Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.
















Concerti

I Premi di Bielle: Onde di musica, onde di emozioni
di Silvano Rubino

Difficile fare la cronaca di una festa. Perché l'ingrediente fondamentale di una festa è l'atmosfera, l'onda emozionale che si propaga nell'aria, le sensazioni delle persone che alla festa partecipano. A meno che non si tratti di una festa basata solo sull'apparenza, buona per appuntamenti mondani o di pubbliche relazioni.

La festa di Bielle di venerdì 16 dicembre, quella in cui abbiamo deciso di dare un premio agli artisti più meritevoli del 2005, è stata soprattutto atmosfera. Perché, come ha detto Alessio Lega durante una delle presentazioni, tutti i premi sono stati dati seguendo esclusivamente "le ragioni del cuore". Se mi mettessi qui a descrivere chi ha fatto cosa, quali canzoni sono state cantate, come ce le siamo cavata io e Alessio nell'inedita veste di presentatori, come siamo riusciti, con i mezzi tecnici limitati a nostra disposizione, a far salire sul palco 4 gruppi, due artisti e uno scrittore, bè, racconterei un centesimo di quello che è accaduto. Fermare in una cronaca i sorrisi e gli sguardi, le belle parole, il clima festoso, informale e rilassato, la voglia autentica di stare insieme nel nome della buona musica e di null'altro, richiede talenti narrativi che non sento di possedere.

Posso solo dire che tutto ha funzionato a meraviglia. Le mie apprensioni (molte, lo devo confessare) si sciolgono appena Alessio intona la sigla della serata "A me mi piace vivere alla grande", di Franco Fanigliulo, un'apertura che più biellista non si può. Non abbiamo fatto prove, non avevamo idea della scaletta sino a 30 secondi prima dell'avvio, non sapevamo bene chi avrebbe suonato e chi no. Ma, miracolosamente, tutto viene da sé, come in un meccanismo perfettamente oliato. Nonostante una cassa sfrigolante tenti ogni tanto di funestare l'ascolto, anche l'impianto audio del Matatu fa il suo dovere, guidato con mano sicura dal fonico dei miracoli, Mauro. La sala è piena e attenta come nelle grandi occasioni, gli artisti si incontrano, si parlano, si conoscono, si scambiano impressioni, idee, valutazioni. E anche Cd. Si sale sul palco, si ritira la coppa, si suona. Si sprecano elogi per il lavoro di Bielle (grazie grazie grazie, ci sentiamo proprio voluti bene...) . Apre il premio al libro di Franco Fabbri, che distilla una o due perle di saggezza. I Luf cantano "Cuore a sinistra e portafoglio a destra" in trio, i Sursumcorda, in formazioni ridottissima (sono solo in due), improvvisano anche loro un brano, i Sulutumana regalano un incantevole mini-concerto e attestazioni di vera amicizia anche loro. Poi è festa con le atmosfere allegramente retrò dei Caffé Sport Orchestra, che contagiano di buon umore l'intera serata. Anche Carlo Fava ci viene a trovare, canta "La malavita non è più" e resta con noi a festeggiare.

Si chiude alla grande, con impreviste e imprevedibili jam session finali: salgono sul palco Suso, Carlo Fava e i Sulutumana, in una splendida versione di "Quizás, quizás, quizás". Poi i Sulutumana fanno un altro terno di canzoni, tanto per dare ancora una volta dimostrazione del loro grande cuore. Poi Alessio e Carla Fava insieme, con un omaggio da brivido a Enzo Jannacci, "Io e te". Sembrava che lo facessero da una vita, quel duetto...

E poi...
Ecco, lo sapevo, ci sono cascato. Ho fatto la cronaca. E invece non volevo. Perché non sono capace di raccontare i sorrisi e gli sguardi, le belle parole, il clima festoso, informale e rilassato, la voglia autentica di stare insieme nel nome della buona musica e di null'altro...

Ultimo aggiornamento: 17-12-2005
HOME