Dei
3 concerti italiani Roma è stato di certo il
più stellare (questo pensavo mentre stavo lì
e ancora oggi questo è l'aggettivo che mi sembra
più calzante: "stellare"). Bruce
ha detto che si era fatto un giretto di notte per
Roma (vero, dei fortunati amici l'hanno incontrato
alla fontana di Trevi, che culo che ha certa gente!)
e le case sembrava quasi che parlassero, e l'avevano
ispirato... Fatto sta che, ripeto, è stato
meglio che a Bologna e Milano.
A
volte noi springsteeniani folli ci sentiamo chiedere
che senso ha vedere più di un concerto in pochi
giorni: ebbene, Roma è stata una risposta esemplare
a tale domanda.
25 canzoni suonate a Bologna il sabato precedente:
ebbene, a Roma ne ha cambiate 8 (otto), e mica roba
da poco!!! Ha esaudito un paio dei miei sogni più
mostruosamente proibiti... Tanto per cominciare, è
entrato sulle note di "C'era una volta
il West" e, con tanto di dedica a
Ennio Morricone, si è prodotto in
una "I'm on fire" al banjo
che non avrò occasione di risentire mai più...
Al quarto pezzo un'altra variante: "Empty
Sky", da "The Rising".
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Inizia
una chitarra acustica in solitario, si aggiunge
quasi subito la voce del Boss che prende a salmodiare:
"I got my finger on the trigger / But I don't
know who to trust / When I look into your eyes
/ There's just devils and dust". Poco a poco
entrano altri strumenti, ma mantenendosi come
in secondo piano, per non togliere il focus dalle
parole. L'effetto è meraviglioso e quando
entra l'armonica potremmo dire che eravamo esattamente
lì ad attenderla. Non c'è niente
da fare: è solo un pre-ascolto, ma siamo
già conquistati. (segue) |
Al
settimo pezzo si siede al piano e sappiamo di poterci
aspettare qualcosa di clamoroso: ma quella che arriva
è addirittura "Incident on 57th
Street", uno dei miei pezzi preferiti,
mai suonato prima in Italia e da me sentito solo una
volta nel New Jersey... Momenti bellissimi, noi che
esultiamo, ci abbracciamo, insomma cose che ai non
iniziati faranno anche ridere ma tant'è.
Come
decimo brano ci aspettiamo "Maria's Bed"
come a Bologna: invece ci arriva una bellissima "All
the Way Home", sempre dall'ultimo "Devils
& Dust" ma secondo me superiore...
Nello slot numero 11 arriva "Nebraska"
che per me è una novità assoluta, e
io mi rendo conto che può davvero succedere
di tutto: infatti subito dopo attacca "Brilliant
Disguise", per la prima volta in questo
tour, su richiesta dei ragazzi che l'avevano incontrato
nel giro notturno per la città...
Canzone numero 14, si risiede al piano e suona "Real
World" nella nuova, stupenda versione
già sentita a Bologna due sere prima.
Canzone
numero 15, sempre al piano, me la sento deve essere
lei, stasera me la sento, su su dai Bruce fammi quella,
è la mia preferita, non l'hai mai fatta in
Italia, tanto lo so che me la suoni dai dai... "Racing
in the Street". Mostruoso.
Ma
non è ancora contento: due pezzi dopo attacca
"Lucky Town", e molti commenteranno
anche sui forum stranieri che davvero Roma è
stata una città fortunata a beccarsi un concerto
simile. Oggi guardavo il forum sul sito ufficiale,
www.brucespringsteen.net:
un tizio commentava la scaletta e si chiedeva se fosse
uno scherzo...
Tra parentesi, anche Milano non ha scherzato e mi
ha regalato ben tre canzoni da me mai sentite prima
dal vivo (e Milano era il mio concerto numero 22...):
"Open All Night" (un'altra tour
premiere), "Wreck on the Highway"
che adoro e la leggendaria "Lost in the
Flood", che aspettavo da anni.
Ma
Roma è stata una cosa pazzesca.
Grande Bruce, ci vediamo quando tornerai con la E
Street Band, spero presto...