Sotto
un titolo color cielo si cela quest'anno il convegno
monografico della ventottesima edizione della Rassegna
della canzone d'Autore, che si è aperta giovedì
a Sanremo. Lasciate decantare per un attimo chitarre,
pianoforti e batterie nei pomeriggi di giovedì,
venerdì e sabato musicisti, poeti, scrittori
e studiosi passano amabilmente il tempo chiacchierando
sul tema canzone e letteratura.
Ha iniziato il viaggio il professor
Vecchioni, con una mini conferenza sulla storia della
canzone. Subito a ruota Franco Fabbri, illustre musicologo
e fondatore dello storico gruppo milanese degli "Stormy
Six" ha tracciato una panoramica su come si mette
in musica la poesia con particolari riferimenti al
rebetico.
La panoramica è poi passata
dall'altra parte del Mediterraneo, per la precisione
in Catalogna, con l'intervento di Xevi Planas ,e poi
di nuovo in Italia, prima con i turbinanti racconti
di Marco Paolini, del suo fare e vedere la poesia
e del mescolarla alla musica e poi con la canzone
napoletana classica. affidata al raccontatare armonico
e in lingua di Fausto Cigliano.
Ultimo intervento quello di Francesco
Guccini con Sergio Staino sulla "poesia dell'appennino
Tosco-Emiliano". Con una breve introduzione di
Guccini: "Dopo la canzone napoletana classica,
dovremmo parlare della canzone napoletana moderna:
quella di Berlusconi e Apicella. E magari potremmo
ospitare al convegno questi autorevoli signori, affinché
ci spieghino...".
Ma alla sera tutt'altra musica. Anzi,
finalmente il Tenco si fa musica. E apre Enzo Jannacci.
Attacca, come consuetudine, con "Lontano Lontano"
proprio di Luigi Tenco. Il pianoforte di Enzo e la
fisarmonica di Paolo Jannacci snocciolano poi le note
di "Giovanni Telegrafista" e "La disperazione
della pietà", splendido testo di Vinicius
de Moraes, per concludere con "L'uomo a metà",
canzone premiata con la Targa Tenco.
La serata musicale, indubbiamente di
altissima qualità, vede poi Fausto Cigliano
estrarre dal suo cappello magico ... ops... dalla
sua chitarra, altrettanto magica, una serie di pezzi
classici napoletani, tutti o quasi, rigorosamente
basati su poesie preesistenti.
E' poi il turno di Marco Paolini, che
con i Mercanti di liquore presenta una rassegna di
testi lombardi e friulani, tra i quali si incastona
come una gemma perfetta la bellissima ballata "Lombardia"
del trio monzese".
Conclude la prima parte Marco Ongaro,
con un toccante ricordo della "Piccola amica"
Alba Atesini, recentemente scomparsa, collaboratrice
di lunga pezza del Club Tenco.
Tra i punti salienti del secondo tempo
il trittico di ritratti poetici di Roberto Vecchioni:
Arthur Rimbaud, Alda Merini e Fernando Pessoa, la
performance vulcanica di Antonio Albanese ed il recital
arabeggiante di Jane Birkin, che celebra la grandezza
poetica di Gainsbourg, - "Questo premio è
per Serge, non per me" - dirà ritirando
l'onorificenza, con la sua voce, dolce, fragile e
maliziosa e con la sua persona di sofisticata, eterna
fanciulla.
Un plauso anche per gli interventi
"tappabuchi" di Stefano Nosei.