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Tenco 2003: l'anima dei poeti ... o all'anima dei poeti?

di Carlotta Baruzzi

Sotto un titolo color cielo si cela quest'anno il convegno monografico della ventottesima edizione della Rassegna della canzone d'Autore, che si è aperta giovedì a Sanremo. Lasciate decantare per un attimo chitarre, pianoforti e batterie nei pomeriggi di giovedì, venerdì e sabato musicisti, poeti, scrittori e studiosi passano amabilmente il tempo chiacchierando sul tema canzone e letteratura.

Ha iniziato il viaggio il professor Vecchioni, con una mini conferenza sulla storia della canzone. Subito a ruota Franco Fabbri, illustre musicologo e fondatore dello storico gruppo milanese degli "Stormy Six" ha tracciato una panoramica su come si mette in musica la poesia con particolari riferimenti al rebetico.

La panoramica è poi passata dall'altra parte del Mediterraneo, per la precisione in Catalogna, con l'intervento di Xevi Planas ,e poi di nuovo in Italia, prima con i turbinanti racconti di Marco Paolini, del suo fare e vedere la poesia e del mescolarla alla musica e poi con la canzone napoletana classica. affidata al raccontatare armonico e in lingua di Fausto Cigliano.

Ultimo intervento quello di Francesco Guccini con Sergio Staino sulla "poesia dell'appennino Tosco-Emiliano". Con una breve introduzione di Guccini: "Dopo la canzone napoletana classica, dovremmo parlare della canzone napoletana moderna: quella di Berlusconi e Apicella. E magari potremmo ospitare al convegno questi autorevoli signori, affinché ci spieghino...".

Ma alla sera tutt'altra musica. Anzi, finalmente il Tenco si fa musica. E apre Enzo Jannacci. Attacca, come consuetudine, con "Lontano Lontano" proprio di Luigi Tenco. Il pianoforte di Enzo e la fisarmonica di Paolo Jannacci snocciolano poi le note di "Giovanni Telegrafista" e "La disperazione della pietà", splendido testo di Vinicius de Moraes, per concludere con "L'uomo a metà", canzone premiata con la Targa Tenco.

La serata musicale, indubbiamente di altissima qualità, vede poi Fausto Cigliano estrarre dal suo cappello magico ... ops... dalla sua chitarra, altrettanto magica, una serie di pezzi classici napoletani, tutti o quasi, rigorosamente basati su poesie preesistenti.

E' poi il turno di Marco Paolini, che con i Mercanti di liquore presenta una rassegna di testi lombardi e friulani, tra i quali si incastona come una gemma perfetta la bellissima ballata "Lombardia" del trio monzese".

Conclude la prima parte Marco Ongaro, con un toccante ricordo della "Piccola amica" Alba Atesini, recentemente scomparsa, collaboratrice di lunga pezza del Club Tenco.

Tra i punti salienti del secondo tempo il trittico di ritratti poetici di Roberto Vecchioni: Arthur Rimbaud, Alda Merini e Fernando Pessoa, la performance vulcanica di Antonio Albanese ed il recital arabeggiante di Jane Birkin, che celebra la grandezza poetica di Gainsbourg, - "Questo premio è per Serge, non per me" - dirà ritirando l'onorificenza, con la sua voce, dolce, fragile e maliziosa e con la sua persona di sofisticata, eterna fanciulla.

Un plauso anche per gli interventi "tappabuchi" di Stefano Nosei.

Ultimo aggiornamento: 24-10-200
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