ripristino di una vera
democrazia negli Stati Uniti. Questa scelta, ben spiegata dallo stesso Earle
nelle note del booklet, è condivisibile ed encomiabile, ma sembra aver
dato una virata netta al disco: mancano pezzi memorabili, quelle grandi canzoni
a cui Earle ci ha abituato, e manca quella ricerca sonora che con “Jerusalem”
aveva raggiunto il punto di massima durezza.
Parere di Bielle:
Grande disco a cospetto del cielo. Steve Earle è un
grande che non sbaglia colpo da anni e quando le esigenze poetiche e musicali
si sposano con l'urgenza politica, la miscela spesso viene di ottima qualità.
Non filtratelo e gustatevelo tutto così. Puro e senza zucchero.