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Concerti

Sulutumana al Piccolo: Ma che genere fanno? Sulutumana!
di Marco Miragoli

Repubblica che intervista Giamba. L'articolo che si chiude con un "stasera, Piccolo Teatro Studio, ore 21:00 tutto esaurito". Gira un po' la testa.
Sono le 21:00 e il Piccolo Teatro Studio non proprio tutto esaurito, ma molto pieno. Averli visti pochi mesi fa in un parcheggio di un paese in provincia di Bergamo, in un pomeriggio di "caldo catramoso" e adesso qui... gira un po' la testa.

Il concerto inizia con pochi minuti di ritardo e siamo subito allietati dal vedere che sul palco c'è anche Angelo "Pich" Galli, con i suoi aggeggi. Al solito sul fondo, dietro a tutti. Ci sono anche Simone Mauri ai clarini (gi sentito su "Decanter" e gi visto in altri concerti in teatro) e, sorpresa, c' anche un altro fisarmonicista. È nientepocodimeno che Flaviano Braga, il "maestro di fisa" di Giambattista Galli. Non che Giamba non abbia la sua, ma resterà spesso appoggiata a terra.

Senza introduzioni o chiacchiere, si inizia con Amore d'Egitto, seguita da Viöla. La stessa scelta del Teatro Sociale di Como: era il 21 maggio, la prima di Decanter. Una scelta tipicamente teatrale, il primo brano crea un'atmosfera calda, con i suoi echi d'oriente, is secondo, l'unico pezzo in dialetto della serata, riporta tutti a casa, sulle rive del lago. La formazione a 9 e un po' di imbarazzo iniziale, (lo si coglie soprattutto in Giamba, che ha tutti gli sguardi addosso), rischiano di far prendere alla serata una piega pi professionale che calda rispetto agli standard del gruppo. Anche perché alcuni pezzi di Decanter, mostrano ancora qualche debolezza. Forse devono ancora trovare la veste o l'arrangiamento migliore.

La band propone soprattutto brani di Decanter alternati ad alcune rivisitazioni dei pezzi della "Danza". In mezzo, alcuni brevi reading a cura di Giamba: estratti molto piacevoli dai libri di Andrea Vitali, amico del gruppo e presente tra il pubblico. I pezzi scorrono bene e rimane impressa una versione piuttosto rock di Ribes. È decisamente inusuale vedere Giamba e Michele in piedi, il primo microfono in mano, il secondo con la chitarra elettrica e in posizione da rocker. Michele Bosisio in grande serata ed interpreta con trasporto Sar di Pi e Avorio Oro e Carta.

Nel frattempo, i pi attenti al lato musicale, si accorgono di quale mago di fisarmonicista sia Flaviano Braga: è impressionante vedere quelle dita viaggiare a velocit sorprendente lungo i tasti. La presenza di Flaviano permette inolte a Cecco Andreotti di prendersi molto più spazio al pianoforte ed tutto un godere: un pianista completo, che viene da jazz, ma che sa cucire il suono anche quando pi folk.

Il pubblico sicuramente di appassionati ma non solo. A fine concerto molti si scopriranno a domandarsi: "ma che genere suonano?". La risposta non c' : talora jazz/fusion, altre volte decisamente folk, raramente rock, a piccoli tratti classici, sempre cantautorali. O meglio, la risposta c'è: Sulutumana! Sicuramente i brani di Decanter sono meno folk rispetto a quelli dei primi due dischi e sicuramente raccontano meno storie e pi concetti, idee. Sembra filar via tutto facile e liscio ad ascoltarli, ma dietro ci sono tanto lavoro, tanto studio e tanta competenza con gli strumenti. La crescita si nota soprattutto in Michele che è sempre pi bravo alla chitarra e si produce persino in qualche passaggio flamenco. Andrea Aloisi come sempre puntuale in tutti gli interventi di violino e la ritmica meno in evidenza rispetto ad altre occasioni. Probabilmente una scelta, visto l'ambito teatrale: cosi' Samuel Cereghini picchia un po' meno rispetto ai concerti all'aperto preferendo spazzolati e qualche tocco leggero al rullante. Sempre emozionante, infine, Nadir Giori, che sta in mezzo al palco e alterna contrabbasso acustico e basso elettrico, con quella sua allure da padrone dei tempi del gruppo.

L'apice della serata arriva con Carlina Rinascente, uno dei pezzi pi commoventi mai scritti dalla band che si merita lunghi minuti di applausi. Il ghiaccio con il Piccolo Teatro si sciolto definitivamente e il lungo applauso dà la carica giusta: da lì in avanti tutto un altro impatto emotivo. Bellissima l'Aquilone e strepitosa come sempre Il Volo di Carta, forse l'unico brano che non manca mai negli spettacoli dei Sulutumana che per l'occasione la a rallentano, la riempiono di colori e Giamba la canta con moltissimo trasporto. Anan Ji gi un classico, con quell'incedere maestoso e la lettura di Tiziano Terzani in mezzo.

"Appena tempo di abituarsi ed è già finito", dice Giamba. ma il gruppo viene richiamato da uno scroscio di applausi che pare non finire mai e concede due bis: Piccola Veliera (richiesta dal pubblico), delicata e classica e il pezzo da Buena Vista Social Club. Dentro ci mettono gli assoli e la godono forse pi loro del pubblico che, intimidito dal teatro, resta seduto. Salutano e se ne vanno.
Qualcuno si riveste e s'incammina, ma sosspintu da una seconda marea di applausi, loro escono generosamente per un terzo bis, una Comandante Che Guevara lenta e d'impatto emotivo che ci accompagnerà sulla strada del ritorno.

Ultimo aggiornamento: 21-11-2005
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