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La vera storia di "Canti Randagi"
di Andrea Del Favero (La Sedon Selvadie)

Caro Giorgio,
ho letto con stupore la recensione di Canti Randagi. Ti ringrazio degli apprezzamenti che fai al nostro lavoro. Nonostante gli anni passino e il pelo sullo stomaco aumenti riesco sempre a imbarazzarmi quando qualcuno mi loda... In quel disco ho lasciato un pezzo del mio cuore. Ho amato De André fin da ragazzo e poter realizzare questo tributo è stato per me il raggiungimento di un sogno. Poi parlarne con lui, accettarne le critiche, bermi come rosolio le tantissime lodi che ci fece. emozioni indimenticabili.


Approfitto per darti qualche conoscenza in più sul progetto in sé. In primo luogo è a dieci anni di Creuza de ma perché lo abbiamo pensato e prodotto nel '94. Uscì nel '95 per il solito tempismo delle case discografiche. In effetti nessuno ci credeva più di tanto. Anche per Adele era una specie di divertissement da regalare a Fabrizio, che era curiosissimo e non riuscivamo a tener lontano da quanto stavamo facendo. Adele e Dori gli hanno raccontato un sacco di palle all'epoca per non fargli capire nulla.

Il nome "Canti Randagi" è farina del sacco De André. Una volta fatto un rough mix del disco glielo abbiamo dato da ascoltare e, dopo una notte insonne, come da copione, a riascoltarsi questi suoi gioielli rinati, se ne uscì con questo titolo geniale! Il suo narcisismo era appagato, ma anche il gusto musicale, eccome! Quando facemmo la prima dello spettacolo al Teatro Verdi di Monza lui venne improvvisamente nei camerini prima del concerto e non disse una parola. Mi abbracciò... poi si nascose in sala con Dori. Alla fine del concerto venne giù il teatro e molti si accorsero che era in sala. Noi lo chiamammo a gran voce dal palco e lui, emozionato da morire, decise di salire al volo, saltando dai sub dell'impianto direttamente sul palco...e rischiando di sfracellarsi in platea. Riccardo Tesi, Chicco Minonzio e io lo prendemmo al volo e lui finì dritto tra le braccia di Elena Ledda!!!

Concordo fondamentalmente con le tue opinioni sui brani.

"Canti randagi", inoltre, oltre a essere una magnifica idea, è un grande tributo, ma soprattutto è un gran disco. Le canzoni di Fabrizio De André, quasi senza eccezione, calzano come guanti sulle nuove strutture musicali e addirittura dentro le nuove lingue scelte. I creatori di "Canti randagi" hanno deciso di rendere le cose difficili a se stessi e agli autori e interpreti coinvolti. Tutte le canzoni sono state "tradotte" nella lingua, nel dialetto, nell'idioma più vicino ai gruppi che hanno partecipato all'iniziativa. (segue)

A me non piace molto quella dei Re Niliu e valuto un po' di più quella della Ledda perché ha trasformato il pezzo in un canto in re campidanese. Ma non possiamomica essere d'accordo su tutto, no!

Il brano toscano era una scelta obbligata. Il testo è di Cecco Angiolieri, la musica è “leggera”, non ci sono dubbi. Il problema è che l'espressione dialettale toscana coincide troppo con la lingua letteraria italiana...

Ogni gruppo ha avuto due giorni di studio per realizzare il brano. Il lavoro è stato fatto da Piero Bravin (il mitico fonico dei live con la PFM!!!) con qualche mia breve presenza in un fantastico studio con un banco Neve e un set di microfoni da urlo, su un multitraccia Mitsubishi digitale. I missaggi sono stati fatti in un altro studio più automatizzato da Piero Bravin e da me. Abbiamo operato numerosi tagli e aggiustamenti su tutti i pezzi e il lavoro di Piero è stato veramente fondamentale per la pasta sonora, ma anche per il risultato musicale finale. Una grande persona e un tecnico sopraffino con un grande gusto musicale. Tra l'altro, guarda un po', lui è cresciuto a Milano, ma i suoi sono friulani!!!

Allan Taylor. Qui c'è una cosa che non sai. Fabrizio De André adorava Allan Taylor, altamente ricambiato. Nel '98, quando suonò l'ultima volta a Folkest, Allan era qui e volle presentare lui lo spettacolo di Fabrizio che pi gli sbucò all'improvviso alle spalle e lo abbracciò. Ero a due metri da loro e ti garantisco che avevano gli occhi lucidi tutti due. Incredibile! Fabrizio disse allora che la presenza di Allan nel disco era il regalo più bello e inatteso. Per noi era anche un segnale di quanto Creuza de ma fosse valutato all'estero come disco.

Grazie ancora per aver rispolverato questo progetto che l'ottusa stupidità delle case discografiche tiene in un cassetto. Tra l'altro il 31 luglio, al forte di Vinadio (CN) abbiamo fatto una ripresa del live di Canti Randagi (dopo cinque anni dall'ultima replica!) con Tesi e Vaillant, Elena Ledda, Baraban e La Sedon Salvadie, con Bruno Gambarotta come presentatore. Nel pomeriggio abbiamo avuto un incontro-dibattito affollatissimo, devo e alla sera, a fronte di un'aspettativa di 500 persone da parte degli organizzatori, abbiamo avuto duemila paganti. Magia!

Non ti faccio perdere altro tempo. E' stata una scusa anche per me per ricordare alcuni particolare che nel tempo potrebbero sfumare e mi sembravano interessanti. Ciao e grazie di nuovo.
Un abbraccio.
Andrea Del Favero

Ultimo aggiornamento: 01-10-2005
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