Presenza
illustre della ventottesima Rassegna della Canzone d'Autore
- partecipa infatti nella giornata di sabato sia al
convegno che alla rassegna serale - Patti Smith parla
a ruota libera durante l'appuntamento di mezzogiorno
al Roof del Teatro Ariston. Traduttore d'eccezione Tito
Schipa Junior.
"La gente purtroppo è diventata
egoista e materialista", esordisce la Smith.
"Le persone - prosegue - hanno paura, ma più
forte della paura generica è la paura della
perdita dei beni materiali, degli agi, della propria
posizione sociale conquistata a fatica".
Da tali difetti, ecco l'accusa, gli
artisti non sono immuni. "Non è più
possibile - spiega la Smith - delegare una reazione
ad un gruppo di intellettuali, siamo noi come persone
che dovremmo svegliarci l'un l'altro. Indipendentemente
dalla categoria professionale. Qualunque essa sia".
Ma qual'è, verrebbe voglia di
chiedersi, la colpa dei cantanti? "Gli artisti
- risponde la Smith - si sentono perseguitati, temono
di perdere il lavoro, o le posizioni in classifica.
Allora si stanno ritirando. Si integrano sempre più
nel sistema, abdicando alla loro funzione di denuncia
in favore di quella di solo svago. Ed è triste".
Le responsabilità, tuttavia,
non sono solo delle voci. "Molte colpe di questa
situazione sono da attribuire ai media, soprattutto
alle radio, che potrebbero essere grandi forze di
spinta culturale, invece si limitano a sfruttare i
giovani come consumatori. Pertanto quella che dovrebbe
essere la forza di rottura del rock'n roll, quella
che apre le coscienze, è assolutamente ignorata
e sostituita da una pura e semplice sessualizzazione
e commercializzazione della musica"
La Smith parla senza peli sulla lingua,
forte del fatto di non 'essere sul mercato', una libertà
che consente di preoccuparsi poco di perdere posizioni
in classifica. "Ho sempre lanciato i miei j'accuse"
.- ammette - però, anche se non voglio criticare
nessuno in particolare, credo davvero che non ci siano
scuse: un artista ha il dovere di parlare col cuore,
senza preoccuparsi di essere letto o trasmesso. Un
artista non può integrarsi nel sistema, deve
esserne il primo critico".
Il riferimento all'attualità
non manca e si tratta di parole che non lasciano spazio
ai compromessi. "Prima del bombardamento in Iraq
- ricorda l'artista - è stato molto toccante
vedere tutte quelle persone scendere in piazza a gridare
il loro no alla guerra e vedere tutte quelle bandiere
della pace appese ai balconi, ma non possiamo aspettarci
che i politici si muovano. Loro faranno sempre e solo
il loro interesse. Ma anche se la gente non è
riuscita a fermare Bush, è importante non rinunciare.
Bisogna continuare a lottare".
Buoni e cattivi esempi
"Credo di essere stata fortunata
a nascere in un'epoca che mi ha dato la possibilità
di assistere alla rivoluzione del Rock'n Roll. Tutti
noi, chi più chi meno, siamo stati influenzati
da Jim Morrison. Ma se dal punto di vista artistico
lui è stato davvero un grande, dal punto di
vista umano non ha lasciato un grande esempio. Anzi,
ha lasciato l'esempio di come proprio non ci si deve
comportare".
"Io non voglio giudicare nessuno,
ma Morrison è stato uno che ha sprecato i suoi
talenti. Io amo la vita. Non credo che per forza si
debba morire per essere considerati dei grandi".
La ricerca di nuove vie espressive
"Nel 1976 ho incontrato Robert
Mapplethorpe, che mi è stato maestro e amico.
Il mio lavoro attuale, che sarà in mostra a
Ferrara - per la prima volta in Italia -, è
la mia reazione all'11 settembre. Sono le mie reazioni
di fronte a quell'evento. È una nuova ricerca,
un nuovo modo di comunicare le mie emozioni e le mie
denunce.
Musicista dai mille talenti,
Patti Smith è anche pittrice: le sue opere,
grafico-pittoriche saranno in mostra a Ferrara, dal
20 marzo al 30 giugno 2004, nell'ambito della Biennale
"Donna - Strange messangers".