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Concerti

Il Boss in Italia: a Roma un concerto stellare
Sulle tracce di Springsteen per le tre tappe italiane
di Vittorio Pasquali

Dei 3 concerti italiani Roma è stato di certo il più stellare (questo pensavo mentre stavo lì e ancora oggi questo è l'aggettivo che mi sembra più calzante: "stellare"). Bruce ha detto che si era fatto un giretto di notte per Roma (vero, dei fortunati amici l'hanno incontrato alla fontana di Trevi, che culo che ha certa gente!) e le case sembrava quasi che parlassero, e l'avevano ispirato... Fatto sta che, ripeto, è stato meglio che a Bologna e Milano.

A volte noi springsteeniani folli ci sentiamo chiedere che senso ha vedere più di un concerto in pochi giorni: ebbene, Roma è stata una risposta esemplare a tale domanda.

25 canzoni suonate a Bologna il sabato precedente: ebbene, a Roma ne ha cambiate 8 (otto), e mica roba da poco!!! Ha esaudito un paio dei miei sogni più mostruosamente proibiti... Tanto per cominciare, è entrato sulle note di "C'era una volta il West" e, con tanto di dedica a Ennio Morricone, si è prodotto in una "I'm on fire" al banjo che non avrò occasione di risentire mai più...
Al quarto pezzo un'altra variante: "Empty Sky", da "The Rising".

Inizia una chitarra acustica in solitario, si aggiunge quasi subito la voce del Boss che prende a salmodiare: "I got my finger on the trigger / But I don't know who to trust / When I look into your eyes / There's just devils and dust". Poco a poco entrano altri strumenti, ma mantenendosi come in secondo piano, per non togliere il focus dalle parole. L'effetto è meraviglioso e quando entra l'armonica potremmo dire che eravamo esattamente lì ad attenderla. Non c'è niente da fare: è solo un pre-ascolto, ma siamo già conquistati. (segue)

Al settimo pezzo si siede al piano e sappiamo di poterci aspettare qualcosa di clamoroso: ma quella che arriva è addirittura "Incident on 57th Street", uno dei miei pezzi preferiti, mai suonato prima in Italia e da me sentito solo una volta nel New Jersey... Momenti bellissimi, noi che esultiamo, ci abbracciamo, insomma cose che ai non iniziati faranno anche ridere ma tant'è.

Come decimo brano ci aspettiamo "Maria's Bed" come a Bologna: invece ci arriva una bellissima "All the Way Home", sempre dall'ultimo "Devils & Dust" ma secondo me superiore...
Nello slot numero 11 arriva "Nebraska" che per me è una novità assoluta, e io mi rendo conto che può davvero succedere di tutto: infatti subito dopo attacca "Brilliant Disguise", per la prima volta in questo tour, su richiesta dei ragazzi che l'avevano incontrato nel giro notturno per la città...
Canzone numero 14, si risiede al piano e suona "Real World" nella nuova, stupenda versione già sentita a Bologna due sere prima.

Canzone numero 15, sempre al piano, me la sento deve essere lei, stasera me la sento, su su dai Bruce fammi quella, è la mia preferita, non l'hai mai fatta in Italia, tanto lo so che me la suoni dai dai... "Racing in the Street". Mostruoso.

Ma non è ancora contento: due pezzi dopo attacca "Lucky Town", e molti commenteranno anche sui forum stranieri che davvero Roma è stata una città fortunata a beccarsi un concerto simile. Oggi guardavo il forum sul sito ufficiale, www.brucespringsteen.net: un tizio commentava la scaletta e si chiedeva se fosse uno scherzo...

Tra parentesi, anche Milano non ha scherzato e mi ha regalato ben tre canzoni da me mai sentite prima dal vivo (e Milano era il mio concerto numero 22...): "Open All Night" (un'altra tour premiere), "Wreck on the Highway" che adoro e la leggendaria "Lost in the Flood", che aspettavo da anni.

Ma Roma è stata una cosa pazzesca.
Grande Bruce, ci vediamo quando tornerai con la E Street Band, spero presto...

06-06-2005
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