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BiELLE CAMPAGNE

CASD: Comitato Anti-Scempio
Fabrizio De André

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Sono quasi 10 anni che Fabrizio De André ci ha lasciato e già stanno partendo le celebrazioni. Inevitabili forse, quando un'artista è tanto grande. Tristi, sempre, comunque vada e anche con le migliori intenzioni di questo mondo. Forse il Club Tenco ha perso l'occasione per ricordare quest'anno che Lucio Battisti (mai amato da loro) e Fabrizio De André (amato assai) sono entrambi scomparsi da un decennio esatto. Per il momento a ricordare De André è uscito un libro formato da Franz Di Cioccio e Guido Harari, fotografo e amico di Fabrizio, che documenta la storica torunée. Titolo suggestivo: "Evaporati in una nuvola rock". Grande formato, bellissime foto.

Cosa è il CASD, come nasce,
cosa si propone


Il Comitato Anti-Scempio De André si propone di segnalare tutti i casi di abuso del nome e dell'arte di questo grande artista, supplendo alla vacanza di iniziative e di idee di una Fondazione che porta il nome, contempla gli eredi, ma, almeno per ora, non si muove nella logica di proteggerne la memoria. Il Casd raccoglie adesioni: se vuoi aderire scrivi le tue motivazioni qui

Evaporato in una nuvola rock

Cosa si può dire di questo libro? Contemporaneamente tutto il male e tutto il bene possibile. E' indubbio che fornisce immagini di André inedite e curiose e che soprattuto documenta un momento importante, anzi, scomodiamo il termine "epocale" chequesta volta ci vuole. De André e la Pfm in concerto assieme hanno segnato un'epoca e aperto nuove strade per i cantautori. Ed era anche molto bello che un cantautore già famoso e oggetto di culto come De André fosse disposto a rimettersi in discussione, contribuendo a dare nuova veste sonora ai suoi immortali capolavori. Che, da allora in poi, sono più noti in questa nuova veste che in quella originale. Alzi la mano chi si ricorda Il pescatore col fischio? Pochi, eh? Dall'altro canto non possiamo non notare che è l'ennesima iniziativa per ricordare De André e che lo stesso Harari aveva già dato alle stampe lo scorso anno "Una goccia di splendore", programmaticamente e immodestamente definito come l'"autobiografia per parole e immagini". Sono 10 anni dalla scomparsa d Fabrizio e dobbiamo abituarci a tutto ed aspettarci anche il peggio. Però possiamo dire che non ci va giù che Franz Di Cioccio si sia specializzato nel fare il becchino? Per i 10 anni di Battisti è appena uscito con un libro mediocre e denso di nulla scritto assieme a Bertoncelli ("Sulle corde di Lucio") e adesso, a pochi mesi di distanza ci riprova con De André e questo "Evaporati in una nuvola rock". E Harari ha un po' vuotato il capace sacco delle foto. Alcune sono belle, altre già viste decine di volte e altre non meriterebbero nemmeno la pubblicazione. Poi, nel caso voleste chiedermi se nonsento anch'io la mancanza di Fabrizio De André, cazzo se la sento! Mi è mancato ogni singolo giorno per anni. Ma ci ha lasciato delle canzoni sublimi. E mi basta quello. (segue)

Una goccia di splendore

Quarantacinque euro per 336 pagine. Grande formato, grande prezzo, grande libro in senso fisico.Ossia occupa spazio e raccoglie polvere. Essenziale? No. Per malati di De André, solo per malati e pure danarosi. Gli stessi che comprano l'ennesima raccolta tripla anche se hanno già tutti gli originali in ottimo stato (e intanto nessuno che pensa di rimasterizzare Tutti morimmo a stento, penalizzato da tecniche di incisione ancora primitive!). Lo scopo è enciclopedico: raccontare tutto Fabrizio dalla nascita alla morte. In un percorso per buona parte fotografico e in parte autografo da parte dello stesso Fabrizio. Ma la parte iconografia è decisamente preponderante ed è quella che fa la sostanza del libro. Una volta superato il fastidio per l'operazione museale bisogna riconoscere la grandezza dell'opera. Le foto dell'infanzia sono magnifiche, la parte di documenti iconogrfici è strepitosa e si vede che in tanti hanno contribuito a fare di questa un'opera monumentale che restasse nel tempo: la Fondazione De André, Dori Ghezzi, l'Università di Siena dove essite il Centro Studi De André. Più si va avanti negli anni e più il materiale disponibile aumenta. E di valore sono pure alcuni appunti di mano di Fabrizio De André che vengono riportati nel libro e che hanno il sapore dell'inedito anche quando, probabilmente, non lo sono. "Cioran, uomo di grande lucidità, diceva che la vita, più che una corsa verso la morte, è una disperata fuga dalla nascita". "Credo che l'uomo per salvarsi debba sperimentare l'angoscia". "Scrivo per paura che si perda il ricordo della vita delle persone di cui scrivo. Per paura che si perda il ricordo di me". Non si perderà. (segue).


Cover De André

Il suonatore Jones - Paolo Capodacqua

Le storie di ieri - Yo Yo Mundi

Un Blasfemo - MdL

Il naufragio della LV - Max Manfredi

Maria nella bottega ... - Rosa Tatuata


Cover De André

Via del campo - Jannacci

Amico Fragile - Vasco

La canzone di Marinella - Corsi

Canto Servo Pastore - La sedon Salvadie

Un giudice - Bertoli

Disamistade - Walkabouts

Fabrizio De André: In Concerto Volume I

I

Riccardo Bertoncelli: "Belin sei sicuro?"



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