E'
incominciata. E per tre giorni non ce la leveremo di
dosso. Nei giorni 23, 24 e 25 ottobre, come sempre al
Teatro Ariston di Sanremo, si sta svolgendo la 28ma
rassegna della Canzone d'Autore. E altrettanto come
sempre sono cinque le targhe assegnate Ci sono state
due affermazioni nettissime: quella di Francesco De
Gregori e Giovanna Marini nella categoria "interpreti"
per il disco "Il
fischio del vapore" e quella di Morgan come
autore della migliore "opera prima" con "Canzoni
dell'appartamento", il primo album che il leader
dei Bluvertigo ha realizzato da solista.
La coppia Marini–De Gregori
ha preceduto di poco Nicola Arigliano, Franco
Battiato e Duilio Del Prete, Morgan invece non ha
avuto rivali nei risultati del voto: Isa e Marco Berruti,
classificati secondi ex-aequo hanno un distacco a
dir poco abissale.
Per il secondo anno consecutivo, fatto
rarissimo, Enzo Jannacci ha vinto
la Targa Tenco per la "canzone dell'anno":
con "L'uomo a
metà", scritta insieme al
figlio Paolo. Ha preceduto di poco "Non insegnate
ai bambini" di Giorgio Gaber, al quale è
stata attribuita la Targa per il "migliore album":
"Io
non mi sento italiano".
In lizza con Gaber per il migliore
album sono stati, in ordine di piazzamento, Ivano
Fossati e Mauro Pagani ex aequo, Carmen Consoli e
lo stesso Jannacci. Infine il gruppo salentino dei
Sud Sound System viene premiato per
il miglior disco in dialetto, "Lontano";
dopo di loro si sono classificati Davide van de Sfroos,
Agricantus e Nidi d'Arac.
Gaber
Giorgio Gaber, targa per il "Miglior
album", un premio alla memoria
Certo che le scelte del Club Tenco
di quest'anno lasciano perplessi. Non tanto per il
premio a Gaber, il miglior disco. E' un premio alla
memoria e il lavoro è migliore di "La
mia generazione ha perso". Ma per Gaber si poteva
forse trovare un'altra formula: "Premio alla
carriera" o "alla memoria".
Certo lascia tristezza vedere un grande
autore e musicista come Mauro Pagani
confinato al secondo posto, quando avrebbe meritato
mille volte di vincere, soprattutto per quanto ha
fatto e sta facendo per la musica degli altri, collaborando
con stelle di prima grandezza, ma non disdegnando
mai di dare una mano a gruppi alle prime armi.
Ancora più stupiti lascia il
secondo posto pari merito di Ivano Fossati
con
"Lampo viaggiatore", piacevole sì,
senz'altro, ma "dischetto", divertissement
per ammissione dello stesso autore: un buon vecchio
cd anni '70, con tanto di facciata A e facciata B,
minutaggio limitato e alternanza tra "lenti"
e "mossi" come da copione. Il vecchio che
avanza, insomma.
Perplessità addirittura maggiori
lasciano le altre sezioni. Morgan
esordiente? Allora anche John Lennon ai tempi di "Imagine"
o George Harrison con "My sweet Lord". Morgan
ha poi fatto, per sua stessa definizione, un album
pop, che doveva essere di cover (poi ne ha conservate
solo due). Che senso ha il premio? Di sicuro non di
promozione e incoraggiamento o di ricerca di nuovi
talenti.
E' un premio rassicurante. Viene il
sospetto che la maggior parte dei giurati del Tenco
non senta musica e non abbia mai sentito parlare diIsa
o di Marco Berruti o dei Luf (classificatisi nell'ordine
ai posti d'onore, ma con distacchi abissali). E allora
un bel voto a Morgan mette tutti d'accordo e non crea
polemiche.
Jane Birkin, premio Tenco come operatore culturale
Tra i migliori dischi della stagione
sono poi del tutto ignorati Luigi Grechi, i Sulutumana,
Lalli (un voto solo), i Caravan De Ville, Giulio Casale,
Giorgio Conte, i Baustelle, Angelo Branduardi e altri
ancora che hanno nobilitato l'annata appena trascorsa.
Non è tutto.
Vogliamo parlare del dialetto? Siamo
al manuale Cencelli della musica. Un colpo al cerchio
e uno alla botte. Ha vinto Van De Sfroos il padano
lo scorso anno? Quest'anno tocca a un gruppo del sud:
i Sud Sound System, che hanno il sud persino nel nome.
Eh va beh. Anzi non va bene per niente, se questi
devono essere i "Grammy's" italiani per
la musica d'autore. Ben triste biglietto da visita
mostriamo al mondo. Un biglietto imbalsamato e frutto
di mille correnti e pastette.
Unici punti su cui concordiamo col
Tenco sono sul disco di canzoni non proprie, dove
nessuno poteva togliere il posto a "Il fischio
del vapore" e sulla miglior canzone dell'anno:
"L'uomo a metà" di Enzo Jannacci".
Fa tristezza vedere che dopo in classifica ci sono
ben tre canzoni di Fossati e una sola "sincera":
"C'è tempo" al terzo posto. Ma Jannacci
è commovente e bravo.
Eric Andersen, premio Tenco per l'artista
Oltre alle targhe Tenco ci sono i premi
Tenco. Quest'anno Eric Andersen e Patti Smith hanno
vinto quello per l'artista. Queste rispettivamente
le motivazioni: Andersen "è stato uno
dei primi a intuire le infinite possibilità
espressive dell'incontro tra cultura alta e tradizione
popolare, tra parola scritta e parola cantata, tra
letteratura, poesia e folk, blues e rock".
Patty Smith invece "ha sognato
musica e poesia con passione e tenacia, per tanti
e tanti anni. E ha messo a frutto l'energia e lo spirito
orgoglioso di una generazione che ha cercato, con
tutte le forze della giovinezza e poi dell'età
adulta, "di creare un nuovo paesaggio per entusiasmare,
stupire, far sentire la propria voce".
Jane Birkin e Maria del Mar Bonet hanno
vinto il Premio Tenco 2003 per l'operatore culturale,
la prima perché "Inglese trapiantata in
Francia, ha a modo suo trasformato e spolverato di
pepe il repertorio della canzone francese e della
canzone francese e in particolare l'anticonformistica
poesia in musica di Serge Gainsbourg, continuamente
rivivendola e rinnovandola con suoni inusitati, con
il suo raffinato erotismo e il suo temperamento sentimentale,
disarmante e limpido", la seconda in quanto "originaria
di Maiorca, crocevia delle culture mediterranee, ha
assorbito completamente lo spirito di koinè
musicale della sua terra, fondendo sapientemente influenze
e stili differenziati. Ha cantato sistematicamente
i poeti, non soltanto catalani, diffondendo presso
un pubblico sempre più vasto la voce dell'arte
e della libertà".
"L'anima dei poeti" è
invece il titolo del dibattito monografico in corso
dal pomeriggio di giovedì. Con questo titolo
la 28ª Rassegna della canzone d'autore organizzata
dal Club Tenco a Sanremo dal 23 al 25 ottobre esplora
l'incontro di canzone e letteratura.
Maria del Mar Bonet, premio Tenco per l'operatrice
culturale
Il "Tenco" prosegue la strada
monografica degli ultimi anni, sviluppandola in maniera
massiccia ed esclusiva: tutto il cast è stato
scelto in funzione dell'attinenza al motivo ispiratore
e porterà sul palco del Teatro Ariston repertori
scritti su testi di autori letterari o ad essi ispirati.
La prima serata di spettacolo
(sempre giovedì) vedrà, oltre al recital
di Jane Birkin, la presenza di Enzo Jannacci, premiato
per la più bella canzone dell'anno; Roberto
Vecchioni, che oltre alle sue canzoni più "letterarie"
presenterà con Enrico Nascimbeni un omaggio
a Bukovski; Marco Paolini, attore sempre più
"cantante", qui con i Mercanti di Liquore;
Fausto Cigliano, ultimo campione di una generazione
legata ai grandi poeti di Napoli; i Sud Sound System
con il loro reggae salentino; e brevi interventi umoristici
di Antonio Albanese e di Stefano Nosei.