Torino, Via Berthollet. Ieri sera al Soundtown è
successo qualcosa di speciale. Il lavoro preparatorio
di Federico Sirianni si è concretizzato nella
prima serata di Sotto il Vulcano, e un centinaio di
persone ha potuto verificare che in città la
lava della canzone d’autore ribolle. Eccome.
La formula è semplice: cinque
cantautori “residenti”, ogni terzo giovedì
del mese si mettono in gioco proponendo le loro canzoni,
presentati da Daniele Lucca, accompagnati
da alcuni ospiti, “disturbati” dagli interventi
dell’attore Paolo Severini
e supportati dall’accompagnamento della base
ritmica di Donato Stolfi alla batteria
e Saverio Miele al contrabbasso.
E l’atmosfera che si crea è
da subito magica. Si capisce che sta succedendo qualcosa
d’importante, che la musica si muove, accompagnata
dalle parole, dall’ironia di un divertimento
intelligente, da un clima di amicizia e di voglia
di fare qualcosa in cui si crede.
Ma chi sono i componenti della banda?
Sono quanto di più eterogeneo in fatto a stile
e sfaccettatura la città possa offrire. E,
nel contempo, quanto di più alto a livello
qualitativo.
Così ieri sera abbiamo ascoltato Giuliano
Contardo, che con il fratello Daniele
arriva da un’esperienza di street-folk e animazione
teatral-musicale di strada e Carlo Pestelli,
cantautore e cesellatore di parole impegnato sul versante
dell'ironia militante sul modello di Fausto
Amodei che, presente in sala come padrino
virtuale della rassegna, poneva uno sguardo di approvazione
sulla nuova generazione di canzone d'autore.
E ancora Isa, con le sue liriche
raffinate che volano alte nell’aria e che ci
mettono a parte di una realtà in cui ci piace
riconoscerci, come in uno specchio rovesciato attraverso
il quale guardare noi stessi negli occhi di un’altra.
All’interno del suo set ha ospitato Alessio
Lega, cantapoeta leccese di Milano, Targa
Tenco per l’opera prima e sempre in bilico tra
la sua terra e la Francia.
A seguire Mario Congiu,
chitarrista della band torinese Bandamanera e collaboratore
e produttore di numero impressionante di artisti torinesi
e italiani e, per il gran finale, Federico
Sirianni, patron della rassegna che ha condiviso
il palco con un grande nome della canzone d’arte,
quel Max Manfredi di Genova che distilla
poesie da scene urbane e intaglia musiche fatte di
merletto.
Alla fine della serata la commozione
è molta e la soddisfazione è tangibile.
Soddisfazione di tutti, gli autori certi di aver posato
la prima pietra di qualcosa di sostanziale, il pubblico
torinese, che forse ancora conosce poco i suoi cantautori,
sicuro di aver trovato qualcosa che vale la pena di
seguire.
La rassegna proseguirà
fino ad aprile; il prossimo appuntamento con i cinque
del vulcano sarà il 22 dicembre. Ospite preannunciato
Marco Ongaro da Verona, più altri a sorpresa.
Chi può non se li faccia scappare. Sarebbe
un peccato.