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Concerti

Fossati e la laguna (Magico Ivano a Venezia)
di El brontolon de Venessia

Giornata speciale a Venezia il 3 luglio 2005. 700 musicisti sparpagliati per le calli e i campi della città palcoscenico e ciliegina su questa grande torta multigusto apposta da Ivano Fossati che, accettando l’invito del Casinò di Venezia, ha tenuto un concerto per soli 300 fortunati nei giardini del palazzo che ospita le sale da gioco: in riva al Canal Grande, con tetto un terso cielo blu e i gabbiani che volteggiavano curiosi! Per 3 giorni di seguito, il Gazzettino prometteva un concerto unico: canzoni “nude”, spogliate da ogni orpello, arrangiamento, effetto, solo piano e voce per carpire l’essenza delle sue canzoni, il nocciolo poetico di tanti piccoli capolavori. C’erano tutti gli ingredienti per una serata indimenticabile: anche un buon numero di “babbione”, le sue più fedeli ammiratrici.

Ovviamente ci aspettavamo Lui con il solo pianoforte. Invece, ecco apparire dal backstage un etereo bianco fantasma che con voce ben impostata, veniva a declamarci ambiziosi versi di Brecht (lo stesso Ivano ci informerà poco dopo che questi non è mai stato una sua fonte d’ispirazione, allora che c’entravano?): indovinate chi era... Mercedes, fiat lux! Poi, per fortuna, fragili e trasparenti canzoni con il vero respiro del Maestro: pause ed accelerazioni imprevedibili catturavano gli spettatori, non solo le “babbione”! "La costruzione di un amore" sofferta e struggente, col fiato corto alle ultime battute: un effluvio di pathos. E in un avvincente crescendo d’emozioni, sulle inconfondibili note al piano di "Oh che sarà" ecco sovrapporsi, con estrema delicatezza e grazia, le lievi percussioni di Lillo (Claudio Fossati). Ma allora teniamo famiglia! E le tanto sbandierate promesse di essenzialità, il voler vincere l'azzardo di duellare col solo piano contro il silenzio generato dall'assenza degli abituali compagni di palco, cercando una nuova complicità col pubblico, dove sono finite? Delle tre, o è stata sbagliata la comunicazione pre-concerto (pubblicità ingannevole!), oppure gli è mancato il coraggio fino in fondo (e qui lo possiamo capire dopo decenni di esagerata timidezza vinta solo grazie alla nuova dentatura) o, peggio ancora, Venezia val bene un week-end familiare!

Per fortuna di chi c'era, sono seguite altre sorprendenti reinterpretazioni in cui le percussioni non solo non davano fastidio ma, anzi, creavano una magica atmosfera soprattutto nella sfolgorante "Panama" (da urlo). Ai bis, Lillo spariva assieme al fantasma bianco, finalmente!, tutto sembrava congiurare per il meglio anche grazie ad un'autentica chicca: "Pensiero stupendo" legato con doppio filo alla veneziana Nicoletta Strambelli e ripresentato da par suo dall'....autore (sicuramente la sorpresa meglio riuscita). La magia del momento purtroppo veniva irrimediabilmente rovinata dal bis più inutile (fatalità un giorno dopo il Live8 ?!?) e più sconcertante che potesse concepire: "Il disertore". Che, per usare un eufemismo, c'entrava come i cavoli al buffet del piano nobile di Palazzo Vendramin Calergi (consumato dopo il concerto!). In compenso (sih) l'interpretazione era stata veramente marziale, in piedi con la mano al petto! Sarebbe piaciuta ai vari Casarin, Caccia, Bettin & Co! Penosa e grottesca per il contesto ma, soprattutto, un'offesa al repertorio invidiabile del nostro Eroe! Peccato che le fans e il pubblico meno attento, non se ne siano neppure accorti, tale era la venerazione complice l'intrigante cornice del Canal Grande.

E' doveroso ricordare che queste leggere (?) discrasie nulla tolgono alla bravura, all'intensità, alla sincerità che traspariva dalle altre canzoni. Solo dei piccoli bachi di un programma per il resto intenso e difficilmente ripetibile. Spero di non aver leso Sua Maestà e le numerose dame di compagnia.

Un grazie a parte, merita la deliziosa consueta disponibilità ad aggiungere bis e a sopportare (a digiuno) le pressanti attenzioni delle ardite mantidi che lo volevano tutto per loro a scapito di un folto gruppo di autografisti. Solo un baldo manipolo di gorilla riusciva a mettere fine al supplizio del martire Ivano. Grazie per averci provato, che le Muse ti diano il coraggio di portare fino in fondo questo affascinante esperimento, lasciando a casa la famiglia!

Ultimo aggiornamento: 11-07-2005
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